Editoriale - Chitarre ottobre 2011

di alberto - accordiano DOC #3 | 01 October 2011 @ 08:00 |
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Shred è un modo di suonare. Nato a fine anni ’70 con Van Halen, Steve Vai e Yingwie Malmsteen, lo shred mette al centro velocità, abilità tecnica e soluzioni spettacolari. L’impatto sulla comunità chitarristica è fortissimo fin dall’inizio, addirittura condiziona l’industria della chitarra: amplificatori high gain e chitarre tipo Ibanez sono nati proprio per assecondare le esigenze esecutive di questa nuova generazione.

Ne ripercorriamo la storia con tre giganti come Marty Friedman, John Petrucci e Chris Broderick, che ben rappresentano le tre diverse fasi dello shred: l’entusiamo degli inizi, la crisi dei ’90 (quando l’assolo non era più di tendenza) e il presente in cui le svisate impossibili sono tornate di gran moda.

Andy Timmons è il chitarrista del momento. Esploso sull’onda dell’entusiasmo shred degli anni ’80 si è subito emancipato, facendosi apprezzare per senso melodico e versatilità. Timmons ha il potere di tramortirti con la sua bravura, farti cadere la mandibola, ma allo stesso tempo mette voglia di suonare. Per questo piace a tutti e sta simpatico a tutti. L’abbiamo incontrato per parlare del suo ultimo disco, una strepitosa rivisitazione del glorioso Sgt. Pepper dei Beatles.

Ci sono chitarre grandi, anche più grandi di lei, eppure se dici “cicciona” pensi subito alla Gibson J-200. Figlia legittima della nobile L-5, indiscussa regina del country, pare sia nata da un’idea del singing cowboy Ray Whitley, che nel 1936 chiese a Gibson uno strumento più grande per avere volume e bassi a volontà. La bella storia della J-200 diventa straordinaria grazie alla penna magica di Maurizio Piccoli, mentre la leggi ti sembra quasi di sentire la differenza di suono tra la gloriosa prima versione con fondo e fasce in rosewood, la successiva in acero e le preziose repliche recenti. A completare la storia, c’è Leo Petrucci che analizza la cicciona dal punto di vista della liuteria. Roba da GAS immediata, leggete con cautela.

Un’ultima cosa. Il gioco abbinato al numero di agosto ha fatto bingo, abbiamo ricevuto molte mail di apprezzamento e richiesta di ripetere l’iniziativa. OK, accontentàti, però alcuni saranno a sorpresa, avere sempre in casa l’ultimo numero di Chitarre significa maggiori probabilità di arraffare i regali. Per dire, anche questo numero potrebbe (dico “potrebbe” perché mentre andiamo in stampa non ho certezza che faremo in tempo) servire per rispondere. E aprite Accordo tutte le mattine, perché gli annunci dei giochi vanno online alle 8 precise.

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