Stefano Rosso: Il fingerpicker dimenticato

di Lennonsoda93 - accordiano DOC #23901 | 07 December 2011 @ 16:00 |
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Lo riconoscete quel ragazzotto baffuto in foto? No? Non vi dice proprio niente nemmeno il suo nome? Dai, coraggio Accordiani romani, fatevi sotto. Lo so che lo avete sentito da qualche parte. Ma dove, dove! Proprio non riuscite a ricordare eh? In qualche taverna di Trastevere, pardon, “Trestevere” forse? Ma sì, sì, ecco dove! Sulla bocca di qualcuno, che chiedeva all’amico chitarrista (più o meno improvvisato) con strumento al seguito: "Daje, sonacene una de Stefano, facce lo spinello!".

Già, è un nome che un po’ si respira nell’aria friccicherella (Rugantino dixit) per il rione, camminando per Via Della Scala, o seduti sul bordo della fontana della chiesa di Santa Maria in Trastevere. Ah, beh, ho menzionato lo spinello! Ora ve lo ricordate tutti, vero? No? Perfetto, avete tutti i requisiti essenziali. Siete i candidati ideali per il viaggio che stiamo per intraprendere.

Dovete sapere che quel ragazzotto baffuto lì in foto, Stefano Rosso (all’anagrafe Stefano Rossi, come più noti e retribuiti colleghi), classe 1948, ha partecipato al Festival di San Remo (cosa di cui a quei tempi ci si poteva ancora vantare). Alcuni suoi brani sono stati interpretati da Claudio Baglioni e da Mia Martini, ha collaborato con Ivano Fossati (o meglio, Fossati ha collaborato con lui), ha inciso con l’RCA, ha suonato nel Folk Studio durante gli anni più ruggenti e ha lavorato come garzone da un fornaio. Non in quest’ordine.

Ok, so che i cantautori italiani non sono proprio il forte molti accordiani dal palato più affine ai gusti d’oltremanica e d’oltreoceano, ma Stefano (scusate se lo chiamo per nome, dopo vi spiegherò il perché) era anche un fingerpicker sopraffino.

Eh! Vi ho visto, avete drizzato tutti le orecchie. Come ha fatto a sfuggirvi un così eminente solleticatore delle sei corde? No, deve esserci un errore, i bravi fingerpicker italiani si contano sulla punta delle finger (appunto) di una mano, possibile che ve ne sia scappato uno? Si vede che era solo un altro cantautore dialettale "che protesta e che schiamazza, mentre il babbo lavora e s’ammazza" come si descrive proprio lui in "Il Circo", e non 'sto grande interprete.
Fate come con le chitarre, ascoltate.
Su Youtube qualcosa si trova, i suoi pezzi più celebri, ma non i tanti strumentali di solo fingerpicking (tradizionali e originali) come “Nashville Rag”, “Galopeira”, "I Got Rhythm” (sì, proprio quella di Gershwin) che sorprendono davvero. Nessuno si aspetterebbe di sentir affiorare preziosi e delicati ricami sotto queste parole schiette, dirette, ironiche, pungenti e sagaci, e ancora meno ci si aspetterebbe di sentire queste ultime diventare poetiche e nostalgiche spostando la puntina su un altro solco.

Ho cercato di documentarmi un po' su Stefano, prima di scrivere questo articolo, leggendo l’ottimo (e credo anche unico, purtroppo) libro sulla sua vita, o meglio, sulla sua filosofia, curato da Stefania Rosso (figlia di Stefano) e da Mario Bonanno. Ho anche rispolverato i 45 giri di mio padre e i CD, passati (fisicamente) da un amico di Trastevere.
La diffusione dell’ultimo Stefano Rosso, quello autoprodotto (in casa, come avrebbe fatto un qualsiasi Accordiano) era proprio questa, porta a porta.
Dopo aver riascoltato tutto, dando un nome a tutti i versi, arie, frammenti di musica e parole raccolti in casa durante la mia infanzia (che non è andata via neanche da troppo tempo) e durante tutto quello che c’è stato dopo, ho cercato di raccogliere le idee, per descrivere Stefano Rosso. Poi mi sono accorto di non esserne assolutamente capace, di non conoscerlo affatto, di non poter convincere nessuno a scavare un po’ per apprezzare questo tesoro. Mi sono svegliato troppo tardi, avrei dovuto cominciare a suonare un po’ prima, o semplicemente non avrei dovuto buttare tempo su altre cose.

Comunque, qual è il senso di questo sermone, vi starete chiedendo. Dopo un attimo di disfattismo mi sono reso conto di qualcos’altro: Stefano è un uomo, di Trastevere, che ha incontrato una chitarra per caso in braccio a un ragazzino sardo, nel retrobottega di una frutteria, e ha semplicemente fatto la cosa per lui più spontanea: prenderne una sua (una Eko da 7mila lire) e cominciare a suonare.
Non è Bob Dylan, non è il cantante folk che usa la chitarra perché è l’unico modo che ha per farsi sentire. Lui diceva quello che pensava, nelle sue canzoni e in faccia a localari (prima) e a discografici (poi). Un po’ poeta e un po’ trasteverino che guarda il mondo dall’uscio di casa, senza salvare nessuno, né i finti rivoluzionari del ’78, né gli hippy scaduti, né l’italiano medio, né alcun governo (né tantomeno appoggiando gli anarchici).
Insomma, occhio. Lo stato lo facciamo noi, e dall’uscio di casa non ci sfugge niente. Ricordiamocelo.

Se non siete già corsi su Wikipedia (che non è una buona fonte in questo caso, mi sento di avvisarvi) per informarvi un po’, vi dico che Stefano Rosso è morto il 16 settembre del 2008, portato via da un tumore arrivato "come il mal di denti, quando meno te lo aspetti".
A Roma ogni anno lo ricordiamo con il Premio Stefano Rosso (anche questo vede la partecipazione di Stefania Rosso), a cui ha partecipato (come ospite) anche il buon Daniele Bazzani, che i più affezionati di Accordo sicuramente conosceranno. Lui gli ha dedicato un pezzo, del fingerpicking più pregiato ovviamente: "Red Steve Blues". Su Youtube lo trovate facilmente.

Io a Stefano al massimo ho potuto dedicare queste quattro righe, sperando di presentarvelo e di incuriosirvi, di riproporlo ai tanti che già lo conoscono (cosa di cui sono sicuro, scherzi a parte) e di ricordarlo a me stesso, nel giorno del suo compleanno, il 7 Dicembre. In fondo, è uno di casa.
"Il sette di dicembre eccolo qua, ma non è quello di tanti anni fa" (da "Compleanno")

Risorse
Stefano Rosso
Il Prato di Stefano Rosso



Tutti i commenti

  • Il tuo articolo mi ha incuriosito non poco, e ...
    di banzay - accordiano #27217 | 07 December 2011 @ 17:10
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    Jazz sound.
  • un grandissimo che merita di essere ...
    di giuseppe40 - accordiano DOC #18743 | 07 December 2011 @ 17:53
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    GiuseppeQuaranta

    http://www.youtube.com/dimarzi
  • Grandissimo Stefano
    di Clappy - accordiano #30375 | 07 December 2011 @ 18:10
  • complimenti per l'articolo.
    di gab62 - accordiano #20791 | 07 December 2011 @ 18:21
  • ...e allora senti cosa fo’ soddisfazione ...
    di Martinez53 - accordiano DOC #23272 | 07 December 2011 @ 18:51
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    Vivi e lascia vivere
    http://www.youtube.com/user/
  • Quanti ricordi......
    di solsimi - accordiano #28564 | 07 December 2011 @ 20:01
    • Re: Quanti ricordi......
      di Lennonsoda93 - accordiano DOC #23901 | 08 December 2011 @ 10:52
      --
      And in the end, the love you take is egual to the
  • Letto 26
    di Emiliano Girolami - accordiano DOC #13 | 07 December 2011 @ 22:28
  • ... auguri
    di shoun - accordiano #18490 | 07 December 2011 @ 23:39
  • Ho in giro un suo vinile con delle ...
    di mytele - accordiano #19958 | 08 December 2011 @ 00:17
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    "Sure I like country music, I like mandolins, but
  • e noi lo ricordiamo...
    di bettow - accordiano #30179 | 08 December 2011 @ 00:23
    • Re: e noi lo ricordiamo...
      di Lennonsoda93 - accordiano DOC #23901 | 08 December 2011 @ 11:10
      --
      And in the end, the love you take is egual to the
  • Sono contento !
    di stefano58 - accordiano DOC #23807 | 08 December 2011 @ 13:26
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    How can a poor man stand such times and live
  • Via della Scala
    di micheled - accordiano DOC #18687 | 09 December 2011 @ 09:34
  • giusto ricordarlo! bravo ;-)
    di Mimmo66 - accordiano #26026 | 09 December 2011 @ 09:56
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    il blues non è difficile da suonare, il difficile

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