Erano ormai mesi che seguivo il mercato dell’usato nella speranza di trovare la presente signorina in vendita a un buon prezzo. Nuova non se ne parlava nemmeno di acquistarla (mutuo, bollette, rate della macchina, grazie), per cui non mi restava che attendere l’occasione giusta. Dalla mia esperienza posso dire una cosa: questa chitarra, chi ce l’ha se la tiene stretta (poi ho capito i motivi).
Ormai disperavo di poterne entrare in possesso quando, su un noto sito che tutti ben conosciamo, la trovo a un prezzo decisamente invitante. Dopo una trattativa durata quasi un mese la strappo a 550 euro spedita con custodia (nel frattempo avevo venduto una Gibson SG per potermi permettere l’acquisto, ah la GAS). Un rapido intervento dal liutaio che me la scherma e me la setuppa a dovere (mi è arrivata in condizioni di settaggio pessime), e la ragazza entra definitivamente in mio possesso.
I Telecasteristi dogmatici, come ho più volte purtroppo constatato, normalmente aborrono la J5 Triple: una Telecaster con tre humbucker a elevato output e addirittura un Tremolo Vintage e meccaniche autobloccanti? Poi ok, passi il palettone stile Strat ‘70 con scritta in stesso stile che già è stato adottato sulla Deluxe ‘72 in tempi non sospetti, ma la mascherina a specchio? L’assenza di alberelli abbassa-corde sulla paletta? Aiuto!
Insomma, i fedeli fruitori della American Vintage ‘52 difficilmente vedranno di buon occhio questo modello “del futuro”: lo scopo di quest’articolo, tra gli altri, è ovviamente quello di far cambiare loro idea.

L’aspetto della ragazza è accattivante. Sicuramente non passa inosservata, questo lo possiamo dire con certezza (e orgoglio): il nero lucido è dominante, ma un doppio binding color crema sui contorni del body, il manico in acero e, ovviamente, la mascherina a specchio e l’hardware cromato formano un mix a dir poco esplosivo.
Il body è in ontano, non si sa in quanti pezzi perché dalla verniciatura scura questo dato non si evince, il manico è un 60’s shape davvero comodissimo, in un bell’acero caratterizzato da una sottile striscia marrone forse di noce (attendo eventuali smentite) lungo il truss-rod, La tastiera è in palissandro con classici dot bianchi, raggio di curvatura da 12”, mentre i tasti sono 22 medium-jumbo. Abbiamo poi un nut in osso sintetico, meccaniche autobloccanti Fender (di fattura e qualità superlative) e un classicissimo ponte Tremolo Vintage che sulla Telecaster fa un po' strano! La placca di giunzione body-manico è a quattro viti, cromata senza scritte, mentre il retro della paletta reca la dicitura “Made in Mexico” preceduta dal seriale.
Tuttavia, quello che caratterizza maggiormente questa chitarra probabilmente non è il look, ma l’elettronica. Fender ha equipaggiato questo strumento con tre humbucker Enforcer Wide Range dall’uscita decisamente sopra la media: insomma la potenza è tanta e il target di riferimento si sposta inevitabilmente in territorio hard & heavy, ricordandoci che abbiamo sotto mano pur sempre una signature del chitarrista di Marilyn Manson e Rob Zombie. I controlli sono soltanto due: un volume e un tono, le manopole sono ovviamente cromate e l’escursione delle stesse è veloce. Il selettore pickup (in posizione Les Paul) è a tre posizioni: configurazione semplice come la scoperta dell’acqua calda, quindi a ogni posizione corrisponde un pickup (dal basso verso l’alto: bridge-medium-neck). Completiamo i dati con l’uscita jack, questa volta classicissima, identica a quella che troviamo su ogni Telecaster che si rispetti.
Passiamo alla parte più interessante: il sound. Innanzitutto una precisazione: questa chitarra, data la potenza dei suoi magneti, non avrà mai i puliti squillanti e secchi di una Telecaster classica coi single coil, ma tutto sommato il suo carattere vintage viene, a mio parere, incredibilmente conservato. Abbiamo quindi, soprattutto in posizione ponte, una decisa predominanza di medio-alte che non disturbano affatto e ci ricordano con affetto che la Telecaster è giunta al 60esimo anniversario. Più equilibrato il pickup centrale che, secondo me, ha un bellissimo sound molto rotondo, mentre il magnete al manico è, come ci si aspetta, più scuro, ma senza esagerare. La grossezza timbrica tanto cara ai fan di Gibson qui non viene raggiunta, ma ehi, questa è una Fender!
Tutto sommato abbiamo a disposizione un mix sonoro decisamente equilibrato, che permette a mio parere, magari anche con l’ausilio di un buon compressore, di poter sfruttare questa sorellina cattiva anche sui suoni clean (che non sono comunque il suo forte) in svariati contesti musicali, con buona soddisfazione.
Nel Crunch la ragazza è già più a suo agio e, con l’aiuto di un buon overdrive, si può blueseggiare che è una meraviglia soprattutto grazie alle posizioni centro o manico, che risultano belle calde e piene di carattere. Alzando il gain e passando al pickup al ponte, siamo subito in territorio rock e il riff di "Back in Black" sembra che echeggi nella nostra mente ancora prima di essere eseguito. Fantastico!
Sui distorti massicci come se la cava la ragazzaccia? Ho il mio simpatico Dr. Boogey, cattivissimo distorsore artigianale costruito dal mio amico Boss (non è Springsteen, ma un genio del fai da te chitarristico), che aspetta solo di essere azionato per mettere alla prova la nostra amica. Una sola parola: devastante! Non dico che arriviamo alla potenza degli EMG attivi, ma ragazzi, il metal anche spinto è decisamente il territorio di predilezione della J5 Triple.
Grande definizione sia sulle ritmiche sia sui solo, dai Maiden ai Metallica ai Megadeth ci si arriva tranquillissimamente e con ottimi risultati. Per andare oltre, può essere penalizzante il carattere timbrico spostato verso le medio-alte.
Di gain se ne può avere quanto se ne vuole e la potenza dei magneti ci assiste sempre, ma se vogliamo certi riffoni oscuri alla Slayer, Slipknot o tipici di musica ancora più estrema, sarà opportuno abbassare gli alti del nostro ampli o del nostro distorsore (dando per scontato di caricare, per contro, i bassi).
Il mio voto è un nove. Per una chitarra sugli 8cento-9cento euro nuova si può desiderare forse di più di tutto quello che ti offre costei? Volendo essere realisti, credo propriodi no.
Difetti? solo uno, evidente: pesa come un macigno, siamo quasi ai livelli di una Les Paul ma in fondo, per poter fare gli sboroni con questo gioiello al collo, una contropartita bisogna pur pagarla, no?
In definitiva volevo una Telecaster, ma non una qualunque, la volevo speciale e, soprattutto, cattiva. Ci sono riuscito e spero, con questo elogio-recensione, di avervi convinti quantomeno a testare questa magnifico strumento se ve ne dovesse capitare la possibilità: potreste restare davvero sorpresi. Telecaster we love you, anche (e soprattutto) quando ti arrabbi!
L’ampli usato nel video è un Roland Cube 40XL sul canale JC clean con equalizzazione flat. Ho poi usato un Boss SD1 modificato per i crunch e per boostare il Dr. Boogey sui lead. Altri effetti usati sui lead sono un Boss DD6 e un Boss NS2.
bravo Danie'
giovanni70
Re: bravo Danie'
Ottimo acquisto anche se sono un tradizionalista!
FBASS
Re: Ottimo acquisto anche se sono un tradizionalista!
bella
Re: bella
Re: bella
Re: bella
Re: bella
"Dici a me?!" ...
Re: bella
Re: bella
"Dici a me?!" ...
Re: bella
Per il fattore qualità ....
Sì... carina... però una tele con 3 ...
Re: Sì... carina... però una tele con 3 ...
THREE is megl' che TWO!
Secondo me!
La chitarra è da paura, mi piace ...
Secondo me il tremolo è un pugno in un ...
Re: Secondo me il tremolo è un pugno in un ...
ottima recensione, molto interessante ma ...
twang!!!
Re: ottima recensione, molto interessantema ...
Giorgio
Grazie!
Re: Grazie!
twang!!!
Sei un grande!
Re: Sei un grande!
Coi Dynasonic sarebbe stata perfetta
Ho sentito qualche demo
Re: Coi Dynasonic sarebbe stata perfetta
Re: Coi Dynasonic sarebbe stata perfetta
Re: Coi Dynasonic sarebbe stata perfetta
FBASS
Re: Coi Dynasonic sarebbe stata perfetta
non ci siamo...
C.V.D.
beh forse un altro nome è esagerato si :) ma ...
Grazie mille!