Merrill OM28, la chitarra impossibile

di Sirio - accordiano #2633 | 31 January 2008 @ 03:45 |
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Merrill OM28, la chitarra impossibileSirio scrive: Nel mio ultimo articolo “Merrill OM18: bingo, la ricerca è finita” ho chiuso con un “desiderio finale” nel quale dicevo che, visto come suonano la OM18 e la C28, tremo al pensiero di provare un giorno la tanto decantata OM28: Bene, dopo 11 mesi, quel giorno è arrivato.

Facciamo un passo indietro:

Dall’arrivo della OM18 mi sono sempre più scoperto a lasciare in bacheca la C28 (sia per suonare sul divano che per uscire a suonare), vuoi per la timbrica che trovo fantastica, vuoi per il formato che mi calza meglio, vuoi per le sue doti di bilanciamento e capacità di perforare che le permettono di uscire in ogni contesto, …e vuoi anche per il fatto che non mi chiamo Tony Rice e trovo più semplice utilizzare il plettro per giocare a “salto della pulce” piuttosto che per suonarci. Per un po’ ho sopportato la situazione perché riconoscevo la qualità assoluta della C28 e non volevo in ogni caso rinunciare ad avere in bacheca uno strumento in palissandro, ma la situazione di scarso utilizzo della C28 si è protratta al punto che ho iniziato a prendere in esame la possibilità di convertirla con uno strumento più rispondente alle mie esigenze: la OM28.

Assimilata questa consapevolezza ho attivato i miei soliti contatti ed il risultato è stato che Jim Merrill stava ricondizionando al nuovo una OM28 del 2005 che sarebbe venuta pronta in 3/4 settimane: complice il prezzo che mi è stato fatto, ed anche il favorevole cambio del dollaro (facendo 2 conti avevo visto che in caso di insoddisfazione avrei tranquillamente potuto rivendere e rifarmi una Merrill D senza rimetterci un euro), nelle 2 ore successive all’informazione ricevuta avevo già venduto la C28 e confermato l’acquisto della OM28.

Alle ore 9.45 del 31/12/2007 la Merrill OM28 è entrata a casa mia.

Descrizione:

Come la OM18 anche la OM28 è ispirata integralmente alla omonima Martin degli anni 30 e per non inventarmi niente vi riporto quello che ne dice Merrill sul suo sito:

Rather than creating a modern interpretation of the OM, Merrill & Company chose to build an OM just as it was built in 1930: same materials, same bracing, same appointments, and same handcrafting. By doing so, we ensure that our OM achieves the same look, feel, and sound so prized in the originals. The top is master grade Adirondack spruce, with forward-shifted Adirondack spruce braces scalloped and tuned by hand for optimal tone. Fine pattern herringbone purfling, wood strip rosette, dark tortoise-colored modified teardrop pickguard, short pattern diamond and squares fingerboard inlay, and genuine antique ivory nut elements incorporated benefit the player: an adjustable truss rod and "T" frets for easier set-up, vintage-style Waverly tuners for accurate tuning, and old growth Honduran Rosewood back and sides instead of the similar, but endangered, Brazilian rosewood.

Sullo strumento che mi è arrivato vi rimando alle foto in allegato ed inizio con il dire che il termine “ricondizionato al nuovo” utilizzato precedentemente sta a significare che ti trovi davanti ad uno strumento vergine che tradisce la sua nascita non recente solo per un top già un po’ ingiallito ed un numero di serie che invece di essere intorno al 300 è 194.

Tutti i legni sono di prima scelta e se proprio voglio fare il certosino potrei dire che il top in Adirondack, a splendide venature molto fitte e regolari, presenta 2 bande particolarmente fitte (circa 1 cm cad. a ¼ e ¾ …anni di siccità?) che, viste da certe angolazioni, creano un effetto

“top in 4 pezzi”; inoltre, al termine di una di queste bande (vicino al bordo inferiore), c’è un nodino microscopico accompagnato da una specie di fessurazione di un paio di centimentri (è sotto vernice e sembra un micro-taglietto nella venatura, …tranquilli: visto dall’interno è tutto regolare e non ci sono giunzioni, incollaggi, o fessurazioni).

Ultimo aspetto da segnalare il ponte “compensato” in stile vecchia Martin (sto parlando di circa 3 mm di differenza se dagli estremi del ponte vai al fondo cassa) che se da un lato fa pensare di dover regalare al liutaio una squadra, dall’altro contribuisce a rendere lo strumento molto intonato.

Ammetto che all’inizio questi aspetti mi hanno un po’ indispettito (vi ricordo che vengo da Goodall e Froggy Bottom che a livello costruttivo sono per me il massimo) ma me li sono dimenticati dopo aver imbracciato lo strumento ed aver constatato che vibra in un modo letteralmente vergognoso ad ogni minima sollecitazione delle corde …o della tua voce.

Veniamo invece al sodo: come suona?

Adesso iniziano le delizie perché vi assicuro che io sono rimasto folgorato ed ancora adesso faccio fatica a riprendermi dallo shock: vibrazioni a gogò, volume, bassi e corpo a profusione, suono libero, spesso e grasso, scintillante, veloce, separato, scoppiettante, …è come avere la C-28 ma con maggior equilibrio timbrico, più velocità, e più comodità esecutiva, …e con quell’attacco scoppiettante, caratteristico delle Merrill, che mi fa impazzire: c’è poco da dire, …è una Merrill, …con la sua caratteristica firma sonora che la rende inconfondibile dalle altre.

Ho provato e avuto molte OM28 e quello che mi sento di dire senza paura di esagerare è che pur essendo questa la meno equilibrata che mi sia passata per le mani (nel suo essere scintillante ha comunque un suono più scuro e ricco di basse del normale), mai ne ho sentito una suonare in questo modo, …e soprattutto non ho mai neanche lontanamente pensato che una chitarra potesse suonare a questi livelli.

Più bella la 18 o la 28?

Non riuscirò ad essere obiettivo al 100% perché la OM28 ce l’ho da poco più di un mese ed ancora oggi sono preso dalla novità e dal suono "impossibile" che questo gioiellino riesce a sfoggiare. Quello che sicuramente si nota è che sono sorelle perché la firma sonora è la stessa: se suoni piano e non spingi non riscontri grosse differenze timbriche, se invece aumenti la spinta senti il suono della 28 che si ingrossa e si scurisce assumendo una connotazione decisamente pianistica.

Quello che sicuramente risulta già chiaro è che la OM18 non ne ha risentito più di tanto nel senso che il suo suono più equilibrato e meno gonfio, la sua prerogativa a passare dal dolcissimo al cattivissimo in funzione del tocco (suonata leggera o in un blues sostenuto e strappato esce sicuramente vincente lei), uniti alla capacità unica di perforare, la rende sicuramente preferibile in registrazione/amplificazione o per suonare in ensamble (la OM28, pur avendo maggior volume, non la ritengo allo stesso livello in questi contesti), ma sembrerebbe che tutte e 2 abbiano la loro ragione di essere: sono simili ma diverse, la 28 risponde alla dolcezza e nitidezza della 18 con una rotondità e complessità timbrica che la prima si sogna, …sia che la si utilizzi in finger-style come in flat-style ti regala dei suoni che ti lasciano letteralmente a bocca aperta per quanto sono vivi, incisi e profondi.

Se la 18 è sorniona e sanguigna la 28 è elegante e complessa, e quello che già si sta delineando in modo naturale all’orizzonte è che queste 2 chitarre non litigano tra di loro ma si completano a vicenda dandoti la possibilità di affrontare al meglio ogni situazione senza farti sentire la necessità di avere altri strumenti.

Ho cercato di non dilungarmi più di tanto perché correrei il rischio di ripetermi e, visto che ho avuto l’opportunità di fare provare la chitarra ad altri chitarristi (tutti rigorosamente frequentatori di Accordo), preferisco proseguire riferendo il loro punto di vista:

Ermanno (Ermanno55)

(cercate sul sito i suoi bellissimi articoli sulla comparativa delle 4 Dread e della Bourgeois OM Enfant terrible).

Qualche settimana fa è venuto a trovarmi per poter provare la C28 prima che io la spedissi: ha provato le 3 Merrill in pieno territorio Dread ed inaspettatamente, pur riconoscendo la C28 come una delle più belle Dread da lui provate, la sua classifica di gradimento è stata OM28 OM18 C28! Sulla OM28 in particolare non ha trovato altri aggettivi se non “stellare” e “devastante” collocandola ad un livello sicuramente superiore rispetto alla sua Enfant terrible e dimostrandosi d’accordo con me nel definirla come strumento “al di fuori delle righe”. Il sentire le 2 OM suonate da lui frontalmente (strummate e percosse in pieno stile bluegrass, …senza contare il confronto diretto con la C28 nel quale la OM28 è uscita palesemente vincente), è stato istruttivo anche per me perché mi sono ulteriormente convinto che con queste due creature posso vivere tranquillamente senza una Dread.

Cesare - Lauro (L27) - Andrea (Tery)

Dopo i mesi in cui li ho stressati con la mia Merrill-mania, cui hanno fatto seguito l’incontro avvenuto qualche mese fa a casa di Andrea (dove la Merrill OM18 di Cesare ha fatto le sue vittime), e l’incontro più recente in quel di Ferrara (dove i 3 hanno potuto mettere le mani sulle mie Merrill OM18 e OM28), oggi i due personaggi non ancora “Merrill-dotati” (Lauro ed Andrea) stanno finalmente pianificando di convertire qualcosa del loro arsenale in Merrill OM (man mano che si convincevano della cosa hanno iniziato a chiedersi se la qualità riscontrata nella mia fosse da considerarsi uno standard; …gli ho risposto che non ne avevo provate altre e che, per quello che potevo saperne, magari la mia era una di quelle venute male…).

Basterebbe quanto detto per far capire quale sia stato l’impatto che questa chitarra ha procurato, …ma vi do comunque qualche indicazione su quello che è successo a Ferrara (sicuro che saranno eventualmente gli interessati a integrare e correggere se necessario):

Cesare Perticich

Si, lo so, …non è proprio un accordiano, …ma è il chitarrista dei Negrita e, se non bastasse, è un caro amico ed abbiamo anche in comune una Merrill OM18, …potevo non citarlo?

Anche lui è rimasto interdetto dalla OM28 e quando è stato chiamato ad esprimere il suo giudizio se ne è uscito con il più bel complimento che uno strumento possa ricevere: “…quando la suoni non ti trovi a pensare ai bassi, alla timbrica, agli acuti, …non cerchi difetti, pregi, o carenze, …il suono è talmente completo che ti dimentichi dello strumento e ti viene naturale suonare, …solo suonare e fare musica.”

Visto che parliamo di Cesare parliamo anche del fatto che per colpa della sua Merrill OM18 la mia 18 si è trovata per la prima volta a dover cedere il passo nel suo stesso campo. Eh si, …devo ammetterlo, in un confronto diretto la sua si è dimostrata forse meno nitida e perforante, ma decisamente più vibrante, rotonda, e profonda.

Che dire? Dico solo che la differenza sta tra “eccellente” e “stratosferico”, e che se posso considerare la propensione alla vibrazione dei legni come indice che un anno, e tante ore di lavoro in più, influiscono sull’apertura e sul suono dello strumento, …mi devo dar da fare per far aprire e crescere la mia.

Ammetto che è la prima volta che una delle mie Merrill viene “battuta” e pur ritenendo la cosa legata ANCHE alle differenze di rodaggio, mi consola che per riuscire a batterla ci sia voluta un’altra Merrill (se è vero che avrei preferito un verdetto di parità, è anche vero che dovendo una prevalere sull’altra, preferisco che a emergere sia stata quella di Cesare perché sono stato io a convincerlo ad acquistarla, …e perché “in mano sua” una Merrill …ci sta sicuramente meglio, e si diverte anche di più).

Andrea (Tery)

Sappiamo che era già andato fuori di testa per la OM18, …ed il poter provare l’accoppiata 18-28 lo ha messo decisamente in crisi perché non si aspettava che il gap tra la Merrill e le altre OM in palissandro che gli sono passate per le mani fosse così ampio. Prima dell’incontro era convinto di lanciarsi su una OM18, …”dopo” è entrato in crisi perché la speranza che la sua Bourgeois OM-V (strumento peraltro stupendo) riuscisse a reggere il confronto è stata purtroppo ampiamente disillusa. Se prima era dell’idea di abbinare alla OM-V Bourgy una Merrill OM18, adesso si è trovato a dover rivalutare tutta la situazione e decidere se fare prima un cambio di OM28.

Lauro (L27)

Per Lauro il discorso è molto più semplice e l’esito era per me scontato: lui ama il suono scuro, i bassi, la morbidezza, la complessità timbrica; …come prevedevo dopo aver preso in mano la OM28 è partito per la tangente ed è stato problematico sfilargliela dalle mani per riportarmela a casa. Se qualche settimana fa era tentato di cedere la sua Goodall per avere la mia C28, oggi è invece più che convinto di doversi organizzare per accattarsi una OM28.

CONCLUSIONI

Nel confronto con gli altri strumenti conosciuti e/o presenti alle prove effettuate siamo stati tutti concordi nel riconoscere alle Merrill una qualche “alchimia” che dà loro a livello sonoro “quel qualcosa in più” che fa la differenza. La morale “spiccia” dell’incontro è che la OM28 ha trovato riscontri entusiastici anche in palati diversi dal mio, e la prova ineluttabile di quanto detto è che ho dovuto riattivare il mio contatto USA e chiedergli un’offerta per altre 2/3 Merrill OM, …guarda caso proprio delle OM28.

Nota in chiusura

Sono ormai quasi 2 anni che ho abbandonato tutte le mie velleità di ricercatore e scambista di strumenti per concentrarmi solo sulle Merrill e penso sia opportuno tentare di spiegare cosa hanno secondo me queste chitarre per avermi catturato in questo modo ed avermi fatto passare la voglia di cercare altro.

Riporto integralmente quanto mi ha scritto uno dei partecipanti all’incontro di Ferrara:

Dopo il nostro incontro riflettevo sul fatto che quando lo strumento ha il "suono" allora entra in simbiosi con il musicista, la musica parte dal cervello, attraverso impulsi nervosi arriva alle dita, attraversa lo strumento che la converte in vibrazione e l'amplifica, quindi si espande nell'aria e, attraverso le orecchie, ritorna al punto di partenza.... un loop o feedback; da lì decidi quali saranno le note successive, la dinamica, la pressione sullo strumento, e l'espressione che avrà un tema musicale. Forse non esiste lo strumento perfetto, ma alcuni si avvicinano così tanto al limite che vengono considerati perfetti e ti lasciano quella sensazione di benessere che solo certe opere d'arte sanno dare. Credo che Jim Merrill sia più un artista che un liutaio; costruendo pochi strumenti all'anno questi per forza avranno qualcosa in più, …avranno avuto modo di conoscere di persona il loro creatore, e quest'ultimo le sue creature, …c’è una interazione che non può esistere in una produzione industriale. Da anni ho acquisito la consapevolezza che tra due strumenti identici ce ne sarà sempre uno che prevale (vedi la prova con le due 18), sono costruiti in legno, …e si sa che anche il legno ha la sua storia: un albero attraversa molte stagioni, cresce bene oppure a stento, stagioni rigide o periodi di caldo intenso, umidità, venti forti che piegano il fusto con violenza, parassiti, …il terreno circostante più o meno ricco di minerali, eccetera eccetera, …sono troppi i fattori da considerare e menzionare. Ma anche se preso dalla stessa pianta il legno sarà comunque differente, …come la carne dal macellaio, e poi la stagionatura, …e chissà quante altre cose. E poi ancora, quando tutto è completato, c'è l'affinamento, …come il vino, il legno rimane sempre vivo e ascolta: ascolta la musica che esso stesso produce, ascolta la musica che gli sta intorno. Si potrebbe andare avanti ancora molto ma alla fine si deve arrivare in ogni caso a concludere che uno strumento che si avvicina al limite della perfezione è un vero e proprio miracolo. Le Merrill hanno quel qualcosa in più che le distingue e le caratterizza, e se come ho detto due strumenti uguali non potranno mai suonare esattamente allo stesso modo, come sarà la Merrill che vince su tutte le sue sorelle? Nessuno lo saprà mai, …nemmeno quello che ce l’ha in casa.

Non dirò chi è l’artefice di queste righe ma devo ammettere che non ho parole di fronte alla sensibilità ed alla poetica di questa persona. Nel mio piccolo, conscio di non poter riuscire ad essere così profondo, mi limito ad aggiungere qualche considerazione più “terra-terra” per tentare di descrivere perché questi strumenti mi hanno preso in questo modo.

Credo sia essenzialmente una questione di “libertà di suono” e di “suono efficace”: quando prendi in mano una Merrill ti trovi sempre di fronte ad un suono maturo, libero, …la fondamentale esce decisa e spessa e solo dopo avverti che il suono si gonfia ed escono le armoniche. Il tutto si traduce in un suono altamente efficace che ad un primo impatto potrebbe sembrare meno ricco dell’analogo suono di una Goodall (regina delle armoniche) ma in effetti è ugualmente ricco …ha solo un carattere ed un andamento diversi.

Tanto per chiarire meglio proseguo nel confronto con le Goodall (le cito solo perché il ricordo è fresco essendo le chitarre che utilizzavo prima di passare a Merrill), e vi posso dire che a me queste chitarre hanno sempre fatto un effetto straordinario al primo impatto perché la loro ricchezza armonica è stravolgente (lasciamo perdere il fatto che spesso le uso come bersaglio, …è che mi diverto troppo a toccare i nervi sensibili di Lauro: sono e rimangono chitarre splendide).

Con il passare del tempo, però, mi sono sempre trovato a desiderare una maggiore profondità ed incisione (meglio sarebbe dire: nitidezza) e questo lo attribuisco al fatto che la loro emissione di armoniche è immediata e tende a nascondere un pochino la fondamentale traducendo il tutto in un suono che fa un po’ più fatica ad arrivare, …soprattutto se inserito in contesti complessi (ensamble).

Le Merrill per contro non hanno lo stesso impatto iniziale ma con l’uso ti accorgi che le armoniche ci sono, …ma arrivano dopo, …e non nascondono assolutamente la fondamentale.

Il tutto si traduce in un suono che, pur essendo complesso e ricco, non perde mai di spessore ed efficacia e che, confrontato in diretta con quello di una Goodall, fa sembrare quest’ultima un po’ più fina e meno presente.

E’ chiaro che questa mia interpretazione risenta del mio gusto, background, e del mio modo di suonare, ed è altrettanto chiaro che qualche altro chitarrista con caratteristiche, gusti, e stile diversi, potrebbe preferire le Goodall proprio per quello che ho detto.

P.S.

Anche se scontato ci tengo a precisare che nessuna delle persone citate ha qualche minima sponsorizzazione da parte della Merrill & Co.

Enzo Giovannini (Sirio)

Risorse




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Tutti i commenti

  • Che spettacolo
    di Strato2006 - accordiano #13781 | 31 January 2008 @ 09:13
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    Giorgio
    • Re:Che spettacolo
      di Sirio - accordiano #2633 | 31 January 2008 @ 09:26
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      Sirio (Enzo Giovannini)</p>
      • Re:Che spettacolo
        di Supercel - accordiano #13262 | 31 January 2008 @ 11:32
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        Simone
        • Re:Che spettacolo
          di Sirio - accordiano #2633 | 31 January 2008 @ 11:59
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          Sirio (Enzo Giovannini)</p>
          • Re:Che spettacolo
            di camp - accordiano #8166 | 31 January 2008 @ 14:18
          • Per Sirio e compagnia bellla
            di camp - accordiano #8166 | 31 January 2008 @ 14:15
            • Re:Per Sirio e compagnia bellla
              di alecb - accordiano #7031 | 31 January 2008 @ 15:40
              • Re:Per Sirio e compagnia bellla
                di camp - accordiano #8166 | 31 January 2008 @ 19:52
                • Re:Per Sirio e compagnia bellla
                  di camp - accordiano #8166 | 31 January 2008 @ 19:59
            • Re:Per Sirio e compagnia bellla
              di Sirio - accordiano #2633 | 31 January 2008 @ 14:57
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              Sirio (Enzo Giovannini)</p>
              • Re:Per Sirio e compagnia bellla
                di camp - accordiano #8166 | 31 January 2008 @ 19:56
          • Re:Che spettacolo
            di stratobraga - accordiano #10125 | 31 January 2008 @ 13:32
            • Re:Che spettacolo
              di Sirio - accordiano #2633 | 31 January 2008 @ 13:58
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              Sirio (Enzo Giovannini)</p>
  • Che dire?
    di zanocom - accordiano #7243 | 31 January 2008 @ 15:55
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    <p>You feel all right when you hear that music rin
    • Re:Che dire?
      di Sirio - accordiano #2633 | 31 January 2008 @ 17:08
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      Sirio (Enzo Giovannini)</p>
  • americana
    di Lauro - accordiano #1550 | 31 January 2008 @ 21:43
    • Re:americana
      di Sirio - accordiano #2633 | 31 January 2008 @ 22:31
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      Sirio (Enzo Giovannini)</p>
      • Re:manico
        di Lauro - accordiano #1550 | 05 February 2008 @ 09:23
        • Re:manico
          di Sirio - accordiano #2633 | 05 February 2008 @ 11:03
          --
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          Sirio (Enzo Giovannini)</p>
          • Re:manico
            di Lauro - accordiano #1550 | 05 February 2008 @ 11:38
  • Puntualizzazione che potrebbe interessare
    di Sirio - accordiano #2633 | 01 February 2008 @ 09:03
    --
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    Sirio (Enzo Giovannini)</p>
    • bellissima recensione e che chitarre!!!
      di YOGA64 - accordiano #1613 | 01 February 2008 @ 20:22
      • Re:bellissima recensione e che chitarre!!!
        di Sirio - accordiano #2633 | 01 February 2008 @ 21:00
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        Sirio (Enzo Giovannini)</p>
        • Re:bellissima recensione e che chitarre!!!
          di YOGA64 - accordiano #1613 | 02 February 2008 @ 17:21
  • Merrill e Adirondack
    di gipsysixty - accordiano #13089 | 01 February 2008 @ 22:44
    • Re:Merrill e Adirondack
      di Sirio - accordiano #2633 | 02 February 2008 @ 09:38
      --
      <p>
      Sirio (Enzo Giovannini)</p>
      • Eresia? :-)
        di camp - accordiano #8166 | 02 February 2008 @ 13:29
        • p.s.
          di camp - accordiano #8166 | 02 February 2008 @ 13:33
  • Vero, la chitarra impossibile
    di Tery - accordiano #5972 | 05 February 2008 @ 00:51
    --
    <p>The darkest hour is always just before the dawn
    • Re:Vero, la chitarra impossibile
      di Sirio - accordiano #2633 | 05 February 2008 @ 08:49
      --
      <p>
      Sirio (Enzo Giovannini)</p>
      • Re:Vero, la chitarra impossibile
        di Lauro - accordiano #1550 | 05 February 2008 @ 09:32
        • Re:Vero, la chitarra impossibile
          di Sirio - accordiano #2633 | 05 February 2008 @ 11:52
          --
          <p>
          Sirio (Enzo Giovannini)</p>
  • L'importanza della "messa a punto"....
    di ermanno55 - accordiano #7027 | 19 February 2008 @ 17:19
    • Re:L'importanza della "messa a punto"....
      di Sirio - accordiano #2633 | 20 February 2008 @ 08:49
      --
      <p>
      Sirio (Enzo Giovannini)</p>
      • Re:L'importanza della "messa a punto"....
        di ermanno55 - accordiano #7027 | 20 February 2008 @ 18:11
  • Con un po' di ritardo...
    di bluesmanpie - accordiano #9398 | 04 August 2009 @ 10:06
    • Re: Con un po' di ritardo...
      di Sirio - accordiano #2633 | 05 March 2010 @ 12:20
      --
      <p>
      Sirio (Enzo Giovannini)</p>

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