Il principio di funzionamento è molto semplice: aggiungiamo al segnale dry lo stesso segnale leggermente stonato (ecco qui a cosa ci serve il detune) e il gioco è fatto.
Sembra abbastanza facile su carta, ma passiamo subito alla pratica.
Supponiamo di avere il nostro detune con tutti i parametri a zero. In linea di massima dovremmo avere la possibilità di impostare il Pitch (o in alcuni casi Shift) per ogni canale stereo, regolando così il canale left e il canale right.
Per questi due canali inoltre, dovrebbe esserci l'opzione Pan che ci permette di spalmare (e qui vi svelo l'origine veneta del termine) l'effetto sul panorama stereo. A noi questa opzione ci interessa ben poco dal momento che stiamo trattando un segnale mono che uscirà da un amplificatore mono.
In caso contrario, se volete avventurarvi nel fantastico mondo del triamping, sapete che c'è la possibilità di sbilanciare il segnale "detunato" a destra e a sinistra, mantenendo definito il suono dry originale.

Il detune permette di cambiare la tonalità del suono originale (lo dice anche il nome).
Lavoriamo su entrambi i canali a nostra disposizione:
per il canale left impostiamo un pitch di +10.
allo stesso modo impostiamo il canale right con un pitch di -10.

Come possiamo vedere dall'immagine abbiamo il segnale Dry (parte scura) ampliato leggermente dal segnale effettato a destra e a sinistra (i bordi più chiari).
L'abbassamento o l'innalzamento di 10 punti non presenta una stonatura sensibile e nociva all'intonazione naturale, ma il fatto che andiamo a creare questa tolleranza di più e meno 10 punti ci consente di triplicare in modo fasullo la nostra chitarra mantenendola all'unisono.
L'incidenza per punto di detune cambierà da multieffetto a multieffetto, quello che consiglio è di provare ad aumentare un po' per volta la quantità di detune (sempre uguale per entrambi i canali ma con "polarità" inversa) finché il risultato non vi soddisfa, ovviamente facendo attenzione a non esagerare.
Alcuni detune hanno anche un parametro con il quale si può sfruttare un delay interno per ogni canale effettato. Io sfrutto molto questa possibilità aggiungendo un pizzico di ritardo nel suono processato: in questo caso il suono si amplia ulteriormente.
L'effetto chorus è molto vicino, con la sola differenza che il suono non "fluttua" a causa della modulazione di fase. Il suono resta molto fermo e preciso nonostante l'elaborazione data dall'effetto.
Per me è stato rivoluzionario scoprire questo metodo per rivitalizzare i clean che utilizzo per gli arpeggi.
Anche sui distorti può aiutare ad allargare e dare la sensazione di un muro di chitarre (anche se fa molto anni '80).
con lo stesso principio io utilizzo un ...
Bella France'. Tu che sei uno sperimentatore, ...
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico
Bella idea! :)
The Haddocks ||| Vinile ||| The Soulphits
Confermo quanto suggerito! Proprio ieri stavo ...
in questi giorni sto spippolando con un ...
Chorus alla Mike Stern