Anche l’assemblaggio è simile. Il body è, per entrambi i modelli, in tre pezzi di buon legno scelto e stagionato. Differenti per sistema costruttivo invece i manici che, per entrambi i marchi, offrono le due classiche tastiere Rosewood o Maple.
Il legname dalla Godin è il rock maple (acero canadese), utilizzato per la costruzione di un manico con 22 tasti a scala ridotta (short scale 24 ¾"), al contrario dei 21 tasti della Strat. All’ultimo fret la Godin, infatti, risulta essere di cinque centimetri più corta delle Fender, nonostante abbia un tasto in più. Questo sistema costruttivo consente una distribuzione della forza con una conseguente riduzione generale della tensione delle corde. Ne consegue una maggiore facilità durante gli accordi con il barré.
Quando si parla di originali di qualità e non di originali a prezzi stracciati indo-pakistani o addirittura mere copie, non si può parlare di pessime rifiniture. Entrambe queste splendide chitarre fanno scuola in fatto di stile e qualità.

Gli Americani difficilmente si discostano dai listini ufficiali, salvo nel caso di rare promozioni di lancio concordate con i grandi musical stores (come Guitar Center) e quindi difficilmente troverete queste chitarre “compra due al prezzo di una”.
Per questo motivo la qualità resta alta, sia nelle Fender realmente prodotte in Messico (non tutte provengono dagli stabilimenti di Ensenada), sia nella Godin il cui vanto è quello di fabbricare chitarre con legni Canadesi di alta qualità e mano d’opera USA.
Analizzando la componentistica, premetto subito che la Stratocaster è risultata la chitarra più vivisezionata della storia. Sotto il pickguard ci avranno ormai guardato tutti a tal punto che, per moltissimi ormai, non ci sono più molti segreti da scoprire. Ormai sul suo circuito ci hanno messo e levato di tutto. L’ultima esperienza, che farò sicuramente tra breve, sarà quella di sollevare un pickguard e trovare al di sotto un dodici cilindri Chrysler o un frigorifero a doppia porta con dispenser, o peggio una foto di qualche suocera (con quella, una qualsiasi chitarra tirerebbe su acuti incredibili).
La Godin, invece, è una chitarra di nicchia, conosciuta e apprezzata dagli esperti, che risulta essere meno manipolata. È stato istintivo per me, una volta impossessatomene e prima di settarla correttamente, darle uno sguardo più attento all’elettronica.
Quello che è evidente è che la Godin SD22 ha due single coil GS1 ceramici e un humbucker GHB1 costruiti espressamente per Godin. Quello che è stridente e indecente è che questa Godin utilizza uno switch a cinque posizioni di qualità scadente. A questo punto mi permetto un sommesso rimprovero a questa grande azienda di Montreal, sintetizzando con un semplice ed efficace detto Italiano: "per un pizzico di sale si guasta la minestra".
Se è pur vero che i componenti elettronici cinesi sono diffusissimi su tutte le grandi marche di chitarre senza limitazioni di prezzo, chi tende alla qualità non può permettersi simili orrori per risparmiare pochi cents.
A questo punto sulla paletta delle vostre chitarre scriveteci pure "Assembled in the USA from parts hand-crafted in Canada" ma aggiungeteci pure "and from originals Chinese electronics components".
A tal riguardo apro una parentesi sulla Cina e sulla produzione cinese. Anche nel campo delle chitarre elettriche, i nostri amici dagli occhi a mandorla prima hanno copiato, poi hanno accettato contratti per quattro soldi per la costruzione delle più famose chitarre, peccando inevitabilmente di qualità, ma ora costruiscono per i grandi marchi con livelli qualitativi altissimi. I livelli sono diventati tali che prevedo la possibilità da parte di noi occidentali di poter realizzare, a breve, delle mediocri copie delle chitarre cinesi.
Le produzioni più povere e a basso costo ora sono realizzate in India e, indubbiamente, fra non molto seguiranno le stesse orme della produzione cinese.
Riprendendo l’argomento, esteticamente la Godin SD22 è molto piacevole, si imbraccia bene e ha un manico molto scorrevole. Anche con l’utilizzo della tracolla, il suo peso è ben distribuito. Le meccaniche tengono bene l’accordatura e la leva del vibrato è comodamente azionabile con pochissimo sforzo. La collaudatissima Fender ha fatto scuola e pertanto viene presa solo come riferimento. Dove nascono le differenze, oltre che per quelle estetiche, è sicuramente sul suono. Che non si gridi mai allo scandalo se una chitarra non suonerà come l’altra.
Qui si tratta di filosofie diverse a confronto: l’una che prende per riferimento il suono della chitarra classica così come Gibson, Gretsch e Ibanez, l’altra che come riferimento ha il suono Fender e che, generalmente e inevitabilmente, è un'altra Fender. Mai fare l’errore di voler tirare fuori con tutti i mezzi un suono Fender Stratocaster da una Gibson LesPaul e viceversa. La Godin è una Godin, la Fender è una Fender.
Tanto premesso, per questa recensione ho utilizzato un Hughes & Kettner Vortex halfstack, un 100 watt professionale che va in perfetta emulazione di un amplificatore valvolare. La Godin ha un suono che può ricordare un connubio tra una Les Paul e una Telecaster, piuttosto caldo, pastoso e armonioso. Il treble non è esasperato ma piuttosto contenuto, le note ne fuoriescono cristalline. La razza c’è e si sente. Chi ama il suono avvolgente può aver trovato la sua chitarra. La sconsiglio per l’hard rock o l'heavy metal senza l’ausilio di altre apparecchiature elettroniche di supporto.
mi hai fatto morire!
Re: mi hai fatto morire!
Soprattutto mi fa piacere il fatto che ...
Giorgio
Re: Soprattutto mi fa piacere il fatto che ...
Re: Soprattutto mi fa piacere il fatto che ...
Giorgio
La godin sembra davvero bella!
Re: La godin sembra davvero bella!
Chitarra di qualitá!
enjoy every note..of your life and music!
Re: Chitarra di qualitá!
Re: Chitarra di qualitá!
gni gni gni
Bella ma...
E..mannaggia!!!...io colleziono solo Fender Stratocaster..
MADE IN CHINA NEL 2011
la "Tecnica" logora chi non ce l'ha
Eh sì, purtroppo...
mi è stata proposta in permuta in cambio di ...
Re: mi è stata proposta in permuta in cambio di ...
Re: mi è stata proposta in permuta in cambio di ...
gni gni gni
interessante
la passione mi guida in tutte le mie scelte...
sia
Bell'articolo con..
metal up your ass
Ma sììì...se uno ci pensa davvero su...
"Il body è, per entrambi i modelli, in tre pezzi di buon legno scelto e stagionato."
Benedetto