In preda ad una GAS furibonda ne ho comprato diverse, di tutti i tipi. Con filettatura USA 10-32 UNF, con filettatura da 5mm, con filettatura da 5mm e angolatura Japan. E poi con tip bianco, con tip avorio e - goduria - con tip metallico.
Dopo averle montate su tutte le chitarre disponibili, mi è sembrato finalmente di capire perché in precedenza avevo sempre finito per eliminare le leve da 6” (150mm): mi stavano tra i piedi, o meglio tra le dita, mentre con le Gilmourish questo non succedeva. Certo, una leva così corta richiede un po’ più di energia per essere azionata. Ma vuoi mettere la comodità?

L’entusiasmo cieco è durato il tempo di rendermi conto che, se le ridotte dimensioni riducevano la conflittualità leva/pennata, non correggevano però minimamente un altro fondamentale difetto delle leve tremolo, e cioè quello di assumere la posizione di riposo dove più loro aggrada.
Mi spiego meglio. Avvitare a fondo la leva per renderla solidale al ponte significa sicuramente ritrovarcela pronta a essere usata, ma anche fissarla energicamente in una posizione che non necessariamente coincide con quella che idealmente preferiremmo. In altre parole, il punto in cui la leva è meglio fissata non corrisponde obbligatoriamente alla posizione d’uso più comoda. Cosicché, se dopo averla usata vogliamo togliercela dai piedi, abbiamo solo due scelte: o l’avvitiamo ulteriormente (ritrovandocela però rigida come una mummia dalle parti delle manopole dei pot), o la svitiamo (per ritrovarcela invece molle come un’odalisca obesa dalle parti della presa jack).
Non mi pare ci sia verso, insomma, di ottenere un accettabile compromesso tra una posizione di non-utilizzo ragionevolmente vicina alla nostra mano e una forza di avvitatura che sia efficiente, ma anche facilmente reversibile. Né le piccole molle fornite allo scopo da Fender - che pure migliorano un po’ le cose - sono in grado di risolvere completamente il problema, senza contare che sembra che il loro principale scopo nella vita sia di sparire sotto gli armadi di casa. Infine, anche le cortissime leve Gilmourish, con cui mi ero ottusamente illuso di trovare la pace, se da una parte risolvono egregiamente il problema dell’ingombro, non presentano particolari vantaggi per quel che riguarda una posizione di riposo ottimale, che resta inevitabilmente influenzata dal punto in cui finisce la corsa della filettatura.
E dal momento che è il destino a decidere, in base a dove viene iniziata la filettatura in fase di lavorazione, in quale punto dei 360° disponibili intorno al suo asse la leva deciderà di diventare stabile, ne consegue che la posizione di avvitatura di fine corsa vari spiritosamente da chitarra a chitarra.
Beninteso, niente di inaccettabile, visto che si tratta di variazioni di una trentina di gradi al massimo. Ma è comunque un fastidio. E conta poco, a mio parere, l’emozione da anticamera di sala parto con cui a ogni nuovo acquisto attendiamo di sapere dove si irrigidirà la leva della neonata chitarra.
Beh, per non farla troppo lunga dirò che, spulciando nel negozio eBay dello stesso venditore da cui avevo comprato le leve da 4.25”, mi sono reso conto che egli è anche il titolare di una piccola attività artigianale in cui produce lo Staytrem, un aggeggio che mi ha subito conquistato, e praticamente costretto a comprarlo.

Lo Staytrem è una leva tremolo di concezione particolare. Invece di essere costituita da un unico segmento di acciaio con una filettatura da una parte e un’impugnatura dall’altra, infatti, esso consta di due parti separate: un piloncino che si avvita nel ponte (disponibile con filettatura 10-32 UNF, per le Strat USA, o 5mm, per quelle Mexico e Japan) e la leva vera e propria, che è connessa al piloncino da uno snodo regolabile.
In parole povere, questa semplice ma geniale idea consente di regolare in maniera indipendente, mediante un sistema di dadi che possono essere avvitati o svitati con l’apposita chiave fornita nella confezione:
la forza di avvitatura del piloncino, garantendo così la sua assoluta solidalità col ponte;
l’altezza della leva tremolo vera e propria che, essendo lievemente angolata nella sua parte iniziale, può essere tenuta parallela alle corde o lievemente divergente verso l’alto;
la frizione della leva tremolo sul piloncino, che può essere tenuta molle o dura, a seconda dei gusti e delle necessità del chitarrista.
Ognuno di questi snodi, peraltro, è fornito di una guarnizione in gomma siliconica che ne assicura la tenuta.

Grazie alla versatilità delle regolazioni, insomma, è possibile ancorare lo Staytrem saldamente al ponte, decidere quanto alta si vuole la leva e infine, ruotando a mano in un senso o nell’altro il pirolino in plastica posizionato al vertice del pilone, regolarne la frizione di rotazione. In questo modo, tenendo per esempio abbastanza dura la frizione della leva, è possibile dopo l'uso scostare quanto si vuole la leva dalle corde, ma essere sicuri di ritrovarla là dove la si è lasciata appena se ne ha di nuovo bisogno. Senza contare che, dal momento che leva e piloncino sono congiunti ma non solidali, qualsiasi rotazione impressa alla prima non influisce in alcun modo sull’avvitatura del secondo al corpo del ponte.
Un breve cenno, infine, agli aspetti estetici e alle opzioni disponibili. Intanto, è possibile ottenere lo Staytrem con tip e pirolino bianchi, neri, avorio o - come nel mio caso - interamente metallici. Anche la lunghezza della leva è disponibile in più misure. Io ho optato, anziché per i classici 6” (150mm), per la più corta versione alla Hank Marvin, da 5.25” (130mm). In ultimo, non si può omettere di citare la deliziosa confezione a forma di guitar case in cui lo Staytrem arriva, e nella quale è compresa anche una chiave a forma di chitarra.
Insomma, per la cifra non certo modica - ma credo neanche scandalosa - di 50 sterline (la versione con tip e pirolo in plastica ne costa invece 30), lo Staytrem si propone come un accessorio a mio parere versatile e di alta qualità costruttiva, probabilmente capace di rinverdire vecchi amori tra chitarristi e leve, o anche di accenderne di nuovi.
Una cosa simile.... per la mia
Re: Una cosa simile.... per la mia
jeb
....la confezione è incredibile come pure la ...
www.zona20020.com
www.myspace.com/lace47
Re: ....la confezione è incredibile come pure la ...
jeb
Mah, io ho una soluzione molto più pratica ...
Hard tramp! I love you so!
Re: Mah, io ho una soluzione molto più pratica ...
jeb
Bell'oggetto! :)
pace e bellezza
http://www.myspace.com/cybillshep
Re: Bell'oggetto! :)
jeb
teflon
Ticking away the moments that make up a dull day .
Re: teflon
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jeb
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jeb
Lo scorso anno quando ho scelto i componenti ...
Re: Lo scorso anno quando ho scelto i componenti ...
jeb
Interessante e utile... anch'io come Laceblues ...
Giorgio
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jeb
Con cinquanta sterline si compra sufficiente ...
RISPARMIA ACQUA, BEVI BIRRA!
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jeb
Bellissimo
La musica non tradisce, la musica è la meta del vi
Re: Bellissimo
jeb
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RISPARMIA ACQUA, BEVI BIRRA!
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Hai descritto benissimo la situazione di tutti ...
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jeb
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jeb
Molto interessante, e la versione base non ...
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
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jeb
Ne sai una più del diavolo...
How can a poor man stand such times and live
Re: Ne sai una più del diavolo...
jeb
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How can a poor man stand such times and live
Indubbiamente la leva fender è un coacervo di difetti
Re: Indubbiamente la leva fender è un coacervo di difetti
jeb
Beh l'idea è davvero geniale:semplice e ...
Re: Beh l'idea è davvero geniale:semplice e ...
jeb
Sono un vecchio strimpellatore che ha iniziato ...
Re: Sono un vecchio strimpellatore che ha iniziato ...
jeb
LEVA
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jeb