Papà Korina

di Ariberto Osio - accordiano DOC #42 | 07 August 2008 @ 10:10 |
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ristampaNdR: In questo articolo di Ariberto Osio, pubblicato su Nashville nel 1993 (e ribattuto dieci anni dopo da Massimo Panchetti per il sito di Accordo), si racconta la storia di uno dei più geniali progettisti del mondo della chitarra americana, Theodore McCarty, uno dei peronaggi determinanti nell'evoluzione che ha portato la chitarra elettrica ha essere così come oggi noi la conosciamo. A lui si deve la creazione di Explorer, Flying V e - in gran parte - di una delle chitarre fondamentali per l'evoluzione della musica rock: la Gibson Les Paul. Scusate se è poco.

gibsonktrio.jpg

«McCarty, chi era costui?» Perdonatemi la parafrasi manzoniana, ma la prima volta che ho sentito questo cognome la domanda mi è sorta spontanea. Effettivamente non tutti coloro che imbracciano per esempio una Gibson Les Paul sono a conoscenza del fatto che Lester Polfus (leggi Les Paul, nella foto a sinistra) contribuì solo in parte alla nascita di questa chitarra, suggerendo più che altro migliorie di carattere estetico. In realtà il brevetto del profilo dello strumento, datato 2/8/55, porta la firma di Theodore McCarty. E indovinate: chi fu a concepire l'evergreen che risponde al nome di ES 335?E ancora: chi disegnò le futuristiche sagome delle chitarre del cosiddetto "Korina trio" (Flying, Explorer, Moderne)?

E chi è il papà delle Firebird reverse? Sempre la stessa persona: Mr. McCarty. Presidente della Gibson Incorporated dal 1950 al 1966 McCarty guidò la casa di Kalamazoo in anni che videro un vero e proprio boom della chitarra ed in particolare della chitarra elettrica di cui Ted influenzò profondamente lo sviluppo contribuendo, al di là della favorevole congiuntura del mercato, alla ulteriore crescita di un marchio già prestigioso e pluriblasonato. Se il suo nome non è mai salito alla fama di una più vasta ribalta come quello di altri pionieri (per es. Leo Fender o Mr. Rickenbacker, per citarne solo alcuni) lo si deve alla non comune modestia ed al fatto che nessuna delle sue invenzioni portò mai direttamente il suo appellativo.

Sotto la direzione di McCarty gli standards costruttivi e qualitativi della Gibson raggiunsero livelli considerati ancora oggi ineguagliati, tanto da far parlare addirittura tra i gibsonofili di una "Ted McCarty Era". In questo periodo, oltre alle chitarre di cui sopra (di cui ci occuperemo nel dettaglio prossimamente), McCarty creò e sviluppò lo stop tailpiece, o ponticello attaccacorde, fissato al corpo della chitarra con due grosse viti che ne permettevano la regolazione in altezza. Tale dispositivo poteva anche essere utilizzato come ponte semplicemente avvolgendo le corde attorno ad esso e regolandone l'intonazione mediante due viti a brugola.

tuneomatic.jpg

Successivamente mise a punto il celeberrimo ponte tune-o-matic che, accoppiato allo stop tailpiece ha equipaggiato, ed equipaggia, la maggioranza delle solid body Gibson. La novità consisteva nel fatto che questo ponte permetteva di regolare l'intonazione di ogni singola corda indipendentemente dalle altre. In anni come i nostri in cui abbondano raffinati Floyd Rose et similia il tune-o-matic può sembrare un'invenzione scontata. Occorre però considerare che nel 1952 (anno di richiesta del brevetto) i diretti concorrenti di questo dispositivo erano i sicuramente meno funzionali ponti a tre sellette delle Fender Telecaster che determinavano una regolazione delle singole corde sempre frutto di un compromesso. Il tune-o-matic venne montato di serie per la prima volta nel 1954 sulla neonata Les Paul Custom. Nello stesso anno Leo Fender commercializzava la mitica Stratocaster, dotata del ponte con Syncronized Tremolo e possibilità di regolare altezza, spaziatura ed intonazione individualmente per ogni corda. Fender comunque richiese il brevetto per il ponte Strato nel 1954 (lo ottenne solo nel '56) e fu quindi battuto (ma in volata) da McCarty. A partire dal 1955/56 il tune-omatic fu poi adottato anche sulle altre chitarre della serie Les Paul.

paf.jpgSempre sotto l'egida di McCarty si ebbe ancora la progettazione e la nascita del pick-up humbucking, disegnato attorno al 1957 da Seth Lover, poi passato alla Fender. Con l'accoppiamento di due bobine si risolveva il problema dei ronzii e delle interferenze caratteristico dei pick-ups monobobina fino ad allora utilizzati sia dalla Gibson (P 90, Alnico 5, Charlie Christian) sia dai concorrenti. Sul retro dei pick-ups humbucking prodotti dalla metà del 1957 al 1962, per indicare che il brevetto era stato richiesto ma non ancora concesso, veniva applicato un piccolo adesivo rettangolare riportante la dicitura "patent applied for" (Paf) da cui i pick-ups in questione presero il soprannome col quale entrarono nella leggenda.

Infine fu proprio grazie a McCarty che nel 1957 la CMI (Chicago Musical Instruments, dal '44 al '69 società di controllo della Gibson Inc.) acquistò la Epiphone, diretta concorrente nel settore delle chitarre arched top da jazz. Il fatto curioso al riguardo fu che McCarty in realtà necessitava solo dei macchinari per riavviare la produzione di una linea di bassi Gibson. Durante la seconda guerra mondiale infatti quelli già esistenti nella fabbrica di Kalamazoo erano stati convertiti per la produzione di materiale bellico e, in un modo o nell'altro, non erano più utilizzabili o erano andati persi. A tal fine aveva stabilito dei contatti con l'allora presidente della Epiphone (nonchè membro della famiglia fondatrice) Orphie Stathopoulo che, dopo una serie di trattative, vendette alla CMI. Le macchine vennero quindi trasferite presso un nuovo stabilimento a Kalamazoo e solo quando furono rimontate McCarty si rese conto di avere acquistato non solo il necessario per costruire i bassi ma anche tutto l'occorrente per la fabbricazione delle chitarre Epiphone. Nel 1960 i macchinari vennero poi trasferiti direttamente nella fabbrica Gibson di Parsons Street dove furono utilizzati fino al 1969. Dall'anno successivo il marchio Epiphone venne applicato a strumenti costruiti in Giappone.

Ted McCarty terminò la sua carriera alla Gibson rassegnando le dimissioni nel 1965 quando acquistò la Bigsby Accessories Inc. (quella delle leve vibrato), rimanendo comunque in carica come presidente fino al Giugno 1966. Probabilmente si riteneva sufficientemente gratificato dai successi raccolti nei precedenti sedici anni di intenso lavoro creativo.

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Tutti i commenti

  • Grazie dell'informazione
    di RicoBlues - accordiano #148 | 11 June 2002 @ 10:20
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    <br>&quot;the Blues is an one-way ticket for the s
    • ... prego...
      di Massimo Panchetti - accordiano #22 | 11 June 2002 @ 19:33
  • complimenti
    di admin - accordiano DOC #1 | 11 June 2002 @ 11:54
  • E dal punto di vista bassistico...
    di Matteo Barducci - accordiano #29 | 11 June 2002 @ 12:19
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    - Matteo Barducci
  • presente!!!!
    di yasodanandana - accordiano DOC #699 | 10 October 2002 @ 04:59
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    <p>http://www.jalebimusic.com/home.html
    http://www
  • andrò a rileggermene qualcuno
    di gratta - accordiano #13442 | 07 August 2008 @ 11:42
    --
    Gratta
  • Scusate ma per quant
    di lorenzoDACG - accordiano #14585 | 07 August 2008 @ 12:26
  • Il genio si trasferì a Maryland...
    di JJ Paul - accordiano #6027 | 07 August 2008 @ 12:35
    --
    ≈<i> La mente dell'uomo superiore ha familiarità c
  • grazie
    di fra beone - accordiano #12981 | 07 August 2008 @ 13:06
  • DIATRIBA BICORNUTA
    di CozmicCowboy - accordiano #14537 | 07 August 2008 @ 13:07

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