Alla metà degli anni '80 è al massimo della popolarità negli USA, suscitando gli interessi di Eddie Van Halen, Richie Sambora, di Mick Mars, Tom Morello e della bella e brava Jennifer Batten.
Dopo un primo periodo interamente nazionale, la produzione dei singoli componenti si è spostata in Giappone, lasciando negli USA l’assemblaggio e la finitura di questi strumenti. Oggi è uno dei gioielli di Gibson, che cura il marchio Kramer e la sua distribuzione.
La Kramer Striker che vorrei recensirvi ha un prezzo di 499 Dollari USA nel listino Gibson.
Al primo colpo d’occhio dà l’idea d’essere estremamente curata sia osservandone il body, sia il manico e la paletta. Ha la classica configurazione di pickup HSS, con un tono, un volume e uno switch (cinese) a cinque posizioni. Questi stessi, identici, pickup li ho ritrovati in moltissimi altri modelli Ibanez e Yamaha, a conferma di una buona risposta di mercato.
Anche il disegno del body, benché più elaborato, richiama altri modelli classici in commercio.

A distanza, ingannerebbe facilmente chiunque inducendolo alla confusione. Osservandola più da vicino, si rimane invece colpiti da alcuni particolari. Non è facile imbattersi in una chitarra con 24 tasti, così come non sono usuali i segna-tasti a mezz’ala di gabbiano e la paletta a forma di becco d’uccello (da qui la speranza che suonandola non ti sporchi la camicia).
Il body presenta le smussature dei contorni delle spalle mancanti, che ne addolciscono la linea. Molto bello il flame maple top in Firebrust.
Meccaniche collaudatissime Der Jung (Ibanez, Squier ecc.). Ponte fisso (hardtail) per la chitarra in prova con sellette in acciaio, più corte rispetto alla Fender American Standard, ma ottime e stabili. Cromatura di tutti i componenti in black-chromo. A questo proposito ho l’abitudine di evitare questo tipo di cromatura, così come le cromature in gold, in quanto non sono delle vere cromature e tendono a macchiarsi e a scolorire facilmente sotto l’effetto di prodotti anche leggermente abrasivi. Personalmente preferisco le cromature classiche argentate, meno delicate e senz’altro più durature.
L’utilizzo di potenziometri da 500k full size (volume e tono) con un condensatore da 0,47uf per l’humbucker, conducono a prestazioni di spunto abbastanza buone, molto più vicine agli schemi costruttivi Fender. L'elettronica è curata e i cavi cablati ordinatamente. Sotto una copertura in teflon nero, il vano è ampio, facilmente accessibile e rivestito al suo interno in rame. Indice, questo, di una particolare cura costruttiva e attenzione per i particolari. Lo stesso dicasi per i vani che contengono i pickup: smussati agli spigoli, hanno le sedi che li ospitano ben isolate. Rimuovendo il manico dal proprio incastro (molto preciso, non ho riscontrato spazi) mediante l’estrazione delle quattro viti, si prende coscienza della qualità del legno impiegato per il body: solido mogano, anziché il solito ontano.
Curiosa anche lo tecnica costruttiva del manico, costituito in acero di diversa stagionatura. Dal più stagionato e dorato per collo, al più chiaro per la testa della paletta, sino al chiarissimo per la tastiera. Collo e paletta sono uniti a giunzione diagonale con una forte inclinazione.
Ho potuto ascoltare il risultato di tutto ciò una volta collegata la chitarra all’Huges & Kettner che ho utilizzato per la prova. Preciso che utilizzo questo amplificatore professionale in quanto è uno dei pochissimi sul mercato che emula assolutamente verosimilmente un amplificatore valvolare, pur essendo a transistor.
Una volta ben settata (l’ho ricevuta con un settaggio indecente, tale da compromettere inevitabilmente la suonabilità minima di un qualsiasi strumento, fosse pure una zampogna), la sorpresa è stata quella, piacevole, di una tastiera morbidissima con un'action quasi a zero senza frustare da nessuna parte, su cui si può svisare in maniera rapidissima. Un suono che, alla faccia dell’eleganza di questo strumento, si è rivelato invece da rockettaro DOC, esasperato, metallaro, spregiudicato, insomma un suono per chi ama il pearcing sulla lingua fatto con un chiodo arrugginito.
Non è affatto vero che la Kramer ha introdotto per la prima volta il manico in alluminio!
FBASS
Re: Non è affatto vero che la Kramer ha introdotto per la prima volta il manico in alluminio!
Re: Non è affatto vero che la Kramer ha introdotto per la prima volta il manico in alluminio!
Re: Non è affatto vero che la Kramer ha introdotto per la prima volta il manico in alluminio!
- Matteo Barducci
Re: Non è affatto vero che la Kramer ha introdotto per la prima volta il manico in alluminio!
Bell'articolo, bella chitarra e sarebbe un ...
Re: Bell'articolo, bella chitarra e sarebbe un ...
Re: Bell'articolo, bella chitarra e sarebbe un ...
bella, probabilmente vertewrei sulla custom ...
gni gni gni
Molti ne ignorano addirittura l'esistenza
quindi sono un pirla...
Re: quindi sono un pirla...
Re: quindi sono un pirla...
Re: quindi sono un pirla...
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Bella chitarra,
Giorgio
Re: Bella chitarra,
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Giorgio
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Giorgio
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Giorgio
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Re: bella chitarra
- Matteo Barducci
Peccato solo per la paletta, proprio non le ...
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Giorgio
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strike on
Re: strike on
Kramer Strikers
Re: Kramer Strikers