
Le ragionate chitarre di Marcello Pacifici sono gli elementi che probabilmente spingono maggiormente verso ambiti Jazz. Il tocco ricorda da vicino la chiarezza stilistica di Franco Mussida. Ed è proprio il Progressive l’elemento che di tanto in tanto, meravigliosamente, spunta tessendo soluzioni inaspettate.
La sezione ritmica è tenacemente sostenitrice di una base che mai offusca l’incombenza melodica delle composizioni.
Il basso di Matteo Mori è un tocco memore di scene New Wave molto inglesi e la produzione non gli fa completa giustizia.
Luigi Gaetani alla batteria spinge un Funky sottile che lega tutto con schiocco e magia.

L’elemento che maggiormente contraddistingue il suono degli Staràlfur è probabilmente quel sentito violino. Sara Cecchetto, che cura anche tutte le parti di tastiere, porta con il suo archetto dolci soffi celtici.
Gli Staràlfur hanno un sapore nordico davvero non indifferente. Il tono è jazzistico, ma suonato con piglio underground.
La pulizia tipica di un discorso prettamente professionalistico, si unisce di tanto in tanto a ventate di atmosfere che fanno riaffiorare echi di nicchia, getti di calore imparentati con sensazioni simili a quelle provocate dai momenti sofisticati di gruppi come Marlene Kunts o Afterhours.
I Sigur Ros, che gli Staràlfur omaggiano fin dal nome (prendendolo in prestito da un brano del gruppo Islandese), suggeriscono moderatamente da dietro le quinte le strade da seguire. In sostanza le influenze musicali, completamente differenti tra di loro, si incrociano e rispondono in uno splendido quadro musicale espressionista, che lascia basito l’ascoltatore con la sua stupenda mutevole versatilità.
Forse un discorso che a tratti tende sempre a ritornare sui propri passi cauti.
Un desiderio artistico musicale che non ha ancora trovato il tempo di alzare la testa proteso ad esplorare ulteriormente, che si presenta in punta di piedi. Ma la maturità va raggiunta con la necessaria calma.
I musicisti sono dotati palesemente di tecnica, ma non volgarmente ostentanti di essa perchè tutti di indole ricercatrice. Le loro atmosfere sono seppur enfatiche molto debitrici al silenzio. Atmosfere notturne e mistero si soffiano l’una contro l’altro.
L’album (suonato tutto rigorosamente in presa diretta) inizia con la secchezza elastica di “Knight Club”, suite vibrante di oriente, tra echi ansiosi e cambi di tempo.
“Daydream” è la prova di quanto il Jazz di tradizione proveniente dagli standard sia tenuto in considerazione. La chitarra di presenza invidiabile ha il grande pregio di contenersi lungo tutto l’album, puntualizzando i forti impulsi emotivi solo durante mirati attimi, senza perdersi mai.
La tecnica di Pacifici viene fuori completamente in “GG’s Song”.
In episodi quali “Eivis” e “Ad Un Respiro Da Te”, tappeti di semplice raffinatezza permettono ad un violino intenso e lineare di tessere trame, talvolta esperimenti.
Una chitarra Blues nel suono ma non nella forma, crea invece forme sonore quasi arabeggianti, non in maniera ostentata ma costante, in “Jasmine”.
E l’emozione aquatica, bagnata di New Wave nei tocchi di basso sottili, di “Re Si La Sol”, con cui l’album da uno splendido commiato di se, è la chiave per capire il mondo degli Staràlfur.
La celtica, un intimismo nordico, la pulizia jazz e l’abbraccio compositivo del Progressive, si incontrano per dar vita ad un discorso che molto ha a che fare con una certa scena Underground italiana. Gli Staràlfur sono una vera e propria rivelazione. Che tra autoproduzioni, atmosfere notturne, e versatilità, attende attenzioni che solo e semplicemente gli sono dovute.
Formazione:
- Marcello Pacifici: Chitarra
- Luigi Gaetani: Batteria
- Sara Cecchetto: Violino, Tastiere
- Matteo Mori: Basso
impressioni
i sigur ros sono il mio gruppo preferito e, appena letto "Staralfur" mi sono lanciato a capofitto in questo thread XD. Ho avuto modo di ascoltare dal myspace i brani di questo gruppo e non posso che esprimere un commento positivo. "Ad un respiro da te" si slancia per il pulito della chitarra che davvero ricorda quello di Mussida, e la melodia senza dubbio gradevole e felice. Peccato, avrei dato più volume al suono del violino, ma forse cio è stato dettato dalla qualità della registrazione; notevoli i fill della batteria. 7 "Re Si La Sol" è in piena linea Sigur Ros: melodia del violino ed esplosione con chitarra distorta e batteria, veramente ottima 8,5 "Chompy" Si estranea dalle altre 2 canzoni per ambiente, ma è sinceramente troppo fine a sè stessa, manca una melodia da seguire nei continui cambi di tempo o, meglio ancora una voce che guidi il pezzo in tutta la sua bellezza 7 "Gg Song" entra con una sezione ritimica perfetta, degna di un pezzo dei Led Zeppelin, le dissonanze del violino sono la ciliegia sulla torta! davvero bello... nel pezzo si scorge l'anima del gruppo, un'anima rock (anche heavy) che gioca in maniera divertente fra parti tranquille e pezzi più movimentati. ottima canzone tranne che per la fine (con lick chiaramente copiato da Rosanna dei Toto XD) voto 8,5
scusatemi per la franchezza e forse l'insensibilità che ho potuto mostrare nel mio commento, ci tengo a precisare che suonate davvero e bene e avete fatto un ottimo lavoro! Davvero un peccato la qualità dell'EP, che sminuisce tutti gli intrecci e le armonie sicuramente più evidenti nei live; peccato anche il basso, sempre troppo poco presente, a causa del volume ma una domanda: perchè il myspace esclusivamente in Inglese? Siete pur sempre un gruppo italiano...insomma se proprio ci tenevate alla "internazionalità" potevate aprirne uno italiano e uno inglese!