Erano snobbate le successive su cui si era puntato molto negli anni '60 a eccezione delle SG color Cherry, sempre richieste, e della Jaguar di casa Fender a dispetto della precedente Jazzmaster. Possibilmente in favore delle Telecaster e la Stratocaster dei tipi prodotti rispettivamente nel 1951 e 1954. Da qui si fa nascere il fenomeno del vintage, che all'inizio riempì i magazzini dei negozi più frequentati e più rinomati di queste tipologie di strumenti, poi generò un aumento dei prezzi da capogiro perché le scorte andavano diminuendo e il pubblico di potenziali acquirenti era nel frattempo aumentato, disponibile pure a cacciare molto di più dalle proprie tasche per accaparrarsi ciò che rimaneva. Fatto questo breve preambolo, andiamo a parlare della prima di queste due case storiche menzionate sopra: Gibson.
Già alla fine degli anni '70 si cercò di accattivarsi le simpatie dei compratori calando i prezzi degli strumenti più richiesti, producendone cioè dei modelli più spartani ma di uguali caratteristiche qualitative. In casa Gibson, questo tentativo si chiamò "The Paul" e "The SG". Eccole insieme, erano in noce (walnut) e non erano poi tanto malvagie.

Ma dal 1985, cioè post era Norlin, si scelse di fare una produzione più selezionata degli strumenti che tiravano sul mercato e si produssero dei buoni esemplari della Les Paul replica 1959 e della Firebird, erede delle Explorer. Quest'ultima e la Flyng V rimasero in produzione, insieme, ma solo per un po', alla Moderne. Poi si immisero sul mercato le Studio, versione spartana delle Les Paul e delle ES 335, quest'ultima con le innovazioni chieste da B.B. King per la sua Lucille, risparmiando sul Varitone, non previsto, e con pickup aperti, cioè mancanti dei coperchi in metallo.
Agli inizi degli anni '90 si cercò invece di produrre qualcosa di nuovo sfruttando le idee venute negli anni '70, così nacque un modello di chitarra che era una Les Paul ridotta e alleggerita nel body, ma con un pickup al ponte inclinato come quello della Marauder, questa volta però humbucker, e uno minihumbuker chiuso in cover metallica tipo Firebird al manico. Si tratta della la Nighthawk
La Nighthawk fu seguita subito dopo dalla sorella semihollow con P90 classici e dritti: la Blueshawk, dotata di buche a "effe".
In verità non ebbero la riuscita sperata e fu ripescato un altro progetto Gibson, ingiustamente dimenticato e dei primi anni '80: la Victory del 1983. Fu confezionato un modello Nighthawk molto più appariscente nel body con un manico classico nel disegno della paletta e nei segnatasti, con un pickup in più al centro. Fu chiamata Nighthawk S3, del 1994.

un'altro capitolo
How can a poor man stand such times and live
Re: un'altro capitolo
FBASS
Ho avuto.....
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
Re: Ho avuto.....
Re: Ho avuto.....
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
Re: Ho avuto.....
FBASS
Re: Ho avuto.....
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Re: Ho avuto.....
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"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
NORLIN???
Benedetto
Re: NORLIN???
FBASS
Re: NORLIN???
Benedetto
Re: NORLIN???
FBASS
Re: NORLIN???
Benedetto
Re: NORLIN???
FBASS
Che bella l'ultima Gibson l'ha comperata ...
Io ho avuto The Paul, The SG e ho la Nighthawk Standard 2 pickup
Re: Io ho avuto The Paul, The SG e ho la Nighthawk Standard 2 pickup
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
Re: Io ho avuto The Paul, The SG e ho la Nighthawk Standard 2 pickup
FBASS
ottimo articolo! Franco, a quando un bel pezzo ...
Rock journalism is people who can't write, intervi
dimenticavo, la The Paul e' veramente un ...
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