Si tratta di una chitarra resofonica single cone, a singolo risuonatore, che per questo si differenzia dalla Tricone (tre coni appunto), con il body interamente in metallo, in questo caso di ottone. Il manico è in mogano, la tastiera in ebano, paletta slotted, 12 tasti fuori dal corpo.
Appena aperta la custodia, il primo aspetto che colpisce è senza dubbio la bellezza abbagliante (letteralmente) della finitura lucida, ci si può specchiare. Una volta presa in mano, l’aspetto elegante e retrò viene messo in secondo piano dal peso, davvero notevole. Il profilo del manico è a V e devo dire che ci si abitua quasi subito.
Il primo impatto con il suono di una National non si scorda più. Innanzitutto il volume, decisamente superiore a quello di qualsiasi dread, poi l’attacco metallico delle note. Ma, soprattutto, il riverbero naturale che il cono induce e che il body in ottone restituisce ha dell’incredibile. Gli armonici che scaturiscono da questa chitarra scintillante non smettono mai di sorprendere. Il suono è nitido, chiaro, cristallino, definito, carico di frequenze medie, aggressivo, quasi prepotente, insomma unico.

Dopo un approccio iniziale con gauge per acustica 013 sono passato a delle corde per resofonica con cantino 016, perché suono solo in open tuning (open G, open D) e quasi sempre con il bottleneck. Se, invece, si predilige un utilizzo in standard tuning in fingerpicking, meglio una scalatura 013.
Con corde 016 p.bronze il suono si ingigantisce, aumenta se possibile il volume, ogni nota ha un sustain notevole (inferiore alla Tricone comunque). La National Style O non è una chitarra che va accarezzata, va suonata con decisione, magari con dei picks metallici e thumbpick. Strappando i bassi e incalzando con ritmiche serrate, la National restituisce un vocione e una gamma di frequenze medio basse che rimbombano nella pancia dell’esecutore.
La dinamica delle note, superiore a quella di qualsiasi chitarra acustica, lascia senza parole. Quali sensazioni è in grado di regalare uno strumento simile?
Personalmente, quando la suono, vengo immediatamente trasportato nel Delta Mississippi anni ’30, dove si raccontavano storie di anime vendute al diavolo in incroci polverosi, di campi di cotone, della Grande Depressione, di bluesman neri, di pessimo bourbon, di risse per donne conquistate la sera e dimenticate il giorno dopo.
Ascoltate artisti di riferimento come Bukka White, Son House, Charlie Patton, Tampa Red, Big Bill Broonzy, Skip James e molti altri, sentite la loro anima nel fruscio di quelle registrazioni e capirete di cosa sto parlando.
Oggi le chitarre National stanno vivendo una seconda golden era, anche grazie a Bob Brozman, forse il più grande musicista, conoscitore e divulgatore di chitarre National al mondo. Ogni suo spettacolo fa pensare che davvero questi strumenti non abbiano limiti espressivi, anche al di là del country/blues.
Spero che possiate provarne una per rendervi conto di persona dell’incredibile suono e delle stupende sfumature che una National sa offrire. Poi, come dice Bob Brozman, al limite è anche un’ottima arma di difesa.
Allego un video dove suono nelle due accordature che uso di solito: open G e open D.
complimentoni, gran chitarra! Ha un fascino e ...
And in the end, the love you take is egual to the
Re: complimentoni, gran chitarra! Ha un fascino e ...
Bellissimo strumento, soprattutto nella ...
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
Re: Bellissimo strumento, soprattutto nella ...
Style "0" 12 e 14
Re: Style
E ci sono certi IDIOTI a cui non piace il ...
gni gni gni
Re: E ci sono certi IDIOTI a cui non piace il ...
"Tante città, tante canzoni e tante donne...tempi
Bella presentazione
jeb