Migliorare o migliorarsi?

di bend_it - accordiano DOC #29446 | 19 July 2011 @ 16:00 |
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Per chi comincia da zero, non è un quesito sensato: è ovvio che le due opzioni coincidano in tutto e per tutto, senza alternative. Per chi invece già suona, già studia e sta cercando la chiave di volta per progredire ulteriormente propongo questa riflessione che, lo dico subito, tale è e tale rimarrà, credo. Non credo infatti che riuscirò a darmi e a darvi una risposta che non sia un po’ politica e salomonica.

Questa riflessione, questo titolo, questo dubbio, mi tornano spesso addosso e colpiscono forte, alimentando dubbi e frustrazioni che turbano me come ogni altro musicista (è inutile negarlo), anche i più forti.
Dall’inizio, con ogni mio insegnante e in ogni scuola che ho frequentato, ho sviluppato un approccio allo studio molto razionale, metodico e seriale. Prima solo mano destra: otto, poi sei, poi quattro, poi tre e infine due note per corda in alternata e poi la stessa serie in economy picking (o sweep che dir si voglia). Gli esercizi per la mano sinistra che sviluppano dito per dito, corda per corda, a due, poi a tre, poi a quattro dita, le scale con tutte le diteggiature in fila, una per una, con le terzine e poi le quartine, i modi, gli arpeggi a tre voci e a quattro. Le ritmiche in ottavi, poi terzine di ottavi e poi i sedicesimi. Il metronomo lento e poi gradualmente più veloce. Così ho imparato e così insegno.

Tutto ciò per me era lo studio dello strumento. Non ero un allievo modello, facevo un quarto d’ora o mezz’ora e poi, sempre strumento alla mano, “cazzeggiavo” il doppio del tempo. In tutto ciò il mio sogno era (ed è tutt’ora) far sì che lo strumento diventasse come un’estensione del mio corpo (come avevo letto in qualche articolo o intervista, forse già su Chitarre, che leggo dall’86 con buona discontinuità). Per questo motivo, quindi, perché ambivo a una capacità d’improvvisazione totale, immediata, personale e spontanea, non studiavo le frasi (gli hot lick) di nessun chitarrista, né ne scrivevo di mie come mi chiedeva, per esempio, Umberto Fiorentino quando andavo a lezione da lui. Forse era una scusa, per la mia pigrizia, forse era ingenuità. Io pensavo che lo studio dovesse darmi i mezzi tecnici, l’agilità totale, la prontezza muscolare per eseguire poi qualsiasi passaggio la mia mente avesse immaginato in ogni momento.

Questo io in effetti intendo per migliorare, nel titolo: un miglioramento in un certo senso oggettivo, assoluto, omnidirezionale, totale. Tutte le dita, tutte le tonalità, tutti gli accordi, tutti gli stili, saper fare tutto avendo predisposto meccanicamente le mani a ogni tipo di movimento (questa io la chiamo tecnica fredda).

Poi piano piano sono entrato in contatto con metodi didattici diversi, qualcuno sulla mia pelle (più che altro sulle mie dita) e qualcun altro leggendo articoli, interviste e recensioni di scuole, musicisti e metodi che venivano sempre d’oltreoceano.
Direttamente su me stesso ho sperimentato (avendo però mani già pronte grazie allo studio che avevo fatto nei primi 10-15 anni) un tipo di didattica totalmente diverso. In quel periodo decisi di andare a lezione dal mio amico Ludovico Piccinini, che conoscevo già da anni. Lui ha sempre avuto l’approccio opposto al mio. Minimo sei ore al giorno tutti i giorni, il più veloce possibile, suonando non esercizi ma frasi prese dai vari video didattici (o trascritte dai dischi di chiunque, da Al Di Meola a Parker, Malmsteen, Gambale, Holdwotrh, Vai, Stern, Morse, Garsed, Trovato, Martino, ecc…), non col metronomo ma con la batteria elettronica o meglio ancora con le basi.
Lui mi disse: “guarda che anche tu hai i tuoi lick!” e mi suonò, lui, un paio delle frasi che io suonavo sempre, in effetti, e che ho riconosciuto al volo come mie, ma che non mi ero reso conto di quanto le usassi sempre uguali. Con un altro paio di “messe al muro” come questa mi convinse allo studio delle frasi per insegnarmi le varie tecniche e soprattutto la sonorità di scale e modi che conoscevo più sulla carta che non con l’orecchio. Scale di cui conoscevo le diteggiature, ma che non sapevo far suonare in modo appropriato.

Questo tipo di studio, devo ammettere, mi ha dato molto, ha aiutato molto il mio orecchio e la comprensione anche pratica (con la teoria ero già a buon punto) di molti argomenti.
In effetti, poi, leggendo le varie biografie, si riscontra che sono molti i chitarristi che hanno imparato trascrivendo e risuonando dai dischi dei grandi artisti.

Un altro aspetto è però più precisamente pertinente con la domanda del titolo: molti dei protagonisti di quei video didattici, molti di quelli che hanno davvero portato la tecnica chitarristica sempre più avanti, inventando nuove tecniche o sviluppando quelle già note avevano ben chiaro un concetto in mente: “cerca di capire cosa ti piace fare, cosa ti riesce meglio e concentrati su quello”.
E’ stato così che Van Halen ha sviluppato il tapping (e poi altri dopo di lui, più di lui) e Gambale ha teorizzato lo sweep (creando e diffondendo le diteggiature più adatte allo scopo), Holdsworth si è concentrato sul legato, Garsed sull’hybrid picking, Di Meola e Morse sull’alternato, Malmsteen sul linguaggio classico e Stern su quello jazzistico. Ciascuno di loro ha accettato di buon grado il non saper fare bene qualcosa pur di sviluppare in maniera eccellente qualcos’altro, qualche altro aspetto o approccio a lui più congeniale. Quest’approccio, tipicamente americano mi vien da dire, urta fortemente con l’approccio totale e seriale che avevo io. In questo caso non si cerca quindi un miglioramento assoluto ma un miglioramento, in un certo senso, misurato, relativo, rapportato a se stessi. Per questo nel titolo l’altro termine del dilemma è il migliorarsi, riflessivo.

Il dilemma potrebbe sembrare falso o solo dialettico, ma così non è. Se io esortassi gli allievi a migliorare solo su quello che viene loro bene potrebbe essere un invito alla pigrizia, a fossilizzarsi su un linguaggio che è probabilmente espandibile e che, altrettanto probabilmente, ha bisogno di espandersi linguisticamente e tecnicamente. Se partissimo con questo presupposto rimarremmo tutti (noi chitarristi) prede della pentatonica, all’infinito. Invece poi si va oltre. Ogni tanto però penso al maestro di Frank Gambale che gli diceva “No! Hai sbagliato la pennata, lì devi fare giù-su-giù-su e non giù-su-giù-giù!”.

Insomma il mio primo maestro (e il secondo, il terzo e il quarto) mi diceva “se c’è una cosa che ti viene difficile affrontala e fai quell’esercizio più degli altri, devi superare quella difficoltà”, ma un approccio americano invece sarebbe “se non ti viene in quel modo, trova un altro modo”.

Ogni tanto penso a quando Ludovico mi diceva che studiare le frasi è molto più utile che “quegli esercizi terribili che fai tu: 1234- 1324- ecc..”. Però penso anche a Luciano Coletta, mio primo insegnante di classica (poche lezioni) e anche, anni dopo, Massimo Delle Cese, che mi dissero: “hai un’ottima tecnica, la tua mano sinistra è già perfetta, e non hai mai fatto classica?” (per la destra, venendo dal plettro, c’era da lavorare).
Ah la chitarra classica. Lì è tutto il contrario: si studiano i brani, gli studi, le raccolte didattiche di vari autori, ma pochissimi esercizi seriali, come invece fanno i loro amici pianisti (vedi Hanon).

Insomma il dilemma che rimane senza soluzione, come annunciato, è fra la tecnica fredda contrapposta alla tecnica calda tipo hot licks, ma soprattutto fra un studio in cui si cerca di colmare le lacune e uno in cui ci si concentra nel potenziare i propri punti di forza. Ovviamente la risposta politica e più naturale è: fai un po’ e un po’. Ma allora io, che sono forte col legato e meno sulla pennata, devo concentrarmi di più sul legato e sviluppare nuove frasi e nuove meccaniche o studiare meglio la pennata e ricominciare col metronomo a colmare questo divario? Boh! Intanto, invece di suonare, scrivo.

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Tutti i commenti

  • Articolo molto interessante e scorrevole, ...
    di OldBoy - accordiano #29456 | 19 July 2011 @ 16:40
    --
    "Chi non ama il blues ha un buco nell'anima".
    (Fr
  • quanto mi riconosco in questo ...
    di edgar587 - accordiano #15315 | 19 July 2011 @ 16:55
  • bell'articolo
    di elfaber87 - accordiano #30023 | 19 July 2011 @ 17:01
  • Complimenti..
    di Teo78RRhoads - accordiano #25567 | 19 July 2011 @ 17:05
  • Forse dovrei essere l'ultimo a parlare visto ...
    di xstrings - accordiano DOC #23053 | 19 July 2011 @ 17:52
    --
    MARCO
  • Bell'articolo!
    di fa - accordiano #4259 | 19 July 2011 @ 18:08
    --
    Fab http://www.myspace.com/fabrizioprevidi
  • Un po' e un po'
    di Jimmy_ver20 - accordiano #23549 | 19 July 2011 @ 18:09
  • In medio stat virtus
    di micheled - accordiano DOC #18687 | 19 July 2011 @ 18:51
  • Quante verità tutte insieme...è difficile ...
    di banzay - accordiano #27217 | 19 July 2011 @ 18:58
    --
    Jazz sound.
  • Questo articolo mi è piaciuto molto e sono ...
    di essevuesse - accordiano #14172 | 19 July 2011 @ 19:45
    • Re: Questo articolo mi è piaciuto molto e sono ...
      di Thelonious_Monk - accordiano #28882 | 19 July 2011 @ 20:08
  • Bellissimo articolo, penso che tu sia riuscito ...
    di ale95 - accordiano #24634 | 19 July 2011 @ 21:37
    • Re: Bellissimo articolo, penso che tu sia riuscito ...
      di bend_it - accordiano DOC #29446 | 19 July 2011 @ 22:48
      --
      Francesco D'Amico
  • Impara l'arte e........
    di Claudio80 - accordiano #27043 | 19 July 2011 @ 23:57
    --
    "Tecnicamente non sono un chitarrista, tutto quell
  • Dopo 45 anni di chitarra amata, anche studiata ...
    di Cukoo - accordiano #17731 | 20 July 2011 @ 00:21
  • verrebbe da dire, Cuore o Cervello ?
    di Marke - accordiano #28892 | 20 July 2011 @ 10:08
    • Re: verrebbe da dire, Cuore o Cervello ?
      di bend_it - accordiano DOC #29446 | 20 July 2011 @ 13:12
      --
      Francesco D'Amico
      • Re: verrebbe da dire, Cuore o Cervello ?
        di Marke - accordiano #28892 | 20 July 2011 @ 13:25
  • Chitarrista con personalità o turnista.
    di eddvedd1978 - accordiano #14754 | 20 July 2011 @ 16:00
  • aggiungerei anche una "terza via", quella ...
    di bettow - accordiano #30179 | 20 July 2011 @ 16:06
  • Si suona quello che si è
    di Serious_Pigi - accordiano #12371 | 21 July 2011 @ 00:38
  • Perché non siamo mai contenti di noi stessi, ...
    di Salvog - accordiano DOC #26748 | 21 July 2011 @ 11:32
    --
    <a></a>
    • Re: Perché non siamo mai contenti di noi stessi, ...
      di bend_it - accordiano DOC #29446 | 21 July 2011 @ 23:21
      --
      Francesco D'Amico
  • Bello spunto di riflessione! Sono d'accordo ...
    di sepp - accordiano DOC #10489 | 22 July 2011 @ 15:02

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