NdR: il tema della pulizia della chitarra è ricorrente. In questo articolo del 2000, Giovanni Ghiazza - accordiano della prima ora - condivide con il popolo di Accordo la sua esperienza. Ovviamente il tema è vasto e ognuno ha i suoi strumenti e i suoi metodi, ma l'articolo di Giovanni è un eccellente punto di partenza soprattutto per chi è alle prime esperienze, dunque lo riproponiamo volentieri.
La doverosa premessa è che quanto segue altro non è che la sintesi di quanto ho appreso con l’esperienza pratica di una ventina d’anni di chitarrism
Non sono un liutaio. Non sono un elettrotecnico (quindi non parlerò di pick-ups). Sono semplicemente un chitarrista dilettante che, per amore della decina di strumenti finora posseduti e di quelli comunque praticati, ha cercato di far tesoro di tecniche ed errori propri ed altrui.
Quelle che seguono sono semplicemente le mie attuali regole di condotta che, non avendo provocato danni ed essendo state sostanzialmente confermatemi nella loro bontà da un primario liutaio "classico", propongo a chi avrà interesse in ciò e che, magari, potrà darmi altri consigli.
ATTENZIONE: se non si è sicuri dell’esito di un operazione che si intende compiere su una chitarra è bene astenersi. Ovvero: nel dubbio rivolgersi al Liutaio (…. serio!).
CHITARRA NUOVA.
E’ semplicemente nostro dovere mantenerla il più possibile tale. Le regole sono semplici e devono diventare abitudine:
- suonare con le mani pulite;
- dopo aver suonato pulire corde e tastiera con una pezza di tessuto di cotone ("popelin", t-shirt);
- pulire manico e corpo con un panno morbido;
- riporre lo strumento al suo posto e nelle adeguate condizioni ambientali (vedere articoli in merito in questo sito).
Quanto sopra dovrebbe essere sufficiente per conservarla nelle migliori condizioni per molti anni.
CHITARRA USATA/VINTAGE.
Come comportarsi con una chitarra che tali amorevoli cure non ha ricevuto dal suo precedente possessore? Il caso si verifica più sovente di quanto si possa pensare, comprendendo anche strumenti vintage di valore tutt’altro che modesto. Gran parte delle chitarre che ho comprato era usata ed anche quelle che di recente ho acquistato, in una "vampata collezionistica", non erano proprio nelle migliori condizioni.
Le chitarre vintage, specie le arch-top e le acustiche, essendo più delicate necessiteranno di un approccio particolarmente attento e di "mano leggera". Proprio in quest’ottica di riguardo espongo le operazioni di pulizia in ordine: si parte con una tecnica e, poi, solo se questa non si è rivelata sufficiente, si proseguirà con la successiva.
LUOGO: io uso come piano d’appoggio un tavolo ricoperto con una tovaglia morbida in tinta unita chiara. Buona illuminazione, ambiente tranquillo, meglio essere soli, musica di sottofondo "very soft" …
OCCORRENTE:
- pezze di tessuto di cotone bianco (t-shirt è il meglio);
- ovatta di cotone idrofilo bianco (evitare i batuffoli colorati da make-up perché ….)
- panni di lana;
- rotolone di carta da cucina;
- "paglietta" o lana di ferro fina (si trova in ferramenta o colorificio, specificandone l’uso da"restauro mobili"; NO pagliette saponate!);
- nastro adesivo in carta, da imbianchino;
- coltello dalla lama piatta lunga ca. 10 cm;
- petrolio raffinato (detto anche petrolio lampante, p. luminante, p. bianco, … uso mobili, in colorificio);
- olio per mobili (ho visto anche un "lemon oil" per strumenti musicali …);
- polish per chitarre (esistono sia liquidi che spray, a vari marchi: Fender, Martin, GHS, ecc.);
- cleaner per chitarre (idem come polish);
- pennello piatto a setole morbide di cm. 2 ca. (nuovo, o comunque non usato per altri scopi);
- olio di gomito e pazienza in gran quantità!
Io incomincio sempre con la pulizia della tastiera, essendo questa un’attività che "crea sporcizia". Costituiscono eccezione a quanto segue le tastiere in acero verniciato "tipo Fender" che necessitano, in linea di massima, di una tecnica simile a quella utilizzata per la pulizia di corpo e manico.
Normalmente occorre prima rimuovere le corde: è la soluzione più comoda. A volte, specie sulle arch-top d’annata, è preferibile invece allentare 3 corde per volta, senza rimuoverle completamente, ed operare su mezza tastiera. Ciò al fine di evitare danni che potrebbero insorgere dall’improvvisa assenza di tensione.
- Strofinare la tastiera con una pezza di cotone, aiutandosi vicino ai tasti metallici con le unghie o con la lama.
- Asportare la sporcizia evidente, secca, aiutandosi con la lama. Questa dovrà essere mantenuta ben salda e in posizione verticale. Soffiare o spennellare via lo sporco così rimosso. Procedere a un tasto per volta.
- Pulire ed "omogeneizzare" il legno della tastiera con la paglietta. Precauzione: mascherare con nastro di carta i segnatasti ed i filetti delicati.
- Lucidare ciascun tasto metallico con la paglietta, "afferrandolo" con pollice ed indice e scorrendo con la paglietta lungo di esso. Rimuovere di volta in volta la sporcizia rimossa e gli sfridi della paglietta.
- Nel caso in cui il legno della tastiera presenti un aspetto asciutto, arido, ravvivarlo e nutrirlo strofinandolo con una pezza di cotone appena inumidita di olio per mobili (o "lemon oil"). Asportarne gli eventuali eccessi con una pezza di cotone asciutta o con carta da cucina.
Dopo aver ripulito il piano di lavoro si passa alla pulizia di paletta, manico e corpo.
- Rimuovere delicatamente ogni traccia di povere e/o residui di pulizia della tastiera dapprima soffiando e poi con panno morbido e pennello.
- Alitare su una zona da pulire e, con moto rotatorio, strofinare con una pezza di cotone o con ovatta. Continuare fintanto che l’area non sia sufficientemente pulita e "limpida". Rivoltare sovente il panno o cambiare l’ovatta: la loro funzione è rimuovere lo sporco e non "spalmarlo".
- Agire sulle piccole macchie particolarmente ostinate bagnandole, una per volta, con saliva (… saliva, avete letto bene) e, dopo aver lasciato agire per una ventina di secondi, strofinare energicamente con l’ovatta.
- Per macchie "impossibili" provare con un batuffolo di cotone "appena inumidito" di petrolio per mobili. Terminare con la tecnica 2). Alternativamente al petrolio si potrà usare un polish specifico per chitarre, seguendo le istruzioni riportate sul prodotto medesimo.
A questo punto non rimane che pulire le parti metalliche, quali meccaniche e attaccacorde: strofinarle con una pezza di cotone inumidita di petrolio. Asciugare con una pezza di cotone asciutta o con ovatta.
Alla fine di tutto, ma proprio alla fine, per un effetto "splindente", una leggera spruzzata di "guitar cleaner" sui legni, da "tirare" immediatamente con un panno morbido di lana o con ovatta.
Un bel cambio di corde e …. magari vi siete anche divertiti!
Ora si suona: "GOOD VIBRATIONS"!
e x la mia?
ciao. ho letto con molta attenzione il tuo articolo, e vorrei farti una domanda: ho acquistato una Gibson es 135 (semiacustica), ma il precedente proprietario, per ripulirla prima di consegnarmela, ha spruzzato del Guitar polish d'Andrea. adesso, sul retro del corpo, ci sono due macchie. sembra che il polish (o almeno, il solvente che non era ben amalgamato al resto della soluzione - dato che era fermo da tempo-) abbia corroso colore e binding (di plastica), si vedono dei segni striati come se lo avessero spennellato. ti chiedo: secondo te, passando del polish d'andrea ben miscelato, è possibile togliere quelle macchie? in alternativa cosa faresti? grazie, ciao!
Tastiera