Una di queste chitarre è la Starcaster, bizzarra e sfortunata creatura semiacustica di casa Fender. Per farla breve, qualche tempo fa stavo scorrazzando su eBay, luogo di tormento e perdizione, specialmente quando mi prendono i miei attacchi di GAS, in cerca, povero illuso, di un esemplare di Starcaster in condizioni dignitose e dal prezzo accessibile (aripovero illuso), e cosa trovo? Un bel negozietto virtuale giapponese che vende, e qui ci ho messo qualche secondo per credere ai miei occhi, delle Fender semiacustiche nuove di pacca!
Insomma, le cose stanno che la Fender Japan ha messo in produzione dei modelli hollow body di Jaguar e Jazzmaster e io, ormai dimentico della Starcaster, stavo scalpitando come un bambino davanti a un modello in scala naturale di Optimus Prime. Ormai completamente in preda alla GAS più spasmodica, ho quindi cliccato sul pulsante buy it now incurante del latrato di dolore del mio povero conto corrente. Meno di una decina di giorni dopo (le poste giapponesi sono un fulmine, impressionante) è arrivata, nel suo pacchettone nipponicamente imbottito alla perfezione, la mia nuova Fender Jaguar Hollow JG/HO (denominazione ufficiale Fender Japan).

Ho scelto la Jaguar rispetto alla Jazzmaster per una serie di motivi: il suono, il manico (più corto e comodo per me che ho le manine) e anche l'estetica, che trovo di gran lunga superiore nella Jaguar: per dirne una, la Jazzmaster non ha la F sul body per esempio. Che gusto c'è ad avere una semiacustica senza buca a F dico io.
La scelta cromatica è caduta sul nero. L'altra opzione poteva essere un sunburst tre toni, ma secondo me fa un po' a pugni col binding bianco avorio, che invece si sposa perfettamente, sempre a mio parere, con il bel nero lucido, sul quale spicca la buca a F, e con la tastiera in palissandro.
Scendiamo nel dettaglio tecnico. A parte il corpo e l'estetica, la chitarra è molto simile a una Jaguar Classic Player. Il manico da 24 pollici è in acero con tastiera in palissandro da 22 tasti, con binding e accesso al trussrod dalla parte dei pick up. Naturalmente è avvitato sul corpo, questo in ontano con top e retro di frassino, con binding sia sul lato anteriore sia posteriore. Le meccaniche sono le classiche Jaguar, con l'amato/odiato ponte con tremolo flottante. Anche i controlli sono quelli tipici della Jaguar: sul lato sinistro, cioè in alto suonando la chitarra, si trovano i controlli per attivare il circuito lead e controllarne volume e tono, mentre sul lato destro (o in basso, suonando) si trovano i controlli per accendere/spegnere separatamente i pickup e uno switch chiamato low end, per dare un po' più di corpo al suono (io lo trovo poco utile, ma "abbondantis abbondantum" diceva un grand'uomo).
Non ho notizie sui pick up, o meglio, ce le ho sul libretto di istruzioni, ma è completamente in Giapponese. Il sito Fender Japan dice JG Vintage, potrebbero essere gli stessi montati sulla American Vintage?
La chitarra è arrivata settata, come si suol dire, alla apparato riproduttivo canino ma, dopo qualche giro di chiavetta esagonale per sistemare l'action, ho avuto modo di appurare la qualità di manico e tastiera: davvero notevole.
Le mie piccole dita tozze e scoordinate vanno avanti e indietro sui tasti che è una meraviglia. Non so che tipo di verniciatura abbia, ma è davvero scorrevole. Uno dei miei timori, avendo comprato una Jaguar su internet senza averla provata, era trovare quelle fastidiose vibrazioni alle sellette o alle viti del ponte per cui Jaguar e Jazzmaster sono famigerate, ma sono stato fortunato: la qualità costruttiva è ottima e il ponte sembra piuttosto solido. Nessun tasto frigge, vibra, spernacchia, rutta o sbraita.
Veniamo al sodo: come suona. La signorina ha puliti argentini, naturalmente belli twangosi come si addice a una Fender di razza, ma se vi dicessi che l'ho presa per suonarla pulita vi prenderei in giro. Inutile dirvi che io non sono Kevin Shields, ma imbracciarla conferisce delle insolite manie di grandezza e, quando mi sono messo a cazzeggiare con gli effetti (l'ho presa in pieno delirio onirico in cui mi vedevo produrre feedback con otto delay uno dentro l'altro schiumando dalla bocca e salmodiando frasi sconnesse in lingua Zeuhl) non smettevo più di girare le manopole dei miei tanti pedali in tutti i modi possibili. Fuzz e delay stanno a questa chitarra come basilico e mozzarella di bufala alla pizza Margherita. Praticamente un Kamasutra sonoro in cui mi ha fatto vedere le stelle manco mi fossi trovato alle prese con una pin up sotto effetti afrodisiaci da ostriche e champagne (per omaggiarla di ciò le ho comprato una bella cinghia di Bettie Page).
Scordatevi i generi "ciccioni" tipo metal o stoner, non è decisamente il suo campo di gioco. Attivando il circuito lead viene fuori un bel suono, più grosso nelle mediobasse, ma niente di abbastanza cattivo da mandare le folle in headbanging furioso. Il suo meglio lo dà attraverso sonorità spaziali, facendo surf fra pianeti sconosciuti, chiudendo gli occhi e godendosi sul viso i venti siderali.
beati giapponesi
Re: beati giapponesi
- Matteo Barducci
che bella!!!!!!!
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www.myspace.com/maynardpale
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Rock journalism is people who can't write, intervi
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O_O
umm
Parlare di musica è come ballare di architettura.
Re: umm
Rock journalism is people who can't write, intervi
GAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAS
The Wonderwalls - Oasis Tribute Band (Udine) - <a
Di Jaguar made in USA ne ho avuto due
FBASS
Re: Di Jaguar made in USA ne ho avuto due
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Re: Di Jaguar made in USA ne ho avuto due
FBASS
io ho votato solo per: "alla apparato ...
veramente bella, ricordo una jazzmaster semi ...
Matt Confusion
http://flavors.me/mattconfusion
Re: veramente bella, ricordo una jazzmaster semi ...
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spettacolare... e sicuramente ottima per fare jazz