Mi ero deciso, dopo anni di suonate su palco e prove con la compagnia di multiFx e pedaliere digitali, di salutarle calorosamente e passare al mondo dell'analogico, o meglio dire dei pedalini singoli, perché che tra essi ce ne sia sempre qualcuno digitale a volte è inevitabile in base a ciò che ci serve.
Venduto facilmente il tutto, come ultima la mia bella Line6 M13 che poteva anch'essa essere un compromesso per sfruttare il nostro pre puro colorandolo di tutti gli effetti possibili e immaginabili, la prima cosa che avrebbe dovuto necessariamente accompagnare da subito i pedali primari era proprio una pedalboard dentro la quale sistemarli, alimentarli (come si deve) e che mi offrisse la possibilità di scegliere cosa mandare in input e cosa in loop (ovvero, Pre/Post).
Al contrario di tante altre cose facenti parte del nostro mondo musicale, su questo campo il mercato non ci offre proprio una grande varietà di scelta, tant'è che o ci si accontenta o molti preferiscono provvedere da sé costruendone di artigianali, con risultati spesso e volentieri migliori e più efficienti di quelle prefabbricate, oltre alla soddisfazione di veder realizzato qualcosa che si è creato dalle proprie mani a nostro modo e piacere.
La scelta per me ricadde su una Warwick Gigboard, la versione totalmente rigida stile valigia di alluminio, alimentata e con i vari input/output per pre e loop che mi servivano.
Che dire, solida, elegante, funzionale, già dotata di tutto il pannello di base rivestito in velcro dimezzando così i tempi di fissaggio dei nostri effetti.
Grandissimo buco nell'acqua la sezione alimentazione: oltre alla forte mancanza di un interruttore on/off per poter lasciare il cavo principale attaccato, vi confesso che non avevo mai visto dei cavi così ridicoli e striminziti. Per intenderci, sono quelli che all'ingresso dell'alimentatore sembrano come dei mini jack e poi terminano - dopo un'altra smezzata per collegarli alla seconda parte del cavo, quella finale - alla regolare 9v.
Oltre a quello, la non possibilità di poter fare passare al di sotto della base né i cavi di alimentazione né quelli di collegamento tra i pedalini che, per quanto bene si potessero sistemare, sempre a vista restavano, lasciando quel po' di disordine visivo che non fa mai bella figura in quanto personalmente mi piace essere sempre perfettamente ordinato e preciso.
Pessime anche alcune finiture, come per esempio sopra tutta la parte di alimentazione/loop dove sembrava esserci un adesivo applicato male che tendeva a sollevarsi da solo.
Comunque, acquistata e organizzata in fretta, il tutto funzionava bene e si riusciva a organizzare i vari cablaggi più o meno ordinatamente.
GirovaGasgando qualche giorno dopo presso un mio negozio di fiducia in zona per qualche altro pedalino, avvicinandomi da lontano inizio a scorgere bella esposta in vetrina qualcosa di abnorme, piena zeppa di pedalini di svariati colori e tipologie, qualcuno normalmente poggiato, altri in posizione sollevata.

Avvinghiandomi a velocità Smallville alla vetrina mi rendo per bene conto di cosa davvero si trattava: una pedalboard fantastica, grande, con lo spazio per tutto l'immaginabile a me necessario, con la possibilità di far passare tutto al di sotto di essa, con un alimentatore degno di questo nome sulla parte destra e un curioso sistema di in/out sull'opposto lato sinistro. Scomparti d'appoggio in alluminio, totalmente rimovibili e posizionabili sia come detto prima poggiati orizzontalmente che sollevati verso l'alto, per un controllo dei pedali su due banchi come il Signore comanda e utile specialmente per la sezione Volume/Wah.
Non sapevo se far finta che non mi interessasse oppure rapinare la banca vicina al negozio per poi rientraci con l'intento di uscire armato di Pedal Pad. Entrai a salutare il mio amico negoziante e, tra una risata e l'altra, tornai a casa a mani vuote, d'altra parte una bella spesa l'avevo fatta pochi giorni prima presso un altro negozio, pedaboard Warwick compresa.
Iniziai a cercare sul Web e qui la sorpresa: oggetto rarissimo, costoso come l'oro e presente in Italia soltanto in pochissimi negozi e specialmente di misure più piccole di quella (XL) esposta dal negoziante. Cosa ancora più GASante, il fatto che se già una o due massimo si trovavano corredate di quella bestia di alimentatore, dello scomparto in/out per pre e loop nessuna traccia.
Ho cercato allora sul sito ufficiale e trovo tutte le info necessarie: pedaliera disponibile su ordinazione (anche se su questo non ho approfondito) e configurabile, perché si possono appunto scegliere le diverse dimensioni e se corredarla o meno di alimentazione e della cosidetta "Patch Pad Stero Routing Module" di in/out per pre, loop, miscelazione, o due differenti sorgenti sonore.
Prezzo per la XL con entrambi gli accessori, se ordinata completa, circa 5cento euro. Il negoziante invece me la offriva a un prezzo più che interessante per vari motivi.
In parole povere doveva essere mia a tutti i costi, ma purtroppo disposizione di liquidi zero. A quel punto mi si accese una lampadina in testa e ricordai che in quel simpatico negozio sono previste permute, cosa buona e rara, e lì non vi dico che qualsiasi cosa avessi avuto con me gliel'avrei lasciata. Meno male che mi trovavo lì per far compagnia al mio cantante e non avevo strumenti da rischiare.
Il giorno dopo occupai parte del pomeriggio per delle registrazioni con degli amici, dopo di che di fretta mi cimentai nello sgomberare tutti i pedali dalla Warwick, presi in prestito la macchina di Clark Kent e corsi in negozio (quaranta km da casa mia o poco meno) armato della Warwick che era ancora ovviamente in condizioni da fabbrica con scatolo ed etichette, e di un vecchio microfono a condensatore che non avevo mai usato. Accordandomi con il caro amico lasciai il tutto e mi accinsi a tornare a casa con il mio bel gioiello pronto all'uso.
Ecco come si presenta questa Pedal Pad. Le caratteristiche interne sono quelle che ho descritto prima, mentre il materiale esterno è di un solido legno rivestito interamente da quella sorta di stoffa/velluto tipo maglioncino.
L'alimentatore è davvero fantastico. 1700mA, presenta sulla superficie superiore l'ingresso per il cavo di alimentazione 220V e il comodissimo interruttore on/off con relativa spia verde.
Tirandolo fuori (sì, anch'esso come tutti gli altri componenti è una parte a sè stante comodamente spostabile a piacimento), sulla parte nascosta sotto la pedaliera vi sono ben otto uscite stabilizzate da 9V e, sulla parte sinistra (sempre nascosta quando montato), un'altra uscita di corrente per alimentare qualcos'altro, magari collegare una ciabatta e nasconderla sotto gli scomparti.
Sul lato opposto invece la sopra citata "Patch Pad": la casa la presenta e descrive come uno "Stereo Routing Module". Significa che abbiamo a disposizione due canali tra loro collegati e che possono funzionare sia miscelati per comandare ciò che manderemo nel pre e ciò che andrà nel loop, oppure semplicemente collegare la catena a due ampli o due differenti sorgenti sonore.
Inoltre comprende altri due ingressi a sè stanti, "Balanced Loop" per eventuali altre combinazioni o utilizzi, magari l'inserimento di una unità Fx esterna.

Gli scomparti non sono altro che delle piastre di alluminio fissate internamente da comuni viti e da viti a brugola nascoste nella parte esteriore. Sono dotati di spazi sufficienti per la minima fuoriuscita dei cavi di collegamento e alimentazione, così da far passare tutto il cavo superfluo al di sotto di essa.
Anche i due banchi sono collegati tra loro, nel senso che possiamo far passare i cavi che partono dal banco superiore al di sotto di appositi spazi creati nel legno e collegarli poi a quello inferiore e viceversa.
In questo modo possiamo sbizzarrirci come preferiamo per la disposizione dei nostri cari effetti, siano essi posti orizzontalmente o sollevati, collegati vicini o totalmente all'opposto. Non troveremo alcuna limitazione.

Inoltre devo ammettere che il velcro adesivo, una volta che prende bene nella piastra d'alluminio, ha trovato la morte sua: l'aderenza è estrema, non preoccupatevi di nulla tranne che di procurarvi il numero di Thor quando poi dovete rimuoverlo.
La cosa bella è che invoglia non poco a lavorarci su. A parte appunto l'eventuale rimozione del velcro, le altre operazioni sono veloci e rilassanti da eseguire.
Io, tra le tante combinazioni, l'ho sistemata come la vedete, e proprio grazie agli spazi tra le piastre ho sfruttato la seconda uscita laterale dell'alimentatore per piazzare quella molto libidinosa luce a LED che vedete.
Ho collegato un hub USB alimentato a quella uscita di corrente e a sua volta all'hub ho attaccato la luce che, essendo flessibile si è potuta piegare e far riuscire fuori dal passaggio.

Fantastico, no?
Nel realizzare questa operazione c'era un amico a farmi compagnia e mi ha detto che avevo come la faccia di un bimbo con in mano i suoi Lego.
In questo modo posso anche collegare qualsiasi altra fonte USB o di corrente che possa essere utile ad ogni scopo, oltre al voler magari piazzare un'altra lampada anziché una sola o per i più svariati utilizzi.
Venendo al punto, ovvero alla parte sonora e di utilizzo, la qualità di alimentatore e Patch Pad si fa sentire in tutti i sensi.
I rumori di fondo sono praticamente nulli e la limpidezza del segnale è ottima, salvo i normali disturbi di rumorosità soggettiva dei vari pedali o di ciò con cui li colleghiamo o di cosa stiamo suonando.
La pedaliera è solida come una roccia e rende anche un impatto visivo di consistenza e professionalità. Si può organizzare tutto in maniera ordinata e pulita e soprattutto c'è lo spazio per qualsiasi cosa senza dover piazzare altro fastidiosamente fuori dal resto per motivi di spazio.
Considerate che i due Visual Sound in foto non sono miei e quindi sono solo provvisoriamente piazzati, e occupano lo spazio di un pedale e mezzo, e che sulla parte sinistra ho anche alloggiato il FS della mia Mesa. Immaginate quindi quanti altri ce ne starebbero togliendo quest'ultimo e sostituendo gli altri due con relativi stomp più piccoli. Diciamo anche più di quello che avrei bisogno per le mie sonorità.

Sono convinto che "definitiva" sia un aggettivo corretto per quello che ci offre la pedaliera, se la nostra intenzione è quella di creare un setup di pedali da sistemare a dovere e già predisposti per collegare in un attimo solo i cavi di chitarra/ampli/S-R per essere pronti a suonare, proprio come si farebbe con una eventuale pedaliera multiFx digitale.
Se devo cercarli, gli unici difetti potrebbero essere le grandi dimensioni e il peso ma, voglio dire, la maniglia ce l'ha e si trasporta senza troppe difficoltà. Del resto ciò è dovuto solo agli ottimi materiali impiegati nella costruzione che contribuiscono a rendere ben solido il tutto.
Anche la disposizione dei vari cavi, perché per farli passare da una parte all'opposta bisogna rimuovere tutte le piastre o quasi (e d'altra parte mi sembra anche l'unico modo). Non che sia difficile, assolutamente, anzi è possibile farlo anche con i pedali attaccati, ma richiede il suo tempo e la calma per fare le cose in ordine, come comunque credo faremmo tutti.
Per il resto, almeno per me, è semplicemente perfetta come disposizione, dimensioni, possibilità di collegamento, tutto.
Reperirla, come vi dicevo, non è proprio facile o per lo meno non è facile averla completa di Patch Pad, che per alcuni potrebbe essere inutile, per me è di importanza essenziale. Del Pad non c'è traccia in tutta Italia, lo si dovrebbe ordinare dall'estero (salvo qualche possibile botta di fortuna).
Ce ne sono invece di varie dimensioni e anche con quel bel pezzo di alimentatore che si trovano in uno o due negozi, ma a prezzi salati.
Per avere una XL alimentata occorrono 440€, prendere il PP ne costerebbe circa una 50-60ina escluse spese di spedizioni e tariffe estere. Sono ovviamente consapevole del fatto che non tutti sarebbero disposti a spendere una cifra del genere per una pedalboard, e lo capisco perfettamente perché anche io, se non l'avessi beccata a quelle condizioni, non credo l'avrei subito acquistata a quel prezzo o forse neanche mai conosciuta. Tenendo però conto della concorrenza, della valida e versatile alimentazione, del modulo Loop, della consistenza, della costruzione e della non meno importante esigenza di costudire e trattare come si deve i nostri salati e preziosi effetti, è sicuramente un prodotto che vale.
ammazza che figa sta pedalboard !!! bel setup ...
Re: ammazza che figa sta pedalboard !!! bel setup ...
Nando_JP6
Io posseggo una Pedaltrain e la reputo ...
Re: Io posseggo una Pedaltrain e la reputo ...
Nando_JP6
certo è bella e molto ordinata....
Re: certo è bella e molto ordinata....
Nando_JP6
star larghi
parlare di musica è come ballare di archiettura (
Re: star larghi
Nando_JP6
Molto professionale
MARCO
Re: Molto professionale
Nando_JP6
Wow bella.... Per ora non ho bisogno di ...
è molto bella ma non riuscire mai a spendere ...
...non so...
Ok, prendo nota che le Warwick fanno cagare... ...
Nella vita niente e ogni cosa è Possimpibile!!!
my 2 cents...
<p>una vita in 4/4...</p>
Re: my 2 cents...
Nando_JP6
Re: my 2 cents...
<p>una vita in 4/4...</p>
Se si ha un minimo di manualità si potrebbe ...
decisamente
Rock journalism is people who can't write, intervi
Qualcuno ha commentato.......
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
Re: Qualcuno ha commentato.......
Nando_JP6
Re: Qualcuno ha commentato.......
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
Re: Qualcuno ha commentato.......
Nando_JP6
gran bella pedaliera...certo che comprarla a ...
http://www.youtube.com/user/ThePaolone11
Re: gran bella pedaliera...certo che comprarla a ...
Nando_JP6
Re: gran bella pedaliera...certo che comprarla a ...
la passione mi guida in tutte le mie scelte...
sia
question
la passione mi guida in tutte le mie scelte...
sia