Per chi non vi conosce. A volte le aziende di successo provengono dalla tradizione, altre volte nascono da un'intuizione o da una sfida. Come nascono le chitarre Di Donato?
Posso dire che, nel mio caso, è stato un mix di queste cose. Le mie esperienze di studio e professionali derivano dalla realizzazione di strumenti ad arco come violini, viole e violoncelli e da conoscenze maturate nell’ambito della liuteria classica. È un ambiente dove la ricerca e la fede nella tradizione sono concetti ferrei e molto sentiti. Da qui ho imparato a saper scegliere il legno secondo canoni tradizionali, a lavorarlo nel rispetto delle sue caratteristiche tecnologiche e ad affinare la cura dei particolari e della funzionalità dello strumento. Saper costruire un eccellente strumento ad arco richiede anni di pratica poiché bisogna padroneggiare tecniche lavorative accuratissime.
Ma come può un liutaio cresciuto a pane, Led Zeppelin e Hendrix resistere alla tentazione di realizzare la sua chitarra elettrica? Così come con gli strumenti ad arco, ho subito una folgorazione: volevo e dovevo realizzarne una.
Ma perché disegnare qualcosa di già visto e rivisto? Ho maturato l’idea che la tradizione dovesse essere un punto di partenza fondamentale ma non la ricerca del santo graal. Ho affrontato il mondo elettrico senza costrizioni e questo mi ha permesso di dar spazio alla fantasia senza preoccuparmi di regole più o meno scritte.
Il risultato è che, a parte il sistema di accordatura, tutto il resto è completamente ideato e realizzato in casa: dai pickup ai pomelli dei potenziometri.
E questo, ti posso assicurare, rappresenta, oggi più che mai, una vera e propria sfida.

Che ruolo giocano, nel mercato, gli eventi come SHG? E cosa significano per la tua azienda nello specifico?
Sono fondamentali. Penso che SHG sia l’Evento italiano dedicato in particolare alla chitarra elettrica che non ha nulla da invidiare a molti festival d’oltreoceano. Il fatto di avere la possibilità di esporre e soprattutto far provare le proprie creazioni in un contesto così specifico non può far altro che bene, poiché rappresenta al contempo vetrina importante e strumento di feedback efficace.
Se in più pensiamo che la manifestazione è legata alla rivista Chitarre e al sito Accordo, i più seguiti in Italia, direi che non serve aggiungere altro.
Il tuo più vecchio ricordo da espositore: come si sente un novellino dietro il suo primo banco da fiera?
Nudo e crudo. Però è vero anche che si impara in fretta. In genere le prime volte manca la salivazione, ci si fa prendere inutilmente dal panico e si dimenticano a casa cose essenziali per lo svolgimento della fiera.
Sono comunque tante emozioni, anche contrastanti, perché ci si mette in discussione e si sottopone al giudizio altrui il proprio lavoro, frutto di tanti sacrifici e passione.
Con piacere, ci tengo a ricordare che in ambito elettrico la prima esibizione pubblica sia stata proprio al SHG33 del 2010.
La vostra più grande novità per quest'anno?
Beh... tutte! Veramente portiamo uno strumento del tutto nuovo e frutto di un miglioramento continuo.
In quest’anno sono stati raccolti numerosi suggerimenti che si è cercato di interpretare e implementare.
Rispetto all’anno precedente saranno esposti più strumenti, realizzati con essenze diverse ognuna con le proprie caratteristiche sonore e un nuovo sistema bloccacorde interamente realizzato da noi. Ci sono inoltre varie versioni del nostro pickup single coil e sarà presentato anche un nuovissimo humbucker.
Qualche novità anche per quanto riguarda le finiture in maniera tale da far capire al visitatore che le possibilità sono davvero infinite. Del resto stiamo parlando di uno strumento completamente artigianale: ogni pezzo viene cucito su misura ed è inevitabilmente dotato di personalità propria, cose che una produzione di grande serie non può giocoforza permettersi.
Quest'anno a SHG si unirà Ritmi Show. Hai già pensato di catturare l'attenzione dei batteristi presenti o hai programmi in tal senso per il futuro?
Interessante poiché nasco batterista e la suono da quasi vent'anni. Mi rendo conto che il ragionamento sarebbe logico: sei un batterista... sei un liutaio... ma allora costruisci una batteria! Sinceramente preferisco suonarle che costruirle, non ho subito ancora quella folgorazione provata per i violini o le chitarre elettriche. Per il momento quindi mi dedico alle chitarre ma... non si sa mai!
Ad occhio sembrano molto simili alle chitarre ...