DV Mark Frank Gambale Combo

di binip - accordiano #19289 | 10 luglio 2012 @ 15:00
Amici Accordiani, vorrei condividere alcune impressioni in merito agli amplificatori per chitarra, riportando anche un breve giudizio sul mio ultimo acquisto, il DV Mark Frank Gambale, recentemente testato su una nota rivista di settore con giudizi a mio avviso non aderenti alla realtà (certo, se gli ampli da jazz vengono testati da chi jazz non lo suona...).

Prima di affrontare l’argomento direi che è doveroso darvi alcuni dettagli:
- suono prevalentemente jazz
- in tanti anni ho praticamente posseduto/suonato tutti gli amplificatori più importanti
- suono la chitarra da quando avevo otto anni (e ora ne ho quaranta), ho sempre studiato (vado ancora oggi a lezione) e ho fatto un percorso piuttosto simile a quello di tanti altri. Fino a 15 anni chitarra classica, da 15 a 20 anni cover band pop, da 20 a 28 anni rock-hard rock-heavy metal (e chi non rimase impressionato da Van Hallen, Satriani, Stivie Vai e poi Metallica, Anthrax etc), jazz negli ultimi 12 anni.

Dicevamo degli ampli. Mi limito a elencare brevemente i modelli che ho utilizzato per più tempo, suddivisi per genere musicale.

Pop
Tantissimi ampli, ma in generale ho suonato un Marshall JCM 900 combo (cento watt) e, successivamente, un Lab Series (trattasi di un combo a transistor sullo stile del Roland Jazz Chorus con due coni da 12" con un suono pulito veramente bello) insieme a un multieffetto Yamaha FX 500 prima e a una pedaliera Boss ME10 successivamente. Tra i due multieffetti, il Yamaha era veramente bello nelle modulazioni mentre il Boss aveva delle buonissime distorsioni.

Rock-hard rock-heavy metal
Il migliore che ho avuto è stato il Marshal JCM 800 (testa-cassa). Purtroppo ho avuto solo il cento watt (dico purtroppo perché il cinquanta watt era ancora meglio). Ho anche suonato alcuni mesi con VHT testata 50 watt (non mi ricordo il modello esatto, ma suonava bene per i gusti dell’epoca) e con un sistema a rack con pre Carvin Quad X Amp, multieffetto Alesis e finale Brunetti Silver Bullet (tuttavia mi sento di sconsigliare queste soluzioni perché veramente troppo complicate).

Jazz
Sono tornato inizialmente ai Fender! Ho avuto il The Twin Red Knobs (bel pulito ma ampli veramente troppo potente), il De Ville 2x12" Made In USA (in generale un ottimo ampli, anche se è bello solo il canale clean) e adesso ho un SuperReverb '65 Black Face. Credo davvero sia il migliore di tutti per fare jazz, blues, funky (in questo caso soprattutto con la Stratocaster) e, in generale, è il più bell’ampli tra i tanti che ho avuto la fortuna di possedere e di suonare.
Insieme al SuperReverb, ho avuto per un paio d’anni un Roland JC120. Ampli un po' freddino, soprattutto con il chorus acceso, ma veramente molto bello. In generale lo usavo con la archtop (Ibanez Gorge Benson GB-10) e con la semiacustica (ho una chitarra costruita da un bravo liutaio delle mie parti).
Si può dire quindi che ero arrivato a un livello di attrezzatura molto soddisfacente, ma c’era un però: il Roland JC 120 pesa 28 kg e il SuperReverb 24 kg, ma è molto più ingombrante da trasportare e non ha neanche le ruotine.

A un certo punto la mia schiena a detto basta, per questo ho dovuto considerare la necessità di accettare qualche compromesso per rimanere in salute.
Prima decisione da prendere: sacrifico il Roland o il SuperReverb?
Dopo giorni di sofferte valutazioni ho opzionato per il sacrificio del Roland. Perché? Semplice! Suono molto più spesso jazz-fusion e quindi avrei dovuto trasportarlo molte più volte. Quindi il monumentale SuperReverb è rimasto nello studio (non di registrazione purtroppo, intendevo proprio lo studio di casa) e di lì si muove meno di tre volte l’anno per le sporadiche suonate più bluesy. Lo uso però tutti i giorni per studiare (ho la fissa che gli ampli a valvole si rovinano se non utilizzati frequentemente).

Inizialmente ho sostituito Roland JC120 con un Roland Cube 80X. Ovviamente ho usato solo il canale pulito e quindi non darò nessuna impressione sulle simulazioni disponibili on board.
Non è affatto un brutto ampli. Fa il suo e pesa meno di 13 kg (veramente un beneficio per la mia schiena). Il chorus in dotazione non si può proprio sentire, mentre il riverbero è dignitoso. Il volume disponibile è adeguato per il jazz, anche in derive più fusion con basso elettrico e batteria che picchia (chiaramente in relazione al genere). Ovviamente non c’è proprio neanche lontanamente paragone con il JC120 (sul canale clean del Cube 80 i vertici Roland hanno scritto JC Clean, a mio avviso però senza alcun senso). Anche il prezzo è tutto sommato onesto. In generale meglio con la semiacustica che con la archtop, dove la cassa chiusa tende a inscatolare un po’ il suono. Con la Stratocaster o con altre solid body non l’ho mai usato e quindi non ho valutazioni. Alla fine sono giunto alla conclusione che, senza disprezzare affatto il dignitosissimo Cube, avevo bisogno di una soluzione migliore.

Inizialmente avevo pensato al Polytone Minibrute II (quello con il cono da 12"). Ero quasi convinto, ma alla fine ho desistito. Semplicemente non me la sono sentita. Chi sceglie quell’ampli di fatto prende una decisione definitiva: suona jazz con la archtop.
In questo trovo il Polytone addirittura superiore allo splendido Roland JC120 (sempre con la Gearge Benson GB10 ovviamente). Però il Polytone garantisce veramente pochissimi margini di flessibilità.


Alla fine, cercando di trovare un’idea nei vari forum, con una determinazione crescente per il fatto di aver dovuto nel frattempo trasportare il SuperReverb, ho per la prima volta posto attenzione al DV Mark modello Frank Gambale. Mi sono recato quindi in un negozio che lo aveva disponibile (ovviamente non dico quale perché non sono favorevole alla pubblicità gratuita) per una prova.
Come al solito non scenderò nei dettagli tecnici, per questo esistono le schede tecniche facilmente consultabili in internet. Io mi limiterò a dare delle valutazioni su aspetti pratici.

Suono pulito molto bello, con possibilità di spingersi anche ad alti volumi senza nessuna distorsione. Inoltre la presenza del gain e del master aiuta molto con la archtop, dove posso posizionare il gain a 3 o 4 e regolare il volume con il master senza nessun problema di feedback (devo dire che comunque la George Benson è veramente molto gestibile e forse facilita questo importante aspetto). Il cono al neodimio è molto aperto, in ciò aiutato dalla cassa non completamente chiusa posteriormente. Ma ciò che è più importante, il canale clean è versatilissimo e accetta bene i pedalini. Per la cronaca, ormai uso per praticità solo i Boss, quasi tutti standard a eccezione del SD1 che ho modificato con notevoli benefici, ma credo che questo ampli si adatti bene a pedali di tutte le marche.
Lo uso poco (per non dire mai), ma l’ampli ha anche un secondo canale con pre a valvole. Il suono non è male, ma certamente non stiamo parlando di un canale molto versatile. Secondo me per suonare fusion è molto bello, ma oltre quello non vai. Non ci suonerei mai blues o rock, ma francamente non ci suonerei nemmeno pop (nel caso, meglio utilizzare il clean con un overdrive o distorsore esterno). Direi che è una opzione disponibile, ma l’ampli non si compra certamente per questo canale. Fate attenzione però, perché DV Mark esalta particolarmente il canale con il pre-valvolare, quindi il mio giudizio è un po’ in controtendenza.

Il costo è francamente alto, soprattutto per chi attribuisce meno valore agli ampli non valvolari (penso che siano in molti, ma io non sono d’accordo). In più non credo che tutti siano disponibili o in grado di spendere più di 8cento euro in questo periodo non facile (tuttavia si trovano offerte anche sul nuovo). Però è costruito veramente bene e suona come un ampli che all’interno ha il 100% di materiali di alta qualità.
Pesa circa 11 kg e si trasporta con estrema facilità, con grande gioia della mia schiena.

Fatto un minimo di valutazione tra i pro e i contro, come dicevo all’inizio ho proceduto con l’acquisto. Dopo un po’ di tempo, passata la sbornia iniziale, devo dire di aver fatto bene.
Se suonate jazz, ma anche funky, fusion e pop, e state cercando una soluzione facilmente trasportabile senza compromessi di qualità io mi sento di consigliare una prova del DV Mark in questione. In più, è stato per me un piacere acquistare un prodotto interamente italiano, ma mi rendo conto che questo aspetto rimandi a sentimenti soggettivi.
Si può dire tutto ciò che si vuole sugli ampli, ma alle tre di notte, dopo aver già scaricato la macchina, montato il palco e suonato 2-3, ore io non ci credo che non abbiate mandato qualche accidente al fondamentale ampli valvolare di turno, di qualità magari irraggiungibile, ma pesante come un pianoforte a coda.

Morale della favola?
Anche questa volta sono arrivato alla conclusione che la qualità si paga, ahimè. Il Cube 80X è onesto, ma il DV Mark che costa più del doppio è un'altra cosa, tanto da non farmi rimpiangere affatto il JC120 (cioè il gold standard per qualità e versalità dei suoni puliti). Trovo inoltre insensato scandalizzarsi di un costo importante per ampli non valvolari (Polytone, Roland JC 120, da oggi DV Mark). Secondo il mio modestissimo parere la qualità si paga indipendentemente dal meccanismo di funzionamento. A volte ho l’impressione che le nostre valutazioni siano un po’ ideologiche.
Il peso dell’ampli è molto importante per il chitarrista comune mortale che si deve trasportare l’attrezzatura ogni serata. Fino a quando non sarete famosi e avrete qualcuno che Vi porta gli strumenti, consiglio di includere anche il peso e la trasportabilità tra i criteri di valutazione di un ampli.


Tutti i commenti

  • Parole sacrosante
    di nocommentnews - accordiano #34810 | 10 luglio 2012 @ 19:13
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    Francesco Saverio
  • Ci penserò...
    di Rothko61 - accordiano #32606 | 10 luglio 2012 @ 20:56
    • Tornando a parlare di ampli ...
      di Khayalan - accordiano #32336 | 10 luglio 2012 @ 21:04
  • Veramente una bella recensione, complimenti ...
    di Khayalan - accordiano #32336 | 10 luglio 2012 @ 21:02 | modificato: 10 luglio 2012 @ 21:02
    • Ciao e grazie per i ...
      di binip - accordiano #19289 | 11 luglio 2012 @ 09:37
      • Grazie per la risposta, veramente ...
        di Khayalan - accordiano #32336 | 11 luglio 2012 @ 10:07 | modificato: 11 luglio 2012 @ 10:09
  • ciao, grazie per l'articolo, semplice ...
    di accademico - accordiano #19611 | 10 luglio 2012 @ 22:16
    • Commentare i Polytone è piuttosto ...
      di binip - accordiano #19289 | 11 luglio 2012 @ 09:56
  • Bell'articolo! Sono possessore di una ...
    di SuperAdrian76 - accordiano DOC #23951 | 11 luglio 2012 @ 09:50 | modificato: 11 luglio 2012 @ 09:52
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    Daniele
  • Galileo
    di Peterpanico - accordiano #9724 | 15 agosto 2012 @ 19:34
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    "Well, they say time loves a hero
    But only time will tell
    If he's real, he's a legend from heaven
    If he ain't he's a mouthpiece from hell"
  • "...A volte ho l’impressione che ...
    di helloween - accordiano #27122 | 23 ottobre 2012 @ 16:59
    --
    Dario Hooker Di Marco



    "...credo che il distacco dalla natura e dai suoi ritmi sia alla base della nostra disumanità e frustrazione..."
  • Ottima recensione
    di Giuseppe95 - accordiano #36747 | 01 settembre 2013 @ 19:14
    • Re: Ottima recensione
      di binip - accordiano #19289 | 02 settembre 2013 @ 09:52
      • Re: Ottima recensione
        di Giuseppe95 - accordiano #36747 | 02 settembre 2013 @ 16:19
      • Re: Ottima recensione
        di accademico - accordiano #19611 | 09 ottobre 2013 @ 16:09

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