Storia di una Telecaster neck through fai da te

di sdl - accordiano #5004 | 29 September 2011 @ 14:30 |
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Finalmente vi presento la mia nuova bimba: una simil Telecaster neck through, assemblata e parzialmente autocostruita. È la terza che realizzo in questo modo, con massima soddisfazione da tutti i punti di vista. Tutto è iniziato un paio di anni fa, quando bighellonando su internet mi sono imbattuto nel sito di Soulmate Guitars by Doug Darling: un liutaio che, oltre a produrre strumenti finiti, realizza anche manici bolt on, set in e neck through interamente su specifiche del cliente.

Come dicevo, in questi due anni ho acquistato da lui tre manici (tutti neck through) e, in ogni occasione, sono rimasto particolarmente colpito dalla qualità del lavoro, oltre che dalla pazienza e simpatia di Doug.
Venendo a noi, dopo due chitarre decisamente moderne, questa volta ho optato per una forma e una concezione più classica, senza rinunciare comunque a un pizzico di aggressività aggiunta.

Il manico, chiaramente da tutti i punti di vista il cuore dello strumento anche in considerazione della costruzione neck through, è in acero laminato con due inserti di purplewood per aggiungere ulteriore stabilità.
La larghezza al capotasto è classicamente da 1” e 11/16: a ben guardare me ne sono pentito, trovandomi generalmente meglio con l'ampiezza più stretta di 1” e 5/8, ma ormai quello che è fatto è fatto.
La scala è lunga, tipo Fender, con tastiera in acero, tasti jumbo e segnaposizione spostati sul bordo.
Il radius della tastiera è piuttosto pronunciato, azzarderei quasi vintage, come piace a me (non mi trovo molto bene con tastiere troppo piatte).
Anche la sezione del manico è piuttosto spessa: non ricordo esattamente le misure (a riguardo delle quali ho avuto un intenso scambio di corrispondenza con Doug, che mi ha ampiamente consigliato lasciandomi comunque la possibilità di scegliere virtualmente qualsiasi misura), ma parliamo comunque di una sezione importante vicina a uno slim taper Gibson.

La paletta è inclinata, elemento a mio avviso importante per aggiungere sustain, con meccaniche in linea e una forma aggressiva (che già avevo utilizzato sulle precedenti chitarre) di vaga reminiscenza Jackson.

Il manico è arrivato (dopo un'attesa di qualche mese) con uno spessore sul body di 4,5 cm come da mie richieste e una lunghezza prudenzialmente maggiorata in modo da permettermi più spazio di movimento sulle dimensioni e sul posizionamento delle ali.

Il tacco del manico è già sagomato e tutta la struttura centrale (il through body vero e proprio) è già rettificato e pronto per l'incollaggio delle ali.

È possibile decidere anche la larghezza del through body: nel mio caso il pezzo centrale prosegue dritto a filo con la larghezza della tastiera all'ultimo tasto, cosa abbastanza fondamentale considerata la forma finale dello strumento.
È possibile tuttavia richiedere larghezze diverse: lo standard prevede una larghezza del blocco through body sufficiente per installare i pick up direttamente su di esso (pensate a una Firebird o a una BC Rich, insomma).

Il body vero e proprio è in ontano: ho acquistato da M2Wood (che, oltre a essere un rivenditore di legni per liuteria, è anche un bravo liutaio) due pezzi già rettificati delle dimensioni sufficienti per ritagliare la sagoma della Telecaster.

A questo punto sono passato al disegno vero e proprio: avevo già maturato l'idea di realizzare una chitarra con le forme di una Telecaster, ma volevo qualche elemento estetico più aggressivo, che si intonasse anche con la paletta.

Se qualcuno volesse cimentarsi in un'avventura simile alla mia, consiglio di fare il disegno definitivo solo dopo aver già in mano il manico: già prima è necessario avere le idee chiare sulla forma di massima e sulle caratteristiche di base, ma bisogna anche essere pronti ad apportare qualche modifica in corso d'opera.
L'elemento più importante da valutare preventivamente è l'altezza dell'attaccatura del manico al corpo, determinante per formulare correttamente la richiesta della posizione esatta del tacco (heel).
Inoltre è necessario, per formulare le opportune richieste, visualizzare bene a che altezza la tastiera si inserirà (virtualmente, trattandosi di una neck through) nel corpo dello strumento.
Sbagliare nella determinazione di questi elementi in fase di ordine significa quasi certamente dover apportare delle modifiche sostanziali alla forma finale dello strumento.
Altro elemento da considerare attentamente, sebbene meno delicato e più semplice da modificare in seguito, è l'ampiezza del blocco centrale ai bordi della tastiera (sempre che non si opti per una tastiera completamente esterna dal corpo, tipo SG tanto per intenderci) e l'eventuale sagomatura dei bordi (simmetrica, svasata o rettangolare, più facile per interventi successivi) sempre nel punto in cui la tastiera si sovrappone a quello che diventerà il corpo dello strumento.

Nel mio caso, avendo richiesto che il through body continuasse a filo con la larghezza della tastiera all'ultimo tasto (cosa che, peraltro, penso abbia fatto ampiamente bestemmiare il povero Doug) non ho avuto problemi di questo tipo.
Per le altre chitarre ho dovuto necessariamente intervenire sulla sagomatura dei bordi del through body per armonizzarne la forma con quella delle ali, garantendo la continuità delle linee: ma questo era comunque necessario perché ovviamente è un intervento da fare con le ali ali già incollate.
Per alcune forme, invece, potrebbe anche non essere necessario praticare alcun intervento: penso per esempio a una SG, una Flying V simmetrica, una Firebird o una stratoide. Tutti casi in cui la classica svasatura proposta dalla Soulmate non richiede modifiche particolari.
Ma ripeto, questi sono fattori importanti ma non determinanti che si risolvono con poca fatica: sbagliare invece l'altezza del tacco o la posizione di ingresso della tastiera è un'altra storia.

Tornando a noi, per il disegno sono partito con la soluzione più semplice, avendo già una Telecaster.
Ho preso due fogli di carta millimetrata, ciascuno delle dimensioni sufficienti per disegnare metà del corpo, li ho allineati simmetricamente, ci ho piazzato sopra la mia Telecaster e, con una matita, ne ho seguito il contorno sui fogli, interrompendomi da ambo i lati in corrispondenza del manico.
Ritagliati poi i bordi delle due metà in corrispondenza di quello che sarebbe diventato il bordo di incollatura delle ali al corpo, avevo ottenuto il modello di base su cui lavorare.
A questo punto ho preso il manico e ho accostato i due fogli di carta al through body in modo da continuare il disegno avendo sotto agli occhi la struttura definitiva dello strumento, sia per una questione di proporzioni, sia e soprattutto per tenere sempre ben sotto controllo l'area di attaccatura nella parte alta del corpo: tacco e posizione/altezza di ingresso della tastiera.
In effetti mi ha molto aiutato il fatto di posizionare i due fogli di carta sulle tavole che sarebbero diventate il body, in modo da lavorare quasi a livello dello spessore del through body.
Ho apportato alcune modifiche, rispetto al disegno tradizionale: la spalla mancante è più pronunciata e si attacca alla tastiera all'ultimo tasto.
Anche l'altra spalla è più bassa all'attaccatura, continuando in maniera più fluida la linea immaginaria tracciata dall'avvallamento della spalla mancante, ma poi sale più alta rispetto a una Telecaster standard.
Il corno della spalla mancante è più affusolato e appuntito, richiamando un po' la forma della paletta e, infine, tutta la linea del corpo è leggermente più snella, con fianchi più stretti.
A questo punto ho ritagliato con la massima attenzione il disegno definitivo e l'ho riportato su MDF.

Non avendo né i mezzi né le capacità per ritagliare il body sulle due tavole di ontano, mi sono rivolto ad un ragazzo che aveva già avuto esperienze simili. Per le precedenti chitarre mi ero semplicemente rivolto a un falegname: ritagliare le due metà prima con la sega e poi con una fresa pantografo utilizzando la sagoma in MDF è un lavoro semplice che richiede poco tempo (a chi lo sa fare).
Non ho seguito la sagomatura di questo body, fidandomi della persona che l'ha eseguita, ma nelle esperienze precedenti dal falegname, in cui ero presente. L'operazione ha richiesto una mezz'oretta.

È da tenere presente che, quando ho acquistato le due tavole delle ali, ho richiesto che i bordi interni fossero già rettificati e pronti per l'incollaggio, in modo da essere certo che i punti di contatto fossero perfetti (come perfetta e in squadra è la corrispondente parte sul through body).

A questo punto rimaneva l'operazione più delicata: l'incollaggio delle ali al neck through. Tenete presente che il through body era più spesso di due o tre millimetri rispetto alle ali e decisamente più lungo rispetto alla lunghezza totale dello strumento.
Tracciata e visualizzata l'altezza esatta (sempre con riferimento al tacco del manico) a cui incollare le due ali, l'operazione è filata liscia: la faccia visibile durante l'operazione è quella posteriore, in modo che l'allineamento sia perfettamente in piano sulla parte frontale. Sul retro invece è rimasto il gradino determinato dal maggior spessore del through body rispetto alle ali, da piallare in seguito.
La colla utilizzata è classicamente la Tite Bond: è da tenere presente che, posizionati i copiosi morsetti necessari per far aderire i pezzi mentre la colla si asciuga, resta ancora qualche minuto per verificare che il fronte dello strumento sia in bolla e senza gradini, potendo anche fare qualche piccolo intervento magari con l'aiuto di un martello di legno.
A colla asciugata, mi sono fatto nuovamente aiutare per piallare il retro della chitarra eliminando il gradino dovuto al maggior spessore del through body e tagliando l'eccesso dello stesso che sporgeva dal bordo inferiore: tenete presente che in questo caso il lato inferiore della chitarra (dove si attacca la boccola per la tracolla per intenderci) non è raggiato, è semplicemente dritto e piatto. Nel caso di uno strumento tipo Les Paul, sarebbe stato necessario ritagliare almeno la parte inferiore del body (la pancia insomma) dopo l'incollaggio, in modo da poter avere il controllo di una linea curva e continua.

Infine rimaneva da carteggiare bene tutto lo strumento, specialmente sui bordi, dove qualche asperità dovuta al taglio rimane.
Il tacco è già sagomato ottimamente e in modo progressivo: a questo punto sarebbe possibile intervenire sulla forma dello stesso al punto di attaccatura, specie dal lato verso la spalla mancante. Pensate per esempio ad alcune Ibanez bolt on, dove la placca di ancoraggio del manico non poggia su una superficie piatta (come su una Fender) bensì inclinata.
Un po' per paura di fare danni su una chitarra di cui iniziavo a innamorarmi e un po' per pigrizia, ho lasciato il tacco così com'era, limitandomi a smussare e arrotondare bene tutti i bordi. Il risultato è simile a una Les Paul dove, suonando sugli ultimi tasti in corrispondenza della spalla mancante, si deve convivere con lo spessore del corpo.
A parte che ci sono abituato e che non mi dispiace affatto, nel caso concreto di questa chitarra, l'impatto è molto ridotto da vari fattori: innanzi tutto non c'è l'ulteriore gradino fra il tacco e il corpo che invece c'è sulle Les Paul, inoltre il tacco arriva allo spessore massimo intorno al 19° capotasto e quindi solo sugli ultimissimi tasti, infine la spalla mancante è decisamente più profonda e quindi più comoda per le posizioni alte e comunque lo spessore del corpo è di poco più di quattro centimetri.

Nel complesso, pur non beneficiando a pieno di tutti i comfort abituali sulle neck through, la chitarra è molto scorrevole fino agli ultimissimi tasti, che sono raggiungibili con semplicità, complice anche un manico e una tastiera impeccabili.

A questo punto ho portato la chitarra dal mio liutaio, Manne, che con la solita disponibilità e perizia ha praticato gli scassi per i pick up e il vano dell'elettronica, predisponendo anche il posizionamento del ponte e il capotasto.
Nello specifico il ponte è fisso con corde passanti per il corpo, fattore che enfatizza l'attacco e la brillantezza dello strumento.
Anche nel caso del ponte è necessario prendere le decisioni opportune: nel mio caso la chitarra ha il manico in linea con il corpo, senza inclinazione (un po' come le Fender, per intenderci). Non è possibile installare ponti alti, tipo gli stop tail montati sulle Gibson, a pena di trovarsi con un'action impossibile da regolare. Vanno invece bene ponti fissi come quelli montati su alcune Fender (la mia scelta) oppure ponti recessed nel corpo dello strumento.

Prima dell'assemblaggio finale rimaneva la verniciatura. Per il manico gommalacca e stop. Per il corpo ho chiesto consiglio in un negozio di vernici per hobbisti (tipo modellismo, decoupage, ecc.). Ho usato una vernice bianca pronta all'uso piuttosto coprente da stendere a pennello. Non ricordo la marca, ma era una vernice piuttosto oleosa che rimaneva molto lucida anche dopo essersi asciugata, dando una sensazione quasi marmorizzata.
Ne ho dato solo un paio di mani, in modo da non coprire completamente le venature e una volta asciutta ho proceduto con le varie fasi di carteggiatura (a mano e con blocchetto) fino a ottenere una superficie abbastanza liscia e senza evidenti segni del pennello.
Poi ho sverniciato alcuni punti in corrispondenza delle parti tipicamente più soggette all'usura (bordi, appoggio dell'avambraccio, ecc.) dando l'effetto reliccato che si vede in foto.

Quindi ho applicato, sempre a pennello, un flatter trasparente da decoupage, velocissimo da asciugare: è stata una scelta molto azzeccata. Una volta asciutto, lo strato di vernice protettiva si è rivelato molto duro e sufficientemente lucido e vetroso. Infine ancora carteggiatura per levigare bene il tutto e rimuovere il più possibile i segni del pennello.

Chiaramente non è una finitura convenzionale, ma ritengo che sia venuta meglio così che non tentando altre strade più professionali e commettendo sicuramente errori che si sarebbero rivelati molto più visibili.
Nel complesso, la chitarra è completamente liscia al tatto, sebbene non lucida e glossy, avvertendosi appena le venature del legno (sempre sotto la vernice protettiva comunque) dove ho reliccato con più energia.
Devo dire che l'effetto è molto credibile, sia alla vista, sia (forse ancora di più) al tatto: diciamo che è abbastanza credibile che in passato la chitarra fosse stata verniciata in modo più convenzionale e che con il tempo la vernice si sia assottigliata fino a lasciar intravvedere appena il legno in alcuni punti.

Dopo un paio di settimane di asciugatura (meglio andarci cauti) la chitarra era pronta per l'assemblaggio dell'hardware.

Per quanto riguarda l'elettronica, la scelta è ricaduta su una coppia di TV Jones classic e su una tradizionale configurazione tono-volume e switch a tre posizioni. Ormai è una settimana che la suono e ne sono estremamente soddisfatto.

Da spenta ha un suono molto brillante: ha tutto lo sdeng che ci si aspetta da uno strumento in gran parte costruito in acero (manico through body e tastiera) con un ponte a corde passanti. Pur avendo un suono virato sulle alte frequenze e con bassi asciutti e definiti, il timbro globale è influenzato e ammorbidito un po' dalla costruzione neck through, che fa perdere forse qualcosina in termini di attacco, ma permette un significativo incremento del sustain e rende il suono meno aspro.

Amplificata, i TV Jones la fanno da padroni, anche se tutto sommato si sposano bene con il timbro acustico dello strumento, seguendone la filosofia: il suono è brillante, veloce con alte ben in vista e bassi percussivi e asciutti ma comunque presenti e molto a fuoco.

La sensazione è quella di avere un suono pulito e intellegibile anche in piena distorsione, ma in questo caso ritengo che gran parte del merito sia dei pickup.
Dal canto suo, acusticamente, la chitarra garantisce una gran sustain e una tastiera priva di punti morti con un volume molto uniforme, che non è poco.

Preciso che non ho avvertito la necessità di rettificare i tasti, sebbene il radius pronunciato della tastiera possa creare qualche problemino su bending estremi agli ultimi tasti ma, d'altra parte questa è una caratteristica strutturale e connaturata, e io non sono molto avvezzo a bending di due o più toni al 20esimo tasto.

Per concludere, visto che immagino siate curiosi, il prezzo. Premetto che non credo sia l'elemento determinante se si intraprende un'avventura di questo tipo. Non è una scorciatoia per avere uno strumento figo, è più che altro una piccola sfida che richiede molto tempo (quasi esclusivamente notturno nel mio caso), molta passione, un po' di consapevolezza e anche dell'aiuto da parte di terzi. E in ogni caso non si tratta di liuteria: quella lasciamola a chi la sa veramente praticare.
Tutto ciò premesso, il manico l'ho pagato circa 250 euro (complice un cambio molto conveniente), il legno del corpo poco più di cinquanta. Per il resto fate voi, ci sono da mettere in conto delle ore da un liutaio (4 o 5) e considerare che, ovviamente, l'hardware e i pickup sono stati la cosa più costosa.

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Tutti i commenti

  • è stato un piacere leggere la storia della ...
    di superloco - accordiano DOC #24204 | 29 September 2011 @ 15:11
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    SuperLoco
    • Re: è stato un piacere leggere la storia della ...
      di sdl - accordiano #5004 | 29 September 2011 @ 23:10
      • Re: è stato un piacere leggere la storia della ...
        di superloco - accordiano DOC #24204 | 30 September 2011 @ 08:53
        --
        SuperLoco
  • bella chitarra e bell'articolo
    di maxventu - accordiano #4785 | 29 September 2011 @ 16:49
    • Re: bella chitarra e bell'articolo
      di sdl - accordiano #5004 | 29 September 2011 @ 22:57
  • mi chiedo perchè tenere un tacco così netto ...
    di RedRaven - accordiano #20706 | 29 September 2011 @ 19:01
    • Re: mi chiedo perchè tenere un tacco così netto ...
      di sdl - accordiano #5004 | 29 September 2011 @ 22:08
  • Complimenti....
    di gibsonmaniac - accordiano #21617 | 29 September 2011 @ 21:36
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    "Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
    • Re: Complimenti....
      di superloco - accordiano DOC #24204 | 30 September 2011 @ 08:56
      --
      SuperLoco
    • Re: Complimenti....
      di sdl - accordiano #5004 | 29 September 2011 @ 21:59
      • Re: Complimenti....
        di gibsonmaniac - accordiano #21617 | 29 September 2011 @ 23:55
        --
        "Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
  • Bella chitarra. Anche se devo osservare che ...
    di sierracharlie15 - accordiano #29491 | 30 September 2011 @ 09:47
  • Bella, originale e ardita dal punto di vista ...
    di dalo - accordiano DOC #18107 | 30 September 2011 @ 10:27
    --
    One of these days...
  • Bellissima. E tantissimi complimenti per il ...
    di powerfuran - accordiano #30637 | 30 September 2011 @ 10:42
  • Davvero bella!
    di FranxAJ - accordiano #18541 | 30 September 2011 @ 13:35
    --
    "Basta una serie di note...il resto è improvvisazi
  • Prometto ufficialmente che farò dei ...
    di sdl - accordiano #5004 | 30 September 2011 @ 16:16
  • COMPLIMENTI !!!!!!!!!!!
    di Kata_ts - accordiano #2290 | 09 October 2011 @ 19:33
    --
    Antonello
    www.antonellocatanese.net
    www.myspace.

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