Vediamo subito cosa ci si può aspettare da un kit di montaggio.
Nel kit ci sono varie bustine di plastica contenenti i componenti che andranno inseriti nel circuito, tipicamente: circuito stampato, resistenze, condensatori, potenziometri, switch, connettori, diodi, LED, transistor, integrati e relativi zoccoli.
Ci sono poi altri accessori come i piedini adesivi per il supporto dello stampato all’interno della scatola, i piedini di gomma per la scatola e il cavetto necessario ai collegamenti esterni allo stampato.
Mancano le manopole, ma solo perché in questo modo potrete scegliere quelle che preferite. Differenziando i colori delle manopole non sarà necessario verniciare le scatole per distinguere i vari pedali, fate solo attenzione che siano adatte per potenziometri con alberino da 6,3 mm, Musikding ha anche quelle da 6mm che non vanno bene per i potenziometri forniti con i kit.
È esclusa anche la documentazione di progetto in formato cartaceo: elenco componenti, schema elettrico e layout componenti, che però è liberamente scaricabile dal sito anche per chi non acquista.
Al momento dell’ordine si può scegliere se includere nel kit la scatola di alluminio per contenere il tutto, ci sono un modello grande quanto un pedalino MXR (non utilizzabile per gli stampati più grandi, infatti non è selezionabile sul sito) e un modello più largo. Non avendo problemi di spazio in pedaliera ho preferito il modello grande, che costa solo un euro in più e concede una maggiore libertà nella disposizione interna dei componenti e di conseguenza nel design esterno del pedale.

Al momento dell’assemblaggio, prima di tutto mettetevi in testa che conviene lavorare con la massima calma e riflettete bene prima di effettuare qualsiasi operazione, perché mentre fare un errore è molto semplice (stagnatura fredda, condensatore elettrolitico invertito, eccetera), la ricerca guasti è una piaga anche per un esperto.
Verificate con l’elenco componenti che nel kit ci sia tutto il necessario e cominciate a saldare sullo stampato i componenti più bassi: resistenze, diodi e jumper, passerete poi a zoccoli e condensatori.
I jumper sono pezzi di cavo che uniscono due punti del circuito, si usano quando il circuito è abbastanza intricato da non permettere di fare tutto con le piste della basetta. Quando si tratta di collegamenti corti io preferisco usare un pezzo delle gambette tagliate dalle resistenze già saldate piuttosto che un pezzo di filo: è più resistente.
Non montate gli integrati sugli zoccoli prima della stagnatura, il calore eccessivo potrebbe danneggiarli. A questo proposito consiglio di non insistere troppo con lo stagnatore neanche sui diodi, non si sa mai.
Per le stagnature, mi hanno sempre insegnato che prima va saldato il componente e poi va tagliata la parte sporgente di conduttore, ma io preferisco tagliare prima a misura i conduttori e poi stagnare, non è una regola, quindi armatevi di tronchesine, provate e vedete come vi trovate meglio.
Vivamente consigliata la terza mano, ovvero quell’accessorio dotato di piedistallo, lente di ingrandimento e due morsetti per tenere fermi i componenti o i cavi.
Evitate di respirare i fumi che si sprigionano dal filo di stagno.
Una volta terminata la basetta è il momento di decidere come saranno disposti i componenti all’interno del box in alluminio. Mettete per un attimo da parte il coperchio inferiore e le viti, prendete tutti i componenti (basetta, potenziometri, switch, porta-LED, connettore di alimentazione e prese jack) e disponeteli nella scatola tenendo presente che quello che ora è a destra sarà a sinistra quando userete il pedale. Considerate bene tutti i dettagli, come per esempio che il connettore di alimentazione può stare sotto a un potenziometro, e che quando inserite i jack, le linguette delle prese si muoveranno un po’.
Avete trovato una sistemazione per tutto, con un po’ di margine? Perfetto, ora segnate a matita i punti da forare e i diametri dei fori, un calibro vi farà comodo.
Ora fissate tutti i componenti nella scatola forata a eccezione dello stampato, è comodo che sia libero ancora per un po’, ma posizionatelo comunque dove intendete fissarlo.
Con il layout sotto mano tagliate i cavi di una lunghezza adatta a far sì che lo stampato si possa sfilare dalla scatola senza smontare altri componenti, vi tornerà utile in caso di future modifiche.
Stagnate i pezzi di cavo prima sullo stampato e poi sui componenti.
Ci siamo, è il momento della prova audio, se tutto funziona correttamente potete fissare la basetta, chiudere la scatola e montare le manopole: il vostro pedale è finito.
Un ultimo piccolo suggerimento: per ammortizzare le spese di spedizione vi conviene comprare qualche accessorio che può tornarvi utile come manopole, stagnatore, stagno, batterie, daisy chain, terminali per riparare o costruire i cavi jack (consiglio gli Amphenol, davvero ottimi), una scatola in più per qualche eventuale progetto futuro, la terza mano che qui si chiama Little Helper, eccetera.
Ho realizzato una brevissima presentazione video con alcune foto che mostrano i passi salienti della realizzazione.
Passiamo ora alla recensione dei pedali che ho acquistato.
Der Screamer
Clone di un pedale entrato nella storia, nel kit ci sono i componenti per poterlo realizzare sia nella variante TS9, sia come TS808. Cambiano solo due resistenze, io preferisco l’808 che è leggermente più morbido.
Segnalo, comunque, che Musikding ha in catalogo anche il clone del Boss SD1 chiamato Der Superover, che utilizza lo stesso stampato con componenti di valore diverso.
Oltre a essere true bypass, come tutti i cloni Musikding, questo kit ha un altro optional rispetto all’originale: lo switch che seleziona la modalità di clipping. Il clipping asimmetrico taglia meno una delle due semionde, quindi risulta un po’ meno compresso e suona più naturale, ma se avete già un valvolare con un buon crunch e cercate il classico suono del Tube Screamer, vi assicuro che lascerete lo switch sempre sul clipping simmetrico.
Che altro dire: è un Tube Screamer, l’overdrive per eccellenza. Questi pedali possono suonare lievemente diversi l’uno dall’altro per leggere differenze nei valori dei componenti, per esempio il Behringer TO800 ha una quantità quasi impercettibile di bassi in meno, ma la sostanza è quella.
Der 250
Clone dell’overdrive DOD, cugino del MXR Distortion Plus, l’ho acquistato a scatola chiusa, già con l’intenzione di aggiungere uno switch che permettesse di passare da DOD250 a DOD308 (il Malmsteen Signature).
Si tratta di una modifica molto semplice perché tra i due cambia solo il condensatore di ingresso. Il 308 taglia molto le basse frequenze e, alzando il gain, il suono è meno fuzzoso e più definito ma anche meno pieno rispetto al 250.
Dopo averlo testato per bene devo dire che non ho ancora capito se mi piace, nel senso che è un pedale versatile, ma non eccelle in niente. Può essere usato come:
boost pulito (a patto di non usare pickup potenti), ma ci sono booster più trasparenti;
overdrive leggero sul pulito, ma al mio orecchio suona meglio il TS;
boost su un crunch, funziona ma si deve spingere molto anche con il volume, mentre un TS, forse per una migliore selezione della risposta in frequenza, raggiunge gli stessi risultati con regolazioni meno estreme che possono essere utilizzate anche sul pulito;
distorsione sul canale pulito, e qui ci sono sicuramente pedali molto migliori.
Forse proprio per questa sua poliedricità non ho ancora deciso come usarlo al meglio, e non escludo di modificarlo facendolo diventare un MicroAmp in futuro. A proposito del MicroAmp, strano che Musikding non ne proponga il clone, visto che può essere realizzato sullo stesso stampato di questo overdrive cambiando i valori dei componenti.
In questo video potete ascoltare un confronto tra i due overdrive, anche se l’audio della fotocamera non è il massimo e devo dire che ho avuto sensazioni diverse suonando e riascoltando (nel video mi piace il suono del DOD sul pulito, nella realtà no).
Der Phaser
Nel prossimo video potrete sentire in azione il clone del Phase 90, che rispetto all’originale ha in più il controllo Depth per dosare l’intensità dell’effetto, poco graduale (forse un potenziometro lineare sarebbe stato più appropriato di quello logaritmico inserito nel kit) ma molto utile: a valori troppo bassi l’effetto è troppo poco presente, mentre a valori troppo alti il suono si perde agli estremi della modulazione, ma una volta trovato il giusto bilanciamento (a ore nove nel mio caso), l’effetto è fantastico e non muoverete mai più questa manopola.
In aggiunta al circuito del kit, ho aggiunto uno switch che permette di passare alla R28 mod, ovvero scollega la resistenza che nello schema originale MXR era siglata come R28 (R15 nello schema Musikding) e rende l’effetto più soft e meno invadente. Io lo attivo sul pulito alle alte velocità di oscillazione per un effetto simil-tremolo.
Una domanda...
Re: Una domanda...
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<p>...interessante...</p>
grande
Domanda sullo Screamer
Re: Domanda sullo Screamer
Hard tramp! I love you so!
Grazie di tutti i consigli. Credo che a breve ...
ma...
Re: ma...
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A proposito di praticità
" Don't waste your time, or time will waste you! "
Re: A proposito di praticità
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Re: A proposito di praticità
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bella guida ^^
A breve assemblerò un Super Hard On di ...
Come dice Sykk nell'articolo funziona bene ...
Bene, ottimo. Ho appena fatto un post nel ...
Tutto rigorosamente, esclusivamente IMHO
Re: Bene, ottimo.Ho appena fatto un post nel ...
Hard tramp! I love you so!
Anche io ne ho assemblati alcuni
Re: Anche io ne ho assemblati alcuni
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Re: Anche io ne ho assemblati alcuni
Re: Anche io ne ho assemblati alcuni
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Solo un piccolo consiglio per chi inizia.
consiglio su screamer ts9
Re: consiglio su screamer ts9
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Bell'articolo: mi hai preceduto di poco ...
Re: Bell'articolo: mi hai preceduto di poco ...
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Ma come suonano 'sti "pedali" ?
Ma perchè 'sti "pedali" ?
treble booster