Un preamplificatore rack può essere composto da più canali, in genere da due a quattro, per poter sviluppare al meglio ogni suono e richiamarlo semplicemente da pedale. Esso può avere, per esempio, un canale pulito e uno distorto, oppure inglobare anche un canale dedicato al crunch, oppure un suono ultra distorto. E’ piuttosto immediato nel suo utilizzo, perché simile a ciò che si vede su combo e testate e non è molto costoso.
Un altro tipo di preamplificatore è invece quello MIDI programmabile, che possiede decine e decine di canali e quindi altrettanti suoni, per poter richiamare tante possibilità timbriche differenti, precedentemente programmate e memorizzate dal chitarrista stesso. L’utilizzo del MIDI serve a richiamare queste memorie e a modificare anche in tempo reale, se previsto, il gain, il volume e l’equalizzazione. La grande versatilità di queste apparecchiature però, costringe spesso il chitarrista a studiare bene il manuale, perché si possono commettere degli errori e ottenere risultati poco validi musicalmente.

Un buon preamplificatore rack del passato è sicuramente l’Ada MP1 con tre canali e due valvole. Si può trovare solo usato tra i 2cento e i 4cento euro, con una regolazione completamente digitale. Uno più economico è invece il Boss GL-100, analogico a due canali, proposto adesso a poco più di cento euro mentre, volendo un finale stereo delle serie Valvestate, si potrebbe scegliere il Marshall 8008 da 80+80 watt, usato a circa 2cento euro, o un meno potente ma più costoso valvolare Mesa Fifty/Fifty da 50+50 watt e doppia altezza a circa 5cento euro.

Analogamente ai preamplificatori MIDI, si è usufruito di questa tecnologia per offrire al mercato apparati con decine e decine d’effetti, o combinazioni memorizzabili e richiamabili secondo il gusto del musicista. In quelli con display alfanumerico, poi, la possibilità di leggere il nome di un riverbero, come Hall piuttosto che Room, invece che una posizione non ben precisata di un potenziometro, ha contribuito sicuramente alla loro diffusione.
Per gli effetti a rack un buon prodotto è il Rocktron Intellifex, acquistabile anch’esso tra i 2cento e i 4cento euro, dotato di un ottimo convertitore A/D-D/A, che garantisce fedeltà di risposta, requisito principale per non incorrere in distorsioni indesiderate.

Con il progredire dell’elettronica e l’aumento della miniaturizzazione, si sono iniziati a costruire apparati rack che inglobassero sia la parte di preamplificazione del segnale, sia l’effettistica, molto spesso usando uno o più triodi, per riprodurre distorsioni tipiche dei valvolari. Non mancano però moduli validi che usano esclusivamente tecnologia a stato solido.
Tante le aziende che si sono espresse in queste realizzazioni, alcune storiche e conosciute soprattutto per i loro combo e testate valvolari, come MesaBoogie con i vari modelli Quad, Studio o il costoso Triaxis oppure il finale Stereo 2:Fifty, Marshall con il popolare JMP1, che si può trovare a circa 250 euro usato, oppure lo Studio Pre e il finale EL34 da 50+50 watt, che è venduto tra i 4cento e i 7cento euro. Altre marche sono Engl con la famiglia di E-530, E-570 e E-580 e il finale 840/50 oppure Carvin con il Quad-X e Soldano.
Per quelle che producono un po’ di tutto si possono citare gli effetti Yamaha o quelli del Roland DEP-5, che si trova a 2cento euro circa, mentre un loro preampli il GP100 è a circa 4cento euro.
Alcune aziende sono nate anche per questa tipologia di prodotti, come Rocktron che produce il valido Multivalve, o il Piranha a 250 euro usato e il Chameleon nuovo a 3cento euro, Tech21 specializzata ottimamente in effetti con il PSA-1, Seymour Duncan con il modello KTG-1, oppure i famosi Quadraverb e Midiverb Alesis e tutta la gamma dei popolari Rockman.
Tra i costruttori italiani, in tempi recenti, è doveroso citare almeno tre nomi come Brunetti, Masotti e Mark Bass che, su tutte le loro produzioni, rivolte maggiormente ai professionisti o semiprofessionisti, presentano le loro idee e innovazioni.
Queste enormi possibilità, però, sono viste da alcuni musicisti come un dispersione delle forze e dell’attenzione nei riguardi dello studio della tecnica, ma è anche vero che offrono il sistema migliore, soprattutto nei concerti, per l’arrangiamento dei vari brani.
Per questo, dopo che a fine anni ’80 sembrava terminato il ruolo dell’effetto a pedale, si è assistito a un loro ritorno per merito della riscoperta del blues, che predilige pochi effetti e semplicità nella strumentazione, oltre che una tecnica consolidata. Questa rinascita dell’effetto a pedale ha avuto come conseguenza uno nuovo sviluppo di aziende, molto spesso anche artigianali e il ritorno sul mercato di marchi storici, con le riedizioni dei loro modelli e lo sviluppo di nuovi.
Negli anni ’90 si è pensato bene di riunire alcuni effetti a pedale dello stesso marchio in dei multi-effetto, soluzione compatta ed economica superata sicuramente dal successivo avvento della tecnologia a modelli fisici.
Una possibilità ancora poco usata è invece quella della triamplificazione, dove un sistema standard, combo, stack o modulare amplifica e riproduce il suono della chitarra diretta, mentre una copia del segnale dello strumento arriva a un’unità d’effetti, che viene amplificata stereofonicamente e riprodotta con altre due casse.
Si può lasciare una parte del segnale diretto, anche alle due casse aggiuntive, oppure escluderlo del tutto a seconda delle preferenze. Il vantaggio deriva dal fatto che è possibile regolare potenza, numero, tipo dei coni ed equalizzazione separatamente tra le due amplificazioni.
Non esistono modelli costruiti appositamente per questo scopo, ma è il frutto di esigenze chitarristiche di alcuni professionisti, che spesso rimangono una voce fuori dal coro.
Massima versatilita , massimo ingombro...
Anche io ritengo che un combo, qualche pedale ...
Re: Anche io ritengo che un combo, qualche pedale ...
Volevo solo fare una precisazione ...
Anch'io non riesco a fare a meno di un sistema ...
Danilo
Ho mollato i pedali da....
Il meglio dei 2 mondi
Re: Il meglio dei 2 mondi
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Invece secondo me la soluzione a rack ha molti ...
<p>*** finding beauty in the dissonance ***</p>
Re: Invece secondo me la soluzione a rack ha molti ...
Re: Invece secondo me la soluzione a rack ha molti ...
<p>*** finding beauty in the dissonance ***</p>
ritorno dei pedali per merito della riscoperta del blues......?
Hard tramp! I love you so!
La mia avventura nel mondo del rack ...
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Io con i rack ho sempre avuto un rapporto di ...
Izzy
Quakeroom - AC DC Tribute Band
Chi pro e chi contro. Sono l'unico che usa ...
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Valve Voodo
Amplificatore e 4-5 pedali sono per me il ...
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La pace dei sensi
una variabile fondamentale di un rack e' il ...
Sapresti consigliarmi un rack con diverse ...
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Rack!!!
Carvin Quad x amp
CONFRONTO SU 2 UNITA' RACK !!!!!!! URGENTE
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problema collegamento acustica a unità rack ?
rocktron camaleon on-line
finale rack !!!!!!!
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<br><i>«Pensavo, è bello che dove finiscano le mie