Victor Bailey Jazz Bass, un panino per palati fini

di redazione - accordiano DOC #116 | 17 June 2002 @ 23:10 |
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Il primo approccio con il V.Bailey JBass fu per cosi dire casuale. bailey1.gif Nell' agosto scorso ero interessato alla riedizione del '51 Precision Bass Anniversary. Bello strumento senza dubbio, e molto fedele all'originale. Per saperne di più, il rivenditore mi mise in contatto con Fender Italia. Mi risposero che l'attesa non sarebbe stata breve, e che il prezzo, IVA compresa, era di 11,77 Milioni di lire...

bailey2.gif Non mi spaventava il prezzo (avevo due JBDeluxe da vendere). Ma il fatto di di dover spendere tutti quei soldi per uno strumento, tutto sommato arcaico, di cui gia disponevo una copia ben fatta made in Japan del '93, non mi convinceva.

Con un ragionamento, mi dissi: con questa cifra me ne faccio due. La scelta del primo cadde su quello che considero forse, il piu' avanzato JBass attuale. Il Victor Bailey Jazz Bass signature. Lo ordinai circa un mese prima di quel tragico 11 settembre, fatto che contribuì a dilatare i tempi di fabbrica e di consegna (ho potuto imbracciarlo solo il 12 scorso) e di attesa.

Facendo un po' di storia, si puo' dire che V.Bailey aveva delle necessità specifiche sullo strumento che era il sogno della sua vita, e cosi iniziò a collaborare con Fender per realizzarlo. Victor aveva bisogno di uno strumento versatile per coprire le necessità dei vari stili in cui era impegnato, vedi ad esempio session con Puff Daddy, tour mondiali con Madonna, clinics e concerti come leader di gruppi Jazz (non dimentichiamo che sostitui il mitico Jaco nei Weather Report). E quasi come una sfida, iniziò la collaborazione con il Fender Design Team, composto dal direttore R&D, George Blanda, dal mago dell' elettronica, Michael Frank Braun e dal genio dei pick up, Bill Turner.

Lo strumento si sarebbe basato aull' attuale JBass Deluxe, al quale sarebbero stati apportati nuovi aggiornamenti. Victor volle un basso con un bottom più caldo. Venne cosi scelto il legno di koa per la parte superiore del corpo, il mogano per la parte inferiore, e con in mezzo una sottile lastra di palissandro, praticamente un sandwich.

Il koa essendo molto risonante e tonale, diede lo scintillio e la definizione richiesta da Victor. Il fondo in mogano, fornì quel tono caldo e un profondo mid-range. Lo strato intermedio, sottile, in palissandro apportò asciuttezza ed agressività tonale. A ciò venne aggiunto un manico in acero con sezione a C, la scala 34", radius 9,5, paletta rivestita in koa, con il curioso logo di Victor ed il Fender spaghetti logo serigrafati in oro.

Disegnati da Bill Turner, i nuovi Fender Noisless pick up, a 8 poli rivestiti in oro, aggiungono calore e profondità, mentre il solido legno del body aggiunge chiarezza e luminosità. I poli, hanno un altezza compensata per ogni corda, ed alla base hanno un contorno basso con larga area magneto-ceramica. Il risultato è un suono estremamente dinamico, con molto sustain.

Il ponte "String trhu the body", in acciaio placcato oro, disegnato dallo stesso George Blanda, completa la sinergia dello strumento. L' Elettronica progettata da M.F.Braun è composta da:

  • 1 Treble Boost/Cut:+/- 10dB a 8 KHz a shift in the cut frequency, and about a 2dB slope per octave.
  • 1 Mid Boos/Cut: +10dB,-15dB a 500 Hz, and a wind band slope.
  • 1Bass Boos/Cut :+/-12dBa 40Hz, with a 4dB slope per octave.

Ricapitolando: l' hardware e' tutto placcato in oro, il manico è Reinforced graphite ed è avvitato con ben 5 viti, 22 mid jumbo-frets with Rosewood fingerboard e dots in Abalone, il nut classico di 38 mm.

Cambia il look rispetto ai normali Deluxe. Scompare il pickguard e la disposizione dei knobs è a rombo assimmetrico, ed è formata da volume, pick up switching pan-pot, stack knob per Treble e Bass, Mid, tutti di stile PBass placcati oro.

Giudizio (Fenderista di lungo corso, forse fazioso): è il basso Fender più equilibrato che abbia mai provato. Non ho riscontrato buchi o sbilanciature sulla resa dello strumento. E' stato provato sia su Banco M/D Sony con cuffia, sia con Marshall B65, con equalizzatore grafico a metà corsa. Bisogna fare attenzione a non abusare con i bassi dello strumento, enfatizzati anche dall'esuberanza dell' elettronica ora a 18V, e dalla scalatura delle corde (45-65-85-110TW), che esalta il bottom dello strumento.

Viene fornito con tracolla in nappa nera, cavo, accessori, il tutto racchiuso in una splendida custodia vintage, forse in nappa, di color tabacco.

E' uno splendido panino che può soddisfare l' appetito di molti bassisti, è solo un po' caro di listino (3414 euro circa).

PS: Chi volesse sentire suonare Victor con il prototipo, può acquistare il CD "That's Right", genere Jazz-fusion.

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  • Victor Bailey Jazz Bass
    di admin - accordiano DOC #1 | 22 June 2002 @ 23:41

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