La presenza in Europa di Eric Johnson è da considerarsi un evento eccezionale: si tratta della sua prima visita e, per quanto ne sappiamo, l'unica in programma per il momento. Per l'occasione il chitarrista texano non si è risparmiato e il numeroso pubblico che ha deciso di vivere l'esperienza di un suo concerto ha potuto assistere a uno show completo: oltre a portarsi dietro i suoi musicisti dagli USA anziché ripiegare su turnisti, come spesso accade, Eric ha deciso di caricare sull'aereo anche la sua intera strumentazione. Roba da capogiro, per chi lo conosce. Due testate Marshall su un full stack di quattro per dodici con tutta l'aria di avere anche un discreto valore storico, due amplificatori Fender e relative casse, una bella formazione di effetti e una scelta di chitarre che non guasta mai.
L'attesa per una delle date del tour, per gli appassionati, è stata snervante, e ora buona parte dei concerti sono passati e il programma italiano quasi completo. Come si suol fare alla fine della stagione calcistica, questo è il momento di tirare le somme.
Per un guitar hero del calibro di Eric Johnson, famoso per i suoi fraseggi astratti, ampi e aerei, oltre che per il suo comping, gli accordi e i voicing articolati e ricchi di sfumature, le aspettative sono alte. Gli occhi sono puntati su di lui, ora sulle sue mani, ora sugli strumenti che ha ai piedi e alle spalle. Certo, non si può mica parlare di Eric Johnson senza far riferimento al suo sound e al modo in cui lo ottiene. Due amplificatori Marshall per il distorto, due Fender per il pulito, delay analogici come se piovesse e caldi riverberi fanno giocare Eric con suoni totalmente diversi gli uni dagli altri, curati all'inverosimile e conosciuti e imitati da molti chitarristi. Anche qui l'esame è approfondito, a maggior ragione se le aspettative sono quelle che si hanno verso un tipo che assicura, vuole la leggenda, di riuscire a distinguere il suono a seconda della marca di batterie utilizzata all'interno di uno dei pedali nella propria catena.
Fanatismo e ipercriticità non possono dare giudizi oggettivi, si sa, ma anche il parere dei fan più accaniti, incantati e delusi a seconda dei casi, è utile a fare un bilancio del ciclone texano passato sui palchi nostrani nell'ultima settimana. Accordo ha seguito molto da vicino il tour, presenziando a più di un concerto. Per quello di venerdì a Caivano c'ero io. Vicino a me Cristiano Ceruti, del Centro Chitarre, ormai una presenza fissa quando si parla di chitarristi live a Napoli. Cristiano e ha messo il suo zampino organizzativo anche con Eric Johnson, per il concerto di Caivano.
Apertura curata da Buddy Whittington, si diceva. Buddy e la sua band - in questo caso amici inglesi, non la formazione originale con cui Buddy incide e suona negli USA - hanno intrattenuto egregiamente il pubblico con del blues tra il rock e il country che passava dai classici di John Mayall alle opere inedite di Bud. Prima di liberare il palco si unisce a loro Ciro Manna, altra presenza fissa negli eventi organizzati da Cristiano in collaborazione con Fareventi, per alcuni brani in jam session.
Il pubblico è gasato, si è divertito anche se molti in sala sembravano non aver mai sentito nominare l'ex Bluesbreaker. Il fatto di aver avuto a disposizione pochi minuti per il sound check (provvidenziali guasti automobilistici e il traffico di Napoli non vanno mai sottovalutati) non ha scoraggiato né penalizzato la Buddy Whittington band, che si è esibita con un sound pazzesco, compatto ed espressivo. C'è l'intervallo. La location sotto le stelle e fornita di uno spiazzo con bar permette al pubblico di sgranchirsi un po' le game e di andarsi a complimentare con il buon Buddy, che nel frattempo ha già sgomberato il palco del suo rig essenziale e si sta gustando una birra tra la folla.

Diversa e più complicata è stata la giornata per Eric Johnson. Come ormai i tecnici d'oltreoceano sanno bene e come hanno dovuto imparare anche quelli nostrani, Eric richiede un lungo sound check, da solo sul palco per trovare il suo suono. Il pomeriggio di Johnson passa tra regolazioni di effetti, livelli, qualche lick, un continuo botta e risposta con il fonico in sala, con cui dal palco comunicano anche tramite una coppia di iPad con su un'app non meglio identificata, ma del tutto simile a un mixer/controller touch.
La band raggiunge il chitarrista sul palco solo per qualche minuto, il tempo necessario per assicurarsi che i volumi siano equilibrati. Finita la preparazione, da veri turisti nella loro prima visita italiana, Eric Johnson, il bassista Chris Maresh e il batterista Wayne Salzmann si aggirano per il complesso con le proprie ragazze/mogli, guardandosi intorno incuriositi e scattando foto ricordo.
Come da scaletta, quando il concerto ha inizio si sparisce dalla scena. Buddy è fuori e suona, si diverte e fa divertire per un'ora buona, poi è il momento di entrare in scena per l'estrazione programmata dal negozio di Napoli. Eric, come persona al di sopra di ogni sospetto, è chiamato a estrarre il biglietto che farà vincere a un fortunato una Fender Stratocaster offerta dal Centro Chitarre, mentre la crew si appresta a completare il cambio di palco.
Ma poi si abbassano le luci, i tre sono i soli sul palco e comincia il vero concerto, quello che tutti aspettavano. Il suono di Eric è perfetto, i puliti si riconoscono a un chilometro di distanza. Una smorfia si fa spazio sul volto di alcuni tra i presenti quando, invece, arrivano i distorti. Le quattro per dodici sparano un suono sì cremoso, compresso, caldo, com'è quello signature di Eric, ma anche piuttosto confuso, cupo e dal volume nettamente inferiore al pulito, che fa perdere un attimo la dimensione di cosa stia accadendo sul palco. Niente di grave e che non si possa riparare con una bottarella al mixer, complice anche l'amplificazione e microfonazione indipendente per clean e lead, ma dopo tante ore di preparazione pomeridiane ci si aspettava un pizzico di precisione in più. E qualcuno già pensa alle batterie dell'overdrive che "non sono più quelle di una volta".
Eric procede attraverso il suo repertorio scaricando il suo inconfondibile fraseggio. Alcuni apprezzano il particolarissimo modo di sfruttare anche delle semplici pentatoniche, con ampi salti che danno sonorità sempre nuove, altri lamentano una tecnica non all'altezza dei vecchi tempi.
"Non è più quello del G3 nel 1996", dicono. È vero, ma è pur vero che i concerti col noto supergruppo, periodo di riferimento di molti quando si parla di Johnson, risalgono a qualche annetto fa, e il tempo passa anche per i migliori.
Altri lamentano la scarsa capacità di Eric nel tenere il palco. In effetti il gracile chitarrista texano sparisce dopo la presenza dirompente di Big Bud, il corpulento bluesman che l'ha preceduto. Eric preferisce raggiungere la sua postazione al centro del palco solo per cantare e per azionare la pedaliera, mentre negli altri momenti resta sul lato, vicino agli altri due, testa bassa e sguardo concentrato sulla tastiera. Che non sia un istrione si sapeva, e i fan certo non si aspettavano una dirompente personalità, giustificando il proprio idolo anche quando, forse nella concentrazione del momento, fa qualche timido passetto avanti verso il bordo del palco, dando le spalle ai settori più esterni della platea e sparendo dall'occhio dei riflettori.

Questo Johnson, come abbia suonato, nessuno sa dirlo con certezza. Alcuni lodano il magistrale lavoro sugli accordi, altri criticano il solismo in decadenza. Se la sua particolarità è sempre stata quella di avere due suoni molto diversi per accompagnamento e solistica, tanto da far sembrare che due chitarristi differenti stessero suonando due chitarre differenti in due concerti differenti, questa volta sembra che sia stato il pubblico a vedere due concerti differenti, e non riesce a mettersi d'accordo su quale sia stato il vero concerto di Eric.
Giudizi simili erano già giunti all'orecchio dei presenti grazie ai pareri degli amici che hanno seguito le precedenti date, alcuni si erano preparati e altri già partivano sfiduciati. Un tour particolarmente enigmatico che solo i presenti sanno davvero com'è andato.
Al concerto di Caivano, oltre all'amico accordiano Peppeguitar con cui ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere a fine concerto ma col quale si è preferito di parlare di tutt'altro, essendo il fuoco dell'esibizione ancora troppo caldo per dar giudizi, c'era anche Wizard, che appena ieri ha parlato del concerto in un suo diario. Se da una parte c'è la delusione alimentata da un comportamento particolarmente distaccato nel dopo-concerto da parte di Eric, dall'altra c'è l'estasi di Memecaster, che ha seguito una data precedente, accompagnando i redattori di Accordo per un'intervista a Eric. Ieri, quasi contemporaneamente allo sfogo di Wizard, l'articolo di Memecaster appariva in homepage di Chitarra con un parere diametralmente opposto proprio sull'aspetto umano di Johnson.
E così siamo a quattro. Quattro giudizi su un unico chitarrista nel suo primo e forse ultimo tour italiano. Se sarà stato simpatico, antipatico, bravo a suonare, impacciato o se avrà avuto o meno un buon suono resterà una chimera, e solo i presenti ai concerti sapranno cosa è veramente successo in una calda settimana di luglio. Lo sapranno e a chi gli chiederà com'è stato il concerto risponderanno "Sai che ancora non l'ho capito?".
E così siamo a quattro. Quattro giudizi su un unico chitarrista nel suo primo e forse ultimo tour italiano. Se sarà stato simpatico, antipatico, bravo a suonare, impacciato o se avrà avuto o meno un buon suono resterà una chimera, e solo i presenti ai concerti sapranno cosa è veramente successo in una calda settimana di luglio. Lo sapranno e a chi gli chiederà com'è stato il concerto risponderanno "Sai che ancora non l'ho capito?".

La verità è in voi
Credo che tu abbia ragione ...
"Non suono per piacere, suono per godere!"
Amen!
SaluTONES!!!
concordo appieno!!!! ...
È anche veropero che un ...
"Non suono per piacere, suono per godere!"
ottima risposta ...
Sai com'é non é che ...
pace e bellezza
http://www.myspace.com/cybillsheperd
"Nelle valli della stupidità per i filosofi cresce pur sempre più erba che sulle nude alture dell’intelligenza"
Quoto in pieno... ...
oskar77
io sinceramente non capisco....apparte chi ...
Esprimere un giudizio? Ci provo io...
Per me assistere a un suo concerto dal vivo è stato un momento magico ed epocale: mi sono accomodato, abbandonato alle emozioni, ho cantato appresso alle canzoni parola per parola, canticchiavo pure i soli, mi spellavo le mani ad applaudire...insomma, ho fatto quelle cose che si fanno ai concerti di buona musica quando ci si lascia coinvolgere dai performer che ci stanno offrendo la loro prestazione sul palco.
Poi è dopo, a bocce ferme, quando l'adrenalina è calata e le luci si sono fatte più forti e il fonico ha messo la solita musicaccia di sottofondo che accompagna il mesto smontaggio del palco, che si può tentare di esprimere un giudizio tecnico sui nostri eroi (perché il giudizio puramente "estetico-musicale" è di livello ELEVATISSIMO, secondo me, quando si parla di Johnson).
Tornando al giudizio tecnico (che a quanto pare, mah, è quello che sta più a cuore dei lettori di Accordo, leggendo molti degli articoli e dei commenti precedenti): forse ho da ridire sulla scaletta, non avrei inserito "Last house on the block" e nemmeno il pezzo di Coltrane (comunque interessante e suonato a buoni livelli), ma è chiaro che con una carriera come quella di Johnson è difficile fare una selezione che soddisfi tutti (io in primis sono un fan esigentissimo da questo punto di vista). Ciononostante credo che la maggior parte dei pezzi scelti sia abbastanza rappresentativa di questo guitar hero.
Come ha suonato? Siamo abituati ad andare in giro su Youtube alla ricerca delle performance dei nostri eroi delle sei corde: è chiaro che, cliccando i primi risultati, ci imbattiamo nelle prestazioni più roventi nelle location più suggestive, e ci facciamo una certa idea dello "stato di grazia" di un chitarrista. Ci dimentichiamo che come tutti gli esseri umani anch'egli è sottoposto a condizioni di "fluttuazione dello stato di forma", ed è chiaro che l'altra sera a Caivano (che senza nulla togliere non è una "big arena" in Texas con 150000 persone) Eric Johnson non ha suonato "Cliffs of Dove" COSI':
http://www.youtube.com/watch?v=HQFthgcHLAA
La suggestione era tutt'altra, ok. E lo stato di forma non era quello che qui si vede. Non discuto. Ma tant'è, io mi sono entusiasmato ugualmente, e (per me) un artista come lui è in grado anche quando non è a mille (e quando, ahimé, non è neanche più giovanissimo) di donare spunti ed emozioni, e con la sua profondità espressiva ascoltare un suo live è comunque come affacciarsi dal trentesimo piano. Ok, non più come da un grattacielo, ma come da un palazzo mooolto alto certamente sì! :) Poi per valutare la sua condizione complessiva in termini di forma, ok, si sarebbero dovute seguire e confrontare praticamente tutte le sue date italiane, ma...magari poterlo fare!!! :)
Il suono? Per me bello. Il clean? Il più bello mai udito in vita mia. Veramente eccellente. E sono certo che mai ne ascolterò uno nemmeno lontanamente simile negli anni a venire. Ci scommetto.
Il distorto? QUALE distorto? Johnson ha diversi suoni distorti, a diversi livelli di incisività e di "cattiveria". Ok, prendiamo il suo suono più estremo. Quello con cui ha suonato "Cliffs of Dover", va. Non è il suono "violinoso" degli inizi, ora è svoltato su un suono particolarmente caldo e avvolgente, al limite carezzevole, che qualcuno qui, non ricordo chi, ha efficacemente definito "sabbioso": cos'è la sabbia? Qualcosa che a vederla è compatta, ma se la si prende in mano si può distinguere ciascun piccolo granello...e la sabbia più bella è chiara, tanto chiara...cosa c'entra questo che ho detto col suono di Eric Johnson? Beh, pensateci...vi lascio con questa piccola "prova zen", non meno difficile dell' "ascoltare il suono di una mano sola"...;)
In definitiva: un'esperienza comunque memorabile ed emozionante, che mi ha lasciato un po' più ricco interiormente, ancora più ispirato, un po' più desideroso di suonare il mio strumento e un po' più (piacevolmente) vecchio! :)
Ecco, io mi sono sbilanciato...scusate la lunghezza, ma sulla scia della positività lasciata dal concerto dell'altra sera, VI AMO TUTTI!!! :)
SaluTONES!!!
Sono assolutamente d'accordo con te, ...
Quindi anche per me un'esperienza davvero unica ed indimenticabile!
Culto
Ma sì, poi sai com'è...se fosse venuto giù con un rig ridotto, tutti a dire "questo si è portato una strumentazione minimale" e sarebbe passata per una mancanza di rispetto per il pubblico...
In più: se avessi tempo e modo, anche i miei sound check durerebbero una vita: amo poter stare sui palchi, semplicemente perché è un'occasione nella quale se metto a palla il mio modestissimo Fender Hot Rod e spingo sul gain dei miei pedalini non avrò nessun vicino a cui rendere conto...per cui lassù ci starei per ore, perché amo suonare in questo modo! :)
Per il resto, profonda invidia per il tuo incontro ravvicinato del terzo tipo! :)
SaluTONES!!!
Sempre più d' accordo! Siamo ...
Assolutamente! Imprescindibilmente! :-) SaluTONES!!! ...
SaluTONES!!!
visto che c'ero anche io, ...
Per me è stato bello, mi ha attratto nel suo sound nonostante i problemi tecnici della strumentazione; la critica che posso permettermi di muovere è l'esagerazione dei watt delle testate per il suo suond distorto, in quanto, per far crunchare quelle testate ci voleva un bel volume che era inadatto al luogo. Però devo dire (e in tal caso non sono fedele testimone ma uno che riporta semplicemente le parole di un carissimo amico) che eric ce l'ha messa tutta nel sound check per cercare un degno suond, in quanto so che (tra le varie cose) abbia provato per 4 volte sempre la stessa scala e smontato un pedale, nel cercar di ottenere ciò che voleva dalla sua strumentazione in quel contesto.
Mi permetto a questo punto di spezzare una lancia in suo favore: nel momento in cui sei una persona che cura molto il suono e ti ritrovi in un contesto in cui non sei soddisfatto di quel che senti uscire dai tuoi speaker e ti senti frustrato per l'opinione che potrebbero avere i tuoi fans sul tuo suono, tutto ciò incide anche sulla performance: tant'è vero che se n'è andato con una faccia tutt'altro che soddisfatta e, durante tutto il concerto, è stato a dare indicazioni al fonico e al suo tecnico del suono.
Visto a Montebelluna
Solo qualche applauso a scena aperta per i fraseggi dei brani più noti ed entusiasmo vero unicamente per i bis, vedi caso brani non suoi come ad esempio The Wind cries Mary di Jimi Hendrix. Anche i 2 componenti la band non mi hanno particolarmente colpito, nè il bassista dall'improbabile Fender rosa (aveva 2 occhiaie come ne ho viste solo da ragazzino ai concerti di Vasco, ma magari è lui così) nè il batterista energumeno.
Sulla qualità del suono non sono competente quanto altri, a me è sembrato che puliti e crunch fossero "normali", semmai mi sono stupito nel leggere che il suo sound check è laboriosissimo: se i risultati sono una batteria che copre quasi tutto e qualche pedale che ogni tanto fa i capricci (come è successo verso 3/4 del concerto) chissà allora se fosse meno accurato cosa succederebbe. Capisco anche che allestire uno stage dentro un negozio in poco tempo non sia semplice, ma insomma...
You can still play guitar when you’re old and fat
Per fare un discorso costruttivo...
SaluTONES!!!
... sempre senza polemiche
Vedo lo spettacolo e giudico per quello che ho visto: un chitarrista dotato di tecnica sopraffina, algido e distaccato nel comportamento e freddino anche dal punto di vista dei contenuti. Tutto qui. Ho visto suonare 2 sole chitarre, la sua signature Fender ed una Gretsch (credo) rossa hollow body per una paio di brani, distortissima in alcuni passaggi. A me è sembrato abbastanza normale come campionario di strumenti e suoni, sempre tenendo conto che sul palco c'era uno dei primi al mondo. Ecco perchè per quanto riguarda crunch, puliti e quant'altro ho solo detto che non sono caduto dalla sedia di fronte a quanto propostomi. Sarà che a 50 anni è più difficile ribaltarsi e si è già ascoltato tanto, ma con questo non voglio togliere nulla a nessuno. Se tu hai avuto un'esperienza diversa e più entusiasmante a me fa solo piacere!
You can still play guitar when you’re old and fat
Algido e distaccato
Mi soffermo solo su un punto: "algido e distaccato"...sì...lui E' così...da quando sono incappato nel suo primo DVD e l'ho visto suonare, ti confesso che anche a me ha colpito questa cosa...credo che ogni artista abbia una diversa comunicatività, io ho visto spesso anche Andy Timmons (Texano come lui) e sono stato letteralmente travolto dalla sua solarità e dal suo entusiasmo...perché ecco, invece lui E' fatto in quest'altro modo! Un altro grandissimo, che si pone in un altro modo ancora...e allora, in questo contesto, ecco la boria di Malmsteen, la follia di Steve Vai, il sudore di SRV, l'istrionismo di Van Halen, e tutto il variegato arcobaleno dei modi in cui i chitarristi stanno sul palco...
Ora questo è un giudizio personale, ma quando faccio le mie serate e, inconsapevolmente, mentre suono dei passaggi difficili metto giù la testa, o mi giro per ascoltare meglio l'ampli, o mi dimentico totalmente del pubblico, o faccio tip-tap sui pedali, o quando finito un pezzo mi prendo gli applausi ma ripenso alla nota storta che m'è scappata, quando ci ripenso a tutto questo mi viene in mente lui...e io ero così anche prima di conoscere la sua musica...quindi avrai capito perché, a causa di questa "remota corrispondenza emotiva", sono del tutto in-obiettivo quando giudico la sua componente "umana". :)
Il resto...certo, i gusti son gusti, la musica di qualcuno può piacere o non piacere, la performance può accattivare o non accattivare, il bagaglio culturale e musicale di ciascuno è diverso, esistono tutti i pareri possibili, ma in particolare Johnson è un personaggio che, per l'appunto, è in grado di scatenare valutazioni anche diametralmente opposte: chi lo ama, chi lo detesta. Per me, anche per questo lui rimane uno di quei grandi "fragili", con una personalità veramente in bilico e con un suono enorme a dispetto del suo corpo gracile e minuto, ma proprio per questo un musicista ricco di fascino e soprattutto dotato di un mondo interiore realmente ricco e profondo.
Grazie del confronto.
SaluTONES!!!
Commento Fiesole
Vero anche la freddezza sul palco. L'ho notata soprattutto a inizio concerto: forse un mix di umido, pubblico non eccessivamente esaltato e palco che lo lasciava piuttosto separato e un non completo feeling con lo strumento. Nonostante ciò a seconda parte della serata è migliorata molto, con un Johnson un po' più sciolto e disinvolto, soprattutto dopo una incendiaria High Landrons. Concordo fondamentalmente con Tyler Durden: siamo abituati a vedere i nostri idoli in momenti in cui vedevano la madonna... ovviamente non sempre è così. Detto ciò mi sono lasciato alle spalle un concerto decisamente godibile e piacevole, magari non mi sarò gasato come con i deep purple, ma quando ha attaccato cliffs of dover un bel brivido lungo la schiena, con quei suoni, mi è proprio venuto ;)
Non ho seguito i concerti ...
Van Gogh ha inventato un certo uso del colore e della pennellata, ma se a una mostra vedeste un paio di persone col naso appiccicato a una sua tela a discutere per ore solo di quegli aspetti sono sicuro che vi verrebbe voglia di dirgli di farsi indietro per dare un'occhiatina anche al quadro intero. Ma il punto è proprio questo: cogliere, capire, mettersi in sintonia con l'autore, emozionarsi e discutere in modo critico sul quadro è ben più impegnativo che farsi le pippe sullo spessore delle pennellate.
La fai facile te, sei ...
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico
Ah... ma l'articolo... era su ...
:-P'''
È sempre quella combriccola lì... ...
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico
Giusto
Tu non sei un estimatore della sua musica, s'è capito, ma credo che almeno dal punto di vista "metodologico" hai fatto un discorso "sano".
Quindi, nel bene e nel male, penso sia il caso di fare quello che dici, ovvero torniamo a chiederci: a questi concerti c'è stata emozione? Le canzoni, i brani ci hanno accattivato? La performance è stata di buon livello?
Le mie risposte sono: Sì. Sì. E sì. :)
Per molti altri che si sono qui espressi non ho capito le risposte...
SaluTONES!!!
E quindi torniamo al primissimo ...
Molto spesso il chitarrista che ...
Eric Johnson: ma perché ora?
come Memecaster e Tyler Durden sanno bene io sono stato super-felicissimo di questo tour/occasione che, come c'è scritto nell'articolo, anche io ho l'impressione che sia una cosa che non si ripeterà.
ma sinceramente mi sono chiesto:
perchè??
perchè dopo una carriera "spesa" negli states proprio ora Eric ha deciso di intraprendere questo tour?
non era voluto venire neppure con i G3 nel primo trionfale tour.
ve lo siete chiesti?
io ho pensato:
1. anche lui deve mangiare...quindi soldi. si è presentata l'occasione e l'ha fatto. ma allora perchè solo UK e Italia (+ due date in Olanda?) in Francia, Germania e altri paesi non avrebbe avuto seguito?
2. la volontà di vedere Londra, Firenze, Roma, Napoli.... ecc ecc... forse più della sua compagna (non so se è sua moglie) che sua?. ma cosa ha visto che era sempre sul pullman oppure a fare soundcheck interminabili?
3. gli ho frantumato talmente le scatole sul suo Facebook che alla fine ha ceduto?? ^_^
...
seriemante. a me è sembrato strano. o quantomeno particolare. ma lui è in effetti uno PIUTTOSTO particolare no?
ciao a tutti, in particolare a coloro che hanno gioito con me per questo evento.
un abbraccio
i conti in tasca
You can still play guitar when you’re old and fat
infatti...
che non sarebbe nulla di strano per uno che fa questo "lavoro"... ma per lui che sembrava proprio "avverso" al venire in Europa. un pò strano mi è sembrato
Soltanto una botta di........
Sono stato in bilico per una trasferta di lavoro che mi pendeva sul groppone, ho avuto letteralmente paura di perdermi l'evento (e mia moglie avrebbe ben saputo che se fosse accaduto sarebbe stata un'estate di depressione e lamenti :) ), ma alla fine sono riuscito ad andare al concerto e tutto questo surreale cerchio di spasmodica attesa ha avuto una certa piacevole chiusura.
Che possiamo dire? Le ragioni profonde di questo tour credo che rimarranno oscure per sempre...così come le magiche alchimie del suo sound e i segreti della purezza del suo playing. :)
SaluTONES!!!
pensa Tyler...
...
comunque è stato bellissimo. sto guardando tutto ciò che si trova su youtube e ancora mi emoziono. (ma quanto è brutta la saracinesca dietro il palco del teatro di Napoli??)
...
ti volevo ringraziare per quello che hai scritto sull'altro articolo. sono molto contento di averti "conosciuto". mentre Memecaster lo ODIO per aver potuto incontrare Eric! eheh... scherzo ovviamente :-)
...
magari un giorno ci si incontrerà noi fans (credo anche un pò incompresi) di EJ a ricordare questi giorni.
...
io ho colto l'occasione anche per iscrivermi ad accordo.it ...l'occasione meritava anche se ovviamente il sito lo conoscevo già da parecchio!
ciao!!
Una chitarra e una birretta... ...
Tour agli sgoccioli...
Quando si è saputo del tour italiano ero moderatamente contento...quando poi ho visto che c'era una data a Napoli ero addirittura incredulo...giuro, non c'ho messo nemmeno il pensiero! :D
Qui da noi viviamo in una sorta di "terzo mondo musicale" per quanto riguarda questo tipo di eventi...figuriamoci se il mio mito chitarristico poteva venire proprio qui, a pochi comodi chilometri da casa mia!
Ora che il tour volge al termine anch'io sono un po' malinconico...ma è stato bello prendere parte al concerto! Conservo nel cuore e nella mente i ricordi di questi giorni. Oltre al piacere di aver contattato altri "fans" e di aver scambiato con loro idee e emozioni.
A risentirci!!! :)
SaluTONES!!!
massì dai è il Pat ...
massì dai è il Pat Metheny dei poveri... :-))
Pardon!
Credimi se ti dico, non ravviso la benché minima somiglianza con Pat! Ma nemmeno un poco! E sì che anche lui è un "big" che ho ascoltato tantissimo. Ma proprio non mi pare! :-)
Che poi sia un chitarrista dei poveri...che dirti, se gli altri appassionatissimi di Johnson sono come me, ci può pure stare! :-D
SaluTONES!!!
Scusa ma per quanto la ...
Bellissima serata
Bad English...
Hai ragione. Ti dirò, in generale quando parlano 'sti texani non si capisce mai una mazza...il peggior inglese che ho mai sentito in vita mia!!!
SaluTONES!!!
era incavolato....
mhaaaaaa
secondo me qualcosa è andato storto perchè ha suonato al 50% delle sue possibilità!
Ciao
Notato. E' vero. Secondo ...
Secondo me aveva problemi non identificati con una delle testatone Marshall: il backliner ha smanettato un po', senza però mai soddisfare Eric, che a un certo punto ci ha messo le mani da solo, sul suo amplificatore (senza peraltro che da parte di noialtri nel pubblico si sentisse poi la differenza, almeno per me!). Il ragazzo senz'altro si è preso delle occhiatacce e dei cazziatoni mostruosi! :D
Secondo me, la percezione del suono varia spesso anche con l'umore e con le condizioni psico-fisiche: ciò riporta il Nostro nell'alveo degli "esseri umani", con la variabilità e la fragilità che ci contraddistingue (come facevo notare anche qualche commento più su). Quindi il fatto di percepire il suono in un certo modo può far "star bene" o "star male", condizionare il livello di soddisfazione sonora, e di conseguenza influenzare la performance. E d'altronde, quelle piccolezze e quelle inezie che mandano in bestia Eric Johnson credo che la maggior parte di noi non è nemmeno lontanamente in grado di coglierle...:)
50% delle possibilità? Onestamente non saprei dirlo, ti dico la verità, né credo mi interessi. In generale, ho apprezzato la performance (come avrai capito). Certo se le sue "vere possibilità" sono quelle di 20-30 anni fa...allora ok, ti do ragione...ma il tempo passa per tutti, e l'Eric Johnson attuale non è più certo quello del G3...però secondo me ha ancora tanto da dire, sia in studio che dal vivo.
SaluTONES!!!
si ok...ma
non è possibile che era spesso fuori tempo, scale fatte male, ripetitivo...dopo anni può mancare un pò di tecnica ma non il gusto! cmq rimane un grande !!!
sarà bravo quanto si vuole, ...
Johnson "ininfluente"? Opinione tua...
Ad ogni modo posso dirti questo:
Rispetto questo tuo modo di vedere. In pratica, consideri Johnson un artista piuttosto "ininfluente" nel quadro musicale. Ok. Certo è un'opinione interessante, ma bisognerà andarlo a dire alla nutrita schiera di illustri esponenti delle sei corde che l'hanno indicato come riferimento e ispirazione principale...sotto tutti i punti di vista...
E poi...secondo me ti sei risposto da solo...se si parla di uno che al confronto con Vai e Satriani "emergeva", allora come può questa cosa lasciare indifferenti?
Comunque ok...non ti piace! :)
SaluTONES!!!
Penso che nel momento in ...
Se invece per "quadro generale" si intende il mondo musicale e la musica in generale, credo che siano davvero decenni che le innovazioni non arrivano principalmente da questo settore ma da altri strumenti e generi.
Ci sono fior di chitarristi, che sono passati abbastanza sotto traccia nella "storia della musica", senza i quali chi suona questo strumento avrebbe molti meno mezzi espressivi: Danny Gatton, Roy Buchanan, Adrian Vandenberg e decine di altri.
Da chitarrista sono andato avedere EJ a Legnano proprio per questo: perchè è un maestro della composizione, del suono e della ricerca. C'è un aspetto tecnico e non universale nel mio interesse e credo sia una cosa assolutamente connaturata al suonare qualsiasi strumento.
La mia ragazza (che invece chitarrista non è) è venuta perchè le piace la musica che Johnson fa, forse più che a me ;-)
www.hotcoals.it
Penso che se Jimi Hendrix ...
Giusto!
Hai colto il punto, secondo me: a mio parere, chi definisce Johnson soltanto uno che va su e giù per il manico con le pentatoniche, semplicemente ha una visione limitata e pregiudiziale (come spesso accade per i virtuosi) e ha ascoltato veramente poco, non solo di Johnson, ma di musica in generale. Mi pare un modo veramente superficiale di liquidare la questione sul chitarrismo e la capacità compositiva e tecnica di questo autore. Tanto vale dire "non mi piace e basta", è più apprezzabile, piuttosto che motivarne il rigetto con argomentazioni inconsistenti. Infatti il livello dei "commenti negativi" secondo me è stato veramente basso...solo qualcuno (tipo Perrynason) secondo me è riuscito a fare un "commento negativo fatto per bene" circa questo musicista! :)
Ti auguro in futuro di vivere l'esperienza di un concerto di Johnson. Mi spiace che te lo sei perso!
SaluTONES!!!
Si effettivamente mi è dispiaciuto ...
Ero al concerto di Roma
Una tecnica magistrale ed una ricerca della perfezione al limite del maniacale.
Un bel concerto per pochi intimi (non so se le presenze abbiano superato le 150 unità) e a 20 €urini.
Sul palco ci è stato come è nel suo stile, ma ci interessa la sua musica e come la suona o lo show ?
Speriamo che torni presto in italia, perchè sentire suonare la chitarra in quel modo fa bene al cuore.
Fan senza fronzoli
Ebbene sì...la risposta è "la sua musica e come la suona". Assolutamente! :)
SaluTONES!!!
A me il concerto è piaciuto
Concerto San Severino M.
Condivido
E quindi...aggiungiamo un "chissenefrega"...e godiamoci quel che ci ha concesso!!! :)
Sui suoni "sbilanciati"...non sei il solo che l'ha notato...anche a Caivano qualche lieve problema in tal senso si era avvertito...ma ciò non toglie la libidine!!! :)
SaluTONES!!!
...come si chiama quel pezzo ...
Last house on the block?
SaluTONES!!!
yes
Non era in forma...
_La batteria non aiutava l'ascolto, era pressoché nulla a 10/15 mt dal palco, in alcuni momenti sembrava che stesse suonando solo, poi verso la fine del live l'hanno un po' aggiustata... (ma ci voleva tanto????)
_Il distorto, rispetto al pulito, faceva veramente cagare, non ho capito perchè e forse neanche lui e i suoi tecnici, visto che ha avuto lo stesso problema al live descritto sopra...
_La cosa che mi ha stupito di più è che sembrava che stesse facendo una "marchetta", svogliato, ma il pubblico di Roma non lo ha aiutato per nulla c'erano non più di 200 persone.
_Ha sbagliato diverse note!!! cosa che non gli avevo mai sentito fare in altri live (DVD)
insomma, a me è sembrato che stesse giù di forma, può succedere, con i tempi sempre di corsa e soprattutto l'afa che ha trovato in Italia (Fateci caso, sul palco si dà di più con un bel freddino)
A me comunque averlo visto, e sentirlo dal vivo ha fatto venire i brividi... poi il resto uno non se lo aspetta, ma ci può stare...
Ave
GuiTex