L'idea aveva cominciato a stuzzicarmi nel settembre dello stesso anno, quando mi resi conto di essermi stufato di suonare pezzi elettrici con la chitarra acustica. Acustica su cui tra l'altro avevo mosso le prime note cinque o sei anni addietro, ma che lentamente stava perdendo fascino.
Mio padre mi osservava da giorni e sapeva tutto. Sapeva tutto perché mi osservava, non perché gli avessi detto qualcosa. Così nel pomeriggio dopo un semplice scambio di sguardi, mi accompagnò al negozio di strumenti musicali. Il budget era piuttosto limitato, e dopo aver provato quasi una decina di chitarre economiche mi portai a casa una semplicissima Squier Bullet Stratocaster color sunburst.
A posteriori potrei dire un'infinità di cose. Probabilmente non farei più un acquisto del genere. Ma tornare indietro non si può, così come non si può vivere nei se, nei ma e nelle supposizioni.

Quell'anno fu anche il primo anno in cui decidemmo, in famiglia, di non fare più il cenone della vigilia per soddisfare esigenze di fidanzati, fidanzate, mogli, mariti ecc., tutti intenzionati a passare la vigilia con le rispettive famiglie. Così passai tutta la sera a suonare: finalmente potevo suonare il riff di "Smoke on the water" con una vera chitarra elettrica.
I mesi passarono in fretta così, nota dopo nota, cominciai a rendermi conto dei limiti delle mie dita e dei limiti della mia chitarra. Dopo quasi un annetto di mondo elettrico, un generoso amico decise che lo strumento con cui avevo suonato fino a quel momento era solo un pezzo di legno e mi prestò una Fender Stratocaster Standard made in Mexico che non usava praticamente più. La differenza la notai immediatamente, e me ne innamorai subito: era una splendida Stratocaster nera, bellissima e con una voce stupenda. Sperai di doverla restituire il più tardi possibile.
La rivendicò nella privavera del 2010, e gliela restituii. Dovetti però riprendere in mano la Squier deposta nella sua custodia molle in soffitta. Quello che trovai, paragonato a quello che ebbi appena lasciato, fu abbastanza desolante: un suono decisamente più piatto e freddo. Ma l'unico che mi rimaneva. O così o pomì.
Nel frattempo però avevo cominciato a sviluppare un ampio interesse per il mondo chitarristico, e appresi in poco tempo i come e i perché riguardanti il funzionamento e il settaggio di una chitarra. Nozioni preziose che mi hanno aiutato un poco a trovare il modo di far rendere al massimo quel pezzo di legno, come l'aveva battezzato il mio amico. Pezzo di legno verso il quale, però, riservavo un discreto e inspiegabile affetto.
Così ho cominciato a intervenire su action, intonazione, regolazione dei pickup, curvatura del manico, levigazione della tastiera, tutte cose arcinote, banali e parzialmente descritte in seguito.
Devo dire che mi ero grossolanamente accontentato (e rassegnato), tanto che ero ormai in procinto di acquistare una Stratocaster nuova fiammante (con i controfiocchi) per mandare in pensione la Squier ma, per alcune coincidenze del tutto fortuite e casuali, quest’estate trovai alcune parti di Stratocaster su Ebay a prezzi veramente stracciati (qualche asta e qualche super-occasione). Caspita, sarebbe stato sciocco non approfittarne.
Così, con una spesa di poco superiore ai cento euro, ho deciso di rivoluzionare completamente la mia modestissima chitarra. Provo a descrivervela così com'è adesso.
Liuteria
I legni sono praticamente l'unica componente rimasta tale e quale all'acquisto: il body è composto da ben quattro (!) pezzi di tiglio (?), acero e palissandro (inizialmente rugoso, successivamente levigato per rendere la superficie liscia-morbida-scorrevole) per il manico. In tutta sincerità mi sembrano piuttosto risuonanti e, sebbene non abbia mai sentito suonare uno strumento con body in tiglio al di fuori del mio, il suono unplugged non è niente male. Particolare, ma niente male.
Quando andai a riprenderla in soffitta, il manico aveva una leggerissima curvatura back-bow (in realtà non è vero: forse era solo eccessivamente dritto) che rendeva impossibile l'utilizzo della tastiera oltre il dodicesimo tasto (pena una frittura mista o action galattica), ma dopo essere intervenuto sul truss-rod ho imposto una ragionevole curvatura: finalmente posso godermi la tastiera a tutte le latitudini.
La verniciatura non è impeccabile, ma ci si può accontentare. Tuttavia la finitura satinata del manico rende piacevole l’approccio, evitando problemi di scorrevolezza con la sudorazione della mano.
Hardware
Il primo acquisto che feci fu il ponte. Trovai un'occasionissima che mi permise di portare a casa un Fender Vintage Tremolo con misure MIM: perfetto anche per la mia Bullet, che montava già un ponte a sei perni ma il cui funzionamento lasciava parecchio a desiderare. Confrontato al suo predecessore, l’attuale Tremolo risponde ai movimenti con la precisione meccanica di un orologio (nell’originale, invece, si erano piantate anche un paio di sellette: impossibile spostarle).

Le meccaniche, a mio avviso, erano il più grande difetto dello strumento: impossibile eseguire un bending senza perdere un quarto d'ora a riaccordare. Grazie a un'asta, sono riuscito a portarmi a casa queste meravigliose Kluson-style con bottoncino bianco. Le cercavo da una vita e le avevo messe in lista per un futuro upgrade su una futura Fender Stratocaster, ma a volte la vita ci sorride davvero, anche se diversamente da come ci prefiguravamo.
Sono un esemplare prodotto da Jin-Ho, l'azienda che collabora con Wilkinson. Probabilmente sono Wilkinson senza marchio Wilkinson.

L’installazione è stata più rapida del previsto: i fori della paletta hanno ospitato precisamente le nuove boccole, e la parte nichelata sul retro copre del tutto i vecchi fori (tranne l’ultimo in alto, mah).
A parte l'estetica, decisamente sixties (che personalmente trovo veramente bella), svolgono egregiamente il loro lavoro: precise, sicure, garantiscono l'accordatura anche con un modesto uso della leva del tremolo. Finalmente, aggiungerei.

Il capotasto è rimasto provvisoriamente l’originale in plastica, rimandando al prossimo cambio corde la decisione sull’acquisto di uno in osso o in ottone.
Elettronica
Questo intervento scaturisce da una maledetta tentazione. Era da tempo che rivolgevo spesso il mio sguardo su un set completamente assemblato in vendita su Axesrus. E alla fine ho ceduto.
I precedenti pickup altro non erano che comunissimi single coil ceramici. Freddi e completamente impersonali, eccezion fatta (forse) per il pickup al manico. A rendere davvero fastidioso l'utilizzo era il selettore, rumoroso e traballino.
Via tutto. Ieri mattina è arrivato il tanto atteso small pack dall'Inghilterra, contenente un set di pickup Wilkinson Early 60s (Alnico V, tutti e tre da 6.4k) sistemati dentro un battipenna completamente cablato. Probabilmente è la stessa elettronica ospitata dalle tanto apprezzate Vintage V6.

Le plastiche sono aged (tendente al crema), mentre il battipenna era un mint green troppo green, tanto che alla fine ho tenuto il mio vecchio bianco a tre strati. Le saldature sembrano ben fatte e il cablaggio ordinato e preciso. Le impressioni sonore sono decisamente positive: finalmente dal mio Vox AC4 ho potuto ascoltare un vero Strat-Tone. Il pickup al manico è morbido, nasale, molto pulito, semplicemente bello. Il pickup centrale (che di solito uso molto poco) mi ha stupito per le possibilità ritmiche che offre, mentre il pickup al ponte (il vero difetto della configurazione precedente) ha finalmente una corposità tutta sua, con un tono vivacemente tagliente e sfacciatamente a suo agio in territori crunch, il che si sposa bene con il carattere tipicamente british del mio amplificatore.
Sebbene i tre pickup a livello costruttivo siano praticamente identici (i valori sono comuni a tutti e tre), le configurazioni risultano ben distinte e il suono ben bilanciato, risolvendo finalmente il fastidiosissimo problema dei pickup precedenti, piuttosto sbilanciati sugli acuti e dinamicamente limitati. Difetti che rendevano impossibile l’utilizzo dell’amplificatore con alti volumi, pena il perforamento dei timpani alla prima nota acuta.
I potenziometri sono un poco snodati, devo ancora farci l'abitudine, mentre il selettore è silenziosissimo e robusto.
Considerazioni finali: il senso
Il fenomeno dell’upgrade è una delle attività principali del chitarrista medio, nonché uno dei topic più caldi trattati solitamente in siti web come questo.
Tuttavia, la smania di mettere le mani sul proprio strumento può rivelarsi una scelta ragionevole o una follia criminale. Come sempre tutto è relativo e va valutato caso per caso, discorso che in fondo si applica a qualsiasi argomento.
Convenienza economica o divertimento?
Sicuramente entrambi i fattori condizionano le scelte e il programma dell’upgrade: intervenire su strumenti oggettivamente economici può essere indubbiamente divertente, ma non sempre economicamente adeguato. Infatti, non sempre la cifra investita nell’upgrade dà come risultato uno strumento adeguatamente proporzionato alle spese.
Tornando al mio caso, ho meditato parecchio tempo se avesse o meno senso upgradare uno strumento decisamente economico come quello in mio possesso. In definitiva, ho trovato il senso laddove sono riuscito ad accaparrarmi alcuni pezzi a un prezzo decisamente basso: il gioco è valso la candela.
L'elettronica ha un certo peso sul risultato qualitativo finale di uno strumento elettrico, ma certamente (almeno dal mio punto di vista) non è l'unica: se una chitarra nasce ciofeca, probabilmente ci morirà anche. I miracoli non sempre riescono. Così avrebbe poco senso montare degli autentici Texas Special su uno strumento il cui valore economico supera a malapena i cento euro, e sicuramente non è un cambio pickup a rendere una chitarra, una chitarra migliore.
E allora bisogna arrangiarsi (e accontentarsi) in qualche modo. Personalmente trovo il set Wilkinson decisamente proporzionato alle mie aspettative e al mio modo di utilizzare lo strumento.
Un altro elemento importante è il fattore affettivo: difficilmente sarei riuscito a separarmi da questo pezzo di legno, anche perché in fondo avrebbe avuto poco senso venderlo per cinquanta euro. Visto che probabilmente rimarrà con me a vita, tanto vale intervenire per ottimizzare la sua resa sonora, spendendo una cifra tutto sommato adeguata al suo valore economico.

In definitiva, non ho certamente trasformato il brutto anatroccolo in un cigno, ma almeno adesso l’anatroccolo è diventato un po’ più bello. E dato che probabilmente in futuro acquisterò una Telecaster, questo strumento potrebbe comunque coprire quelle caratteristiche sonore tipiche di una stratoide. Almeno fino a quando non potrò permettermi una chitarra simile, ma oggettivamente migliore.
Bell'articolo, complimenti.
Re: Bell'articolo, complimenti.
La musica non tradisce, la musica è la meta del vi
Re: Bell'articolo, complimenti.
Personalissimo
How can a poor man stand such times and live
Re: Personalissimo
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Complimenti
Maurizio
Re: Complimenti
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Quoto Roby63, anche per come ti esprimi nei ...
Giorgio
Re: Quoto Roby63, anche per come ti esprimi nei ...
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Anch'io ho fatto il tuo percorso
Re: Anch'io ho fatto il tuo percorso
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Non capisco però molto il senso di un upgrade ...
Re: Non capisco però molto il senso di un upgrade ...
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Re: Non capisco però molto il senso di un upgrade ...
jeb
Re: Non capisco però molto il senso di un upgrade ...
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
Re: Non capisco però molto il senso di un upgrade ...
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Re: Non capisco però molto il senso di un upgrade ...
jeb
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Quanti ricordi,
Gratta
Re: Quanti ricordi,
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Alla fine é proprio così, di certi "pezzi di ...
Re: Alla fine é proprio così, di certi
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bravo! hai fatto la scelta giusta. io la mia ...
twang!!!
Re: bravo! hai fatto la scelta giusta. io la mia ...
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Rinnovo i complimenti, sia per lo scritto ...
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
Re: Rinnovo i complimenti, sia per lo scritto ...
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Re: Rinnovo i complimenti, sia per lo scritto ...
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è sempre un piacere leggere articoli così ...
Re: è sempre un piacere leggere articoli così ...
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Non prendetemi per il polemico di turno ma...
MARCO
Re: Non prendetemi per il polemico di turno ma...
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Re: Non prendetemi per il polemico di turno ma...
MARCO
Re: Non prendetemi per il polemico di turno ma...
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jeb
Re: Non prendetemi per il polemico di turno ma...
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MARCO
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Bellissima storia
jeb
Re: Bellissima storia
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Re: Bellissima storia
jeb
Re: Bellissima storia
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Che Principessa la tua Strato !
Live and let live..
Re: Che Principessa la tua Strato !
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Complimenti per l'articolo
Re: Complimenti per l'articolo
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E' uguale uguale alla mia prima chitarra
Re: E' uguale uguale alla mia prima chitarra
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Bell'Articolo
Re: Bell'Articolo
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bravo
Re: bravo
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Anche io ho messo mano a una Yamaha Pacifica ...
Re: Anche io ho messo mano a una Yamaha Pacifica ...
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Re: Anche io ho messo mano a una Yamaha Pacifica ...
Re: Anche io ho messo mano a una Yamaha Pacifica ...
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complimenti
Re: complimenti
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Re: complimenti
Che dire? Più andavo avanti nella lettura e ...
"Layla, you've got me on my knees...."
Eric "Slow
Re: Che dire? Più andavo avanti nella lettura e ...
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Ma solo io non ho amici che prestano ...
Nevermind
Identico!
Anche io non ho mai avuto nessuno che mi ...
Vivi e lascia vivere
http://www.youtube.com/user/
Re: Anche io non ho mai avuto nessuno che mi ...
La musica non tradisce, la musica è la meta del vi
Ho letto....
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
Re: Ho letto....
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Bell'articolo e bella storia! Secondo me hai ...
This goes up to eleven... It's one louder!
www.mys
Re: Bell'articolo e bella storia! Secondo me hai ...
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chitarra da buttare via?
Re: chitarra da buttare via?
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Re: chitarra da buttare via?
Re: chitarra da buttare via?
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Re: chitarra da buttare via?
Già fatti i complimenti per il lavoro e ...
<a></a>
EH.. No! forse, anzi sicuramente non ...
<a></a>
Re: EH.. No! forse, anzi sicuramente non ...
La musica non tradisce, la musica è la meta del vi
Complimenti
Giorgio
Re: Complimenti
<a></a>
Andrea scrivi proprio bene, ma questo già lo ...
Re: Andrea scrivi proprio bene, ma questo già lo ...
La musica non tradisce, la musica è la meta del vi
Re: Andrea scrivi proprio bene, ma questo già lo ...
Ti faccio i miei complimenti. E' una storia ...
Re: Ti faccio i miei complimenti. E' una storia ...
La musica non tradisce, la musica è la meta del vi
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Bell'articolo complimenti
Benedetto
Re: Bell'articolo complimenti
La musica non tradisce, la musica è la meta del vi
Re: Bell'articolo complimenti
Benedetto
Ah, ecco perchè la pagina del diario non ...
"You really don't need so many notes, maybe just t
Re: Ah, ecco perchè la pagina del diario non ...
La musica non tradisce, la musica è la meta del vi
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