Date le mie scarse capacità di liutaio, ho scelto i vari componenti della chitarra a fronte di diverse considerazioni.
Il manico
Di certo non è cosa da tutti realizzarne uno partendo da un pezzo di legno, per quanto mi riguarda era impensabile.
Trattandosi del mio primo esperimento, un manico costoso rischiava di essere un grosso spreco, così alla fine mi sono deciso per un manico usato e già completo di chiavette.
Ovviamente non è il massimo della precisione e non permette un’action bassissima, ma trattandosi di un manico usato in fondo non è niente male.
Dovendo costruire una chitarra, mi sono rifiutato di fare la replica di una chitarra in commercio, e così ho progettato una forma originale al CAD.
Sono molto geloso della mia idea e ve la svelerò più avanti, per ora vi mostro solo qualche particolare.
Non possedendo una fresa, non sarei stato in grado di fare lo scasso per il manico, quindi ho pensato di usare due strati di legno sovrapposti (volgare pino reperito presso un centro bricolage), potendo così fare lo scasso con il seghetto alternativo su quello superiore, e avvitare il manico su quello inferiore.
Non trovando le tavole di legno dello spessore giusto, ho dovuto aggiungere uno spessore di un millimetro tra corpo e manico, dato che quest’ultimo era altrimenti incassato troppo in basso.
Non vi nascondo che durante la realizzazione della chitarra ho dovuto smontare e rimontare tutto più volte, ma alla fine, con viti e colla, il risultato è stato molto buono.

Il ponte
Non avevo dubbi sul fatto di installare un ponte fisso in quanto è più stabile e non necessita di un corpo con vano per le molle. Ho preferito un ponte tipo Stratocaster al Tune-o-matic perché molto più regolabile e in grado di correggere a posteriori i piccoli errori dovuti alla mia scarsa precisione nel montaggio.
Ancora una volta sono stato fortunato: Gotoh usato, venti euro.
Non so come fanno i liutai per stabilire la posizione esatta del ponte, ma io per semplificarmi il lavoro ho montato due elastici nelle posizioni dei due MI, in questo modo oltre a misurare il diapason corretto, avevo sempre sotto controllo quale sarebbe stata la posizione delle corde sul manico.
Entriamo in una parte che riguarda i gusti personali. Non volendo fare a meno di un humbucker full-size al ponte, ho utilizzato un JB che avevo già, mentre per il manico ho acquistato un Lace sensor Gold usato, per suoni più hendrixiani.
Niente pickup centrale, non lo uso mai, neanche nelle posizioni intermedie.
Levetta di selezione tipo Gibson, un solo volume, nessun tono, anche se in realtà sotto il battipenna ci sono resistenza e condensatore che simulano un tono completamente aperto in modo da non esagerare con gli acuti.

Altre parti
Il materiale per il battipenna, i componenti elettronici, gli attacchi per la tracolla eccetera, li ho comprati su un sito, insieme a una scorta di corde e altri accessori per ammortizzare le spese di spedizione.
Prima di tagliare il battipenna ne ho realizzato uno di carta per vedere se l’effetto sulla chitarra sarebbe stato quello desiderato, dato che anche in questo caso avevo progettato io la forma.
La verniciatura
Avevo deciso che la chitarra sarebbe stata di un colore poco usato: verde e semitrasparente.
Quale vernice usare? Nitro? Gommalacca, magari a tampone? Troppo complicato.
Anche qui sono andato al risparmio e ho usato una bomboletta spray e cinque o sei strati di copale trasparente all’acqua steso a pennello.
Il risultato è molto rustico, originale e anche molto piacevole al tatto.

Problemi in fase di montaggio
Il vano dell’elettronica era troppo piccolo e, mentre a chitarra quasi finita stavo usando il trapano come fresa (ehm) per ingrandirlo, mi è sfuggita la punta e ho graffiato corpo e ponte. Pazienza, avrà un aspetto più vissuto.
Altissimo rumore di fondo, eppure ho persino collegato la massa a stella e schermato il battipenna con la carta di alluminio. Così ho provato a invertire i fili sul jack di uscita: respiro di sollievo e problema risolto.
La carta di alluminio per la schermatura tende a rompersi facilmente, quindi ho realizzato prima una finta schermatura in carta adattando perfettamente i pezzi, anzi i cartamodelli, poi ho tagliato l’alluminio a misura e l’ho posato delicatamente incollandolo con colla vinilica.
La verniciatura a bomboletta e i primi due o tre strati di copale hanno fatto letteralmente “drizzare i peli al legno”, è stata sufficiente una passata di carta molto fine tra le prime mani.
Conclusioni
Spesa totale di 2cento euro (70 solo di pickup) e una grossa soddisfazione, quindi è un’esperienza che consiglio a tutti.
Ma se volete costruire la vostra prima chitarra, fate prima un piano di lavoro dettagliato e cercate di visualizzare mentalmente le fasi della lavorazione, vi risparmierà parecchie sorprese.
Indirizzatevi su una chitarra che utilizzereste soprattutto per le ritmiche, in questo modo non sarà un grosso problema lasciare un’action alta se le corde tendono a friggere, cosa che invece sarebbe un dramma su un’ascia da shred.
E mi raccomando: tanta pazienza e cura nei dettagli, alla fine sarete ripagati di ogni sforzo.
io non una bellissima esperienza con il fai da ...
Squier
la cazzata più enorme che ho fatto è stata ...
:) A quando foto complete e ...
Re: :) A quando foto complete e ...
Hard tramp! I love you so!
Io devo "recuperare" la mia prima chitarra ...
Re: Io devo
che invidia...
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alluminio
Carino, quel "verde cameretta"
fai da te entro i limiti
Re: fai da te entro i limiti
<p>*** finding beauty in the dissonance ***</p>
Re: fai da te entro i limiti
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