Sirio scrive: Nel mio ultimo articolo “Merrill OM18: bingo, la ricerca è finita” ho chiuso con un “desiderio finale” nel quale dicevo che, visto come suonano la OM18 e la C28, tremo al pensiero di provare un giorno la tanto decantata OM28: Bene, dopo 11 mesi, quel giorno è arrivato.
Facciamo un passo indietro:
Dall’arrivo della OM18 mi sono sempre più scoperto a lasciare in bacheca la C28 (sia per suonare sul divano che per uscire a suonare), vuoi per la timbrica che trovo fantastica, vuoi per il formato che mi calza meglio, vuoi per le sue doti di bilanciamento e capacità di perforare che le permettono di uscire in ogni contesto, …e vuoi anche per il fatto che non mi chiamo Tony Rice e trovo più semplice utilizzare il plettro per giocare a “salto della pulce” piuttosto che per suonarci. Per un po’ ho sopportato la situazione perché riconoscevo la qualità assoluta della C28 e non volevo in ogni caso rinunciare ad avere in bacheca uno strumento in palissandro, ma la situazione di scarso utilizzo della C28 si è protratta al punto che ho iniziato a prendere in esame la possibilità di convertirla con uno strumento più rispondente alle mie esigenze: la OM28.
Assimilata questa consapevolezza ho attivato i miei soliti contatti ed il risultato è stato che Jim Merrill stava ricondizionando al nuovo una OM28 del 2005 che sarebbe venuta pronta in 3/4 settimane: complice il prezzo che mi è stato fatto, ed anche il favorevole cambio del dollaro (facendo 2 conti avevo visto che in caso di insoddisfazione avrei tranquillamente potuto rivendere e rifarmi una Merrill D senza rimetterci un euro), nelle 2 ore successive all’informazione ricevuta avevo già venduto la C28 e confermato l’acquisto della OM28.
Alle ore 9.45 del 31/12/2007 la Merrill OM28 è entrata a casa mia.

Descrizione:
Come la OM18 anche la OM28 è ispirata integralmente alla omonima Martin degli anni 30 e per non inventarmi niente vi riporto quello che ne dice Merrill sul suo sito:
Rather than creating a modern interpretation of the OM, Merrill & Company chose to build an OM just as it was built in 1930: same materials, same bracing, same appointments, and same handcrafting. By doing so, we ensure that our OM achieves the same look, feel, and sound so prized in the originals. The top is master grade Adirondack spruce, with forward-shifted Adirondack spruce braces scalloped and tuned by hand for optimal tone. Fine pattern herringbone purfling, wood strip rosette, dark tortoise-colored modified teardrop pickguard, short pattern diamond and squares fingerboard inlay, and genuine antique ivory nut elements incorporated benefit the player: an adjustable truss rod and "T" frets for easier set-up, vintage-style Waverly tuners for accurate tuning, and old growth Honduran Rosewood back and sides instead of the similar, but endangered, Brazilian rosewood.
Sullo strumento che mi è arrivato vi rimando alle foto in allegato ed inizio con il dire che il termine “ricondizionato al nuovo” utilizzato precedentemente sta a significare che ti trovi davanti ad uno strumento vergine che tradisce la sua nascita non recente solo per un top già un po’ ingiallito ed un numero di serie che invece di essere intorno al 300 è 194.
Tutti i legni sono di prima scelta e se proprio voglio fare il certosino potrei dire che il top in Adirondack, a splendide venature molto fitte e regolari, presenta 2 bande particolarmente fitte (circa 1 cm cad. a ¼ e ¾ …anni di siccità?) che, viste da certe angolazioni, creano un effetto
“top in 4 pezzi”; inoltre, al termine di una di queste bande (vicino al bordo inferiore), c’è un nodino microscopico accompagnato da una specie di fessurazione di un paio di centimentri (è sotto vernice e sembra un micro-taglietto nella venatura, …tranquilli: visto dall’interno è tutto regolare e non ci sono giunzioni, incollaggi, o fessurazioni).

Ultimo aspetto da segnalare il ponte “compensato” in stile vecchia Martin (sto parlando di circa 3 mm di differenza se dagli estremi del ponte vai al fondo cassa) che se da un lato fa pensare di dover regalare al liutaio una squadra, dall’altro contribuisce a rendere lo strumento molto intonato.
Ammetto che all’inizio questi aspetti mi hanno un po’ indispettito (vi ricordo che vengo da Goodall e Froggy Bottom che a livello costruttivo sono per me il massimo) ma me li sono dimenticati dopo aver imbracciato lo strumento ed aver constatato che vibra in un modo letteralmente vergognoso ad ogni minima sollecitazione delle corde …o della tua voce.
Veniamo invece al sodo: come suona?
Adesso iniziano le delizie perché vi assicuro che io sono rimasto folgorato ed ancora adesso faccio fatica a riprendermi dallo shock: vibrazioni a gogò, volume, bassi e corpo a profusione, suono libero, spesso e grasso, scintillante, veloce, separato, scoppiettante, …è come avere la C-28 ma con maggior equilibrio timbrico, più velocità, e più comodità esecutiva, …e con quell’attacco scoppiettante, caratteristico delle Merrill, che mi fa impazzire: c’è poco da dire, …è una Merrill, …con la sua caratteristica firma sonora che la rende inconfondibile dalle altre.
Ho provato e avuto molte OM28 e quello che mi sento di dire senza paura di esagerare è che pur essendo questa la meno equilibrata che mi sia passata per le mani (nel suo essere scintillante ha comunque un suono più scuro e ricco di basse del normale), mai ne ho sentito una suonare in questo modo, …e soprattutto non ho mai neanche lontanamente pensato che una chitarra potesse suonare a questi livelli.
Più bella la 18 o la 28?

Non riuscirò ad essere obiettivo al 100% perché la OM28 ce l’ho da poco più di un mese ed ancora oggi sono preso dalla novità e dal suono "impossibile" che questo gioiellino riesce a sfoggiare. Quello che sicuramente si nota è che sono sorelle perché la firma sonora è la stessa: se suoni piano e non spingi non riscontri grosse differenze timbriche, se invece aumenti la spinta senti il suono della 28 che si ingrossa e si scurisce assumendo una connotazione decisamente pianistica.
Quello che sicuramente risulta già chiaro è che la OM18 non ne ha risentito più di tanto nel senso che il suo suono più equilibrato e meno gonfio, la sua prerogativa a passare dal dolcissimo al cattivissimo in funzione del tocco (suonata leggera o in un blues sostenuto e strappato esce sicuramente vincente lei), uniti alla capacità unica di perforare, la rende sicuramente preferibile in registrazione/amplificazione o per suonare in ensamble (la OM28, pur avendo maggior volume, non la ritengo allo stesso livello in questi contesti), ma sembrerebbe che tutte e 2 abbiano la loro ragione di essere: sono simili ma diverse, la 28 risponde alla dolcezza e nitidezza della 18 con una rotondità e complessità timbrica che la prima si sogna, …sia che la si utilizzi in finger-style come in flat-style ti regala dei suoni che ti lasciano letteralmente a bocca aperta per quanto sono vivi, incisi e profondi.
Se la 18 è sorniona e sanguigna la 28 è elegante e complessa, e quello che già si sta delineando in modo naturale all’orizzonte è che queste 2 chitarre non litigano tra di loro ma si completano a vicenda dandoti la possibilità di affrontare al meglio ogni situazione senza farti sentire la necessità di avere altri strumenti.
Ho cercato di non dilungarmi più di tanto perché correrei il rischio di ripetermi e, visto che ho avuto l’opportunità di fare provare la chitarra ad altri chitarristi (tutti rigorosamente frequentatori di Accordo), preferisco proseguire riferendo il loro punto di vista:
Ermanno (Ermanno55)
(cercate sul sito i suoi bellissimi articoli sulla comparativa delle 4 Dread e della Bourgeois OM Enfant terrible).
Qualche settimana fa è venuto a trovarmi per poter provare la C28 prima che io la spedissi: ha provato le 3 Merrill in pieno territorio Dread ed inaspettatamente, pur riconoscendo la C28 come una delle più belle Dread da lui provate, la sua classifica di gradimento è stata OM28 OM18 C28! Sulla OM28 in particolare non ha trovato altri aggettivi se non “stellare” e “devastante” collocandola ad un livello sicuramente superiore rispetto alla sua Enfant terrible e dimostrandosi d’accordo con me nel definirla come strumento “al di fuori delle righe”. Il sentire le 2 OM suonate da lui frontalmente (strummate e percosse in pieno stile bluegrass, …senza contare il confronto diretto con la C28 nel quale la OM28 è uscita palesemente vincente), è stato istruttivo anche per me perché mi sono ulteriormente convinto che con queste due creature posso vivere tranquillamente senza una Dread.
Cesare - Lauro (L27) - Andrea (Tery)
Dopo i mesi in cui li ho stressati con la mia Merrill-mania, cui hanno fatto seguito l’incontro avvenuto qualche mese fa a casa di Andrea (dove la Merrill OM18 di Cesare ha fatto le sue vittime), e l’incontro più recente in quel di Ferrara (dove i 3 hanno potuto mettere le mani sulle mie Merrill OM18 e OM28), oggi i due personaggi non ancora “Merrill-dotati” (Lauro ed Andrea) stanno finalmente pianificando di convertire qualcosa del loro arsenale in Merrill OM (man mano che si convincevano della cosa hanno iniziato a chiedersi se la qualità riscontrata nella mia fosse da considerarsi uno standard; …gli ho risposto che non ne avevo provate altre e che, per quello che potevo saperne, magari la mia era una di quelle venute male…).
Basterebbe quanto detto per far capire quale sia stato l’impatto che questa chitarra ha procurato, …ma vi do comunque qualche indicazione su quello che è successo a Ferrara (sicuro che saranno eventualmente gli interessati a integrare e correggere se necessario):
Cesare Perticich
Si, lo so, …non è proprio un accordiano, …ma è il chitarrista dei Negrita e, se non bastasse, è un caro amico ed abbiamo anche in comune una Merrill OM18, …potevo non citarlo?
Anche lui è rimasto interdetto dalla OM28 e quando è stato chiamato ad esprimere il suo giudizio se ne è uscito con il più bel complimento che uno strumento possa ricevere: “…quando la suoni non ti trovi a pensare ai bassi, alla timbrica, agli acuti, …non cerchi difetti, pregi, o carenze, …il suono è talmente completo che ti dimentichi dello strumento e ti viene naturale suonare, …solo suonare e fare musica.”
Visto che parliamo di Cesare parliamo anche del fatto che per colpa della sua Merrill OM18 la mia 18 si è trovata per la prima volta a dover cedere il passo nel suo stesso campo. Eh si, …devo ammetterlo, in un confronto diretto la sua si è dimostrata forse meno nitida e perforante, ma decisamente più vibrante, rotonda, e profonda.
Che dire? Dico solo che la differenza sta tra “eccellente” e “stratosferico”, e che se posso considerare la propensione alla vibrazione dei legni come indice che un anno, e tante ore di lavoro in più, influiscono sull’apertura e sul suono dello strumento, …mi devo dar da fare per far aprire e crescere la mia.
Ammetto che è la prima volta che una delle mie Merrill viene “battuta” e pur ritenendo la cosa legata ANCHE alle differenze di rodaggio, mi consola che per riuscire a batterla ci sia voluta un’altra Merrill (se è vero che avrei preferito un verdetto di parità, è anche vero che dovendo una prevalere sull’altra, preferisco che a emergere sia stata quella di Cesare perché sono stato io a convincerlo ad acquistarla, …e perché “in mano sua” una Merrill …ci sta sicuramente meglio, e si diverte anche di più).
Andrea (Tery)
Sappiamo che era già andato fuori di testa per la OM18, …ed il poter provare l’accoppiata 18-28 lo ha messo decisamente in crisi perché non si aspettava che il gap tra la Merrill e le altre OM in palissandro che gli sono passate per le mani fosse così ampio. Prima dell’incontro era convinto di lanciarsi su una OM18, …”dopo” è entrato in crisi perché la speranza che la sua Bourgeois OM-V (strumento peraltro stupendo) riuscisse a reggere il confronto è stata purtroppo ampiamente disillusa. Se prima era dell’idea di abbinare alla OM-V Bourgy una Merrill OM18, adesso si è trovato a dover rivalutare tutta la situazione e decidere se fare prima un cambio di OM28.
Lauro (L27)
Per Lauro il discorso è molto più semplice e l’esito era per me scontato: lui ama il suono scuro, i bassi, la morbidezza, la complessità timbrica; …come prevedevo dopo aver preso in mano la OM28 è partito per la tangente ed è stato problematico sfilargliela dalle mani per riportarmela a casa. Se qualche settimana fa era tentato di cedere la sua Goodall per avere la mia C28, oggi è invece più che convinto di doversi organizzare per accattarsi una OM28.
CONCLUSIONI
Nel confronto con gli altri strumenti conosciuti e/o presenti alle prove effettuate siamo stati tutti concordi nel riconoscere alle Merrill una qualche “alchimia” che dà loro a livello sonoro “quel qualcosa in più” che fa la differenza. La morale “spiccia” dell’incontro è che la OM28 ha trovato riscontri entusiastici anche in palati diversi dal mio, e la prova ineluttabile di quanto detto è che ho dovuto riattivare il mio contatto USA e chiedergli un’offerta per altre 2/3 Merrill OM, …guarda caso proprio delle OM28.
Nota in chiusura
Sono ormai quasi 2 anni che ho abbandonato tutte le mie velleità di ricercatore e scambista di strumenti per concentrarmi solo sulle Merrill e penso sia opportuno tentare di spiegare cosa hanno secondo me queste chitarre per avermi catturato in questo modo ed avermi fatto passare la voglia di cercare altro.
Riporto integralmente quanto mi ha scritto uno dei partecipanti all’incontro di Ferrara:
Dopo il nostro incontro riflettevo sul fatto che quando lo strumento ha il "suono" allora entra in simbiosi con il musicista, la musica parte dal cervello, attraverso impulsi nervosi arriva alle dita, attraversa lo strumento che la converte in vibrazione e l'amplifica, quindi si espande nell'aria e, attraverso le orecchie, ritorna al punto di partenza.... un loop o feedback; da lì decidi quali saranno le note successive, la dinamica, la pressione sullo strumento, e l'espressione che avrà un tema musicale. Forse non esiste lo strumento perfetto, ma alcuni si avvicinano così tanto al limite che vengono considerati perfetti e ti lasciano quella sensazione di benessere che solo certe opere d'arte sanno dare. Credo che Jim Merrill sia più un artista che un liutaio; costruendo pochi strumenti all'anno questi per forza avranno qualcosa in più, …avranno avuto modo di conoscere di persona il loro creatore, e quest'ultimo le sue creature, …c’è una interazione che non può esistere in una produzione industriale. Da anni ho acquisito la consapevolezza che tra due strumenti identici ce ne sarà sempre uno che prevale (vedi la prova con le due 18), sono costruiti in legno, …e si sa che anche il legno ha la sua storia: un albero attraversa molte stagioni, cresce bene oppure a stento, stagioni rigide o periodi di caldo intenso, umidità, venti forti che piegano il fusto con violenza, parassiti, …il terreno circostante più o meno ricco di minerali, eccetera eccetera, …sono troppi i fattori da considerare e menzionare. Ma anche se preso dalla stessa pianta il legno sarà comunque differente, …come la carne dal macellaio, e poi la stagionatura, …e chissà quante altre cose. E poi ancora, quando tutto è completato, c'è l'affinamento, …come il vino, il legno rimane sempre vivo e ascolta: ascolta la musica che esso stesso produce, ascolta la musica che gli sta intorno. Si potrebbe andare avanti ancora molto ma alla fine si deve arrivare in ogni caso a concludere che uno strumento che si avvicina al limite della perfezione è un vero e proprio miracolo. Le Merrill hanno quel qualcosa in più che le distingue e le caratterizza, e se come ho detto due strumenti uguali non potranno mai suonare esattamente allo stesso modo, come sarà la Merrill che vince su tutte le sue sorelle? Nessuno lo saprà mai, …nemmeno quello che ce l’ha in casa.
Non dirò chi è l’artefice di queste righe ma devo ammettere che non ho parole di fronte alla sensibilità ed alla poetica di questa persona. Nel mio piccolo, conscio di non poter riuscire ad essere così profondo, mi limito ad aggiungere qualche considerazione più “terra-terra” per tentare di descrivere perché questi strumenti mi hanno preso in questo modo.
Credo sia essenzialmente una questione di “libertà di suono” e di “suono efficace”: quando prendi in mano una Merrill ti trovi sempre di fronte ad un suono maturo, libero, …la fondamentale esce decisa e spessa e solo dopo avverti che il suono si gonfia ed escono le armoniche. Il tutto si traduce in un suono altamente efficace che ad un primo impatto potrebbe sembrare meno ricco dell’analogo suono di una Goodall (regina delle armoniche) ma in effetti è ugualmente ricco …ha solo un carattere ed un andamento diversi.
Tanto per chiarire meglio proseguo nel confronto con le Goodall (le cito solo perché il ricordo è fresco essendo le chitarre che utilizzavo prima di passare a Merrill), e vi posso dire che a me queste chitarre hanno sempre fatto un effetto straordinario al primo impatto perché la loro ricchezza armonica è stravolgente (lasciamo perdere il fatto che spesso le uso come bersaglio, …è che mi diverto troppo a toccare i nervi sensibili di Lauro: sono e rimangono chitarre splendide).
Con il passare del tempo, però, mi sono sempre trovato a desiderare una maggiore profondità ed incisione (meglio sarebbe dire: nitidezza) e questo lo attribuisco al fatto che la loro emissione di armoniche è immediata e tende a nascondere un pochino la fondamentale traducendo il tutto in un suono che fa un po’ più fatica ad arrivare, …soprattutto se inserito in contesti complessi (ensamble).
Le Merrill per contro non hanno lo stesso impatto iniziale ma con l’uso ti accorgi che le armoniche ci sono, …ma arrivano dopo, …e non nascondono assolutamente la fondamentale.
Il tutto si traduce in un suono che, pur essendo complesso e ricco, non perde mai di spessore ed efficacia e che, confrontato in diretta con quello di una Goodall, fa sembrare quest’ultima un po’ più fina e meno presente.
E’ chiaro che questa mia interpretazione risenta del mio gusto, background, e del mio modo di suonare, ed è altrettanto chiaro che qualche altro chitarrista con caratteristiche, gusti, e stile diversi, potrebbe preferire le Goodall proprio per quello che ho detto.
P.S.
Anche se scontato ci tengo a precisare che nessuna delle persone citate ha qualche minima sponsorizzazione da parte della Merrill & Co.
Enzo Giovannini (Sirio)
Che spettacolo
Ciao Enzo,
complimenti per l'entusiastica recensione e per l'amore che trasmetti per lo strumento! Non conoscevo queste Merrill che appaiono come strumenti di qualità assoluta; so che ciò che sto per chiederti non è per niente poetico, ma giusto affinché ci facciamo un'idea, non potresti darci un ordine di grandezza ... del costo di una simile meraviglia? Non ho trovato tue indicazioni nell'articolo, cosa certamente voluta, ed il sito del costruttore è a dir poco ... essenziale (ho digitato "merrill guitars" su Google ...); probabilmente è come andare dal concessionario Aston Martin e chiedere il listino, ma sai, è utile sapere anche questo ... Tempo fa un mio amico mi ha fatto provare le sue Martin, che - non dico niente di nuovo per nessuno - ho trovato essere delle gran chitarre, assolutamente all'altezza della loro fama; a parte il discorso gusti, qui siamo tanto più in alto? Ciao Giorgio
Giorgio
Re:Che spettacolo
Diciamo che prendendola in USA (e solo così si può fare visto che non sono importate) ti costano circa come una "buona" Martin presa in Italia!!! Se vai a vedere nel sito di Elderly (www.elderly.com) puoi avere un'idea dei prezzi attuali (dico attuali perchè so che Jim Merrill sta per ritoccarli verso l'alto) Ciao
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Re:Che spettacolo
Ciao, da come la descrivi sembra davvero una splendida chitarra.Complimenti per l`acquisto!! Purtroppo non ho mai avuto modo di provarne..sigh.. Domanda..ma non e` elttrificata, vero? ..Io comunque sono un felice possessore di una Taylor 614 ce..appena l`ho vista e` stato amore a prima vista.. pero`mi hai fatto venire voglia di provare una di queste marril!Complimenti per l`articolo!!
Simone
Re:Che spettacolo
ASSOLUTAMENTE NO! (Per elettrificare uno strumento simile qualcuno dovrebbe drogarmi e legarmi ad una sedia...) Scherzi a parte sarebbe un delitto praticare fori et similia su uno strumento di liuteria ...ed anche il posizionamento di un piezo sarebbe più invasivo del solito perchè il saddle è incollato. Ho fatto la scelta di un Sunrise "togli e metti alla bisogna" alla buca. Ciao
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Re:Che spettacolo
"ASSOLUTAMENTE NO! (Per elettrificare uno strumento simile qualcuno dovrebbe drogarmi e legarmi ad una sedia...) "
Anche con uno strumento da 400 euro potrebbe essere un'eresia, per i miei gusti :-) Ho tolto anche il magnetico da una vecchia chitarra perchè i ganci smorzavano troppo il suono. Figuriamoci poi lo "splendido" suon dei piezo, anche se poi ci si fa l'abitudine. Semmai, ale chitarre da spender poco si potrebbe pure infilare dentro un mcirofono: questo sì.
Per Sirio e compagnia bellla
.. però non si fa così. Ma dico io: scrivere "recensioni"del genere, quando io sto tentando disperatamente di costringermi a restare sull'economico con l'acquisto imminente di un'acustica? Come se non bastasse, l'articolo (post) è eccellente. Oltretutto, fa piacere poter leggere considerazioni e aggettivi importanti che una volta tanto valgono la causa, poichè qui si tratta di strumenti di alto livello e non di un esercizio di retorica applicata al primo giocattolo reperibile. Sì, un articolo davvero utile; e. per quanto mi riguarda, assai interessante per quel dicosrso sula "fondamentale" non sprovvista di un'adegauta ricchezza armonica a richiesta; e poi la dinamica e la sensibilità al tocco come utlteriori sfumature, in confronto con altre chitarre blasonate. A parer mio, sono i tratti che delimitano la parrocchia verso la quale si pende instintivamente; carateri di cui tener conto per non incorrere in acquisti insoddisfacenti. Mi sembra altresì di capire che, sempre riseptto a qualche altra chitarra, queste Merrill possono in qualche modo attenuare il dilemma "PAlissandro o mogano?" che in verità è anche il mio e mi pare aleggi anche in questo articolo. Nsuno ha da commentare qualcosa in proposito? Grazie, complimenti e ... perchè non inserire l'articolo nella sezione Nashville? Non che faccia poi questa gran differenza ma -se non altro- diverrebbe ancora più facilmente rintracciabile. Magari in una sotto-rubrica chiamata Utilities. camp
p.s. eh sì, sono della serie " sotto sotto datemi il mogano, però in una chitarra di quelle buone. MEglio se con un pizzico di bassi in più.Oppure datemene una in palissandro e di gran classe ma non troppo educata e senza quell'ostinazione a mettere i bassi in primo piano anche quando i medi dovrebbero mordere". Mi sembra comunque che qui (con queste Merrill) si sia stia trovando la quadratura del cerchio, se m idite che la 18 e la 28 restan strumenti diversi ma in fondo ne basta una delle due per non sentire troppo la mancanza dell'altra. O di altre marche. MA mi pare infine di capire che una ciliegia tira l'altra. Son forse contagiose le Merrill?
Re:Per Sirio e compagnia bellla
>>>... perchè non inserire l'articolo nella sezione Nashville?
Perchè alle 3.45 di notte, dopo una giornata di lavoro pesantissima, chi ha editato l'articolo ha anche il diritto di dimenticarsi qualcosa ;-)
Ciao neh...
Lauro. AlecB.
Re:Per Sirio e compagnia bellla
"Perchè alle 3.45 di notte, dopo una giornata di lavoro pesantissima, chi ha editato l'articolo ha anche il diritto di dimenticarsi qualcosa ;-) "
A chi lo dici... Per parte mia, dico invece che più che una risposta al sottoscrtto, la tua precisazione è un modo elegantissimo di fare un ulteriore complimento a chi ha scritto l'articolo.
Bene. così hai la facoltà di traslocare gli articoli su Nashville? Qui bisogna ungere le ruote (avrei una certa Gibson GT....). Off topic? E lo spero bene!
:-)))
Re:Per Sirio e compagnia bellla
"chi ha editato l'articolo ha anche il diritto di dimenticarsi qualcosa ;-) " E' la strizzata d'occhio che non riesco a decifrare. Scusate. sto debordando di nuovo con i post ma questa precisazione l'avevo omessa. Scherzo:-))) ciao:-)
Re:Per Sirio e compagnia bellla
Tranquilo Lauro: lo hai editato in modo superlativo e di questo ti ringrazio di cuore Ciao
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Re:Per Sirio e compagnia bellla
C'è palissandro e palissandro come c'è mogano e mogano: la mia 18 è dichiaratamente una chitarra in mogano (dolce, incisa, e definita, all'ennesima potenza) ed al suo fianco la 28 fa veramente un bell'abbinamento; ...se penso però al suono "bello grasso" della 18 di Cesare mi sentirei invece di dire che una 28 (non questa perchè la ritengo molto particolare), pur con tutti i suoi bonus in più, potrebbe essere uno sfizio non indispensabile (non vale per Lauro che comunque trova solo nella 28 la risposta ai suoi sogni sonori).
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Re:Per Sirio e compagnia bellla
"C'è palissandro e palissandro come c'è mogano e mogano" Più che d'accordo, anche se non sono granchè esperto di acustiche.
"la mia 18 è dichiaratamente una chitarra in mogano (dolce, incisa, e definita, all'ennesima potenza) ed al suo fianco la 28 fa veramente un bell'abbinamento; ...se penso però al suono "bello grasso" della 18 di Cesare " Ecco, appunto.
Credo comunque di dovermi chiarire ancora qualcosa (facendo pratica) sulle due "filosofie" (che probabilmente per molti non sono tali) 18 e 28.
Grazie
Re:Che spettacolo
bella recensione, ho capito tutto anch'io che sono una bestia... ho comprato da poco una huss & dalton 00-12 frets. mangerò pane e cipolle per un po' di mesi, ma sono così contento di quella chitarrina che la sera suono solo quella e la strato langue in silenziose crisi di gelosia. la domanda, stimolata dall'ultimo post che ho visto è: visto che mi fa orrore l'idea di stuprarla con sistemi di amplificazione invasivi, qualcuno ha suggerimenti da darmi per mettere insieme qualità di suono e niente buchi o incollaggi?
Re:Che spettacolo
Dicendo niente buchi e incollaggi restringi il campo a poche alternative (lasciamo perdere il mic davanti) che sono i sistemi da posizionare sulla buca (Sunrise - Baggs M1 - Fishman Rare Earth blend, tanto per citare i migliori in ordine secondo i miei gusti) o da appiccicare all'esterno, sulla cassa e/o bridge, come lo Schertler. Accettando invece di alesare a 11 mm l'endpin ed applicare all'interno della cassa un qualcosina, ti si apre la strada anche per K&K, Baggs iBeam, Schatten HFN Artist. Se cerchi nel web troverai delle belle recensioni e comparative su tutti i sistemi che ho citato Ciao
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Che dire?
Intanto grazie per il bell'articolo e avete come sempre la mia più profonda invidia perché vi organizzate questi inconntri carbonari.
Ho guardato, annusato, ascoltato le tue C28 e OM18. Non oso immaginare come suoni quella di Cesare visto che la tua OM18 è il più bello strumento che io abbia mai sentito.
Però però. Sarà che la 28 ce l'hai da troppo poco tempo, ma mi è sembrato di percepire un affetto più profondo verso la 18.
Grazie e a presto. Ciao
<p>You feel all right when you hear that music rin
Re:Che dire?
La mia 18, anche se meno tarantolata di quella di Cesare, ha delle caratteristiche di incisione e definizione che per le mie esigenze me la rendono preferibile (forse anche perchè per la profondità adesso ho la 28), e questo ho avuto modo di verificarlo utilizzandola nell'anno che ha passato con me (e lo dico pur riconoscendo nell'altra una sicura superiorità a livello sonoro). Dire che la preferisco alla 28 non sarebbe corretto ma ammetto che non vorrei trovarmi a dover fare una scelta perchè pur riconoscendo che la 28 è stratosferica avrei problemi a rinunciare alla 18. So che non ho risposto alla tua domanda ...ma ho seri problemi a rispondere perchè non so cosa rispondere.
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
americana
Avrei voluto tacere, starmene per i fatti miei e meditare sul senso della vita leggendo siffatto articolo, testimone di un ... sentimento che unisce uomini e strumenti assolutamente non comune. Devo aver già letto da qualche parte qualcosa ... forse Carneade ? Già Carneade ... chi era costui ?
Volevo starmene per i fatti miei, moderare e basta, + 1 a questo, + 2 a quell'altro, + 3 a tutti quanti e buonanotte a tutti (appunto). Poi mi sono ricordato che da qualche parte qui nei pressi doveva esserci una bottiglia di un vecchio ruhm ... ho scelto un vecchio disco ... ed eccomi qui più leggero di un 25% del co$to di una Merrill OM28. Al di la delle cazzate che si possono e si DEVONO scrivere sul calcio, sulla politica e su tanto altro qui si parla di cose serie. Che è sta cosa che ci è capitata tra capo e collo ?
Partendo dalla fine potrei dire uno strumento assolutamente fantastico, sicuramente una delle migliori chitarre acustiche che ho avuto la fortuna di tenere fra le mani, al di la della sonorità di cui farò solo qualche cenno, per scelta, sappiate che una sonorità del genere va ascoltata in diretta. Mi preme far notare un aspetto, che oggi rappresenta un po' una sintesi della dimensione della chitarra acustica a pochi anni dall'inizio del terzo millennio, aspetto che in diversi abbiamo già affrontato.
Affermazione: oggi si costruiscono le migliori chitarre acustiche della storia e proprio per questo, la chitarra acustica di genere folk o se preferite, flat top (con corde in acciaio) non ha ancora raggiunto la sua forma definitiva.
Corollario: oggi, nel mondo, convivono due scuole di pensiero e costruzione, non tre o di più ... DUE. Una più modernista (per es. Goodall) ed una più tradizionalista (per es. Merrill); una non è superiore all'altra, si intergrano e completano convivendo in perfetta simbiosi. Le differenze generali portano ad ascoltare per la scuola tipo Goodall un suono estrmamente ricco di armonici, più "frizzante", più canterino, più ruffiano ... per la scuola tipo Merrill un suono assolutamente centrato sulle fondamentali, più "secco", più aspro, più "booming & no frills", per dirla alla Americana; guarda caso, proprio Anericana è il termine che viene usato per indicare quel genere a cavallo tra il rock, il folk, il country, il blues che sta portando la cultura Americana a progredire, fedele alle proprie radici. Detto questo, Merrill è più "americana" di Goodall, più storica, più ... "little feat" o "little martha", Goodall è più Paolo Giordano, più "Eagles" di oggi, Goodall è più da tight o da smoking, Merrill è più da camicia fuori dai jeans (rigorosamente neri) e da stivali ;-) Il fatto che la mia CJ e questa OM abbiano come UNICA differenza nelle essenze usate il piano armonico la dice lunga sulle differenze concettuali e di progetto che si riconoscono in questi due strumenti possiamo dire "capiscuola", "rappresentativi" almeno ? Direi di si.
Americana ... rileggetelo lentamente ... americana ... quella "a" che si apre all'inizio di una parola che porta molto con se, ... americana ... sintesi (tutto considerato) di una terra battuta dal vento e dalla pioggia, dal sole, dagli uragani, ricca di prati, rocce, sabbia, foreste, laghi, fiumi ... qui c'è l'altra pare della america che amo, quella che vi fa voltare indietro con le lacrime agli occhi mentre salite sull'aereo che ha l'ingrato compito di riportarvi a casa. Qui c'è la storia di questi strumenti, una storia che vale la pena raccontare, Jim Merrill può raccontarmi quel che gli pare ma qui non ci sono solo le vecche Martin, qui ci sono anche le Gibson: finalmente ho trovato una OM con un manico grosso al punto tale da trasmettermi addosso tutta la fisicità di una chitarra, OM in questo caso; io sono convinto che una buona parte del sustain di una chitarra si origini nel manico e qui ne avrete da vendere: potente, veloce, meno ariosa della sorella Goodall che ho il piacere di possedere, ma con mia somma gioia la integra alla perfezione.
Bring them home Enzo ... bring 'em home: non hai certo bisogno che te lo dica io ... bravo, hai reso onore all'uomo che ha costruito questo strumento. E sai che per me, non esiste complimento migliore di questo.
Re:americana
No comment ...all right but: tranquillo, questa è tutta martin, ...con tutto il rispetto per le Gibson che si dividono con le Martin la "a" che hai tanto enfatizzato, questo giro non centrano proprio per niente.
Aspettala ...che arriva
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Re:manico
E se fosse vero tutto il contrario del viceversa ... o il viceversa del contrario considerando che ogni regola è vera se la sua eccezione la conferma e quantunque smentisce la falsità del viceversa ???
Se fosse Gibson che nei primi deceni del secolo appena passato "copiò" in qualche modo la profilatura del manico Martin per mantenerla anche attualmente ? Se fosse proprio per la provenienza più Jazzistica che Gibson, prese ad esempio per le proprie acustiche dimensioni e profilo di un manico appositamente progettato, costruito ed affermato come quello Martin appunto ? Ci troveremmo (... emmo ... condizionale) nella pradossale situazione in cui la dimensione di un manico Gibson tout court proverrebbe da un progetto non Gibson ma Martin; da qualche anno si tende ad identificare come "Gibson" un manico un po' più spesso, consistente ecc ... e se non fosse così ? Perche questa mia riflessione ? Seguimi ...
- questa OM 28 ha il manico più grosso e più spesso che io abbia trovato su una OM - scrivi ... questa è tutta martin ... nessun motivo per non crederci - il manico Gibson (e Stanzani/Gibson) credo di conoscerlo abbastanza bene ... fra me e il Maestro ce ne girano per casa 7 o 8 ... :-D
Quindi ? Possibile che per affrontare la Martin nel campo delle acustiche, Orville prese paro paro il loro manico e lo mise sulle chitarre da Jazz "aprendo" la buca ?
E se fosse vero il contrario ? Che fu Martin a prendere il manico da Jazz delle Gibson per adattarlo alle proprie acustiche e oggi ce lo ritroviamo su chitarre che della scuola Martin deglia ni '30 stanno facendo tesoro ?
Morale ... se ci davamo al flauto traverso ed alle nacchere forse era meglio. Primavera primavera orsù dunque, perchè non giungi ?
Re:manico
Io non so se a quei tempi Orville e GF Martin giocassero a scoppiazzarsi le idee ed il problema di chi ha copiato cosa non mi turba assolutamente i dolci sonni notturni. Quello che so è che a quei tempi per i manici usavano sfrondare gli alberi e dare qualche colpo di carta vetrata giusto per togliere le protuberanze. Il mio inciso "è tutta martin" è da riferirsi alla tua asserzione "merrill non me la racconta giusta" ed al manico "Gibson style", ...perchè, se è vero che oggi le OM usano gli stuzzicadenti per fare i manici è anche vero che le prime non erano assolutamente così. Detto questo confermo che il progetto ripreso da merrill è decisamente martin ...e se proprio vogliamo andare alle origini dobbiamo lasciar perdere anche il buon Orville e tornarcene in Europa.
P.S. E smettila di pensare che tutto quello che suona bene debba essere per forza imparentato con le Gibson
Ciao (a me le nacchere ...troppo difficile il flauto traverso)
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Re:manico
> P.S. E smettila di pensare che tutto quello che suona bene debba essere per forza imparentato con le Gibson
Non hai capito ... E' proprio perchè sono asscolutamente certo del contrario che ho avanzato l'ipotesi che Gibson abbia preso ispirazione dal manico Martin. La mia considerazione curiosa, certo non preoccupata, era più di tipo storico-scolastico.
Come abbiamo avuto modo di osservare quasi tutti, si fa riferimento ad un suono, un manico, una tastiera ecc ... identificabile ora con l'una ora con l'altra scuola e/o filosofia (Gibson o Martin e che siano due "scuole" diverse credo si possa affemare tranquillamente). Inoltre che la chitarra acustica flattop ecc di riferimento sia Martin non si discute; Gibson proviene da chitarre più "Jazz oriented", POI ha fatto J200, J45 ecc ... ma prima, storicamente, nasce con L7, L5 ecc ...
Tu mi hai messo in mano una OM che ha il manico più grosso di qualsiasi altra OM io abbia suonato; in esso IO ho trovato uno standard a cui sono abituato perchè abituato ad un assetto "di tipo Gibson". Da qui la curiosità; che poi quel manico su cui mi trovo a perfezione sia Martin o Gibson o Merrill o Goodall (un altro che non fa dei manici piccoli e sottili ... eh eh eh ...) conta meno di niente.
Puntualizzazione che potrebbe interessare
Nel post ho omesso una informazione relativa alla costanza che ho avuto modo di riscontrare nella qualità delle Merrill: se consideriamo 5 strumenti che vanno dal 2001 al 2006 (4 li ho avuti io ed il quinto è quello di Cesare) mi sentire di stilare la seguente classifica:
al primo posto, forse a pari merito, C18 e OM28 (credo che la 28 preceda la C18 ...ma faccio fatica a retrocedere la C18) segue la OM18 di Cesare segue la mia OM18 e per ultima lascio la C28
…e faccio notare che “l’ultima” è comunque al di fuori dalle righe essendo stata classificata da qualcuno che se ne intende come una delle migliori chitarre che gli siano finite in mano…
…questo tanto per far capire perché mi sia sentito e mi senta di acquistarle “al buio”
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
bellissima recensione e che chitarre!!!
Finalmente una recensione fatta usando una terminologia oggettivamente comprensibile! (e.g. la nota fondamentale è in primo piano e gli armonici seguono dopo qualche secondo etc.) Complimenti per una recensione che aiuta a comprendere veramente come suonano questi strumenti. Piero
Re:bellissima recensione e che chitarre!!!
Un complimento fatto da te "me lo tengo stretto" ...anche se ad onor del vero una parte del merito va anche a te visto che dentro ci sono delle "sensazioni" che ho imparato a leggere grazie anche alle nostre lunghe conversazioni telefoniche ciao
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Re:bellissima recensione e che chitarre!!!
E' un piacere condividere, e l'invito a Torino è come sempre valido....... Piero
P.S. Magari con 18 al seguito, tanto per far capire alla mia Collings OM1C che al mondo c'è anche altro.......(io l'ho già capito da un pezzo, la chitarra no, eh, eh....)
Merrill e Adirondack
Ciao Sirio. Non potevi iniziare l’anno nuovo in modo migliore. Grande recensione e grande chitarra. Vorrei solo riportare, considerata la minore diffusione rispetto ai vari Sitka, Engelmann, ecc., una breve descrizione sull’abete Adirondack utilizzato per la tua splendida Merrill, che, insieme al nostro abete Val di Fiemme, considero tra le migliori essenze per la costruzione di chitarre acustiche. “L'Abete Adirondack, conosciuto anche con il nome Eastern Red Spruce, é il leggendario Abete per tavole armoniche utilizzato nella maggior parte delle chitarre acustiche americane costruite prima della seconda guerra mondiale.(vedi Martin pre war). Combina tutte le migliori qualità della sua specie. Tagliato correttamente, l'Adirondack é più rigido del Sitka e dell'Engelmann e questo permette di ottenere tavole più sottili e leggere: il risultato é una risposta fulminea e potenza da vendere! Oggi la quasi totalità di Adirondack per chitarre proviene dallo stato del Maine, dove ancora esistono vaste foreste con questa varietà di Abete.” Non serve dire altro.
Re:Merrill e Adirondack
Grazie per le puntualizzazioni (finalmente qualcuno che non mi dice che l'Adirondack è più morbido degli altri abeti ...opinione che è erroneamente abbastanza diffusa). Aggiungo solo che lo potete trovare anche con il nome di Appalachian spruce ...e che ne sono innamorato. Ciao
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Eresia? :-)
Dell'Adirondack and other intriguing tales (non intese come leggende) : dando un'occhiata sul web, ho trovato una ditta U.S.A. che vende quantità di sedie, sdraio e suppellettili da giardino.. in Adirondack! FERMATELI! :-)
Be', ovviamente questo succede anche con l'abete rosso maschio della Val di Fiemme ma si sa che c'è taglio e taglio, tavola e tavola.
p.s.
del resto, che sia europeo o italiano o degli Appalachi con tutte le probabilissime differenze, l'abete rosso è abete rosso e non a caso la Guild lo ha usato e lo utilizza tutt'ora. E delle Guild si può dire (quasi) tutto tranne che non suonino. Almeno a quanto mi risulta. Sarà un caso? Buon week end a tutti. camp
Vero, la chitarra impossibile
beh Enzo complimenti davvero per l'articolo, trasuda di passione e tutto quello che hai scritto è assolutamente vero, la chitarra impossibile...già... suonando la Bourgeois spesso pensavo "ma quanto vuoi che suoni meglio una OM da sogno ?" beh... tanto di più, dopo lo stupendo meeting di Ferrara devo dirti la verità: ho ordinato l'OM28 ma non so se ho fatto la scelta giusta (beh come tu ti sei preparato il terreno per il secondo articolo quando concludesti il primo sulle Merrill, io mi sto preparando il terreno per il secondo acquisto...). La chitarra è bellissima proprio per la sua semplicità, è leggerissima, vibra da paura e ha dei cantini non grassi, ma addirittura con la cellulite !! E' chiaro che è la chitarra perfetta per il mio modo di suonare un pò ... ehm ...aggressivo, l'ho violentata, le ho chiesto l'impossibile e lei non si è tirata indietro, l'ho sfiorata e mi ha risposto come volevo. Bella, bella davvero, speriamo che che questi 4/5 mesi passino alla svelta perchè la voglio !!!
<p>The darkest hour is always just before the dawn
Re:Vero, la chitarra impossibile
So a cosa ti riferisci quando dici che non sai se hai fatto la scelta giusta, ...una 18, specialmente con quel suono maturo che ha quella di Cesare, non lascia indifferenti (già non mi lascia indifferente la mia che non è, o non è ancora (???), a quei livelli). Lo so, ma se ti può essere di consolazione, posso dirti che sto suonando in modo costante i 2 strumenti e mi rendo sempre più conto che una 28 di questo livello non ti fa sentire la mancanza di niente perché è uno strumento (come giustamente dicevi tu) COMPLETO. Questo non significa che tu rimarrai senza una 18 (anch’io oggi non potrei più farne a meno) …significa solo che se nel tuo immaginario cercavi la 28 definitiva e di riferimento, …la scelta fatta è quella giusta.
Su un aspetto mi sento invece di metterti in guardia e cioè sulla possibilità che all’inizio il suono non sia esattamente quello che hai sentito (discorso che ho/abbiamo vissuto in prima persona tra suono eccellente e stratosferico): su 5 Merrill che mi sono passate tra le mani ce ne sono 3 stratosferiche e 2 eccellenti, …e guarda caso le 3 stratosferiche hanno delle caratteristiche sonore in comune e sono più datate (C18 Sn.49 del 2001 – OM18 Sn.192 del 2005 – OM28 Sn.194 del 2005), mentre le eccellenti (sempre con caratteristiche sonore in comune) sono di 12/14 mesi più recenti (C28 Sn.242 del 2006 e OM18 Sn 254 del 2006) ...ed hanno sulle spalle meno di un anno di attività.
Io non so se Jim Merrill dal 2006 abbia modificato i sui standard (sia sbracato), ma onestamente non lo credo (credere e sperare sono la stessa cosa?), credo invece che non sia un caso se le due più nuove abbiano un body meno propenso alla vibrazione ed suono meno pastoso, più trattenuto e compresso: credo che, fatto salvo il colpo di fondoschiena che ho avuto io nell’accattarmi una 28 nuova/datata, dovrai mettere in preventivo la possibilità di avere, per almeno i canonici 2 anni di rodaggio, una chitarra con un suono “solamente” ECCELLENTE.
P.S. Nel definire stratosferiche le 3 più datate ho fatto forse un errore perché la C18 dovrei classificarla ancora più in alto (si può dire “galattica”?) …e guarda caso è la più datata e suonata in assoluto.
Ciao
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Re:Vero, la chitarra impossibile
> ... sto suonando in modo costante i 2 strumenti
Adesso viene fuori che ti sono spuntate altre due braccia :-D Però servirebbero altri due caz ... per appoggiarci sopra le OM ... ed altre due gambe per tenerle in equilibrio, ma anche altre due teste perchè è noto come noi uomini riusciamo a pensare solo a una cosa alla volta e suonare due chitarre contemporanemente servirebbero ... DUE SIRIO :-O !!! No grazie ... ha già creato sconquassi uno, due sarebbero troppo ... :-D
Scherzi a parte, sostengo i due anni necessari alla maturazione, che sia rosso, spruce, adir ..., sitka o cosa altro, un piano armonico di specie "abete" necessita di un paio di anni (mese più mese meno) per maturare a dovere. Ed anche l'honduran di fondo e fasce, non sottovalutiamo nemmeno la maturazione di fondo e fasce.
Re:Vero, la chitarra impossibile
Per suonarne due uso il mio lato femminile che notoriamente è in grado di pensare a più cose in contemporanea...
PS Se le pianto in un vaso di fiori crescono e maturano prima?
Ciao
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
L'importanza della "messa a punto"....
Ciao Enzo,
mi scuso innanzitutto del ritardo di questo post dovuto a molte ragioni contingenti, avrei voluto farlo prima.
Sei stato davvero bravo a cogliere gli aspetti essenziali e caratterizzanti dello strumento e a porlo bene a confronto con gli altri, un bel ... 30 e lode (con invidia e senza "abbraccio accademico", naturalmente scherzo :) )!
Sono stato un privilegiato a poter provare i 3 strumenti a casa tua con la mia Martin D18 GE immolata a farmi da riferimento, e ti ringrazio ancora della telefonata! Sto ancora decantando quell'incontro e forse è un bene che abbia in ballo una chitarra che spero venga costruita tra breve (diciamolo, da Roy McAlister che tra l'altro dovrebbe essere presente a Sarzana tra pochi mesi) perché sono forzatamente in "stand-by" e pure un po' in tilt (in quanto avevo una mezza idea di cercare una Martin D28 vintage ma ora non ne sono più così convinto).
Vorrei adesso aggiungere alcuni commenti come mio contributo, in quanto le mie impressioni le ha già ben sintetizzate Sirio e userò uno stile "da resoconto" e non quello di una risposta.
Una doverosa premessa: il mio "primo contatto" con le Merrill fu a casa del mio amico Andrea "thebagna" di Dino's guitars, grande suonatore ed esperto di chitarre (moderne e vintage) che mi fece provare quella OM18 che il citato Cesare possiede attualmente. Avevo con me a quel tempo proprio la menzionata Bourgeois OM "enfant terrible" e potei confrontarle direttamente, anche se è una era in mogano e l'altra in madagascar. Devo dire che la prova fu fortemente condizionata dallo stato delle corde della Merrill che erano decisamente da sostituire, tuttavia ebbi comunque modo di apprezzarne la sonorità sorprendentemente "vintage" e bella spessa. Osservai, come già con la mia, che era possibile suonarla come una dread. Il basso (mia fissazione) era impressionante perché superiore a quello già muscolare e fuori standard della mia; purtroppo, per il setup di Andrea che non "zappa" come il sottoscritto, con mio il stile rozzo il MI basso friggeva e non riuscivo ad apprezzarlo appieno, facendomi innervosire perché intuivo che suonare "Heart of gold" mi poteva far godere anziché rendermi frustrato! Alla fine fui contento che la mia mi piacesse comunque di più e di aver evitato un attacco di GAS...
Torniamo a poche settimane fa. Anche qui premetto che mi recai con grande eccitazione da Enzo perché curiosissimo di provare la C28 (fondamentalmente sono un "D-man") e mi portai dietro la D18 GE che comprai pochi mesi fa dallo stesso amico Andrea. Un particolare importante da sottolineare è che tutte e tre le Merrill avevano le stesse corde, Elixir nanoweb light 12/53. Già Enzo potrebbe dire se la C-28 parte "a handicap" o meno, io ho avuto esperienze contrastanti con le mie chitarre. Ad esempio la Collings D2H variava poco da 013 a 012, mentre una Martin D42, che suonava molto bene con le medium (ma risultava troppo dura), con le light perdeva tantissimo.
In ogni modo trovai che la C28 aveva un suono "pianistico" che trovavo "parente" del Collings ma non riusciva ad emozionarmi particolarmente. Ad esempio, il basso, pur equilibrato, lo trovavo carente di forza. Gioventù dell'adirondack o effetto delle corde? Io in generale non apprezzo molto le Elixir, anche se ho avuto una Santa Cruz Tony Rice che con queste andava alla grande e ho anche scoperto proprio dopo questa prova che la mia D18 GE ha un'ottima resa con queste. Devo infatti confessare il peccato di avere lasciato su delle corde (D'Addario PB EJ17) che erano da sostituire, e ciò ha contribuito alla scarsa prestazione a confronto della mia Martin...
La OM18 mi era piaciuta di più, e la preferivo a quella provata in precedenza! All'inizio non avevo nemmeno capito che fosse in mogano! Sottolineo quindi il problema di setup+corde, dato che sembra un coro unanime che quella più rodata di Cesare sia preferibile alla giovane OM18!
La OM28, con 2 anni di uso della tavola, era davvero stellare già con le Elixir...
In conclusione vorrei far notare come in queste chitarre "da corsa" sia fondamentale il setup che comprende pure scalatura e marca delle corde. Piccole variazioni danno luogo a grandi differenze di prestazioni! Non credo sia fuori luogo l'analogia con i mezzi da competizione...
Un abbraccio
Ermanno
Re:L'importanza della "messa a punto"....
Ciao Ermanno, ti ringrazio per il tuo contributo ben articolato, preciso, e conciso, ...come ti ringrazio per avermi dato modo di sentire, per la prima volta, le 3 Merrill suonate "di fronte" permettendomi di cogliere diversità, analogie, che con le mie prove "in solo" non ero riuscito a cogliere.
L'unico aspetto sul quale mi sento in dovere di fare una precisazione è la valutazione della C28 alla quale ritengo sia da concedere l'hanicap non tanto per la scaltura light in luogo della medium, ma piuttosto per il fatto che quella chitarra era da circa un mese chiusa in uno scatolone con corde allentate perchè in previsione di spedizione (abbiamo comunque notato insieme che nel suonarla iniziava a scaldarsi, ...e ti assicuro che dandole un pò di tempo in più ti avrebbe impressionato molto di più ...proprio come ha impressionato chi l'ha potuta provare in condizioni normali).
Fatto questo inciso ribadisco comunque che dalla prova la OM28 ne è uscita come la mattatrice del trio, e sai che proprio durante il nostro incontro mi sono convinto che con le 2 OM potevo lasciar andare la dread.
Un abbraccio
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>
Re:L'importanza della "messa a punto"....
Giusta precisazione, non pensavo che la chitarra fosse stata così tanto tempo con corde allentate. Come dicevo alla fine queste chitarre fanno risaltare le condizioni di messa a punto, così bisogna essere molto prudenti ad anticipare dei giudizi.
In ogni modo mi colpiva come la C28 mi avesse ricordato più una Collings di una Martin. Per le verità aveva alcune caratteristiche tipiche di una Collings come chiarezza, definizione, separazione della note (la potenza forse sarebbe venuta fuori aspettando che si fosse sistemata, devo dire che il "Collings power" è esaltante pur non potendolo usare troppo) ma senza avere una certa freddezza (forse è più una eccessiva neutralità) che alla fine non coinvolge più di tanto. Ad ogni modo non escludo la C28 per un futuro upgrade, anche se salutandomi mi parlavi della C18...
Vedo di tradire una mia personale preferenza di fondo per chitarre di tipo D, tuttavia concordo che tutte e due le OM possono sostiturle senza problemi. Aggiungo ancora (magari riceverò dei flame) che la OM28 "rodata" mi è piaciuta più di certe prewar che ho sentito/provato! Vorrei infatti spiegare che per me le D sono anche legate a una questione di appagante "fisicità" (pur essendo meno comode da suonare seduto), ricordo che nella prova mi dicevi che ci ho messo una decina di minuti prima di trovare un assetto con le OM... Sarà come per le donne?
Un abbraccio Ermanno
Con un po' di ritardo...
Re: Con un po' di ritardo...
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Sirio (Enzo Giovannini)</p>