Metodi di assemblaggio di un manico

di RozzoAristocratico - accordiano DOC #17844 | 31 October 2011 @ 08:00 |
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Manici incollati a tenone lungo e corto, tre viti, quattro, placche di metallo o boccole dirette nel legno, neck thru e quant'altro. Sono molti i modi con cui un manico di una chitarra è fissato al corpo della stessa, ognuno con dei pro e contro sui quali il buon chitarrista non perde occasione di discutere e confrontarsi.

Quella del chitarrista è forse la categoria di strumentisti che raccoglie il maggior numero di perfezionisti, fissati per i dettagli, attenti a ogni caratteristica costruttiva di uno strumento perché questa, con riscontri più o meno scientifici, potrebbe alterarne il suono, migliorandolo o compromettendolo irrimediabilmente.
Le filosofie in merito sono sempre state tante e molto differenti, poche volte sono state comprovate con regole assolute, e spesso la libera interpretazione dei liutai e la stessa interazione tra più parametri costruttivi scelti manda tutte le convenzioni all'aria. È comunque importante sapersi dare dei paletti per intuire, almeno a grandi linee, cosa una chitarra elettrica potrà offrire in termini di sonorità una volta collegata all'amplificatore, così da essere in grado di fare scelte mirate, per quanto possibile sia in un ambito con così tante varianti in ballo.
Insieme ai legni usati e la configurazione dei pickup adottata, l'aspetto sicuramente più spesso preso in esame è il tipo di assemblaggio manico-corpo.

Le tecniche di montaggio adottate industrialmente non sono poche, ma le branche principali alle quali queste possono essere ricondotte sono essenzialmente tre: set in, bolt on e neck thru.

Retaggio della liuteria acustica, i manici set in non sono altro che i tradizionali manici incollati.
Incollati perché il fissaggio non avviene attraverso l'uso di viti o parti meccaniche, bensì semplicemente applicando una giusta quantità di colla specifica (es. titebond glue) nelle giunzioni tra manico e corpo.
Per questa particolare costruzione, tipica dei modelli Gibson, è necessario che il manico sia sufficientemente stabile nel suo alloggio all'interno del corpo, in modo da poter resistere agli stress e la trazione delle corde senza staccarsi.
A questo scopo, solitamente l'assemblaggio avviene anche a incastro per mezzo di comuni metodi di falegnameria, come il mortise and tenon, attualmente impiegato da Gibson. Tale sistema prevede che il manico abbia un'ulteriore lingua di materiale che va a inserirsi in un'apposita feritoia all'interno del corpo più o meno in profondità.
Non essendoci particolari vincoli costruttivi al di fuori di questo incastro, spesso le chitarre costruite con questa tecnica sono in grado di offrire un comodo accesso agli ultimi tasti.
Di grande importanza, naturalmente, anche la colla che, al contrario di quanto talvolta si è portati a pensare, in determinate condizioni può migliorare addirittura la resistenza di un corpo rispetto a un'unica asse di legno: ne è la riprova la scelta di vari costruttori di utilizzare manici ricavati da più parti incollate tra loro anziché un pezzo unico di legno, dalla giunzione col corpo alla paletta.

Sul versante timbrico, una costruzione set in, o set neck, giova di una maggior trasmissione delle vibrazioni, generando un sustain particolarmente lungo e un buon volume. Il suono, grazie alla dispersione minima delle armoniche, ne risulta definito e rotondo, con un particolare equilibrio tra attacco e sustain della nota.

Il manico avvitato, detto anche bolt on, al contrario, è quasi esclusivamente un prodotto delle necessità. Nasce per offrire un'alternativa più economica ai costosi manici incollati, che richiedono un discreto lavoro per la realizzazione. Un manico avvitato, riconoscibile per la presenza di un tacco che, dal body, cinge il retro del manico nella parte in cui questo entra in contatto col corpo, è fissato mediante delle viti di numero, posizionamento e dimensioni variabili di modello in modello. È possibile trovare una placca metallica che tiene insieme le viti che entrano nel legno vivo, ma non è difficile trovare le sole viti che entrano in boccole precedentemente incassate nel legno del body.
A differenza del precedente stratagemma, che prevede un allungamento di una sezione interiore del manico verso l'interno del corpo della chitarra, il bolt on risulta spesso in un corpo che cede qualche centimetro in direzione del manico per fornirvi un tacco stabile su cui fissarsi. Ne sono un classico esempio le chitarre Fender.
La lavorazione, in questo caso, è associabile alla semplice unione di due tavole di legno inchiodate l'una sull'altra: quanto più è ampia la superficie sovrapposta, maggiore sarà la stabilità. Naturalmente, in una chitarra, questo determina un più faticoso accesso agli ultimi tasti, anche se non sono rari i casi di strumenti fissati in modo da rendere agevole suonare anche su certe porzioni di tastiera.
Nato come scelta dettata dalla necessità di produrre strumenti più abbordabili, il bolt on ha dettato nel tempo uno standard per look e timbro risultante.

Il minor contatto tra manico e corpo, infatti, altera il suono della chitarra. Le vibrazioni trasmesse sono minori e, di conseguenza, volume e sustain risultano inferiori.
Solitamente collegati a un suono ricco di attacco e brillantezza, gli strumenti con manici avvitati trovano i loro punti di forza proprio in quelli che sarebbero da considerare carenze costruttive: il poco sustain fa sì che l'attacco della nota, in proporzione, sia molto più pronunciato rispetto a quello offerto da uno strumento con manico incollato, mentre la redistribuzione delle armoniche, a seguito dell'inevitabile attenuazione della fondamentale, dà un suono in cui questa non è più nettamente predominante, bensì quasi al livello delle armoniche superiori, e quindi lasciando che l'orecchio interpreti il tutto come un timbro con armoniche più presenti.

Sicuramente meno diffusa delle due precedenti tipologie e di gran lunga più adottata nel mondo dei bassi elettrici, la costruzione neck thru è la più semplice sul piano tecnico, ma anche tra le più costose per realizzazione.
Questa, come il nome stesso suggerisce, vuole che il manico vada attraverso il corpo, proprio nel mezzo. In effetti, l'asse di legno da cui è ricavata il manico, continua fino alla fine dello strumento, andando a costituire anche la parte centrale della chitarra. Ai due lati, vengono incollate le due cosiddette ali, le tavole di legno che vanno a comporre il resto del body.
Detto in soldoni, una chitarra neck thru è come una lap steel ai cui due lati sono stati incollati due pezzi di body.
BC Rich è uno dei costruttori che abbraccia più spesso la filosofia costruttiva del neck thru. Gli strumenti così composti sono piuttosto facili da individuare, in quanto non è possibile distinguere alcuna giunzione manico-corpo e, a volte per pura vanità, le finiture talvolta trasparenti riportano dei binding longitudinali che delimitano i bordi della lunga asse di legno centrale.
Viene da sé che, non essendoci giunzioni di alcun genere, la trasmissione delle vibrazioni è ottimale così come la possibilità di estendere la suonabilità della tastiera alle sezioni più alte.
Le regole timbriche della categoria sono simili a quelle riscontrate per un manico incollato, anche perché, in effetti, lo scopo dell'incollaggio è proprio quello di avvicinarsi al comportamento di un'ipotetica chitarra ottenuta da un unico pezzo di legno, immagine a cui il neck thru va particolarmente vicino.
I costi non sempre ragionevoli e una scarsa diffusione sul mercato, eccezion fatta per alcuni egregi modelli, fanno del neck thru una scelta tutt'oggi curiosa e dalle potenzialità tutte da scoprire.

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Tutti i commenti

  • Ottimo e chiaro articolo come sempre! Mi ...
    di Alex94 - accordiano #29404 | 31 October 2011 @ 12:26
    --
    C'è chi beve per dimenticare...
    Io suono per non
    • Re: Ottimo e chiaro articolo come sempre! Mi ...
      di RozzoAristocratico - accordiano DOC #17844 | 31 October 2011 @ 13:19
      --
      http://www.myspace.com/rozzoaristocratico
      • Niente tacco...
        di MetalPaul - accordiano #31291 | 31 October 2011 @ 17:42
        • Re: Niente tacco...
          di rockit - accordiano #11557 | 01 November 2011 @ 17:14
          --
          Rivoglio il tasto preview!
          • Re: Niente tacco...
            di MetalPaul - accordiano #31291 | 01 November 2011 @ 17:55
  • bravissimo ! Si vede che te ne intendi di ...
    di Nikolas175 - accordiano #15617 | 31 October 2011 @ 13:08
  • W gli artivoli Entry Level! Finalmente anch'io ...
    di LadyOwl - accordiano #30921 | 01 November 2011 @ 07:02
    • Re: W gli artivoli Entry Level! Finalmente anch'io ...
      di JackDynamite - accordiano DOC #14761 | 04 November 2011 @ 01:53
      --
      gni gni gni
  • .
    di princi - accordiano #25766 | 01 November 2011 @ 10:24
    --
    Peace, Love & Rock 'n' Roll !!
  • e il bolt-in
    di budelina - accordiano #3787 | 03 November 2011 @ 18:32

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