Digitech RP500: un amico su cui contare

di stefano58 - accordiano #23807 | 21 luglio 2012 @ 15:00
Tornare a calcare i palchi dopo i cinquantanni è come fare un tuffo nella fonte della giovinezza. Suonare con gli amici per un pubblico vero, aspettare la fine del pezzo con il timore di un severo silenzio e rimanere invece frastornati dagli applausi (seppure generosi) di apprezzamento, i complimenti degli sconosciuti e la soddisfazione degli organizzatori, tutte cose che allungano la vita e ne migliorano la qualità.
E con l’adrenalina del live potresti suonare tre o quattro ore di fila, le mani indolenzite ma eccitate corrono come ai vecchi tempi, e il sudore che copioso impregna le nostre magliette sembra un brindisi alla musica.
Ma poi la musica finisce, gli amici se ne vanno e resti solo con le tue chitarre, l’ampli a valvole, pedalanza varia, cavi e aste, tutto da smontare, tutto da ricaricare in macchina... e allora ricordi nel peggiore dei modi cosa recita la carta di identità e tutti quei doloretti che hai accumulato negli anni battono cassa inesorabilmente, tanto che occorrono due o tre giorni per smaltire un concerto. La schiena è la parte che più si lamenta, e guai a non ascoltare le sue lamentele, che il giorno dopo si lavora come sempre, e non ci si può fermare.

A casa, mentre lasciavo in sottofondo i vari malanni, guardavo con occhi vuoti la montagnola che avevo appena scaricato dalla macchina, proprio lì vicino alle scale che portano nella loro stanza, rimandando al mattino seguente l’ultimo doloroso sforzo: ormai era tutto in salvo a casa, e tanto mi bastava.
Certo ne ho mossa di roba: l’acustica e l’elettrica, il basso, il Jam 150 e il Valveking, la pedalboard con il suo carico di pedali vari, l’alimentatore e l’accordatore compresi, e poi la borsa con i cavi, il leggio... perdiana, sono un artigiano ma al lavoro fatico di meno!
E allora, dato che era in vista un altro concerto a breve, mi sono detto: devo trovare una soluzione.
In realtà mi serviva tutto, sarebbe stato il concerto su rock e cinema, i pezzi (una ventina) saltavano da un genere a un altro e dovevo assolutamente diversificare la strumentazione e il suono.
Ci vorrebbe un amico che mi aiuti, sicuro, ma forse non nel facchinaggio, ma qualcuno che mi semplifichi la vita.
E dato che non sono un professionista, che il pubblico spesso non sa distinguere tra un mandolino e un'ocarina ma l’importante e rendere bene l’idea, ho accettato l’offerta di un accordiano (dormiente) e mi sono preso la sua multieffetto: una Digitech RP500.


Ha pochi mesi di vita, mai usata perché comprata per un progetto mai nato, completa di tutto e ancora in garanzia. Leggo e ascolto qualcosa in rete, poi l’incontro: vederla e amarla è stato un attimo, magari me ne pentirò, ma è così bella, robusta, completa e trasportabile che non ho avuto dubbi. Ora è a casa mia, qualche pedale in meno (erano doppioni) e l’ho già pagata.
Ora veniamo al nocciolo della questione : è utile? Suona bene? E soprattutto, è semplice da usare?
Non posso che rispondere sì a tutte le domande.

Sull’utilità, beh, sul palco non ho portato altro che la Stratocaster e lei, poi dritto con le due uscite bilanciate nell’impianto. Come molte sue colleghe ha simulazioni sia di ampli sia di cabinet, ma può tranquillamente essere usata come una normale pedaliera agendo sui pulsanti dedicati.
Tra i preset ho trovato un simulatore di acustica (dread o jumbo) efficace quel che basta per i tre o quattro brani che lo richiedevano, e visto che su un altro paio di pezzi dovevo suonare il basso, taratatà, ecco una bella simulazione anche per lui, e dalle casse dell’impianto (grazie ai fonici bravi e disponibili) sembrava un quattro corde serio, pompato, insomma credibile.

Quindi via l’acustica e il basso. Ma anche gli ampli ora sono evitabili, e la schiena ancora ringrazia.
Tornando sulla Digitech, posso dire che l’ho presa tre giorni prima del concerto, e ho usato i preset per comodità e perché in fondo non erano malaccio. Ma in questi giorni l’ho rivoltata come un pedalino (eh eh) e ho potuto apprezzare la profondità degli interventi sui singoli parametri che permettono a tutti di trovare un giusto compromesso tra la comodità e l’eccellenza dell’analogico sulla lunga e impervia strada verso il nostro suono.
È chiaro, quando pestavo sull’808 dentro all’ampli a valvole tirato per il collo era tutta un’altra cosa, e quando suonavo la Cort e il Fishman proponeva il suo suono all’SR Jam 150, questo era strafelice di dimostrare il suo valore sussurrando note potenti ma chiare, insomma un’altra musica. Ma poi, quando l’obiettivo è coinvolgere la gente, farle passare un paio d’ore cantandoti dietro o a facendole accennare improbabili passi di danza, tutto il discorso legato al suono perfetto passa in secondo piano.

La Digitech è onesta e completa, le distorsioni svariano su tutti i fronti (puoi usare quelle degli ampli, davvero tanti, o tutti gli stomp più famosi ) e regolando di fino si può togliere quell’alone di plasticosità tipico del digitale (e l’impianto su cui uscirà è importante in tal senso). Le modulazioni e gli effetti di ambiente sono di buona fattura e in stereo danno il meglio, c’è l’accordatore on board, lo switch by-pass molto true, venti secondi di loop e, come dicevo sopra, la possibilità di usarla come pedaliera su un amplificatore, selezionando l’opzione sia nei tasti davanti sia in quelli dietro. Ecco quindi che, una volta scelti gli effetti voluti, si possono accendere o spegnere a piacimento e assegnare al pedale d'espressione la funzione che si vuole, dal volume all’intensità dell’effetto, oppure il solito wha, che fa sempre comodo.

La struttura è tutta in metallo, i pulsanti fanno un bel clack sicuro quando li si pesta. Nella confezione, oltre l’esauriente manuale, Cubase, l’alimentatore e la possibilità di scaricare tramite internet preset suggeriti dagli utenti e tutti gli upgrade futuri.

Non è la soluzione finale, non è la panacea contro i mali del mondo, ma sicuramente una macchina affidabile con cui dividere il palco quando la purezza del suono non è la direttiva primaria, e anche una buona compagna di giochi a casa, collegata alle cuffie o all'ampli e perdendosi tra le mille possibilità che ti offre.
Di certo continuerò a sognare l’ampli boutique e quel pedale che pare riesca ad aprire le porte del paradiso dei chitarristi, ma nei prossimi live (e in sala) sono sicuro che avrò lei ai miei piedi, e la salute ne guadagnerà.
Per ascoltare cosa può fare ci sono dei buoni video in rete realizzati con mezzi migliori di quelli a mia disposizione, oppure i brandelli di concerto ripresi da un cellulare che vi ho proposto in un diario recente. Ma se potete farci un giro, in negozio o da un amico, mettete in moto e partite tranquilli: in mezzo alla strada non vi ci lascerà di sicuro.


Potrebbe interessarti anche:
M-Picks Mini Slide: grande slide (27/07/2013)
Framus e 25 firme per beneficenza (28/07/2013)
John Martyn: Solid Air (23/11/2000)
Bob Brozman alla Salumeria della Musica (13/11/2006)

Tutti i commenti

  • Bella lì...
    di arne_saknussemm - accordiano #24345 | 21 luglio 2012 @ 15:59
    • Godersi il palco è l'obiettivo ...
      di stefano58 - accordiano #23807 | 21 luglio 2012 @ 16:50
      --
      How can a poor man stand such times and live
  • Caro Stefano, siccome mi capita ...
    di Martinez53 - accordiano #23272 | 21 luglio 2012 @ 15:59
    --
    Vivi e lascia vivere
    http://www.youtube.com/user/MrMartinez53
    • Eh , lo so , ...
      di stefano58 - accordiano #23807 | 21 luglio 2012 @ 16:52
      --
      How can a poor man stand such times and live
  • "Ma poi, quando l’obiettivo è ...
    di Mr_Pone - accordiano #28115 | 21 luglio 2012 @ 16:00
    • Me ne sono reso conto ...
      di stefano58 - accordiano #23807 | 21 luglio 2012 @ 16:57
      --
      How can a poor man stand such times and live
  • Ottimo oggetto
    di MrPecosBill - accordiano #32161 | 21 luglio 2012 @ 20:22
    --

    • Sono felice se mi dai ...
      di stefano58 - accordiano #23807 | 21 luglio 2012 @ 20:58
      --
      How can a poor man stand such times and live
  • Ciao Ste !! Credo ...
    di janblazer - accordiano #26680 | 22 luglio 2012 @ 00:12 | modificato: 22 luglio 2012 @ 00:14
    --
    Never Too Late - Shabby Band
    • la ricerca del suono perfetto ...
      di stefano58 - accordiano #23807 | 22 luglio 2012 @ 07:14
      --
      How can a poor man stand such times and live
  • non condivido troppo il ritenere ...
    di yasodanandana - accordiano #699 | 22 luglio 2012 @ 09:17 | modificato: 22 luglio 2012 @ 09:20
    • Quello che tu affermi è ...
      di stefano58 - accordiano #23807 | 22 luglio 2012 @ 09:39
      --
      How can a poor man stand such times and live
      • tutto giusto.. io osservavo ...
        di yasodanandana - accordiano #699 | 22 luglio 2012 @ 10:51
        • Ma bisogna comunque stare attenti ...
          di Pinus - accordiano #2413 | 22 luglio 2012 @ 12:37 | modificato: 22 luglio 2012 @ 12:42
          --
          "Non suono per piacere, suono per godere!"
          • Credo che uno dei problemi ...
            di stefano58 - accordiano #23807 | 22 luglio 2012 @ 12:44
            --
            How can a poor man stand such times and live
    • Io spazio dal digitale all'analogico ...
      di marcomo - accordiano #33070 | 22 luglio 2012 @ 23:18
      • Sono d'accordo che nelle registrazioni ...
        di stefano58 - accordiano #23807 | 23 luglio 2012 @ 07:55
        --
        How can a poor man stand such times and live
        • si come dici tu il ...
          di marcomo - accordiano #33070 | 23 luglio 2012 @ 08:16
          • <<avere un suono che mi ...
            di stefano58 - accordiano #23807 | 23 luglio 2012 @ 08:27 | modificato: 23 luglio 2012 @ 08:28
            --
            How can a poor man stand such times and live
          • ho provato a modificare ma ...
            di stefano58 - accordiano #23807 | 23 luglio 2012 @ 08:31
            --
            How can a poor man stand such times and live
        • beh
          di brozio77 - accordiano #10423 | 23 luglio 2012 @ 21:59
          --
          al paese dei ciechi l'orbo gli' e un re
          • Capisco le tue problematiche , ...
            di stefano58 - accordiano #23807 | 23 luglio 2012 @ 22:14
            --
            How can a poor man stand such times and live
            • e mi ci vorrebbe un ...
              di brozio77 - accordiano #10423 | 23 luglio 2012 @ 22:43
              --
              al paese dei ciechi l'orbo gli' e un re
  • La pedaliera la usi in ...
    di esseneto - accordiano #12492 | 23 luglio 2012 @ 10:03
    • La uso in diretta e ...
      di stefano58 - accordiano #23807 | 23 luglio 2012 @ 10:13
      --
      How can a poor man stand such times and live
  • Hai capito il ragazzo, passa ...
    di sepp - accordiano #10489 | 23 luglio 2012 @ 19:15
    --
    "Il bello della Musica è che quando ti colpisce non provi dolore"
    Bob Marley
    • Finora mi ero accontentato delle ...
      di stefano58 - accordiano #23807 | 23 luglio 2012 @ 19:24
      --
      How can a poor man stand such times and live
      • per quello che ho capito ...
        di sepp - accordiano #10489 | 23 luglio 2012 @ 19:31 | modificato: 23 luglio 2012 @ 19:32
        --
        "Il bello della Musica è che quando ti colpisce non provi dolore"
        Bob Marley

Scrivi un commento

Accedi o crea un account per commentare.