Lo spazio non era di certo un problema visto che è stata messa a disposizione una porzione di un capannone di un noto magazzino musicale del Piemonte. Dopo una stringatissima presentazione ecco salire sul palco Mr. Burns che, imbracciando la sua fida Stratocaster Custom Shop, si è avviato verso il centro del palco, dove si trovava il notebook usato da Stef per lanciare le basi su cui avrebbe poi suonato i suoi pezzi.
Terminato di suonare il primo brano - mi pare fosse “Horton’s Revenge” tratto dall’album del 1998 “Swamp Tea” - Stef ha approfittato per parlare un po', usando un miscuglio tra italiano e americano più comico che mai. Come il grande Alberto Sordi ha girato “Un Italiano In America” Stef Burns potrebbe tranquillamente girare il film “Un Americano in Italia”.
Stef è un vero e proprio comico, per non dire che è un po' fuori di melone, come del resto la maggior parte di noi maniaci della chitarra.
Ha esordito dicendo: "La regola numero uno per un chitarrista è" momento di suspense "non giocate mai con i vostri gattini se la sera stessa avete un concerto a San Siro, perché se vi mordono e graffiano le dita poi a suonare son dolori!". Tra qualche risata e un po' di brusio per la strana storiella si è entrato nel vivo della clinic.

Devo ammettere che le armonie e il playing di Stef sono davvero incredibili, lui mischia di continuo blues, rock e jazz con una naturalezza incredibile. Questo, infatti, è stato uno dei punti che ha voluto precisare nella clinic, ossia di non fossilizzarsi su determinati cliché e di sentirsi liberi di osare, specialmente nell’improvvisazione di un assolo.
Con alcuni pratici esempi ci ha dimostrato come, su una base blues, si riesca a eseguire di tutto pur rimanendo nella logica musicale: stesso esempio sul solo iniziale di “Stupendo” (Vasco Rossi), dove Stef ha utilizzato svariate scale ottenendo un risultato molto interessante.
Ci ha inoltre spiegato che, secondo lui, il punto di partenza di ogni buon chitarrista è il blues, perché gran parte della musica che suoniamo deriva proprio da questo genere.
Ha continuato affermando che molti ragazzi tendono subito a voler imitare i loro idoli, come Steve Vai, Joe Satriani o Malmsteen, ma la verità è che anche loro hanno cominciato studiando blues.
Ha parlato poi di vibrato, spiegando che c’è molta differenza tra eseguirlo con le dita e utilizzare la leva. Lui personalmente preferisce l’utilizzo di quest’ultima in quanto sostiene che l’oscillazione della corda sia più naturale rispetto al vibrato eseguito con le dita. È una piccola finezza che, a suo gusto personale, dà una resa migliore specialmente se eseguiamo assolo di poche note con suoni poco distorti.
Si è parlato di improvvisazione, ma soprattutto di ispirazione. Qui Stef ci ha spiegato che l’ascolto della sola chitarra nella musica è limitativo: dobbiamo incominciare a prendere spunto da altri strumenti come il sax o addirittura trarre suggerimenti dalla batteria dove, per esempio, una semplice rullata può essere da noi presa in considerazione per eseguire un tempo che riprenda ciò ce sta eseguendo il batterista stesso (è un po' difficile spiegare questo concetto, spero d’essere stato chiaro).
Non è mancata una rapida descrizione del suo set up, composto da: Marshall JCM 900 modificato appositamente per lui, Fender Stratocaster Custom Shop con Seymour Duncan JB al ponte e due Texas Special al manico e al centrale, meccaniche autobloccanti, capotasto roller-nut e, ovviamente, una pedal board direi abbastanza ridotta.
Non ricordo esattamente tutti i pedali e ahimè non sono riuscito a scattare una foto, ma grosso modo ha utilizzato: Crybaby Wah Wah, TC Electronic Polytune, Boss CS-3, Fulltone OCD, un Catdrive dell’Advance e una Midiswitch che comanda un rack utilizzato per effetti di ambiente e modulazione. E’ stata una bella esperienza, la raccomando anche a chi non è proprio amante di questo chitarrista perché c’è sempre da imparare da personaggi di questo calibro.
Una bella esperienza
How can a poor man stand such times and live
Re: Una bella esperienza
MARCO
Stef
la passione mi guida in tutte le mie scelte...
sia
Re: Stef
MARCO
Io l'ho visto ad una clinic a Milano, credo un ...
Music is my Mistress...
Basta una serie di note.
Re: Io l'ho visto ad una clinic a Milano, credo un ...
MARCO
Re: Io l'ho visto ad una clinic a Milano, credo un ...
Music is my Mistress...
Basta una serie di note.
E' un mito!
It's five o'clock somewhere!
Re: E' un mito!
MARCO
Re: E' un mito!
It's five o'clock somewhere!
" lui mischia di con
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Re:
MARCO
No, no.. purtroppo io non ci stavo, magari!!, ...
<a></a>
Bella Recensione!
Re: Bella Recensione!
MARCO
Concordo perfettamente con i concetti che ci ...
Sandro Agostini
<a href="http://sandroago.afmusic.
Re: Concordo perfettamente con i concetti che ci ...
MARCO
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Sandro Agostini
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...grande Stef!
Re: ...grande Stef!
MARCO
da rock sotto l'assedio in poi...
Re: da rock sotto l'assedio in poi...
MARCO
Re: da rock sotto l'assedio in poi...
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MARCO
Grazie dell'articoletto ;)
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.
Re: Grazie dell'articoletto ;)
MARCO
Stef Burns..
Live and let live..
Re: Stef Burns..
MARCO
Grande, grande stef. Un gusto e una tecnica ...
Re: Grande, grande stef. Un gusto e una tecnica ...
MARCO
Re: Grande, grande stef. Un gusto e una tecnica ...
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MARCO
Mmm, a quanto pare interessante! Concetti ...
"You really don't need so many notes, maybe just t