La saga delle Fender Tele-bration - parte 1

di metamauco - accordiano DOC #26523 | 06 October 2011 @ 08:00 |
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Non è infrequente che i produttori in generale, e di chitarre in particolare, vestano i loro oggetti di un mantello di leggenda, di curiosità, di originalità, ci soffino dentro, o semplicemente intorno, ricordi di storie, profumi insoliti, anime di artisti famosi. Il tutto per dare unicità alle loro creazioni e arricchirle di potenzialità e spunti promozionali. Il 60° anniversario della commercializzazione della Telecaster ha suggerito a Fender di onorare la ricorrenza con varie edizioni limitate.

Ha iniziato nel 2010 con l’offerta di cinque modelli da parte del Custom Shop, tutti risalenti ai primi vagiti della solid body della Casa, e ha continuato nel 2011 con un fantasmagorico fuoco d’artificio tutto indirizzato a riposizionare i riflettori (se ce n’era bisogno) sul suo primo modello. A generare l’acquolina in bocca degli appassionati è stato l’annuncio al Winter Namm che si sarebbe trattato di 12 emissioni limitate a 5cento esemplari con cadenza mensile a partire da marzo 2011.
Le due prime offerte si sono concretizzate con due modelli: il Modern Thinline e quello denominato descrittivamente Flame Top. Ad aprile è uscito il Brown’s Canyon poi ridenominato Old Growth Redwood, a maggio l’Empress (vedremo cosa si nasconde sotto il nome di Imperatrice), a giugno il ’62 Custom e il ’75, a luglio il Cabronita, ad agosto il Lamboo, a settembre l’Indiana Barn (ridenominato Old Pine), nel mese di ottobre (il periodo in cui sto scrivendo) uscirà il Lite Rosewood, a novembre il Vintage Hot Rod ’52 e a dicembre il Mahogany con un corpo contoured da quasi-Strat e uno dei prezzi più leggeri assieme al Lamboo e a l’Empress.
In totale, dunque, dodici modelli con una forbice di prezzi tra i 1399 dollari e i 1999 della ’52 Custom. Il tutto con gran felicità e aspettative di molti appassionati chitarristi, e anche collezionisti (come vedremo) visto che alcune di queste Telecaster erano disponibili (la Cabronita, per esempio) solo attraverso il Custom Shop sborsando non solo qualche dollaro in più.
Senza annoiarvi subito con le caratteristiche basilari di ciascun modello (le offro come dolce finale) voglio raccontarvi ciò che vive dentro a qualcuno di questi incantevoli pezzi di legno impregnandoli di significati impensati, di valori non banali, di storie americane, magari semplici ma non trascurabili.
Prendiamo il modello Brown’s Canyon.

I corpi dei primi esemplari sono stati ricavati dalle travi in sequoia con cui era costruito il ponte della ferrovia sul canyon Brown, ponte che aveva permesso il passaggio dei treni della Northwest Pacific in arrivo da San Francisco e diretti a nord e il conseguente trasporto del legname di cui la zona era ricca. La costruzione del ponte, avvenuta nella seconda metà del 1800, aveva anche determinato nel 1876 la nascita del paese di Occidental, indispensabile punto di riferimento per i lavoratori impegnati nella realizzazione della strada ferrata.

I suoi abitanti avevano pensato bene di piantare vigne nei luoghi dove venivano tagliati gli alberi e tale saggia decisione trasformò l’area in zona vinicola. Venne creato qualche ristorante e di lì a poco iniziò a essere frequentata dagli abitanti di San Francisco in cerca di frescure estive.
Localizzata la fonte primaria dei corpi delle Telecaster Brown’s Canyon mi corre incontro uno strano cambio di denominazione. Il modello, infatti, poco dopo dalla sua uscita è stato ridenominato Old Growth Redwood (legno di sequoie secolari). Cos’è successo? Il legno recuperato dal vecchio ponte ferroviario non era in quantità sufficiente? Delle Brown’s Canyon (la dicitura appare sulla placca di fissaggio del manico, sul certificato di originalità, ecc.) quante sono riusciti a costruirne? I blog degli appassionati si sono surriscaldati.

Fender dichiara che le Old Growth Redwood sono costruite con legno di sequoia vecchio di secoli recuperato da vecchi edifici e adeguatamente rigenerato, risanato. Niente da dire, ma il fascino del legno del vecchio ponte era altra cosa. Le poche Brown’s circolate (ne sono arrivate anche in Europa e in Canada) diventeranno pezzi da collezione? Direi di sì. Qualcuno informa che ce n’è ancora qualcuna in vendita in uno o due importanti megastore (saranno sicuramente già sparite), altri dicono che essendone stati mandati pochi esemplari a ogni distributore o negozio importante probabilmente il negoziante se le terrà, aumentando il grado di rarefazione e le relative quotazioni. Auguri per i cercatori.
Stessa cosa è successa per il modello originariamente chiamato Indiana Barn e poi Old Pine o White Washed Pine. Certo che il fienile, il capannone o altro edificio agricolo dell’Indiana doveva essere ben grande per garantire di ricavare da assi e travi 5cento corpi di chitarra. Di ciò se ne sono accorti molto presto e già al Winter Namm 2011 Fender informava che l’edizione sarebbe stata limitata a 3cento esemplari. Anche la finitura è stata cambiata da Antique White in WhiteWashed.
Il problema che si è presentato pare comunque non esser stato costituito da un’insufficienza quantitativa quanto da una certa instabilità nel pino che avrebbe suggerito di utilizzare legno d’altra e più sicura provenienza. Decisione sicuramente super apprezzabile ma pure l’iniziale fascino buttato alle ortiche. Domanda: Qualche esemplare è stato mai costruito?
Altra considerazione. Il Custom Shop ha avuto certamente esperienza con il pino visto che non ha mancato di costruire strumenti con questa essenza (Telecaster con corpi ricavati dalle vecchie tavole del pavimento di una chiesa). Non ne ha mai constatato l’instabilità? Da una veloce ricerca risulta che sono in vendita esemplari di Indiana Barn WhiteWashed ’52 Telecaster.
Sotto la finitura a olio ci sarà il legno del fienile col ricordo del profumo dei primi fugaci amori o quello ricavato da un rigido, secolare campanile ligneo? Alla prossima con l’Imperatrice e altro sulle Telebration.

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Tutti i commenti

  • Trovo che si stia un pochino parlando del ...
    di Strato2006 - accordiano #13781 | 06 October 2011 @ 08:45
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    Giorgio
  • se esistono ancora pezzi della croce di ...
    di yasodanandana - accordiano DOC #699 | 06 October 2011 @ 11:00
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    <p>http://www.jalebimusic.com/home.html
    http://www
    • Re: se esistono ancora pezzi della croce di ...
      di pablo1340 - accordiano DOC #21858 | 06 October 2011 @ 15:13
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      la passione mi guida in tutte le mie scelte...
      sia
  • A quando una Tele in Albero Bianco di Gondor?
    di Tanocaster - accordiano #28785 | 06 October 2011 @ 22:48
  • Beh, mi pare che la serpeggiante ironia la ...
    di Oliver - accordiano DOC #910 | 07 October 2011 @ 13:35
    --
    -Oliver-
    http://f24rockblues.altervista.org
    • Re: Beh, mi pare che la serpeggiante ironia la ...
      di zef65 - accordiano DOC #18431 | 07 October 2011 @ 17:54
      • Re: Beh, mi pare che la serpeggiante ironia la ...
        di nicolapax - accordiano #27042 | 13 October 2011 @ 09:02
  • Strumenti, "solo" strumenti
    di nicolapax - accordiano #27042 | 13 October 2011 @ 10:39
  • ’62 Custom
    di andy1970 - accordiano #33581 | 18 March 2012 @ 14:26
    • Re: ’62 Custom
      di diumafe - accordiano DOC #17831 | 18 March 2012 @ 23:48
      --
      Rifletti prima di pensare.
      • Re: ’62 Custom
        di andy1970 - accordiano #33581 | 19 March 2012 @ 09:51
  • ’62 Custom
    di andy1970 - accordiano #33581 | 19 March 2012 @ 07:40

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