Interazione fra dinamica e timbro

di bend_it - accordiano DOC #29446 | 04 July 2011 @ 14:30 |
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Alcuni dei miei precedenti articoli erano dedicati ad alcuni accorgimenti per la mano destra che possono contribuire ad aumentare la palette di suoni a nostra disposizione, accorgimenti che miglioreranno il nostro suono nelle mani.

Quei suggerimenti che in effetti, se applicati, rendono il nostro suono più ampio, più profondo e più dinamico, però, non vanno intesi come obbligatori (ci mancherebbe). Intendo dire che non serve usarli sempre, anzi, sarebbe controproducente. Il punto è, come accennavo all'inizio, ampliare la scelta di suoni a nostra disposizione per poi poterli gestire differenziando timbricamente il nostro fraseggio, con le mani.
Tra le risorse di questo articolo, la lista di articoli inerenti.

Ho parlato di una differenziazione timbrica del nostro suono, grazie a questi accorgimenti, ma il punto è che differenziando timbricamente le nostre note possiamo ottenere la sensazione di una maggior escursione dinamica.
Nella musica moderna e, soprattutto, utilizzando la chitarra elettrica e i relativi ampli, effetti, registratori ecc la dinamica (al contrario di ciò che spesso si legge) è minima! Un vero pianoforte acustico, per esempio, ha un'escursione dinamica che con una chitarra elettrica, senza intervenire sulle manopole, ci possiamo solamente sognare. Per non parlare degli altri strumenti o di una vera, intera, orchestra. Una chitarra elettrica, specialmente se con un suono distorto, non può realmente cambiare il volume (almeno, non di molto) secondo il tocco del musicista. Ma allora come si fa?

Il fatto è che suonare piano o suonare forte non cambia solo il volume della nota. Ne cambia, in realtà, molti altri parametri. Cambia l'attacco, cambia la composizione armonica (il timbro), cambia la durata, il decadimento, insomma cambia la reazione della corda, nel suo complesso, a una sollecitazione lieve o vigorosa. Il punto è questo. Se, con le mani, riusciamo a gestire questi altri parametri, possiamo aumentare la percezione dinamica del nostro suono da parte di chi ci ascolta.
Pensiamo all'effetto "loudness" comune negli impianti hi-fi: aumenta il volume degli estremi banda (bassi e alti), ossia di quelle frequenze alle quali il nostro orecchio è meno sensibile e così il nostro cervello (fessacchiotto) ottiene una sensazione di maggior volume generale solo perché lo deduce dalla presenza più consistente di alti e bassi. Lo stesso principio lo possiamo applicare con le nostre manine al suono della chitarra.
Per esempio, suonando una nota "in punta di plettro" con vibrazione orizzontale, magari un minimo palm muting e, comunque, piano piano, otterrò una nota non solo debole sul piano dinamico, ma anche scarna dal punto di vista armonico e dall'attacco poco netto. Questi fattori, più del volume stesso, faranno intendere questa nota come "suonata piano".
Se, al contrario, con pennata un po' più decisa, anche nell'attacco, senza palm muting, con vibrazione perpendicolare della corda (che aumenta la presenza di bassi nella nota), presenza dell'armonico artificiale oltre la nota reale (quindi estendendo anche in alto lo spettro della stessa nota) avremo una nota forte più nel carattere che non, realmente, nel volume.

Inoltre proprio la tecnica dell'armonico artificiale che affianca la nota può regalarci un effetto wah wah spostando la mano mentre suoniamo ottenendo così armonici sempre più acuti (verso il ponte) o sempre più gravi (verso il dodicesimo).

L'illuminazione su questo argomento l'ho avuta ascoltando un brano in studio della Dave Matthews Band. C'è un lungo solo di batteria con un suono fortemente compresso e il volume dei colpi sul rullante è sempre uguale, eppure quando il batterista (Carter Beauford) alleggerisce il tocco o lascia semplicemente rimbalzare la bacchetta sul rullante la differenza si sente eccome. Proprio perché c'è meno bordo sul colpo e si sente di più la retina, ma il volume reale è quasi identico, perché compresso.

Risorse
La mano-pola del volume
Piccole note crescono
Un octaver fra le dita
La vibrazione perpendicolare
Il terzo comodo
Spaghetti alla chitarra



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Tutti i commenti

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    di bend_it - accordiano DOC #29446 | 04 July 2011 @ 15:18
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    Francesco D'Amico
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    di bend_it - accordiano DOC #29446 | 04 July 2011 @ 15:20
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      di gabriele bianco - accordiano DOC #16140 | 04 July 2011 @ 23:56
      • Re: E COMUNQUE C'ERA ANCHE UN
        di bend_it - accordiano DOC #29446 | 05 July 2011 @ 11:10
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        Francesco D'Amico
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    di Sykk - accordiano DOC #21196 | 04 July 2011 @ 17:23
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    Hard tramp! I love you so!
    • Re: pratica
      di bend_it - accordiano DOC #29446 | 04 July 2011 @ 21:08
      --
      Francesco D'Amico
  • La dinamica nella chitarra elettrica
    di Tom Anderson - accordiano #2700 | 05 July 2011 @ 15:15
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      di bend_it - accordiano DOC #29446 | 05 July 2011 @ 20:51
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      Francesco D'Amico
  • verissimo
    di superloco - accordiano DOC #24204 | 07 July 2011 @ 11:03
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    SuperLoco

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