Ho iniziato a suonare la chitarra intorno ai sedici anni già con l’idea di diventare un solista rocchettaro, finendo poi, man mano che la cultura musicale aumentava, a virare verso il blues e anche il jazz. Con gli anni poi, dopo qualche rara esperienza live in duo acustico con il mio brother, causa studi sempre più impegnativi, universitari prima e postlaurea poi, la chitarra finì abbandonata e rimpianta, per una buona ventina d’anni.
Mai smesso di ascoltare e ricercare buona musica, ma le dita su uno strumento non le ho messe più.
Negli anni di fervore musicale avevo anche realizzato il mio sogno di acquistare una vera Stratocaster. E come capita per i veri amori, fu quasi per caso.
Uno dei miei compagni di musica, un cantante inglese dedito alle cover di Elvis nei locali della zona, un giorno mi disse, con aria cospiratoria, che conservava una bella Stratocaster che, se mi fosse piaciuta, avrebbe potuto vendermi. Detto fatto, mi tirò fuori da sotto il letto una lunga custodia nera e, quindi, una bella Strat anni '70 con palettone di ordinanza, sunburst tre colori, battipenna nero e fiammante tastiera in acero. Ovviamente colpo di fulmine e, dopo un veloce visita a casa di un altro amico esperto a controllare che liuteria e suoni fossero a posto, mi portai a casa la piccola dopo aver dato fondo ai miei risparmi raggranellati con qualche lavoretto estivo.
Una Stratocaster del '75 completamente originale, solo qualche buontempone ne ha verniciato il retro del body tutto di nero per coprire qualche scrostatura di troppo. So bene che delle Strat di quel periodo si dice tutto e il contrario di tutto, ma la mia è una di quelle buone: manico e corpo sono ben assemblati, il peso è normale, ponte e meccaniche tengono onestamente, corpo in ontano due pezzi, pickup flatpole e, da spenta, suona benissimo. Incredibilmente ha un suono tipicamente Fender anche così.

Con il tempo, di quella chitarra imparo ad apprezzare il suono tipico, il pulito cristallino, i distorti un po’ acidi, mi abituo al manico un po’ cicciotto e la chitarra incontrata per caso diventa la mia fedele compagna in una focosa e felice convivenza. Quando mi appassiono al suono di Stevie Ray Vaughan inizia qualche piccolo screzio, superato con grande pazienza. I suoni mi sembrano sempre troppo brillanti, le cose migliorano enormemente cambiando spessore e tipo di corde, GHS in acciaio .011, smanettando con l’altezza del pickup al manico e i controlli dell’ampli, insomma, con un po' di fatica viene anche un bel blues tone, mentre a volerne tirare fuori il classico pulito Fender (primo Knopfler per capirci) nessun problema.
Negli anni di oblio, la chitarra rimane chiusa nella custodia, in un angolo del salone a casa dei miei. Ogni tanto qualcuno mi chiede di vendergliela ma l’idea mi fa semplicemente rabbrividire, piuttosto mi riprometto solennemente di recuperarla e di riprendere a suonarla, ma poi...
Adesso, però, complice un forzato aumento del tempo libero, ho recuperato la custodia impolverata e ho riportato a casa la piccola.
Sentendomi un po’ colpevole ho sollevato il coperchio e, sorpresissima, la piccola è in perfetta forma: un po’ di polvere qua e là, la tastiera vergognosamente incrostata, un po’ di ossidazione su qualche vite ma, per il resto, è bellissima come il primo giorno, anzi il manico ha assunto un piacevole sfumatura relic, oggi tanto di moda.

La prendo in mano, le dita vanno al loro posto come se il tempo non fosse passato, se cerco di suonare, invece, si sente tutto. Ma che importa?
Un’affettuosa pulita alla tastiera, un nuovo set di corde, il tempo di scaricare Amplitube sull’Ipad e siamo ancora insieme. Qualche momento di gelosia di mia moglie (quella vera), la curiosità di mio figlio che accarezza questo strano giocattolo di papà.
Leggiucchiando su internet mi viene qualche idea per il futuro, magari un cambio di pickup per farla suonare in modo più corposo (Texas Special o Van Zandt) o forse no, sicuramente comprare un piccolo ampli valvolare o anche darle una compagna. Ma ciò che più importa è che adesso non ci lasceremo più.
Bella storia ;-) il legame affettivo con uno ...
lacrimuccia
How can a poor man stand such times and live
Re: lacrimuccia
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
Re: lacrimuccia
How can a poor man stand such times and live
suonerà sicuramente bene ;) le strato di ...
Beh, anche se non perfettamente originale, ...
"Ho dei pensieri che non condivido". PINO CARUSO
Bella Signora!
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
Re: Bella Signora!
La signora sta bene cosi......
bella storia e bellissima chitarra. goditela!
AWhaWhAWH, mi sembra la storia di Mr. Burns e ...
"L'obbiettivo da subito dichiarato è sensibilizzar
Bella storia...mi sono quasi commosso, spero ...
Il blues non è altro che un buon uomo che soffre d
Una sola parola..
bel racconto molto bello complimenti :) i van ...
And in the end, the love you take is egual to the
Sarebbe un peccato....
Che chitarra spettacolare. Penso anch'io che ...
Giorgio
bellissima chitarra
Non toccare l'elettronica, ti ...
We don't make mistakes here, just little happy acc
il migliore pickup
Bella chitarra e bella storia di vita ...
"You really don't need so many notes, maybe just t
In effetti quella di cambiare i pickup é solo ...