Il look delle chitarre era molto attraente per la verniciatura semitrasparente Butterscotch (1) combinata con le venature del frassino del corpo e con il battipenna nero. A completamento di questa chitarra perfetta vi era inoltre un manico in acero percorso per tutta la lunghezza da segna posizione dot neri.
L’originario nome di produzione Broadcaster dovette però, a un certo punto, essere abbandonato per questioni legali con Gretsch, dal momento che quest’ultima aveva già registrato il nome per un suo modello di batteria (2). Mentre Leo stava provando a pensare a un nuovo nome per il suo modello (3), decise semplicemente di tagliare via il nome Broadcaster dalle decal, ‘sì che vi furono modelli di chitarre Fender che non ebbero alcun nome ufficiale finché non vennero successivamente soprannominate NoCaster dai collezionisti.
Queste chitarre hanno un elevato valore collezionistico a causa del limitato periodo di produzione nel 1951 (4). Furono quindi rinominate Telecaster, nome che è stato mantenuto sino a oggi. Quella della foto, della nostra collezione di Rumble Seat Music, è un fantastico esemplare, dal peso contenuto in 6,3 libbre (2,86 kg) dotato della sua custodia sagomata corredata degli scontrini originali.

Note del traduttore
(1) Le butterscotch erano tipiche caramelle americane al burro.
(2) In realtà il nome registrato da Gretsch era Broadkaster (con la “k”). A dirla tutta, non vi furono molte questioni e lunghe cause legali fra le due case produttrici (come forse invece accadrebbe oggi): in realtà il 20 febbraio 1951 Gretsch spedì via Western Union un telegramma al distributore Radio & Television Co., all’attenzione di Donald Randall (socio di Fender), che diceva in modo asciutto "Il vostro uso del marchio Broadkaster sulla vostra chitarra elettrica è una violazione del nostro marchio Broadkaster nr. di registrazione all’ufficio brevetti U.S. 347505 del 29 giugno 1937. Vi chiediamo assicurazione immediata che abbandonerete l’uso di questo nome – The Fred Gretsch MFG. Co." Leo Fender decise, laconicamente e senza scandalizzarsi o scomporsi più di tanto, di fare tagliare semplicemente via il nome dalle decal in attesa di decidere un altro nome per la chitarra.
(3) È interessante notare come l’etimologia e la scelta di entrambi i nomi – Broadcaster e successivamente Telecaster – siano legate agli esordi delle tramissioni (broadcasting) su larga scala, radiofoniche prima e televisive poi, e intendevano in tal modo fare chiaro riferimento al progresso tecnologico più clamoroso dell’epoca. Come se queste chitarre potessero “trasmettere” musica su larga scala e a grande distanza. Cosa che in effetti avvenne, e anche in questo caso Leo Fender aveva visto molto, molto lontano, ma probabilmente neanche lui allora immaginava quanto.
Anche il colore butterscotch blonde non fu scelto a caso ma doveva essere ugualmente evocativo, essendo molto simile al color crema dei primi apparecchi televisivi. Scelta condivisa peraltro anche da Gibson, con il TV Yellow delle sue chitarre elettriche Les Paul Junior e Special.
(4) Dal 22 febbraio all’estate del 1951.
Nota della redazione: si ringrazia Giuseppe Mazzola, Accordiano #90, per la traduzione.
Chitarra stupenda, altro non si può dire ...
Giorgio
Re: Chitarra stupenda, altro non si può dire ...
Re: Chitarra stupenda, altro non si può dire ...
La musica riempe la mia vita, ma sono le armoniche
Re: Chitarra stupenda, altro non si può dire ...
FBASS
" È interessante notare come l’etimologia e ...
Per quanto ne sò
Re: Per quanto ne sò
La musica riempe la mia vita, ma sono le armoniche
Il colore Butterscorch blonde non so, ma il TV ...
Re: Il colore Butterscorch blonde non so, ma il TV ...
FBASS
Re: Il colore Butterscorch blonde non so, ma il TV ...
Re: Il colore Butterscorch blonde non so, ma il TV ...
- Matteo Barducci
Re: Il colore Butterscorch blonde non so, ma il TV ...
Caratteristica unica e molto interessante ...
We don't make mistakes here, just little happy acc