Si tratta di una sfida non indifferente alla fisica (il diapason delle corde non può variare più di tanto), all'anatomia umana (lo strumento deve essere ergonomico e va comunque imbracciato in modo opportuno), all'economia (pochi sono disposti a spendere per uno strumento da viaggio quanto spenderebbero per uno strumento regolare).
A parte alcuni gioielli di forma e dimensioni standard pieghevoli o smontabili in pochi secondi, che utilizzano materiali da ingegneria aerospaziale o soluzioni meccaniche particolarmente raffinate, arrivando a costare come uno strumento standard di buona qualità, le travel guitar si dividono in modo abbastanza netto in due categorie.
Da una parte vi sono chitarre, acustiche ed elettriche, di dimensioni ridotte che mantengono in piccolo aspetto e proporzioni di uno strumento standard, hanno un diapason corto e di conseguenza devono essere accordate più alte, almeno in Sol. Ne sono esempi le varie mini acustiche Taylor e Martin, molte elettriche mini che ricalcano le più note linee Gibson e Fender, qualche strumento di aziende specializzate come la G Sharp.
Dall'altra ci sono strumenti con diapason standard ma con corpo e paletta ridotti o mancanti. Questa seconda categoria comprende strumenti dalla forma particolare (Martin Backpacker, Hofner Shorty), strumenti senza paletta (Traveller e tutte le copie Steinberger), e tutti gli strumenti elettrici in cui il corpo è sostituito da una sorta di protesi smontabile in metallo o plastica che permette di ovviare alla mancanza del corpo dello strumento.
Come scegliere dunque una travel guitar? Dipende dalle esigenze.
Se l'intenzione è quella di non rinunciare a far musica in viaggio, la scelta può cadere su una chitarra di dimensioni ridotte, con un'estetica rassicurante e un timbro particolare che può essere utilizzato, quando non si è in vacanza, come strumento alternativo per colori particolari.
Chi invece vuole (o deve) esercitarsi e studiare è meglio che si rivolga a strumenti con diapason standard, nei quali dimensioni del manico e accordatura corrispondono a quelle del proprio strumento principale. Alcuni costruttori specializzati producono addirittura strumenti elettrici con varie configurazioni di pickup e legni, in modo da permettere al chitarrista di portarsi in viaggio anche il timbro specifico della propria chitarra (o almeno qualcosa di simile).
Tra queste ultime si segnalano le Ministar, strane chitarre dall'aspetto ridotto all'osso da pochissimo importate in Italia, che nonostante la costruzione a dir poco essenziale sono disponibili in modelli che riproducono scala e pickup delle chitarre più note e diffuse. Per esempio il modello Castar, dotato anche di un ingegnoso vibrato che si basa su una grossa molla a compressione, ha tre single coil (o un humbucker al ponte e due single coil), ventidue tasti e un diapason di 25,5 pollici tipico Fender (a cosa mai si ispirerà?), mentre il modello Lestar, con due humbucker, ha un diapason Gibsoniano di 24,75 pollici, così come la Jazzstar con mini humbucker al manico. Disponibili anche Testar (due single coil e scala Fender), 12star, Folkstar e Classtar (con piezo), Rokstar (ventiquattro tasti, scala Fender e unico P90 in posizione centrale) e bassi a quattro e cinque corde, con e senza tasti.

Ho chiesto al titolare di Alden Italia, chitarrista che frequenta le jam session nei locali della mia zona e importatore di Ministar, di farmi provare per Accordo qualche modello e così ho avuto occasione di portarmi a casa (solo per la prova, cosa credete?), oltre alla Castar HSS che avevo già provato in un negozio, una Rokstar, una Folkstar e un basso fretless a cinque corde.
Tutti i modelli hanno in comune una custodia imbottita rettangolare di dimensioni davvero minime, la costruzione in un solo pezzo di acero con paletta cava e tastiera nello stesso legno o in palissandro, le meccaniche sigillate di buona qualità, il capotasto regolabile in altezza, controlli concentrici per tono e volume, un preamplificatore per cuffie (con auricolari in dotazione) per l'uso silenzioso in alternativa al normale jack per il collegamento all'amplificatore e gli accessori metallici intercambiabili da avvitare al corpo per suonare da seduti o in piedi con tracolla. Il montaggio è rapidissimo.
Le elettriche hanno il ponte con selle singole regolabili in altezza e intonazione, con vibrato opzionale su alcuni modelli. Bassi e acustiche hanno una semplice sella compensata.
Si tratta di strumenti essenziali e spartani, in cui tutta l'attenzione del progettista si è rivolta alla funzionalità e al suono, ma con un aspetto estetico che, pur essendo frutto di un progetto puramente utilitario (alcuni dettagli sembrano usciti direttamente da un negozio di ferramenta vecchio stile), ha tuttavia un suo fascino (soprattutto per i fans dei DEVO, per chi ha apprezzato il film Robots e per quelli che, come me, amano gli strumenti alternativi).
In uso, superato un primo momento di smarrimento dovuto all'assenza di peso, le Ministar mettono subito il chitarrista a proprio agio. La posizione da seduti è comoda, come con uno strumento tradizionale, mentre in piedi con la tracolla la chitarra tende a collocarsi più a destra del normale in quanto, per mantenere lo strumento bilanciato in assenza del peso del corpo, è stato necessario collocare il bottone della tracolla su una leva che si estende fino all'altezza dell'ottavo tasto, ben oltre la fine del corno superiore di una Stratocaster. Ci si adatta subito ed è comunque molto meglio che imbracciare uno strumento che tende a cadere dalla parte del manico.
La prima cosa che si nota provando le Ministar con un buon amplificatore è che davvero gran parte del carattere timbrico di una solid body è dato dai pickup.
La Castar, dotata di single coil di buona qualità con poli in Alnico, riesce a suonare più Strat di tante copie dell'illustre originale, più fedeli per forma e materiali ma dotate di pickup inadeguati. I suoni nelle cinque posizioni sono esattamente ciò che ci si può aspettare da un'elettrica Strat-style e l'humbucker al ponte arricchisce ulteriormente la versatilità dello strumento, notevole per una travel guitar.
La Rokstar (proprio così, senza la c) vanta un P90 di buona qualità (probabilmente lo stesso montato su Alden, Eastwood e Hagstrom, visto che viene dalla stessa fabbrica). Stupisce che un suono così corposo e complesso venga da uno strumento privo di corpo e con una massa di poco superiore a quella di un manico Fender. È uno strumento meno versatile della Castar, ma ha molto carattere ed è quella che ho suonato di più, dopo avere regolato il capotasto per l'uso con il bottleneck.
La Folkstar, ovviamente solida (con una discutibile finta buca dipinta che cancellerei subito), ha in dotazione, oltre all'ampli per cuffia (curiosamente identico a quello per le elettriche, con tanto di tasto Overdrive), un preamplificatore con equalizzatore a tre bande e accordatore. Anche in questo caso la suonabilità e il suono sono superiori alle aspettative: non amo le chitarre amplificate con sistemi piezoelettrici, ma nel suo genere la Folkstar riesce a essere convincente nell'imitazione di un'acustica, e la qualità timbrica fa dimenticare la buca dipinta e l'aspetto, che è quanto di più lontano da una vera acustica.
Il basso, dotato di un solo pickup tipo Jazz Bass, ha un suono incredibilmente pieno per uno strumento con una massa così ridotta. Anche la quinta corda si fa sentire e la tastiera fretless, ma con le linee dei tasti segnate, consente anche a un non bassista come me di suonare intonato. Come tutti i bassi passivi con un solo pickup non è molto versatile, ma se lo scopo è quello di studiare ed esercitarsi in vacanza la versatilità non è una priorità.
Nella custodia del basso, oltre alle protesi fornite con le chitarre, c'era un accessorio che permette l'uso in piedi a mo' di contrabbasso, che può essere apprezzato da qualcuno.
Un altro accessorio, venduto separatamente, permette di assemblare due Ministar (indifferentemente chitarre e bassi) per formare lo strumento doubleneck più leggero del mondo (rimane però il problema delle due uscite separate). L'amplificatore per cuffia incorporato negli strumenti, alimentato con quattro micro pile da apparecchio acustico, è un simpatico e utile accessorio, ma naturalmente la qualità del suono in cuffia non è paragonabile a quella del suono amplificato in un normale amplificatore, o anche in un mini amplificatore a pile, più adatto a questo tipo di strumenti (io ho provato con il Micro Cube).
Il prezzo delle Ministar, disponibili in vari colori e con finitura naturale, dovrebbe aggirarsi intorno ai 250 Euro.
ce l'ho da 2 anni e mi trovo bene specialmente ...
www.solarflames.it
Re: ce l'ho da 2 anni e mi trovo bene specialmente ...
Re: ce l'ho da 2 anni e mi trovo bene specialmente ...
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a me sembrano fortissime... un vero flash le ...
<p>http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www
Io sono l'unico pazzo che in ferie si porta l'elettrica?
GAS??
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Bellissime! Dove si possono comprare queste ...
Re: Bellissime! Dove si possono comprare queste ...
usate da electro harmonix per fare le ...
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Yamaha APXT-1
Benedetto
Non male la soluzione del basso
Anch'io l'ho da circa sei mesi, è incredibile ...
.. Io avrei risparmiato altro spazio tagliando ...