A 16 anni scopri che non puoi vivere senza suonare uno strumento. Immerso nei tuoi sogni, negli anni '80 t'immaginavi con la folta chioma cotonata alla Joy Tempest, nei '90 trasandato come un Kurt Cobain e nel 2000 ti ritrovi con la pancetta, moglie al seguito e l'Imu.
A parte la digressione, ritorniamo a quei 16 anni in cui per la prima volta vedi chitarracce copie delle copie, suoni una Eko X27 che neanche dopo una guerra post nucleare diventerà un pezzo da collezione suonabile, e agogni una qualsiasi chitarra, basta che suoni.
Entri e rientri nel negozio di strumenti musicali, dove il proprietario ormai, neanche fosse tuo padre, non alza più la testa quando varchi l'uscio, sfiancato da ogni richiesta. In un espositore di chitarre vedi la "tua chitarra", il tuo sogno, quella che ti avvicini ogni volta prendi il cartellino del prezzo e pensi quante settimane di paghetta e quale assurdo lavoro dovrai fare per potertela permettere.
Poi, per massimo masochismo, ti capita che un giorno entri e vedi un tuo pari che sta lì a provarla, forse strimpella Hendrix, forse sarà Van Halen o un Stevie Ray Vaughan, ma le sue manacce non sono un granché si vede che è una schiappa, ma quella chitarra ha un suono che da solo vale il pollice e l'indice di Satriani.
Nulla le fu di aiuto la sostituzione del capotasto con uno in ottone, il ponte con un Floyd Rose non originale ma lincensed. Rimaneva una vera schifezza e diventasti per lei quello che il Dottor Frankenstein divenne per la creatura.
Ma dopo qualche anno di agonia arrivò il gran giorno d'incontrare la mia Promessa Chitarra, una Fender Sunburst con ponte Kahler, made in Japan.
Ora penserete che noia, ci risiamo con le MIJ? Invece no.

La chitarra risale all'epoca di transizione dal post CBS e la nuova era e, come molti convengono, Dio volle che per la cifra di 900mila lire non mi fu regalata un'Americana.
Presentandovi la mia signora vi dirò che ha il corpo in alder in tre pezzi, verniciatura al poliestere, ponte Kahler 2500 con rulli in ottone, tastiera a 22 tasti in palissandro, piastra posteriore quattro viti con foro per il tilt del manico e tappetino di plastica, battipenna tristrato bianco con tre single coil.
La chitarra in questione ha sempre avuto un pregio e un difetto.
- Un suono tipicamente Fender leggermente tendente allo scuro, molto vintage con il pickup al manico, medi e alti equilibrati ma sotto tono e con una propensione a risultare eccessivamente squillante al ponte tanto da scavare di molto il suono in prima posizione.
- Il suo difetto: Il sustain.
Una chitarra senza sustain è come un corista con il mal di gola, un centometrista senza scatto, un qualcosa di non compiuto.
Con gli anni, suonando rock e metal, imparai a farci l'abitudine aiutandomi con saturazione e pedalini.
Cambiai il single coil al ponte mettendoci un Humbucker Dimarzio DP100 (Superdistortion in onore di Randy Rhoads) e battipenna nero.
Negli ultimi due anni questo strumento ha sonnecchiato e di recente mi sono messo in testa di rimediare in qualsiasi modo al torto fattole e la cosa che mi ha riempito di gioia è il fatto di esserci riuscito.
Per prima cosa, girando e rigirando su internet e su questo sito, mi sono fatto questo convincimento: la chitarra andava smontata e capita in ogni suo pezzo.
Sotto al manico, una volta smontato, ho trovato la scritta ST-562 K e una C rossa con una lettera A scritta a matita. Sul body sempre una scritta ST-562 Con una C rossa e una S rossa.
Per prima cosa ho risolto il rebus per il fatto che trattasi di una Stratocaster Reissue '62 con pickup coevi come impostazione sonora. La C rossa indica la sezione del manico che è a C la S indica la colorazione sunburst.
Per quanto riguarda l'elettronica, lo schema è classicamente Stratocaster con selettore a cinque posizioni, due toni con condensatore 473K e 1HZ di cui sono riuscito a decifrare solo il valore di 0,0473 uF e la tolleranza del 10%.
Armato di multimetro, ho rilevato un'impedenza di 5,94 K al manico e 6,04 K al centro. Chitarra databile al 1987 come da listino ritrovato su internet e dal numero di serie E7xxxxxx.
Per prima cosa avevo notato che l'accoppiamento manico corpo era troppo serrato, tanto da far lesionare la vernice e in effetti questo era dovuto alle sbavature della stessa verso l'interno e dalla verniciatura stessa del manico sino alla fine.
Armato di carta vetro ho provveduto a eliminare ogni traccia di vernice (gommosa quella del fondo del colore) interna allo scasso e in corrispondenze dell'accoppiamento sul manico.
Ho provveduto a eliminare definitivamente il tilt per la regolazione dell'inclinazione del manico, che di fatto solleva il manico dal body (un vero obbrobrio progettuale), e infine ho eliminato lo spessore di plastica posto tra la piastra di fissaggio del manico e il body. Ho rimontato il tutto, serrato bene le quattro viti del manico, collegata all'amplificatore. Un sorriso mi si è acceso in volto.
Il sustain era raddoppiato, il suono con più corpo, grosso, con un po' di crunch tirava fuori una carica mai vista, la mia vecchia signora sembrava rinata con una voce matura e presente.
Sorpresa ancora più forte è stato il DP100 al ponte: gli acuti si sono attenuati e i medi bassi sono stati riprodotti in maniera intellegibile per la prima volta.
Ma non è finita qui.
I prossimi step saranno sostituzione del condensatore con un Film Foil o altro (ho intenzione di provarne almeno 3).
Sostituzione dell'odiatissimo ponte ammazza sustain Kahler con un Wilkinson o un Fender originale a sei viti.
Sino a oggi mi sono sentito come un Marco Polo in oriente, chissà che in un prossimo futuro non mi riesca di scoprire le Americhe.

-- tappetino di plastica -- ...
Aspetta, stai ancora parlando della tua chitarra o ti sei confuso con la tua auto? :D
Scherzi a parte, la tua è una chitarra particolare, secondo il mio modesto parere andrebbe conservata com'è o rivenduta finchè è originale, se in testa hai un altro suono. Nel momento stesso in cui la priverai del suo ponte originale e monterai il ponte vintage (tra l'altro è un'operazione molto invasiva, tra bloccacorde alla paletta che andrà rimosso e scasso del ponte che andrà chiuso e rifatto) la tua chitarra non avrà più alcun valore commerciale, e potresti non aver comunque centrato il tuo obiettivo sonoro, ritrovandoti per di più con una chitarra irrimediabilmente alterata. Pensaci bene!
"There aint a woman alive that could take my mama's place." 2Pac - Dear Mama
Non c'è alcun bisogno di ...
Ovviamente mi terrò questo ponte per poterne in qualche modo ricostruire l'originalità.
Ma in realtà da questa chitarra non mi separerò mai per il valore affettivo che gli attribuisco.
Io il kahler lo ricordavo ...
"There aint a woman alive that could take my mama's place." 2Pac - Dear Mama
malato per le giapponesine
Greco SE 600 Jeff Beck copia stratocaster anno 1979 made in Fujigen;
Greco EG700 Goldtop copia Les Paul anno 1979 made in Fujigen;
Greco SF700 copia fat stratocaster anno 1990;
Aria Pro II ST 600 DMZ copia stratocaster con pickup Dimarzio anno 1981 made in Matsumoku;
Casio MG 510 copia stratocaster MIDI made in Fujigen anno 1990;
Greco NE 60 copia 175 made in Fujigen anno 1979;
Yamaha SA 2200 copia 335 anno 2005;
Yamaha AE 1200 copia L5 anno 1996;
Ibanez Artist AR 2916 anno 1979 made in Fujigen;
Tokai Custom "lady killer" copia fat stratocaster anno 1986 made in Fujigen;
Sono tutte belle e suonano tutte benissimo, le ho pagate relativamente poco ma hanno un suono fantastico, a detta del mio liutai (che non cambia le corde ma costruisce chitarre) batte sia le fender che le gibson attuali.
p.s.
http://www.fgnguitars.com
altro malato di giapponesi :-)
Greco RG-550, pre '75
Greco EG Mint Collection, 1988 (Les Paul)
Greco , modello indefinito Stratocaster '76
Greco PE-520, copia Les Paul Recording, pre '75
Greco copia ES175D, pre '75
Greco GO 1000
Greco GO III 700
Greco GO III 1300
Greco GO III 1300N
Yamaha SA1100
Yamaha SA2200
Roland G-505 (che è una Greco, ma con elettronica Roland)
Daion acustica "The 81 Caribou"
Sono felicissimo di tutte.
Fender Japan / Squier Japan
Credo che chi comprasse fender japan e squier japan in quegli anni comprasse sostanzialmente lo stesso prodotto.
Come suonano? Per me suonano bene. Niente di eccezzionale però... trovo che i pickup dell'epoca fossero un pò piatti.
Questo articolo non fa che ...
La scelta dello strumento
Piuttosto, Rion: come suona una Stratocaster con un Super Distortion al ponte? Sento in rete giudizi molto discordarnti. Vorrei saperlo dato che a breve arriverà l'agognatissimo momento della "SuperStrat" per farci del buon vecchio Hair Metal. Per il momento in pole position ho la Charvel So-Cal ma avere una fender stratocaster col coltello fra i denti non mi dispiacerebbe mica! Dimmi, dimmi. ;-)
P.s.: Ottimo articolo.
Suona molto "iron maiden" perfetta ...
Si destreggia bene spingendosi nel trash metal con i bicordi.
Insomma penso che sia un giusto compromesso a partire dal Metal anni 80 sino ad arrivare alle soglie degli anni 2000.
Quello che non fa, a mio parere, è andar bene per l'hard rock.
Ponte a 2 pivot...
Le curve di una chitarra sono come quelle di una donna... o viceversa ???!!! O_o
Non è una mia convinzione. ...
...e si vede che è successo solo a me...
Le curve di una chitarra sono come quelle di una donna... o viceversa ???!!! O_o
Veramente sento affermare (e condivido ...
Il fissaggio a sei viti comporta una serie di problemi sostanzialmente inevitabili:
è matematicamente impossibile che il ponte poggi contemporaneamente su tutte le sei viti (il che in fondo non è un male, gli attriti si moltiplicherebbero), e sulle poche viti che "lavorano" non esiste un punto preciso dove la piastra del ponte si possa posizionare in modo stabile, preciso e sicuro. Di fatto il ponte può muoversi, seppur di frazioni di millimetro, anche in senso verticale, soprattutto in seguito ad un uso energico della leva.
Il sistema a due pivots consente da una parte una considerevole riduzione degli attriti, dall'altra un sicuro e stabile appoggio del ponte, che si traduce in una più efficace e "pulita" trasmissione delle vibrazioni.
Che poi qualcuno possa preferire il suono o il feel di un sistema piuttosto che dell'altro, è un'altra questione.
Nel tuo caso penso che il problema sia il ponte, non il sistema di fissaggio.
Kahler, Floyd Rose o Wilkinson, per citare i più comuni, pur fissandosi al body allo stesso modo hanno comportamenti e risposte piuttosto diversi. Se il Kahler non ti piace (e pare che siano in molti a gradirlo poco), al tuo posto proverei prima di tutto una sostituzione incruenta con un altro ponte a 2 pivots (sperando che la distanza tra i piloncini sia compatibile).
-Oliver-
www.f24rocksolid.it
in realtà il ponte poggia ...
Non voglio fare condiderazioni di ...
Grazie
Strato Japan, cuore e miglioramenti
Alla mia nel tempo ho fatto cambiare il ponte che segava le corde (il Re per l aprecisione) con un Fender. Da allora non ho problemi di intonazione e con le corde Fender 250R 010-046 che durano nel tempo, hanno un'ottima (per me) resa dinamica ho chiuso il cerchio.
Il sustain rimane quel problemino segnalato che ho risolto con l'uso del compressore.
Il manico mi facilita molto perchè la C non è accentuata. Con il tempo per il problema ponte-sega-corde aveva fatto si che i tasti 1-2-3 fossero segnati. Li ho sostituiti tutti e fatto mettere dei jumbo.
Insomma ora mi hai fatto venire sete.......e voglio far fare quelle piccole modifiche per riottenere il sustain perso e soprattutto il suono del pickup al ponte troppo freddo.
Non penso che metterò l'Hum Di MArzio, amo i suoni Fender.
Comunque 'lei' si chiama Daisy.
Grazie ancora
Stefano
Stefano ringrazio te per i ...
Ho ancora il dilemma del miglior ponte da regalare alla mia MIJ...
Strato E7 MIJ sunburst
sono un entusuiasta possessore di una chitarra molto simile alla tua, l'unica differenza è il manico in acero:
Stratocaster MIJ serie E73xxxx
22 tasti
Sunburst 3 colori
Body in 3 pezzi
SSS, pick-up alnico, non ceramici
Ponte Kahler traditional 2520 (brass rollers)
Marchio 562 sul body, 557 sul manico
Sono pienamente daccordo sui pregi e difetti - il sustain è l'unica pecca che vedo (anche l'intonazione non è delle migliori a mio avviso).
Anch'io ho smontato lo strumento pezzo per pezzo e ho trovato esattamente la tua stessa difficoltà (in giappone facevano davvero le cose per bene): accoppiamento tra manico e body strettissimo, la vernice si è leggermente rovinata durante la rimozione, residui di vernice scura/nera sullo scasso del body
Vorrei capire meglio quali operazioni hai fatto per aumentare il sustain:
- cos'è il tappetino di plastica da rimuovere a cui fai riferimento?
- il micro-tilt l'hai semplicemente "svitato" in modo che non vada in contatto con il manico?
- hai rimosso i residui di vernice dallo scasso del body o anche dal manico?
Un'ultima domanda...io ho sempre creduto che il modello di chitarra in questione fosse una Stratocaster Contemporary standard 22, nel tuo articolo fai invece riferimento ad una Reissue '62...per quale motivo?
Grazie
Alberto