Per vivacizzare l’incontro pensiamo a un resoconto in video della serata, ovviamente da pubblicare su queste pagine. Così Accademico si fa carico della strumentazione tecnologica necessaria e io ci metto la sala prove del mio gruppo, la disponibilità a scrivere un articolo e una buona bottiglia di prosecco: a Reggio Emilia non si beve solo Lambrusco!
L’incontro si apre con la tipica premessa da parte di entrambi: “io non suono mica tanto bene!”, ma a parte il fatto che lui mente, entriamo subito in sintonia e tra aneddoti personali e la scoperta di interessi comuni, scattano le serrature degli astucci e la serata si snoda piacevolissima.

Tradizionale scambio degli attrezzi: la sua Taylor è una GA4 in Ovangkol massello, paragonabile per risposta timbrica al palissandro indiano della mia Recording King RO127, ma le analogie tra i due strumenti finiscono presto. A parte i top in Sitka e le tastiere in Ebano da 1 ¾ al capotasto, i due strumenti mostrano subito filosofie progettuali opposte.
La Taylor GA4 è decisamente moderna, con un design originale e accattivante che per dimensioni e linee accentuate sembra collocarsi a metà strada tra una OM e una Small Jumbo.
Di chiara ispirazione vintage la mia RK che, fatta eccezione per il diapason corto, si rifà direttamente alla Martin OM28v.
Le finiture della Taylor hanno la tipica precisione degli strumenti realizzati con macchine CNC, mentre le imperfezioni della RK testimoniano la produzione semi-artigianale: tecnologia americana contro industria cinese! Ben diverse anche le proporzioni del manico: piatto e filante il Low Oval C della Taylor, pieno e accentuato con la tastiera che si allarga sensibilmente verso il ponte il Vintage V della RK, in pratica un Modified V Martin.

Una forma del manico diversa da quella abituale può condizionare parecchio, eppure la Taylor mi risulta ugualmente confortevole, con tutte le doti di estrema suonabilità che le vengono accreditate. Ma anche Accademico sembra trovarsi a suo agio col manico cicciotto della RK e apprezza la maggiore morbidezza delle corde data dal diapason più corto (non siamo certo due tipi schizzinosi).
Manco a dirlo le voci dei due strumenti hanno personalità molto diverse e, a questo punto, il programma della serata vira decisamente verso un confronto tra due scuole timbriche di segno opposto: modernità e tradizione. Non mi dilungo in un’ardua e soggettiva descrizione dei suoni - che affidiamo al filmato - ma la GA4 di Accademico conferma le peculiarità del timbro Taylor, impugnate tanto dai sostenitori del marchio americano quanto dai suoi detrattori: perfettamente equilibrata per i primi, troppo neutra per gli altri.
Di fatto la Taylor GA4 mi impressiona subito con un bel timbro pieno e pulito, molto efficace sia nel fingerstyle sia nello strumming anche se, a detta di Accademico, nell’incontro con le Dreadnought non c’è storia. Ma sul versante del volume la RK non può certo fare di meglio: nella prova col plettro Accademico deve ricalibrare la zampata per non farla sferragliare, effetto collaterale del diapason corto. D’altra parte, pur adattandosi a vari stili, le Triplo Zero sono abbastanza settoriali e la mia RK è decisamente più portata per il fingerstyle, con un suono meno corposo ma una maggiore definizione, accentuata dalla tipica tendenza a slabbrare il suono appena si spinge sulle corde (gli americani dicono che le Triplo Zero abbaiano, non so che cani abbiano...).
Durante la prova la mia chitarra mi sorprende. E’ la prima volta che la ascolto da spettatore e mi accorgo delle differenze timbriche che si percepiscono da fuori. In braccio risulta più ovattata, di fronte è brillante e definita, con una capacità di proiezione di cui non mi ero accorto. E ora? Mica posso farmela suonare da qualcun’altro!
Tra un commento, una risata e un bicchiere di prosecco ci avviamo alla registrazione del test. Si piazza la fotocamera, si accende lo Zoom H2 e si aprono le danze: breve jam, poi le prove condotte con mano sicura da Accademico e l’archiviazione dei file (perché in una borsa ricolma di materiale tecnologico manca sempre un cavetto di collegamento?). Teniamo a precisare che l’ottimo audio prodotto dallo Zoom ha perso un filo di brillantezza in fase di montaggio del video, ma rimane piuttosto attendibile. Ovviamente un buon paio di cuffie non guasta. Per chi ama spulciare tra le specifiche tecniche, nelle risorse di questo articolo forniamo una scheda comparativa delle due chitarre che non mancherà di riservare qualche sorpresa. Non mi rimane che ringraziare Accademico per la collaborazione e la piacevole compagnia.
E ora film d’essai! Dopo, naturalmente, c'è il dibattito.
Sono al lavoro......
corpo di mille balene, era l'ora!
Re: corpo di mille balene, era l'ora!
Re: corpo di mille balene, era l'ora!
MAGNIFICO !!!!!!!
How can a poor man stand such times and live
beh, che dire, io non sono uno che comunica ...
Re: beh, che dire, io non sono uno che comunica ...
Eccomi di ritorno a casa......
Complimenti,magari quando avrò il coraggio ci ...
Bravi, e bellissime chitarre. Unica nota ...
Re: Bravi, e bellissime chitarre. Unica nota ...
Re: Bravi, e bellissime chitarre. Unica nota ...
Re: Bravi, e bellissime chitarre. Unica nota ...
Che figata di articolo !
Bellissima atmosfera..
Live and let live..
Complimenti per gli strumenti e per lo spirito ...
jimmi
Re: Complimenti per gli strumenti e per lo spirito ...
Re: Complimenti per gli strumenti e per lo spirito ...
Re: Complimenti per gli strumenti e per lo spirito ...
Re: Complimenti per gli strumenti e per lo spirito ...
Re: Complimenti per gli strumenti e per lo spirito ...
Bravi
jeb
Re: Bravi