Basta guardarsi intorno, informarsi sui programmi delle scuole di musica e prestare orecchio alle giovani promesse per rendersi conto che, senza delle conoscenze sufficienti di tutti gli aspetti della chitarra moderna, nemmeno il più abile degli shredder o il più sanguigno dei bluesman riescono a entrare nell'olimpo dei professionisti.
La pentatonica salva-tutti non salva più nessuno e i fraseggi fuori dal mondo in stile Holdsworth non portano da nessuna parte se non sono accompagnati da una buona padronanza degli altri stili convenzionali, a meno di non chiamarsi Allan Holdsworth, chiaro.
L'unica alternativa a una lunga carriera scolastica fatta di continui salti da un genere musicale all'altro sarebbe nascere con una naturale propensione alla musica di ogni tipo, scoprendo e assimilando come una spugna tutte le sue sfaccettature fin da ragazzini, magari aiutati da un orecchio invidiabile.
E' quello che meglio descrive il camaleontico Guthrie Govan, chitarrista inglese nato e cresciuto tra la musica, appassionatosi nel tempo a ogni stile esecutivo immaginabile fino a riuscire a padroneggiare tecniche e feeling di tutti i suoi punti di riferimento principali.
Personaggio decisamente naif e alla mano come pochi, Guthrie è noto e invidiato nell'ambiente musicale grazie a una padronanza dello strumento che pochi altri posseggono.
Tutt'altro che una prima donna, il chitarrista inglese ha prodotto un unico album nel ruolo di solista, Erotic Cakes, con il quale ha velocemente conquistato le attenzioni del pubblico, per poi farsi riconoscere in più occasioni anche i meriti di insegnante valido. Le sue doti non sono un segreto per i lettori di Chitarre, che hanno imparato a conoscerlo grazie alla rubrica didattica Futuristic Guitar, messa in piedi proprio grazie al suo contributo attivo.
Ottimo intrattenitore durante le numerose clinic, ora tra le principali attività del chitarrista, Guthrie non si fa mai cogliere impreparato riuscendo a fornire ottimi spunti anche sugli argomenti dei quali non si ritiene un esperto, come ha dato prova durante il seminario da lui tenuto lo scorso venerdì 13 maggio all'Oddly Shed di Caserta.

Come è ormai consuetudine per molti incontri musicali avvenuti in Campania nell'ultimo periodo, l'evento è stato organizzato da Cristiano Ceruti del Centro Chitarre di Napoli, ha visto inoltre la collaborazione di FarEventi e l'integrazione con un concerto combinato dei chitarristi Livio Lamonea e Ciro Manna (dei quali confido sentiremo parlare molto in futuro).
Guthrie prende posto sul palco sistemando da sé la strumentazione. Saluta il pubblico e, con una prima gag in cui finge di accordare malamente la chitarra mostrandosi soddisfatto dell'orrido risultato, rende subito chiaro lo spirito con cui intende affrontare il colloquio.
Dopo i convenevoli è il momento di presentarsi musicalmente con Wonderful Slippery Thing, cavallo di battaglia di Guthrie.
Tra le sue braccia la nuova Suhr signature Antique Modern e alle sue spalle un combo Brunetti che spinge in distorsione con un pedale della stessa azienda.
Le domande poste dai presenti sono in realtà poche: Govan esaurisce ogni argomento, non lascia falle attraverso le quali chiedere approfondimenti e, logorroico come pochi, collega più punti apparentemente lontani tra loro in un unico discorso che ingloba dinamica, fraseggio, scale, accordi e controllo del bending. Parlando della sua gioventù spiega il suo primo approccio con la chitarra, la scoperta del rock n roll e, più tardi, dei Beatles, dando sempre assaggi di stile magistralmente eseguiti e accompagnando come un audiolibro il racconto di ogni fase musicale da lui attraversata.
E' impressionante come riesca a parlare di quando ascoltava Elvis e, subito dopo suonare una ritmica rock n roll come se non facesse altro nella vita, per poi passare con disinvoltura a fare lo stesso con Joe Pass, Hendrix, la scoperta di Malmsteen, Steve Vai ed Eric Johnson.
Non mancano comunque i consigli su come sviluppare certe competenze, le dimostrazioni dell'importanza di un orecchio musicale e dell'allenamento continuo dello stesso.
Si parla addirittura di slide, e Govan non manca di stupire anche con la barra di metallo tra le dita e un pacchetto di cartine infilato sotto le corde al capotasto, per alzarne l'action.
Contro le aspettative dei presenti, Guthrie prende le distanze dall'idea di shred tradizionale, quello basato su tecnicismi e scale percorse come se non ci fosse un domani, piuttosto invita a liberarsi da tutti gli schemi in cui spesso il chitarrista si imbriglia ed esercitarsi a trasportare sullo strumento le melodie che nascono in mente.
Giustifica così le sue esecuzioni frenetiche, come ripeterà durante una chiacchierata fatta il mattino seguente, poi diventata intervista: "Sono un tipo magrolino e nervosetto, bevo un sacco di caffè e penso troppo. La musica che nasce nella mia testa è strapiena di note, è solo per questo che ne suono tante".
Dopo circa due ore di consigli e racconti intervallati dall'esecuzione di brani che lasciano a bocca aperta e la cessione del palco in favore degli altri due chitarristi, la serata culmina in una jam session finale insieme a Ciro e Livio.
Questa è un continuo crescendo. I tre si alternano dando vita a un piccolo G3 fusion in cui stili diversissimi tra loro si fondono a servizio di un'esperienza musicale di alto livello. Livio Lamonea sfoggia tutto il suo linguaggio Holdswortiano, Ciro Manna risponde a colpi di groove funky e Guthrie Govan, beh, Guthrie non ne fa mancare uno.
Nei vari botta e risposta di un blues, senza fatica, inizia giocando con la leva e finisce nello shred più spinto, portando all'orecchio in pochi minuti un ventaglio di guitar hero tra Jeff Beck e Paul Gilbert, sempre mettendo lo zampino del "tipo magrolino e nervosetto".
La serata è ormai finita, ma non la permanenza di Guthrie in città, atteso l'indomani presso uno studio lì vicino per registrare un contributo che andrà ad arricchire il prossimo album di Ciro Manna, atteso per i prossimi mesi.

Solo una breve pausa prima di rimettersi in viaggio in vista dell'imminente uscita del suo, di disco. Ma di questo ci sarà modo di parlare, ci si augura, prima di quanto si immagini.
Articolo bellissimo Rozzo, come al solito ...
Re: Articolo bellissimo Rozzo, come al solito ...
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico
Bella storia!...ottimo pezzo, grande il nostro ...
Complimenti! E soprattutto beato te per aver ...
"In my humble opinion"
MARCO
Re:
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MARCO
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www.myspace.com/pietroquilichini
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MARCO
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MARCO
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http://www.myspace.com/rozzoaristocratico
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MARCO
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http://www.myspace.com/rozzoaristocratico
L'articolAzzo Rozzo su Guthrie è bello ;) MA ...
Antonello
www.antonellocatanese.net
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Re: L'articolAzzo Rozzo su Guthrie è bello ;) MA ...
Re: L'articolAzzo Rozzo su Guthrie è bello ;) MA ...
Antonello
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però...
<b></b>
Re: però...
pace e bellezza
http://www.myspace.com/cybillshep
Bell'articolo Rozzo!! Descrive perfettamente ...
...distorci responsabilmente.
Io lo scoprii per pura casualità alcuni anni ...
Re: Io lo scoprii per pura casualità alcuni anni ...
Un po' perplesso...
la "Tecnica" logora chi non ce l'ha
Una domanda senza intenti polemici: ma se e’ ...
Re: Una domanda senza intenti polemici: ma se e’ ...
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico
Re: Una domanda senza intenti polemici: ma se e’ ...
non sono un amante dei tecnicomani... ma ...
uno dei miglior se non il migliore
augurgi cibono amaio sai cos'hai fattolo in queste
mai noioso come tanti chitarristi
Credo che a tutti o quasi capiti la "fase di ...
Giorgio