I chitarristi si trovano quotidianamente a combattere con aspetti della loro passione più o meno strettamente legati all'elettronica. Uno di quelli più seccanti è senza dubbio il calcolo dell'impedenza necessaria per non combinare guai con l'abbinamento di una nuova cassa all'amplificatore acquistato dopo tanti sacrifici.
Il simbolo dell'ohm, la lettera omega (Ω) che campeggia sul retro degli chassis di combo e testate ricondurrà chiunque possegga basi elettroniche a un piccolo componente a strisce presente in tutti i circuiti: la resistenza.
Effettivamente l'ohm è anche l'unità di misura dell'impedenza, che in soldoni è la resistenza attraversata, anziché da una corrente continua, da una alternata, come la sinusoide della rete elettrica casalinga o come il segnale del nostro strumento.
Per preservare gli equilibri circuitali dell'amplificatore e la sua integrità è importante saper calcolare l'impedenza totale dei coni a esso collegati, cosa quanto mai semplice.
Quando l'altoparlante da connettere è singolo, l'impedenza è indicata sul retro del magnete e deve corrispondere a quella prevista dall'amplificatore, com'è ovvio che sia, quando invece la sperimentazione sonora richiede diffusori multipli è necessario fare la differenza tra collegamenti in serie e in parallelo.
In modo semplicistico, due o più coni si dicono in serie quando sono fisicamente collegati l'uno a un terminale del seguente, in cascata. L'impedenza totale corrisponde alla somma aritmetica delle loro singole impedenze.
Due o più coni sono in parallelo quando entrambi i terminali di ogni cono sono collegati direttamente, meccanicamente ed elettricamente, a quelli di tutti gli altri. In questo caso il risultato è ottenibile sommando gli inversi dei singoli valori, tutto posto al di sotto di una frazione bella grossa.

Nelle situazioni più comuni i calcoli sono estremamente semplici grazie alle configurazioni e i valori standardizzati per i quali non troverete mai un amplificatore con un'uscita, per dirne una, di 13 ohm, salvo rarissime eccezioni studiate ad hoc.
Per esempio, l'uscita di un amplificatore contrassegnata con la scritta "8 ohm", può essere ovviamente collegata a un cono da 8 ohm, ma anche a due da 4 o quattro da 2, o a uno da 4 e due da 2, se collegati in serie (anche se una configurazione del genere è sconsigliata per la dissipazione di potenze diverse tra loro). Collegati in parallelo, due altoparlanti da 16 ohm saranno perfetti.
Configurazioni miste di serie e parallelo per altoparlanti di ogni valore aspettano solo di essere sperimentate mettendo insieme le due formule di cui sopra con collegamenti di qualunque genere.
Ringraziamo Andrea Ambrosi per la consulenza tecnica.
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Problema...
Re: Problema...Piccolo consiglio da parte di chi ci lavora da 44 anni!
FBASS
Re: Problema...
Re: Problema...
Tidal Race
www.ambrosi-amps.com
Re: Problema...
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico
Re: Problema...
Re: Problema...
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico
Editazioni
Re: Editazioni
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Re: Editazioni
:-)
jeb
Dai detto così non è più tanto ...
nel caso si collegasse una testa 8ohm ad una ...
You Tube http://www.youtube.com/user/GuidaGuitar
Re: nel caso si collegasse una testa 8ohm ad una ...
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
Re: nel caso si collegasse una testa 8ohm ad una ...
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Re: nel caso si collegasse una testa 8ohm ad una ...
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
Articolo tanto...
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Differenze suono
Ho misurato
Re: Ho misurato
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Re: Ho misurato
Calcolo resistenza speaker