goldenstrato scrive:
A dire il vero mi rammarica il fatto di sapere che per molti musicisti l’importanza che viene data al plettro è minima, in quanto troppo sovente la scelta di quello che non è soltanto un “pezzo di plastica” bensì un vero e proprio strumento musicale, almeno per me, assume l’aspetto di “sussistenza musicale”, vale a dire che senza questo elemento di tutta l’attrezzatura si è spacciati, per assurdo. Molti chitarristi utilizzano anche altre tecniche che esulano dall’uso del plettro, ma in questo caso mi limiterò al caso più comune di chi utilizza esclusivamente,o quasi, la penna.
Molto sovente la scelta di questo, chiamiamolo così, accessorio, si basa su criteri estetici, dato che il mercato offre uno sterminato assortimento, ma che a volte non combacia con l’aspetto funzionale; esistono plettri con disegni e disegnini vari, che vanno dalle cose più fantasiose ed astratte ai simboli Cristiani nonché ai diavoletti, di norma rappresentati allegoricamente, oppure ai teschi, solitamente apprezzati dagli artisti metal, fino ad arrivare alle bandiere di alcune Nazioni, ed addirittura su certi plettri viene rappresentata la classica foglia di marijuana, la tanto amata “maria”, laica patrona dei fumaioli.
Personalmente ho scoperto tardi quanto fosse importante il tipo di plettro, complice il fatto che arrivo dal basso elettrico, che ho sempre suonato pizzicando le corde con le dita, pertanto non mi sono posto più di tanto il problema, ma ora, che da due anni studio chitarra, ho tirato in ballo la questione, ovviamente tra me e me.

Tutto questo parte da un mio cruccio, nato dal fatto che lamentavo il problema del plettro che scivola, tanto da mandarmi non dico in paranoia ma quasi, e che mi faceva apparire il tutto più grande di quello che effettivamente era, tant’è che dopo varie rassicuranti discorsi del mio insegnante di musica, ho deciso che l’unico metodo per combattere questa sdrucciolevolezza del plettro era provarne molti fino a trovare quello giusto; insomma, mi sono dedicato a questa avventura.
Inizialmente suonavo/studiavo con un Fender Medium in celluloide, il classico “tartarugato”, che timbricamente mi piaceva/piace, ma che dopo un po’ tendeva a vincere la presa di pollice ed indice; sono andato avanti finche non ho “incontrato” il Jim Dunlop Medium della serie Gels, in policarbonato trasparente viola, che mi ha immediatamente comunicato una sensazione di comfort rassicurante, e che se ne stava tranquillamente fermo tra le dita.
Procedendo avanti nel tempo ho provato i plettri di cui sto arrivando a parlare, e cioè il Pickboy Edge Carbon Nylon 0.75 mm, il Pickboy Strat Knob 0.75 mm ed il D’Andrea Ultra Plec 1.5 mm, i miei preferiti.
Partiamo dal primo dei due Pickboy,l’ Edge Carbon Nylon.
Questo plettro si presenta nella consueta forma dei plettri da jazz, ossia nella forma tipica a goccia con la punta molto più pronunciata e non arrotondata come nella penna classica, ed è pure di dimensione minore; il materiale utilizzato è una miscela di Nylon e carbonio, che rende il prodotto finale elastico ma non troppo, in grado di assecondare bene il movimento delle corde senza però flettersi. Da un lato è riportato, in rilievo ed in un bel corsivo “vintage”, il nome “Edge” e dall’altro la dicitura “Carbon Nylon”, sempre in rilievo ma in un carattere diverso ed in un verde brillante riflettente. Non dimentico che si tratta di un prodotto antiscivolo, avendo zigrinature da entrambe le parti. Il colore? Semplicemente nero.
Premetto che lo spessore che in genere prediligo và da 0.73 a 0.75 millimetri, un sorta di “mediazione” tra le penne dure (Heavy) e quelle morbide (Thin), che però mi consente di avere un plettro “docile” quindi facilmente dominabile.
Allora, questo Pickboy trasmette subito una sensazione di simbiosi, nello stringerlo, anche se chi è abituato con i plettri classici, a livello di dimensione, avrà inizialmente la sensazione di qualcosa di veramente minuscolo, e di conseguenza viene subito da pensare che in quattro e quattr’otto sfugga di mano;ma non è così, dopo alcune pennate si entra immediatamente in confidenza con questo “giapponesino” doc, ed il suono che si ottiene è tendenzialmente medioso ma morbido, con un buon attacco e ben definito. Insomma, questo Edge è un plettro poliedrico, ne senso che è indicato un po’ per tutti i generi, dato che riesce ad essere delicato ed aggressivo allo stesso tempo adattandosi molto bene al tocco di chi suona.
Poi, non è da dimenticare occorre ancora dire che la resistenza all’usura è sorprendente, visto che prima di mandarlo in pensione definitivamente ci vorrà molto ma molto tempo.
Ed ora passiamo al secondo plettro Pickboy, stavolta però nella classica forma “351”; sto parlando dello “Strat Knob”, così chiamato in quanto è riportato su un lato il disegno di una manopola volume/tono della Stratocaster, ovviamente con indicati il nome della Ditta e lo spessore del plettro, in questo caso uno 0.75 mm.
Questo prodotto è realizzato in Celltex, un materiale sintetico del quale ignoro totalmente la composizione, ma che rende questa penna molto versatile, con una predisposizione alle sonorità brillanti ed elettriche.
Questo “jap” , a parità di spessore, è leggermente più rigido rispetto al plettro di cui ho parlato prima, ma è comunque confortevole ed offre un attacco veramente buono e conferendo al suono una leggera vetrosità, peraltro piacevolissima e non troppo evidente; diciamo che il meglio di sé, almeno nel mio caso, l’ha dato usando un compressore settato, aumentando quel “click” che ha reso ancora più “deciso” il suono, mentre senza effetto alcuno si è comportato ottimamente, deliziando le orecchie con un suono particolarmente elettrico e con una forte personalità, non morbido ma neanche eccessivamente duro.
Questo plettro è disponibile nei colori bianco e nero.
Ultimo ma non ultima, ora tocca all’ Ultra Plec della D’Andrea 1.5 mm, un plettro per me straordinario che si discosta dagli altri due per il suo carattere jazz.
Questo “Americanino” è disponibile in due spessori, 1.5 e 2.00 millimetri,e le colorazioni sono trasparente e verde “marmorizzato” per il meno spesso, e marrone simil celluloide per il 2.00 millimetri.
Quando in negozio, in un momento di scelta di più plettri, mi ha colpito cromaticamente e che all’affermare del negoziante che “è il plettro di Pat Metheny”, ho comprato….ed ho fatto bene perché, come dicevo all’inizio, è straordinario.
Sia chiaro che non l’ho scelto perché lo usa Pat Metheny, semprechè sia vero, bensì perché mi ricorda il bellissimo suono rotondo di questo chitarrista, un timbro dolce che accarezza i timpani, e, lungi da me nel voler imitare/emulare Pat, ho scoperto il suono jazzoso che con un plettro da pochi centesimi di Euro, positivamente parlando, può regalare a chi lo adopera.
Personalmente non ho mai amato le penne troppo spesse, ma in questo caso, lasciatemelo dire, me ne sono innamorato, di questo D’Andrea.
Impugnando l’Ultra Plec si ha la sensazione di un qualcosa che è nemico del suono aggressivo, e già da subito si fa apprezzare, rendendo fantastico il mix che viene a crearsi, una miscela esplosiva data dal suono della chitarra, che viene nobilitato, e dal colore che dona il plettro.
Insomma,se volete farvi un’esperienza dal sapore jazz, prendetevene uno.
Uso questi tre plettri con:
- Semiacustica Hagstrom Viking
- G&L Asat Special Semi Hollow
- Amplificatore Vox AC30 Custom Classic (altoparlanti Wharfedale)
- Compressore BBE Main Squeeze
Bello! un articolo sui plettri
Ne ho provati migliaia ma quelli da te descritti no. Personalmente mi trovo particolarmente bene con il modello ibanez paul gilbert heavy nero (1mm) e il modello ibanez medium rosso con grip antiscivolo(dovrebbe essere 0.75) Hanno la medesima forma cioè leggermente più piatti alla base rispetto alla norma (almeno mi pare) e sensibilmente più corti lungo la punta Questo mi permette un maggior controllo del plettro rispetto i modelli più allungati. Non ho mai dato importanza alle colorazioni o disegnini vari che fanno salire il prezzo da 50 centesimi a 2.50 euro Francamente me li risparmio quei soldi vista la velocità suprsonica che impiego nel perderli :-) Complimenti per l articolo dettagliato
Plettri Wegen
Io ho recentemente acquistato una serie di plettri Wegen su www.wegenpicks.com. Sono dei plettri particolari costruiti artigianalmente per simulare in tutto e per tutto il suono dei vecchi plettri fatti in guscio di tartaruga. Inoltre dovrebbero essere molto più resistenti dei plettri tradizionali. Che dire, io non ho mai suonato con un plettro fatto di guscio di tartaruga però mi piace molto come suonano, li ho fatti provare a diversi miei amici chitarristi e siamo giunti alla conclusione che non ha il suono plasticoso dei plettri tradizionali ma ha un suono più rotondo è un po' più grosso con più frequenze medio basse. Ricorda per certi versi il sono che si ottiene suonando con le unghie. Per quanto riguarda la solidità sono effettivamente più solidi dei plettri normali e si consumano molto ma molto lentamente. Per quel che riguarda la suonabilità io li trovo molto ergonomici e non mi scivolano dalle dita. Sono disponibili in diverse varianti e su ordinazione è possibile anche la realizzazione di plettri custom. L'unico problema è che costano veramente tanto (per i prezzi vedete il sito) e a mio parere la spesa potrebbe valer la pena solo se durassero veramente tanto (almeno un annetto come d'altraparte è dichiarato sul sito). Io per adesso li possiedo da troppo poco tempo per valutarlo.
Plettro che scivola...
Per ovviare al problema del plettro che scivola, il roadie di Bruce Sprengsteen incolla un pezzo di carta vetrata su un lato. Io ho provato, incollando la carta vetro con del silicone (che assicura la presa sulla superficie superliscia e non porosa del plettro) su entrambi i lati e poi sagomando il tutto per ottenere la forma originale del plettro. A seconda dei gusti si può scegliere crata vetro a grana grossa o fine, ovviamente. Funziona e non dà fastidio, anzi, aumenta la sensibilità della presa del pollice/indice. Inoltre, a differenza dei Dunlop zigrinati, sparisce la sensazione di presa appicicaticcia causata dal sudore, in quanto la grana e la carta danno una senzazione di asciutto molto marcata.
Re:Plettro che scivola...
Anche io ho attaccato ad un pletto paul gilbert signature della carta vetrata(con l'attack però). Però è una gran rottura...cambio un plettro al mese circa...e fare ogni volta sto lavoro è una gran rottura! Ora vado leggermente off topic...ma come mai l'ibanez non produce i plettri duri con la superficie antiscivolo? I plettri medi vengono usati raramente, e i chitarristi con le mani sudate sono innumerevoli(prendi malmsteen)!!!
<a href="http://www.myspace.com/anotherwayspace">A
Re:Plettro che scivola...
Và beh dai, che ci vuole a ritagliare due piccoli pezzetti di carta vetrata ed appiccicarli al plettro con una goccia di Attak? Pochissimo tempo :-)
Re:Plettro che scivola...
Ultima esperienza con i plettri che scivolano: gli Steve Vai Bianchi con bugnette in gomma grip; il problema è che le bugnette si staccano, vanno via al massimo al secondo pezzo. Ricordo anche dei dunlop violetti (c.a 0,80mm, quelli più spessi erano neri) che erano molto porosi, assolutamente impossibile che scivolassero. Come per ogni tipo di plettro con cui mi trovavo bene ne avevo comprati una ventina perchè l'esperienza insegna che i plettri cambiano con la velocità delle stagioni. Ebbene quei dunlop sotto l'azione del sudore si curvavano, non se n'è salvato uno. Quelli neri reggevano un po' di più, ma erano troppo spessi per me.
Dopo anni e anni preferisco i plettri che sono copie dei vecchi Fender fluo (fine anni '80 , gialli i primi e bianchi le riedizioni) visto che gli originali non si trovano più. Ho molti tortex 0,70mm, quelli fucsia per intendersi (non li fanno più neanche questi), leggermente più piccoli del fluo. Ultimamente gli Steve Vai rosa o bianchi, appunto, (identici al fluo) anche senza più bugnette vanno bene. Quelli però con cui mi trovo meglio sono gli Steve Vai Marroni (leggermente più spessi penso 0,8 o 9), stessa forma ma un po' meno 'affilati'. Ne ho solo 8 però e anche loro non li trovo più in giro.
Saluti a tutti.
<p>"Guardati da coloro che prima ti danno un
Re:Plettro che scivola...
Alla fine di tutto sono giunto alla conclusione, nella mia microscopica esperienza, che la sdrucciolevolezza del plettro è causata anche da un fattore psicologico, cioè più ci si concentra sul plettro stesso temendone in continuazone la fuga dalle dita e più scivola; in realtà se ci è molto concentrati su di un brano, specie in fase di studio, la pennetta se ne sta lì buona buona a fare il suo dovere :-) Per me, poi, i Fred Kelly che ho citato in precedenza "slittano" anche se sono veramente concentrato a suonare.
Re:Plettro che scivola...
Non fanno + i tortex?
Io uso proprio quello fuscia...il + pesante però con la forma a goccia.
Se è vero che non li fann più ora farò scorta di quelli che ho visto in un negozio.
Prima limavo quelli standard ora che avevo trovato il mio plettro ideale non lo fanno più!
Non c'è nessuno che come me si trova bene solo con quelli a forma di goccia???
Ciao
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccol
Re:Plettro che scivola...
I Tortex Dunlop li ho provati, ma quelli di spessore medio, gialli, e devo dire che restituiscono un suono cristallino come non mai.
Re:Plettro che scivola...
Forse non mi sono spiegato bene: non fanno più 'quel tortex fucsia 0,70', o almeno io non lo trovo più da anni. Magari ce ne sarà un altro fucsia con caratteristiche leggermente diverse. Per info guarda quijimdunlop.com>
Ciao. -
<p>"Guardati da coloro che prima ti danno un
Re:Plettro che scivola...
io uso questi
http://www.jimdunlop.com/index.php?page=products/p ip&id=14&pmh=products/picks
mi trovo molto bene
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccol
Plettri, che passione
In effetti sono quasi drogato di plettri, anche se sempre più spesso (ora che ho risolto in parte la mia intolleranza al lattosio) uso solamente le unghie o la tecnica plettro/unghie. Ne ho una collezione dei più fantasiosi e colorati. Ma stanno solo in bella mostra.
Per farla breve ultimamente uso solamente due tipi:
- Il plettro tipo 346 (3 punte) 1.0 è il compromesso migliore (sino ad ora) per non distruggermi le unghie e avere contemporaneamente un mezzo valido per il solista e lo strumming, sempre mescolati tra di loro. - Il classico (D'Andrea 1.21) utilizzato però dalle parte più rotonda (che poi sono due). Mi permette di dosare meglio la forza e mi restituisce un suono più scuro, ma con attacco deciso. Riesco ad usarlo solo in situazioni "tranquille" in quanto richiede un modo di suonare controllato.
Ciao, RicoBlues.
<br>"the Blues is an one-way ticket for the s
Fuori dal coro
Non voglio sembrar polemico o altro, ma il topic dei plettri mi fa "impolemicare". Mi spiego.
La mia personalissima opinione (da aggiungere al fatto che non sono assolutamente un professionista, anzi, sono uno strimpellatore e niente più) è che non si può parlare in assoluto di plettri, è un discorso troppo relativo. Fino a prova contraria ognuno ha la propria sensibilità nelle dita, il grado di sudorazione è individuale, la forza che applichiamo per tenere il plettro fermo varia anch'essa molto da persona a persona. All'inizio della mia avventura nel mondo della sei corde usavo esclusivamente i Dunlop Jazz 3 perché mi permettevano di andare veloce e non si scollavano mai dalle dita. Progredendo, ho imparato a suonare con qualsiasi plettro "classico" con durezza almeno media. Questa è la sensibilità che ho sviluppato io, indipendentemente dalla marca.
Poi può darsi che l'attacco ed il tono dipendano anche dal plettro, ma ci sono tanti altri parametri ben più importanti da osservare: il tipo di pickup, la posizione, i legni, il ponte, non da ultimo la plettrata. Perché è possibile avere un attacco morbido indipendentemente dal tipo di plettro, basta avere un buon controllo della mano destra (e magari usare un hb al manico, questo è il mio "trucco").
Ad ogni modo, trovo questo articolo e la discussione interessante per chi non ha ancora trovato il plettro che faccia per lui, soprattutto sul versante "grip". Io sono fortunato perché sudo ovunque tranne che nei polpastrelli, per cui veramente ogni plettro con forma classica (ma anche a triangolo equilatero) mi va bene.
Buone strummate!
<p>Daniele a.k.a. [ danielsyte ]</p>
Re:Fuori dal coro
sono d'accordo con te su tutto. sopratutto con l'attacco se hai dei pick up loffi che fanno scoregge anche con il miglior plettro del mondo non li cambi escono scoregge di classe
Plettro & suono
Una relazione c'è, e a mio avviso anche abbastanza determinante. Io NON sono un fanatico del "tone", non spendo fortune in strumentazione, e pur suonando "di lavoro" credo di essere tra i meno GASati che conosco. Detto questo, quando non suono per altri, ma solo per me, l'obiettivo solistico in termini di sound è l'evaporazione dell'attacco, in termini quasi fiatistici: e rispetto all'attacco della nota, il plettro è decisamente cruciale. Finito il tempo dei gusci di tartaruga (le tartarughe ringraziano), sono giunto alla conclusione che il plettro migliore lo compro... in merceria! Prendo un bel bottone d'osso, controllo che l'impugnatura faccia al caso mio -e su questo sono piuttosto atipico- e poi a casa con un Dremel mi sagomo la punta. Ottimo, ovviamente per me. Per altre esigenze, invece, adoro i plettri Awe-in-One Profound (vedi quiawe-in-one.com>), che paradossalmente riesco a trovare più facilmente dei jazz III piccoli rossi (quelli neri e/o grandi li trovo inutilizzabili...) Però direi che il dato fondamentale è l'influenza del plettro sull'attacco della nota, e sulle relative esigenze individuali...
<p>
<a href="http://www.guitarpraxis.com/"> <b>il
Re:Fuori dal coro
E' ovvio che la scelta del plettro è del tutto personale, ci mancherebbe, ma la recensione di queste tre penne non è la pura definizione del plettro perfetto, e così è per gli strumenti musicali, effetti, amplificatori e chi più ne ha più ne metta. ho cercato di essere obiettivo, descrivendo le mie impressioni fattemi durante le mie pennate con questi Pickboy e D'Andrea. E' altrettanto vero che un plettro restituisce un suono che varia da strumento a strumento, ma la matrice timbrica è essenzialmente la stessa; mi spiego, il Pickboy Edge lo preferisco usare con la Asat, mentre lo "Strat Knob" e l'Ultra Plec sulla Hagstrom, ma ciò non esclude che non possa ricavare delle sonorità per me interessanti usando un plettro piuttosto che un altro, e non escludo che in futuro i miei gusti in fatto di plettri, possa cambiare. Per me la chitarra ed il basso sono un insieme di componenti che interagiscono tra di loro, ma sono comunque strumenti che valuto globalmente, ossia nella loro intierezza, cioè che mi porta a valutare il suono ed il confort/suonabilità. Il plettro, semmai, impreziosisce il tutto.
Re:Fuori dal coro
Innanzitutto, sono lieto di aver scoperto la tua provenienza, e spero di incontrarti prima o poi (io sono di Alba!).
La mia polemica nasce dal fatto che io arrivo dalla batteria, e sui forum si può discutere per ore sul suono di un tipo di bacchette rispetto ad un altro. Ora, le bacchette per un batterista sono la stessa cosa che i plettri per un chitarrista, sono strumenti per percuotere un qualcosa che, vibrando, dà un suono. La mia filosofia è che io musicista non devo pensare di ottenere un suono da una bacchetta (plettro), ma che esiste una bacchetta (plettro) che sa assecondare al meglio il mio modo di suonare.
Secondo me, è inutile per un batterista usare delle bacchette pesanti perché hanno un suono più pieno, quando questi strumenti lo portano ad un affaticamento precoce (e conseguente perdita di tempo). Io usavo le bacchette pesanti quando dovevo suonare lento e pesante, e quelle più leggere per tocchi veloci e precisi. Per analogia, si può riportare la stessa filosofia ai plettri. Perché, tolti rari casi, riesco ad ottenere tutti i suoni che voglio con i plettri medio-duri (da 0,70 a 1 mm), senza trovare grandissime differenze tra un plettro e l'altro. Ovvio che per suonare di continuo con attacchi più lunghi è consigliabile usare un plettro più spesso come il D'Andrea che hai recensito, è come (ritornando al mondo delle pelli e dei piatti) suonare metal con bacchette fini e piatti leggeri. Si può, ma ti stanchi il triplo per ottenere un suono metal convincente.
Io vedo la cosa molto più facile ed indipendente dal tono. Giustamente scrivi di usare il D'Andrea sulla semiacustica per suonare jazz, giusto, devi ottenere quel suono. Non useresti quel plettro per suonare un genere diverso, magari un accompagnamento ritmico, ti verrebbe male al pollice dopo poco tempo (oppure ti scapperebbe il plettro di mano). Quello che io non accetto è sostenere che senza quel plettro non si può ottenere il suono di Metheney. Occhio, tu non hai detto questo, ne sono conscio. Ma sono discorsi che prima o poi saltano fuori.
Per terminare, il plettro è secondo me secondario nel discorso del "tone" generale. E' uno strumento che deve fungere da servitore di chi suona, non deve "imporre" un suono.
Probabilmente non mi sono spiegato, per oggi va bene così, domani sarò spero più lucido (dannati pannolini notturni!).
Ciau neh!
<p>Daniele a.k.a. [ danielsyte ]</p>
Re:Fuori dal coro
Ciao,
Non mi trovo molto d'accordo col tuo discorso. A parte il fatto che tengo una manciata di plettri assai diversi tra loro a disposizione e suono con quel che capita, noto anche, a dispetto della mia poca cura, che il plettro incide decisamente sul suono.
>>>E' uno strumento che deve fungere da servitore di chi suona, non deve "imporre" un suono.
Come ogni strumento ha delle potenzialità e dei difetti e con quelli si fanno i conti. Se uno vuole un certo suono e ha a disposizione una certa strumentazione, deve affrontare queste caratteristiche degli strumenti. Nel momento in cui vengono dimenticate, ecco che si impongono!
Se l'uso dei polpastrelli o delle unghie cambia il suono, perché non anche il tipo di plettro? A parte i plettri con la moquette sopra (che mi piacciono un sacco per alcuni suoni caldi e ovattati, ma che sono un caso un po' estremo e che non sono molto usati), i vari plettri hanno un loro suono che deriva, per quello che ho notato, da 1. durezza e 2. forma della punta. Mi sembra che questi parametri influiscano sull'attacco e in parte sul timbro. Per provare un caso estremo, suggerisco di provare a confrontare un plettro con la punta in metallo (suono orrendo a mio parere!), un plettro di quelli a goccia con punta minuscola e con spessore altissimo, il plettro che usiamo di solito. Oppure basta confrontare plettri di forma uguale ma durezza diversa. Del resto, l'effetto che noi sentiamo nel dare la pennata è avvertito anche dalla corda...
Ovviamente, sul suono influiscono anche altri parametri (tocco, spessore corde, punto in cui la corda è percossa, pickup, tipo di chitarra, cavi, effetti, ampli, coni...), ma il plettro non è proprio un parametro secondario, anche se la sua importanza può essere mascherata dal tocco o dal resto della strumentazione. Basta vedere quante paranoie si fanno i chitarristi classici sulle loro unghie!
<p>La GAS è per i negozianti, non per i musicisti.
Re:Fuori dal coro
sono d'accordo sulle diversita' di suono che si possono ottenere con diversi tipi di plettro, in funzione della chitarra che si suona.Attualmente sulla Strato Uso Dei Dunlop In Nylon 0.88 e 1 mm, che mi danno il giusto compromesso per i suoni piu' "twang" e Rock, senza che il suono sia troppo uniforme, cosa che ho riscontrato con i Tortex ad esempio. Con la Les Paul invece uso dei Galli Delrin da 1 mm, che sono leggermente meno duri dei Dunlop. C'e' da dire che uso una tecnica mista Plettro - Dita, cercando di esaltare la dinamica su certi fraseggi in staccato , alternando appunto l'uso delle dita e del plettro per ottenere diverse sfumature del suono. Cio' mi riesce meglio con la punta del plettro leggermente ovalizzato, e sto cercando in merito un plettro che abbia tutte queste caratteristiche per esaltare il mio suono. Un amico da New York mi ha portato un po' di plettri che ha avuto in omaggio, e quelli che mi hanno impressionato di piu' sono questi: http://www.davapick.com/ Finora ho utilizzato il modello Control,e mi son trovato bene, penso che acquistero' online qualche Mini Pack per provarli tutti.
"It Feels So Good To Be So Bad!"
Re:Fuori dal coro
>E' uno strumento che deve fungere da servitore di chi suona, non deve "imporre" un suono.
Anche la chitarra e l'amplificatore sono strumenti... ;)
Il plettro, come altri strumenti, ha il potere di direzionarci al meglio in una direzione... predispone un suono... spero di essermi espresso sensatamente... :DD
Re:Fuori dal coro
Sì, ti sei spiegato! E sono in parte d'accordo con te, nel senso che non posso pensare che un plettro qualsiasi mi possa dare sempre lo stesso suono del mio plettro preferito; se prendo un plettro in metallo otterrò un suono diverso dal plettro in nylon.
Rileggendomi sembro un po' estremista, e mi dispiace perché di solito non lo sono.
Il tutto nasce dal fatto che non necessariamente devo avere un plettro particolare per un suono particolare, perché la maggior parte della generazione del suono (la vibrazione della corda) sta nel tocco che dò alla corda. Estremismi a parte (il plettro in ferro sotto menzionato o quello "multiplo", che hanno un innegabile grande impatto sulla vibrazione finale) credo che si possano suonare quasi tutti gli stili ed i generi con lo stesso tipo di plettro, basta che sia quello adeguato alla nostra sensibilità. Non sarà il plettro a darmi il suono jazz, sarà semmai la configurazione della chitarra con pickup al manico e toni un po' chiusi. Se poi pizzico le corde in prossimità del ponte, posso avere il miglior plettro in commercio ma non riuscirò ad ottenere un suono rotondo, ricco di bassi. E non è per polemizzare, sto facendo degli esempi per cercare di far capire il mio contorto pensiero. Il plettro è, secondo me e per il mio modo di suonare, solo relativamente importante, e la quota di importanza è nel mio caso molto bassa per la maggior parte delle volte, perché con la mia sensibilità posso passare da un genere all'altro senza cambiare plettro, restando sempre con il mio medio-duro (e guarda caso non faccio distinzione, tra i plettri medio-duri che ho, tra Dunlop, Fender, Planet Wave, D'Addario). Ovvio che se devo fare un pezzo funky non andrò a cercare un plettro estremamente duro, o corro il rischio (io che sono una scarpa) che mi rimanga incastrato tra le corde. Se devo suonare l'acustica a volumi esagerati invece userò proprio un plettro duro, non userò di certo un thin. Ma, in generale, non posso pensare che il tanto agognato "tone" risieda nel plettro, e non devo pensare che per suonare come il mio idolo debba per forza usare il suo plettro, perché è uno strumento che va bene per la sua sensibilità, ma magari non per la mia. A meno che io sia Jack Black in Tenacious D. and the pick of destiny, ma questa è un'altra storia!
<p>Daniele a.k.a. [ danielsyte ]</p>
Re:Fuori dal coro
Io dico soltanto che tutto fà brodo, anche se il cuore della situazione risiede proprio nel musicista.
Re:Fuori dal coro
Oh basta là, un piemunteis come me su Accordo. Rispetto i pareri differenti dai miei, anche se rimango sempre della mia idea, e cioè che il plettro influisce sul suono eccome, e che la scelta del plettro è fondamentale; ogni materiale risponde in modo differente al tocco cosiccome ogni spessore. Attenzione però, non ho detto che bisogna usare il D'Andrea sulla semiacustica, anche perchè di solito utilizzo il Pickboy Edge, bensì che sulla mia chitarra, che per vocazione è una chitarra jazz, ho riscontrato buoni risultati.
Pensa che conosco un bassista che quando acquista uno strumento si basa ESCLUSIVAMENTE sull'estetica, essendo lui convinto di ricavarne un buon suono "baloccando" coi controlli dell'amplificatore. Le sue testuali parole sono state: "l'importante è che mi piaccia esteticamente, poi lo aggiusto con l'amplificatore".....contento lui, contenti tutti. Idem per i plettri, almeno per me :-)
Re:Fuori dal coro
Hey, anch'io sono montanaro: il "buc" del mio indirizzo significa, in piemontese, "caprone" .....
Re:Fuori dal coro
Beh, io montanaro non sono, anche perchè Cuneo non è un luogo montano ed io non sono originario di Cuneo, benchè piemontese. :-)
Re:Fuori dal coro
Accidenti, chiedo scusa!...... Sono senza parole! Anzi, ne avrei troppe da dire, e quindi me ne sto zitto, per non finire in sterili OT. Saluti
Re:Fuori dal coro
Tranquillo, non c'è da chiedere scusa, ci mancherebbe altro :-) Nel frattempo provati questi tre plettri, poi mi dirai ;-)
ne ho provati tanti anche io
ho provato plettri duri, morbidi, ruvidi e lisci, con grip e senza, ho provato quel plettro con la forma strana, asimmetrico e con da una parte tipo una cresta di gallo, ne ho provato uno in onice, spesso piu' di due mm che aveva un suono strepitoso, caldo e morbido, ma che era impossibile da suonare, in quanto di una durezza esagerata. alla fine gli unici che mi piaccioni davvero sono i fender medium, quelli tartarugati, che acquisto in stock di cinquanta o piu' alla volta perchè li consumo/perdo alla velocità della luce. e per la scivolosità, un bel reggiplettri in gomma sull'asta del microfono (che fa anche figo... :)))
<p>
-PLACE- puntoGuitars
http://www.puntoguitars.c
Re:ne ho provati tanti anche io
Nel mio caso,invece,oltre ad avere provato molti plettri di vario spessore e materiale,ho notato che il famoso Delrin,materiale sintetico mi pare brevettato dalla Du Pont che sembra abbia fatto gridare al miracolo,non sia per me poi così speciale;resituisce un suono che ho trovato anonimo.
(che è la stessa che in origine fabbricava e forniva le finiture per la Fender e che produceva pure pellicole cinematografiche vergini)
Re:ne ho provati tanti anche io
I Fender Medium sono quelli che ho usato anch'io, e devo dire che mi sono trovato molto bene, nell'adoperarli. Plettri, invece, che trovo fantasticamente sdrucciolevoli, sono i Fred Kelly in policarbonato trasparente (marroni, rossi e verdi), dotati di zigrinatura antiscivolo ma che mi fanno sudare quasi subito.
Edge Carbon Nylon? Dunlop Jazz III
Ottimo plettro per suoni jazz è il Dunlop Jazz III Peccato che qui nella terra dimenticata non lo vendono proprio tutti... ora voglio provare l'Edge che mi sembra risponda a molte delle mie esigenze
Re:Edge Carbon Nylon? Dunlop Jazz III
Il Jazz III della Dunlop l'ho preso proprio ieri,ma personalmente non mi ha entusiasmato,e già che c'ero ho voluto prendere un Jazz I,che non mi è proprio piaciuto.
(mi sono dimenticato un osservazione)
Scusate se posto un messaggio immediatamente dopo il mio (ma perchè non si aggiunge il tasto modifica ai propri commenti?) comunque ho cercato sul web siti veramente convenienti per comprare plettri jazz ed ho ottenuto risultati scarsi! sob... insomma anche questi pickboy descritti dove posso trovarli? non è che me li faccio spedire dal giappone!
Re:(mi sono dimenticato un osservazione)
Tra l'altro, a proposito di Pickboy, non esiste un sito relativo a questa fabbrica di plettri ed accessori vari...boh?
Re:(mi sono dimenticato un osservazione)
Guarda, vai su www.tonetoys.com e troverai un' infinità di plettri. Peccato però che il sito sia tutto in tedesco, anche se col traduttore di Google, tanto per citarne uno, si riesce a cavarsela benissimo. Tra l'altro sono celeri nella evasione dell'ordine e danno la possibilità di pagare dopo aver ricevuto il pacco e non si tratta di contrassegno, però. Non hanno solo plettri, bensì anche molte cose interessanti. Provare per credere ;-)
Plettri che passione!
Come RicoBlues anch'io suono con tecnica mista unghie/plettro o esclusivamente con le dita ma in passato, suonando l'elettrica, il plettro era un "ferro del mestiere" indispensabile. In genere prediligo plettri di dimensioni standard e di spessore a partire da circa 0.8 fino al millimetro.
La parentesi con gli stubby è stata utile per migliorare il tocco e la velocità.
Ti segnalo un articolo accordo.it> scritto tempo fa sui plettri "fatti in casa": spero possa essere di aiuto almeno come alternativa a quelli in commercio. Ciao,
Angelo
<p>
"Ladra chi non piglia" (Confucio)...
spezzo una lancia a favore..
dei dunlop big stubby 3 mm (si si 3), quelli viola semitrasparenti
sicurezza di impugnatura, suono enorme, e poi.. sno educativi, imparare a suonare con quelli migliora il tuo attacco sensibilmente
Re:spezzo una lancia a favore..
Io utilizzo il modello più piccolo sempre da 3 mm. Secondo me aiuta molto a sviluppare il tocco, proprio come dicevi tu, e poi, con quello spessore, hai un attacco mostruoso.
Re:spezzo una lancia a favore..
Il mio insegnante di chitarra usava proprio i Big Stubby, esattamente quelli viola. Io invece ne avevo preso uno ma non mi era piaciuto perchè mi rendeva un suono plasticoso; quello che invece mi aggradava di più era lo Stubby da 1 mm, che però non ho mai adottato come plettro "mio". In ogni caso hai ragione, nell'affermare che il Big Stubby è "didattico" :-)
presente!
--------goldenstrato scrive: A dire il vero mi rammarica il fatto di sapere che per molti musicisti l’importanza che viene data al plettro è minima-----
presente!!!
io semplicemente uso un plettro medium per quasi tutto (preferisco la plastica.. non la celluloide)
uno thin (di nylon) per gli strumming "zin zin" sulla chitarra acustica
un plettro di metallo per fare (talvolta) arpeggi e linee "western" in registrazione
per un periodo usavo degli "accrocchi" fatti incollando tre plettri thin di celluloide uno sull'altro per avere un effetto tipo 12 corde
<p>http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www
Re:presente!
La celluloide è un materiale che restituisce un suono piuttosto dinamico e lineare,ma il Nylon trovo che sia più gestibile,come materia sintetica,essendo più elastica;a parità di spessore il plettro in Nylon è più flessibile,fisicamente parlando,di quello in celluloide. Se poi tiriamo in ballo i Fender,ho l'impressione che siano leggermente diversi l'uno dall'altro in quanto due plettri della stessa serie e dello stesso spessore abbiano un grado di flessibilità differente (un tartarugato Fender Medium non so esattamente quanto sia spesso),mentre se prendiamo i Pickboy Classic T-Shell sono più rigidi del più classico dei classici,ossia il plettro Fender. Sempre in questo materiale (peraltro infiammabile,come si evince dal fatto che le pellicole cinematografiche non sono più in celluloide) ho provato altre penne,sempre di spessore medio,come le Geipel,le Tortoise Todd's,le Madison Ave,le D'Andrea,e devo dire che a parità di materiale hanno una risposta differente l'una dall'altra.
Re:presente!
Beh avevo visto un sito che vendeva un plettro fatto con dei fili metallici inseriti in un pezzo di plastica come se fosse un piccolo pettine che diceva di poterti dare un effetto tipo chorus o dodici corde. Ciao
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccol
Re:presente!
Esatto, questo plettro è composto da file sovrapposte di fili metallici, distanziate di modo da dare l'effetto 12 corde; insomma, è come se nell'arco di frazioni di secondo si succedessero più pennate. Non l'ho mai provato, però.
Chi l'ha visto?
Ciao! I plettri migliori che abbia mai posseduto sono stati i Pickboy Metacarbonate 1.00mm erano perfetti per me...purtroppo non li trovo più da nessuna parte! Ultimamente ne ho preso uno stock da 25 da uno che li vende per corrispondenza, si chiama Bulk Guitar o roba simile, sono in carbonio spessi 1.00mm, purtroppo il materiale conferisce un suono un pò troppo scuro. Ne ho preso un altro stock da...ehm...200(!!) però in normale plastica ad un prezzaccio in rete, molto appuntiti e mi danno un timbro che mi piace, piuttosto aperto. Però, come i Pickboy Metacarbonate....nessuno mai! hehehe! Qualcuno li ha visti?
Re:Chi l'ha visto?
Li ho visti io!! Allora,trovi tutti i Metacarbonate che desideri su www.tonetoys.com ;-)
Re:Chi l'ha visto?
Yahuuu! Grazie!!! Costano pure poco!
la scarsa importanza data ai plettri...
salve a tutti...da chitarrista metal che si affaccia allo shred penso che la scarsa importanza che i chitarristi danno ai plettri è dovuta ad un problema nettamente più grande: la scarsa impostanza che molti chitarristi di oggi danno alla mano destra in generale!(parlo per i destrorsi, se siete mancini ovviamente mi riferisco alla sinistra...)...infatti purtroppo molti sono così superficiali da svenire di fronte alla mano sinistra di yngwie malmsteen che percorre traiettorie impossibili su tutta la lunghezza del manico o che si cimenta in arpeggi sweep super-veloci, senza notare che intando sta plettrando con una finezza ed una precisione da far impallidire chiunque, e le note escono chiare, limpide, con la potenza dosata sapientemente da una mano destra esperta e "calibrata"...e tutto ciò è dato dalla sua bravura non nel plettrare veloce, ma nel plettrare bene!!!dando così scarsa importanza alla plettrata in generale ovviamente non si può nemmeno pensare a scegliere con accuratezza un plettro, e per la cronaca i miei sono ibanez paul gilbert signature da 1,00mm o ibanez ruvidi...scelte semplici ma a mio avviso efficaci...
Curiosità su Pat Metheny
Bell'articolo e belle considerazioni. Innanzitutto concordo in pieno sulla definizione che il plettro è assolutamente un vero e proprio strumento musicale che concorre a pieno titolo alla creazione del suono. L'ho scoperto personalmente il giorno in cui ebbi modo di provarne uno in ebano (proprio cos') e mi resi conto che il suono derivante era proprio un altro suono (suono prevalentemente jazz). Inutile dire che feci come un pazzo per procurarmene uno (ci riuscii a caro prezzo, il costo era di circa 50.000 delle vecchie lirette ma ne valse la pena...) e poi proseguii nella ricerca di altri tipi arrivando a possederne una collezione di vari materiali. La curiosità è che Pat Metheny non usa il plettro da te indicato ma uno da lui brandizzato e che possiede in serie in "plasticaccia fetente" di colore rosso di spessore assolutamente minimo, tipo extra light (per me insuonabile, ma lui è Pat Metheny e io no). Lo dico con certezza perché ad un concerto, splendido, che tenne a Catania qualche anno fa mi accorsi che ne sputò (letteralmente) uno sul palco in un momento in cui arpeggiava e a rischio della vita (quasi) sfidando la concorrenza di altre decine di fans, "corrompendo" un vigile del fuoco del servizio di sorveglianza. riuscii a recuperarlo, a fine concerto, dal palco dove era caduto conservandolo come cimelio nella mia collezione alla voce "plettro sputato da Pat Metheny Luglio 2003"
Pat Metheny ed il plettro...mah...
faccio anzi tutto i complimenti a goldenstrato che ha introdotto in maniera eccellente un argomento spesso sottovalutato, o non valutato a fatto. io me ne sono occupato (e tutt'ora continuo) solo recentemente, quando capii che il fender 351 aveva tre grandi problemi: scivola, si consuma in poco tempo, e...scivola. ancora nn ho trovato una soluzione definitiva ma ora come ora trovo molto buoni i Dunlop Nylon 1.14...rigidi come piacciono a me, con un buon grip, resistenti, con buona elasticita' e Viola! ma torniamo a Pat va, che e' meglio. non mi stupisce il fatto che goldenstrato abbia trovato un souno simil Metheny in un pletto, ogni penna e' diversa da un'altra e offre suoni diversi... il suono di Pat tutta via e' molto particolare, ed ottenuto in modo altrettanto particolare...e' rotondo, cupo, mai aspro, molto adatto al jazz in genere...Pat Metheny ottiene questo suonando il plettro alla rovescia...si proprio cosi'...quale plettro utilizzi non so proprio dire, ma non penso che ne utilizzi solo uno. per quanto riguarda questa tecnica, o modo di tenere il plettro, mi e' giunta da fonte affidabile. dai video non ho potuto verificarla in quanto non si riesce a vedere...ma e' bastato solo Ascoltare il mitico Pat per essere sicuro di cio'. i pro? apparte il suono che e' soggiettivo, il vantaggio principale, e sfruttato da Metheny e' la Velocita'...c'e' molto meno attrit...ok ci scommetto la testa...avete gia' la chitarra in collo a provare...basta dire la parola magica, " piu' Velocita' "...in realta' non e' facile(come ne modo tradizionale del resto), ci vuole coordinazione con la sx...tuttavia lo svantaggio c'e' e per me e' la maledizione che Pat si porta dietro...utilizzando cosi' una penna nn avrai mai un forte attacco, ma sempre un suono un po' cupo, rotondo forse nasale... insomma c'e' chi suona il pletto come gli viene in mano (srv?!!) chi lo suona al rovescio...sounate come vi pare, come meglio vi riesce, o piace...ma suonate BYE!
Re:Pat Metheny ed il plettro...mah...
Grazie per i complimenti,ma non penso di meritarmeli,ho solo descritto le mie impressioni su tre plettri :-)
Re:Pat Metheny ed il plettro...mah...
Nel caso di Pat Metheny tutto quello che è stato detto sul plettro è un'eccezione, come dì'altronde è un'eccezione Pat Metheny stesso. Io, come ho scritto, l' ho visto suonare (e sentito, in trio) molto da vicino. Ti posso assicurare che dal punto di vista tecnico il modo che lui ha di tenere il plettro (non a rovescia ma con la punta in avanti) è impossibile: la punta infatti non esce lateralmente al polpastrello (come facciamo di solito tutti). Lui tiene il plettro con indice e pollice a mo' di pinza e il plettro ideale prolungamento di questa pinza (no so se riesco a rendere l'idea) piegando notevolmente il polso per presentarsi alle corde in perpendicolare. Questa posizione che, credo, sfida qualunque manuale di tecnica, è veramente scomoda, come tecnicamente il modo di arpeggiae con le dita che ha Pat farebbe inorridire qualunque maestro di chitarra classica. Il fatto è però che lui è Pat Metheny e anche se suonasse con l'alluce fatto da lui sarebbe sempre magnifico e al disopra delle comuni possibilità. Per ciò che attiene al suono, poiché esso è sempre "uguale" a prescindere da quale chitarra usi (ES175, PM100, ecc) non è difficile intuire che dietro c'è un sostegno elettronico che Bypassa il suono effettivo dello strumento....
Re:Curiosità su Pat Metheny
Un'altra curiosità,se vogliamo definirla tale,è che Aldo Tagliapietra usa un Fender Thin per suonare il basso.
Re:Curiosità su Pat Metheny
Lo so che Pat Metheny usa un plettro rosso perchè in diverse fotografie scattategli durante le sue esibizioni si intravede il colore della sua penna. quando ho scelto l'Ultra Plec, non ho tenuto conto che lo usasse o meno Pat, anche perchè non amo affatto l'emulazione dei grandi artisti, ma della sensazione di familiarità che questo D'Andrea verde mi ha trasmesso,asociata ad una amabile solidità.
Tonetoys prezzo basso???
Scusate ma su tonetoys ho visto che in media 10 stuck costano 5-6 euro e, essendo quasi sicuro che stuck significa unità, non è un prezzo altissimo per un venditore on line???
Re:Tonetoys prezzo basso???
In realtà è più caro di molti altri venditori online,ma mi sento di consigliare Tone Toys per l'assortimento ed il servizio che offrono;oltretutto c'è anche la possibilità di avere i cosiddetti "test set" di quasi tutti i produttori di plettri,e costano ancora meno;in pratica,se non voglio sentirmi obbligato ad acquistare 10-12 pezzi di una penna che non conosco e che voglio provare,allora ho la possibilità di avere una sorta di "busta prova" o "busta campione",molto meno costosa,direi,ma che mi offre tutti gli spessori del plettro della Marca che ho scelto,mi spiego?
w i dunlop
i mitici dunlop con la tartaruga (i tortex) sono quelli con cui mi trovo piu' a mio agio...ed effettivamente questo articolo mi ha fatto pensare che in pratica non ho mai cambiato tipo di plettro da quando ho iniziato a suonare...
Re:w i dunlop
I Tortex in effetti hanno un suono così cristallino che nessun altro plettro,a mio avviso,è in grado di restituire.
Re:w i dunlop
mi associo!! finora sono quelli con cui mi trovo meglio io nella versione a goccia, il più spesso, colore viola.... ma ne ho di tutti gli spessori, comprati per trovare il più adatto a me. il materiale da un ottimo feeling ne troppo ruvido ne troppo scivoloso. Cmq per è imortantissima la forma il fatto che siano + arrotondati mi agevola nel suonare.
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccol
Re:Tonetoys prezzo basso???
Per "stuck" intendono proprio "unità".
Ad ogni fase il suo plettro
Per quanto mi riguarda la scelta del plettro da utilizzare è stata finora legata più che altro al periodo che musicalmente stavo attraversando. E' stato difficile agli esordi utilizzare il plettro, mi faceva sentire più "sicuro" sentire le corde sotto le dita, almeno per quanto riguarda le prime esperienze. Poi ho capito che il plettro non deve essere un semplice "tramite", ma più che altro un prolungamento della mia mano. Così ho intrapreso la mia controversa carriera plettristica: sono passato dai plettri ultrasottili (che puntualmente mi si distruggevano tra le dita creando momenti di empasse in cui dovevo continuare a suonare senza) a plettri ultra spessi, che però mi hanno dato poche soddisfazioni.
Ora le mie preferenze sono attestate sui Jim Dunlop di nylon, misura 0.73 mm (quelli grigi a goccia per intenderci), che oltre a regalarmi una buona velocità sullo stoppato doppio hanno il logo che funge da anti-scivolo (non mi scappano praticamente mai di mano). Oltre a questi uso un set da dieci di penne marchiate Harley Davidson (ne ignoro la marca) con spessore 0.88 e un Pick Boy 0.70 incredibilmente rigido (più rigido del dunlop...mah). Mi rimproverano di non prendere dei "bei" plettri: non ho mai capito se si riferiscono al fatto che non bado tanto al colore o al disegno (che tanto è destinato a sparire) o al fatto che forse della mia misura preferita siano un pò da "ignorantoni", io mi ci trovo strabene. In fondo sono io a dover suonare, no?
Re:Ad ogni fase il suo plettro
In effetti ho anch'io il plettro che usi tu,il Dunlop Nylon da 0.73 mm,ed è obiettivamente un buon plettro,ma rispetto ad altri dello stesso spessore,questo Dunlop per me è troppo morbido. Se vuoi posso spedirti i miei,che ho preso da Tone Toys,ma che non uso;se vuoi te li regalo,almeno li usi.
Tortex 'n roses!
visto che è domenica e sono al lavoro, mi prendo un secondo per dire la mia.
dopo prove e prove uso plettri dunlup tortex viola spessore 1.14 per tutto, hanno la classica forma fender ma non scivolano e sono più duri.
recentemente ho anche scoperto che sono i plettri che usa/usava slash, chitarrista per me con un gran gusto e tra i miei preferiti :)
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Ciao
#.....there are things known and things