di alberto
- accordiano DOC
#3 |
17 agosto 2012 @ 11:00
"Si chiamava già Sandy quando l'ho comprata, ma le storie che stanno dietro i nomignoli delle chitarre spesso non sono significative, così non ce ne occupiamo". Comincia sempre così Tom Wittrock, fortunato proprietario di una delle più ricche collezioni di Gibson Les Paul Standard originali dell'epoca 1957-1960, quando parla della sunburst con numero di serie "9 1228". Appunto "Sandy", una delle più straordinarie solid body uscite da casa Gibson e forse dalle mani di un uomo. Perché oltre a essere bellissima nel suo Dirty Lemon (un sunburst appannato, in cui il rosso quasi completamente sbiadito lascia più in vista la venatura tridimensionale dell'acero), Sandy suona magnificamente bene, come dimostra Joe Bonamassa nel video che segnaliamo, in cui la musica si alterna al racconto.
Purtroppo però di Sandy ce n'è una sola. Anche avendo il denaro necessario a portarsela a casa (il valore di stima è ben oltre 300mila dollari), bisogna convincere Ronny Proller, attuale proprietario, a mollarla. E questo è un problema, perché chi ha potuto acquistare e suonare una chitarra così, prima di cederla si vende casa, madre e moglie. Proprio per questo i brillanti uomini-marketing Gibson (o forse il loro padre-padrone Henry Juszkiewicz, egli stesso appassionato chitarrista) hanno messo mano alla sfacciataggine (il che non necessariamente guasta) e hanno deciso di costruire una serie limitata (ma neanche troppo, ne faranno 3cento) di repliche quanto più accurate possibile di Sandy.
Ancora una volta dunque si ripropone la "replica-più-replica-della-replica", una chitarra che dovrebbe ulteriormente accorciare le distanze tra le inarrivabili icone dell'epoca d'oro e i desideri dei musicisti che le sognano, ma non possono sperare di entrarne in possesso. Ma quanto è reale e quanto è marketing. Proviamo a ragionarci sopra, cercando di evitare la facile tifoseria pro o contro, che non aiuta a capire un fenomeno che - in quanto esistente - va soprattutto compreso, perché in qualche modo connota il nostro mondo.
Tutto ruota attorno a una domanda: quanto è replicabile Sandy (o una chitarra come questa)? Quanto della sua "magia" (che magia non è, ma somma di caratteristiche che interagiscono) può essere riprodotta?
Rispondere non è facile. Sostanzialmente gli aspetti critici ai fini delle prestazioni di una chitarra (attenzione, non dico "del suono", fedele alla mia convinzione che il suono sia nel musicista e che la chitarra buona è quella che lo aiuta a farlo venir fuori) sono quattro:
1) venatura, densità, stagionatura, 2) accoppiamento, forme e proporzioni, verniciatura 3) materiali e alterazione magnetica dei pickup 4) circuiti, hardware e altri dettagli
Se la si mette così, se si decide che queste quattro macro-aree interagiscono e danno vita alle prestazioni di una chitarra, la risposta dovrebbe essere: il "sistema Sandy" non si può replicare. Perché il legno è sempre unico, oltre mezzo secolo di stagionatura (oltre a quella precedente del legno grezzo) lo è ancora di più. Le dimensioni si possono riprodurre con notevole accuratezza, ma certo non la vernice e gli assestamenti avvenuti nel tempo. Stesso discorso sui pickup: ammesso e non concesso di reperire materiali identici, non è possibile replicare l'effetto del tempo su magneti, avvolgimento, lacche, basette, metalli. Per quanto riguarda pot e condensatori, con tutta probabilità le loro prestazioni sono molto diverse.
A questo punto però si deve anche considerare la cura maniacale, certosina, ammirevole con cui questa chitarra è stata costruita, una cura almeno pari a quella che era la norma negli anni d'oro. In questa chitarra non ci sono compromessi, la qualità è ai vertici. Di più non si può avere. Quindi forse la nostra risposta dovrebbe essere: non si può replicare Sandy così come suona oggi, perché il tempo non si riproduce in laboratorio. Ma si deve aggiungere che probabilmente la nuova Collector's Choice è maledettamente simile a com'era Sandy nel 1959, appena uscita dalla fabbrica.
Quindi che problema c'è? Si spendono 11.292 dollari per la Collector's Choice #4, la si suona per mezzo secolo e il gioco è fatto. O quasi.
Concludo con un commento di Eliot Michael, titolare di Rumble Seat Music, che ha nel suo negozio il primo prototipo della CC #4 ed è amico dell'attuale custode di Sandy.
"I have the Prototype of Sandy, my friend Ronny Proller owns the original one & I have played it many times, there is a Big difference between the original and the new one... The old wood looks amazing and the new wood just doesn't have the look of 100+ year old wood, also the neck shape is close but still you can feel how the old one fits perfect & the new one doesn't have the right shape, the sound comparison of the old one is sweet tones plus ripping lead sounds when you push it, but still bell type tones, where the new one sounds good but doesn't have those sweet bell type tones!"
di Marco R.
- accordiano
#34100 |
17 agosto 2012 @ 12:01
Un'altra bomba sparata dal gibson custom shop.. sicuramente una chitarra eccezzionale,e siccome non avrò mai la possibilità di paragonarla all'originale del '59,mi accontenterò di essere fortunato di possedere già la collector choice#1 e sperare di provare la #4 e paragonarla alla mia!
di Maffedrums
- accordiano DOC
#17755 |
17 agosto 2012 @ 12:41
allora sul sito la stessa Gibson dice che questo modello " ha un suono e caratteristiche molto simili all'originale" e che è la chitarra che sicuramente si avvicina di più ad una '59....allora mi chiedo: mettiamo che sta chitarra suoni simile per 80% al modello originale, tenedo conto che il restante 20% del suono è una cosa da orecchi moolto fini, il caro Henry Juszkiewicz mi spiega coma fanno ad esserci quasi 280.000 $ di differenza tra le due??? e soprattuto se questi strumenti cosi particolari possono esser replicati quasi perfettamente, perchè i vecchi nn li bruciamo nel camino???
mah che teste di mazzi sti qua'.....
di Pinus
- accordiano DOC
#2413 |
17 agosto 2012 @ 18:32
I dollari della vintage sono dovuti alla gorte richiesta in confronto alla poca offertau, dato che nel 59 sono state prodotte poche les paul, poi da fine del 59 o 60 non le hanno piu fatte fino agli anni 70 perchè non le voleva nessuno :)
di framus54
- accordiano
#9847 |
17 agosto 2012 @ 20:10
Mi limito solo a dire che i magneti dopo 50 anni hanno le stesse identiche caratteristiche di quando li hanno montati. Il rame è lo stesso,della venatura, densità, stagionatura non ce ne frega nulla perchè non suonano,i circuiti sono facilmente modificabili con pochi euro.Bella lo è sicuramente, ma anche una les paul del 2012 è bella.Se avessi 300.000 dollari finirei di pagare il mutuo e poi mi abbotterei di ogni tipo di chitarra.Naturalmente massimo rispetto anche per chi è disposto a pagare 300.000 $ per una chitarra.
di kirk76
- accordiano
#10549 |
18 agosto 2012 @ 16:46
Anche io se avessi 300000 dollari finirei di pagare il mutuo e...peró credo che chi ha da spendere una cifra simile per una chitarra non abbia problemi di mutuo ;-) Resta il fatto che é ma gran bela chitarra...magari poterla suonare.
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Non c'è mai una seconda occasione per dare la prima impressione...
di brozio77
- accordiano
#10423 |
17 agosto 2012 @ 14:41
| modificato: 17 agosto 2012 @ 14:43
ammesso e concesso che riescano a replicarla fedelmente, anche se non gli posono dare 50 anni di invecchiamento naturale, a me pare da pazzi sia 20000 euro del nuovo che 300000 dell'originale. la gente sta male almeno per me. e si suona anche con una chitarra da pochi euro, il suono sta per primo nelle mani e non avallerò mai simili follie come il vintage o le varie serie nuove limitate. è un fenomeno che mi pare esagerato. anche se fossi ricco ricchissmo non lo farei comunque, ma sono punti di vista ci mancherebbe.
di marcomo
- accordiano
#33070 |
18 agosto 2012 @ 01:19
Bravo la penso anche io come te....E credo che tutte queste storie sul vintage e sullo spendere molto per avere uno strumento che suona meglio degli altri siano specchietti per le allodole...Come quando sento dei materiali esoterici utilizzati per conferire particolari proprietà magiche agli strumenti...ad esempio come capita con i condensatori! son cose che mi riempiono il cuore di tenerezza e mi fanno sorridere :-)
di tylerdurden385
- accordiano
#30720 |
17 agosto 2012 @ 16:19
Beati quelli che possono permettersele chitarre così, ma per le possibilità economiche più che per i potenziali acquisti. Ritengo che sia giusto produrre chitarre così costose se c'è chi ha voglia di spendere certe cifre, da un punto di visto economico ci sono cose ben più immorali, tipo gli stipendi di certi coglioni in pantaloncini che corrono sui prati dietro ad una palla, cosa meravigliosa a vedersi per carità. Sul reale valore in termini di qualità non so. Io rimango ammaliato anche dalla semplicissima, si fa per dire, Traditional, quindi fate un po' voi. Certo che belle son belle eh, ma in fin dei conti per una cifra molto inferiore ti porti comunque a casa una Les Paul con corpo non alleggerito, top fiammato, bumblebee, PAF e tailpiece in alluminio, che non credo suoni poi così tanto peggio.
di RedRaven
- accordiano
#20706 |
17 agosto 2012 @ 17:54
A chi si stupisce dei prezzi delle originali anni '50, o a chi dice che possono essere replicate, e quindi perdono di valore: siete in errore. Ma non perchè lo dico io, perchè lo dice la realtà. In qualunque campo collezionistico ( perchè è di questo che parliamo) non conta quante copie ci siano, conta l'oriiginale. Un esempio? Le auto. replicare una Ferrari anni '50 è più facile, potenzialmente: non è cosi' dipendente da materiali organici. Ma che valore ha una copia di una ferrari? non lo so, quello che importa è il valore dell'originale. Vini: un borgogna di 30 anni vale, vale oltre la qualità del vino, è la rarità, il marchio. Non per questo le future annate saranno per sempre peggiori, ma quella bottiglia di quella annata vale cosi', perchè c'è qualcuno disposta a pagarla cosi'. Ed ecco come mai una les paul puo' costare 300mila dollari. Chi se ne frega di come suona, se è rara è collezionismo, e detta appunto la qualità ma anche la conservazione, e quanto è ricercata. Non scadiamo nelle considerazioni da " ma suona quasi come una custom shop": non E' una custom shop, ce n'è una, e se la vuoi quello è il prezzo. Mi pare lampante.
di andre49
- accordiano
#27016 |
27 agosto 2012 @ 01:07
Alla fine, anche se fosse stonata, varrebbe sempre i suoi trecentomiladollari !! Ottimo l'esempio della Ferrari, e della bottiglia di vino, che magari è anche imbevibile, io ci aggiungerei anche un'opera d'arte, diciamo La Gioconda. Puoi fare tutte le copie che vuoi, magari anche più belle ( sai con i colori acrilici come verrebbe bene .....) ma ce n'è una sola e le copie non valgono l'originale.
di luxvan
- accordiano
#15458 |
17 agosto 2012 @ 18:18
direi che questa affermazione poteva benissimo essere evitata, dopotutto una chitarra elettrica è un pezzo di legno con corde e magneti... ho scoperto grandissimi suoni anche con delle robe orride, una "similStrato" cinese vecchia abbandonata in una cantina e con corde sporche e arrugginite mi fece divertire.. poi mi lavai bene le mani per togliere sporcizia e ruggine. esperienze e punti di vista :)) comunque bravo alberto
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Dynamic explosions in my brain.....
.......shattered me to drops of rain
di luxvan
- accordiano
#15458 |
17 agosto 2012 @ 19:19
ben lungi da screditare tali capolavori di liuteria..... anzi!!! tuttavia certi toni ed esagerazioni non le trovo molto corrette. altrimenti dove andremo a finire??? e poi la mamma non si tocca mai :))) eh! e nemmeno la moglie, poi con l'IMU è meglio non toccare nemmeno la casa
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Dynamic explosions in my brain.....
.......shattered me to drops of rain
di gibsonmaniac
- accordiano
#21617 |
17 agosto 2012 @ 19:57
Mah...con l'IMU forse è meglio avere 300.000€investiti in una '59 anzichè in un appartamento...e non hai neanche la rendita catastale sulla quale pagare le tasse.
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"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve." Anonimo
di gibsonmaniac
- accordiano
#21617 |
17 agosto 2012 @ 18:25
......sono davvero dei bei furboni: dopo il fenomeno delle reissue e delle signature (realizzate anche da Fender) adesso si sono inventati la reissue non dell'annata ma del singolo esemplare....la cosa secondo me è geniale dal punto di vista dl marketing ed anche da un punto di vista commerciale perchè con qualche migliaio di dollari investiti nello studio dell'esemplare in questione tirano fuori uno strumento comunque al top per qualità e quindi al riparo dalle critiche, prodotto in 300 esemplari che a 11.000$ cad fanno 3.3milioni di dollari....e state sicuri che le venderanno tutte.
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"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve." Anonimo
di Pinus
- accordiano DOC
#2413 |
17 agosto 2012 @ 18:36
| modificato: 17 agosto 2012 @ 18:37
Xomunqu poi di solito le trovi a 7 8 milan dollari, anche meno, 11000 èmil prezzo di listino,, sono dei gran furboni peró questo ê vero una politica allucinante! La chitarra comunque è stupenda
di gibsonmaniac
- accordiano
#21617 |
17 agosto 2012 @ 18:48
Non è per niente una politica allucinante, è una politica commerciale come tante altre....hanno creato un segmento di nicchia che esiste già per la pittura: si chiama falso d'autore e si tratta di riprodizioni di capolavori famosi con una cura del dettaglio che è maniacale e con una "certificazione di falsità", c'è un grosso mercato per questi falsi che arrivano a costare migliaia di euro....l'hanno fatto anche per le chitarre, che c'è di male? se le venderanno tutte (e le venderanno tutte) avranno avuto ragione loro...non condividi questo? non comprarla.
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"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve." Anonimo
di Pinus
- accordiano DOC
#2413 |
17 agosto 2012 @ 19:09
No, io la condivido, le comprerei pure queste du quesa setie, perla politicai riferivo piu adaltro, cioè la differenza di prezzo che cè tra una teaditional e una custom di livello, per esempio, cioè duechitarre yguali, stesso hardware stessi pickup, solo per qualche accorgimento in piu storicamente corretto e un top fiammato, arrivano a costare 4000 euro in piu, ma poi tante altre cosefatte apposta se navighi afondonel catalogo gibson te ne rendi conto, non solo su lp, solo che fatroppo caldoper parlarne qui
di gibsonmaniac
- accordiano
#21617 |
17 agosto 2012 @ 19:22
Tra una Traditional ed una custom di livello ci sono poco più di 1000€ di differenza...poi si sale a seconda dei modelli e delle finiture....sono talmente tante che è difficile stargli dietro. Una Traditional costa nuova sui 1.800, una CS '57 GoldTop ne costa 2.500....da lì poi è tutto a salire. Ma stai scrivendo con il telefono o hai ingerito qualche neurotossina ?
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"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve." Anonimo
di creame
- accordiano
#10638 |
17 agosto 2012 @ 21:53
Ma non e' che un legno stagioni progressivamente in eterno,credete davvero che 30 o 50 anni
comporti differenze??
Pertanto credo che dal punto di vista strettamente liuteristico,il mito sia replicabile.
Considerazione sul suono del video di Bonamassa: non mi piace proprio,Sandy o non Sandy.
di alberto
- accordiano DOC
#3 |
18 agosto 2012 @ 01:17
| modificato: 18 agosto 2012 @ 11:04
1) negare il valore delle chitarre vintage è negare la realtà dell'arte. Una vecchia chitarra tocca l'immaginario di alcuni e lascia indifferenti altri esattamente come l'opera d'arte. C'è chi è disposto a far follie per un'opera di Fontana, per altri è "un taglio in una tela". Vero, ma chi nega il percorso artistico che sta dietro, ma anche davanti, a quel taglio di fatto nega l'arte. L'arte è emozione e uno strumento che emoziona alcuni, al punto da indurli a spendere cifre favolose, è arte. Si può non vibrare assieme a chi si emoziona, ma è un dovere rispettarlo. 2) Il valore di Sandyvera è sicuramente su un pianeta diverso rispetto alle chitarre, anche splendide, per persone normali. Ma il prezzo della Sandyreplica non è da fantascienza. Sono ben consapevole delle difficoltà economiche del Paese e soprattutto dei più giovani, ma ricordo che la replica ha uno street price pari al costo di una buona moto usata. In più quel valore è destinato a mantenersi nel tempo molto più di quello della moto. 3) Il discorso sui legni che non stagionano, i magneti che non smagnetano, eccetera non funziona. Primo perché migliaia di appassionati nel mondo sono disposte a comprare strumenti vintage che costano un'ordine di grandezza in più rispetto alle migliori repliche, non si può considerarli tutti imbecilli. Secondo perché le prestazioni di uno strumento sono influenzate da una serie di fattori realmente non riproducibili, primo tra tutti la modificazione che tempo e uso generano sui materiali organici e su quelli deteriorabili. Terzo perché una chitarra straordinaria, più che "suonare meglio" "fa suonare meglio", ovvero ispira il musicista (non è un caso che il gradimento di strumenti anche di immenso valore cambia drasticamente da un musicista all'altro). E l'ispirazione è fatta di dettagli impercettibili e proiezioni soggettive, tutta roba che nessuno strumento può misurare.
Ecco. Mi rendo conto che l'audience di Accordo si evolve, in vent'anni le persone vanno e vengono. Ma nonostante questo sarebbe bello riuscire finalmente a discutere di questi temi senza necessariamente considerare fuffa ciò che non si comprende o da cui non si è ispirati. E' chiaro che il marketing scorre forte nelle vene dei produttori di chitarre, soprattutto di quelli con un passato glorioso. Ma ciò non toglie che siano proprio gli strumenti di quei produttori i più efficienti nel creare emozione (anche grazie al marketing, sia chiaro, basta sfogliare il sito Gibson per capirlo). E le emozioni, quando hanno a che fare con la musica e gli strumenti, sono quasi sempre inoffensive, anzi belle e positive. Tra l'altro non siamo in un regime putiniano, quindi se la Sandyreplica non ci piace, passiamo oltre. Ma snobbare chi ci perde il sonno e si indebita per averla, be' quello lo trovo davvero poco sensato.
--
God said "Let There Be Rock" and the Rolling Stones were born. And Keef played his first riff and God saw that Rock was good (Genesis 1-3)
di brozio77
- accordiano
#10423 |
18 agosto 2012 @ 02:09
punti di vista alberto, io non metto in dubbio il lavorone che fai ci mancherebbe , sei semrpe stato in prima linea sul vintage prodotti storici e storia dello strumento in generale, cose per le quali ti stimo tantisimo, quello che però personalmente non trovo azzeccato è l'esborso per un prodotto simile. fuori da ogni mia più lontana teoria. per un buono strumento ma buono davvero 2000-3000 euro al massimo è la mia soglia, nuovo di pacca o vintage, oltre si va a pettinare le bambole, sarò poco rispettoso ma è il mio umile pensiero ssolutamente non condivisibile da altri ci mancherebbe. della serie buono si otttimo si, ma fino ad un certo limite, un pò come spendere all'epoca della fine anni 80, 50 milioni per un finale mark levinson da mettere nell'impianto stereo. troppo e troppo poco rispettoso per chi non ha nulla, mi pare uno spreco, sarà che sono popolano e popolare che ti devo dire, ma per me auto lussuose, chitarre proibitive, aste, orologi super lusso non dovrebbero esistere, almeno oltre la soglia del buon senso, e bisognerebbe capire che conta più l'uomo la natura e ciò che sta intorno a noi che non un oggetto. detto questo una bella fender anni 50 a chi non piacerebbe come idea, ma davvero ha il valore che le viene dato? o è frutto semplicemente della follia dell'uomo? hanno ragione a dire che sono un asse di mogano e due magneti ed oltre certi livelli il prezzo è indecoroso per me, poi de gustibus e nessuna polemica ci mancherebbe, il mondo è bello perchè vario, se tutti fossero collezionisti o tutti la pensassero come me sarebbe noioso eheh :-)
di alberto
- accordiano DOC
#3 |
18 agosto 2012 @ 09:21
| modificato: 18 agosto 2012 @ 11:01
Al di là dell'umiltà (ma perché mai è così diffuso questa idea di dover essere umili? Uno il suo pensiero lo deve affermare con orgoglio, perdinci!), il mondo che prospetti tu non è un mondo di libertà, ma un mondo di omologazione. Qualunque valore viene attribuito dall'uomo, ovvero da quanto un uomo è disposto a dare per avere una cosa. Questo accade fin dall'alba dell'umanità e si chiama libero mercato e non è giusto dire "indecoroso". E poi, la storia ci insegna che ogni volta che si è provato a controllare quel mercato, prima o poi c'è stata una rivoluzione, perché le persone si sono ribellate a quella imposizione. Ripeto: legittimo non condividere o addirittura essere convinti di non cascarci. Ma piaccia o in una società liberale criticare il mercato ha poco senso se non si mette in discussione il sistema di cui quel mercato è conseguenza, non causa. Ma è un tema che richiede ben altre competenze e ben altri spazi che questo.
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God said "Let There Be Rock" and the Rolling Stones were born. And Keef played his first riff and God saw that Rock was good (Genesis 1-3)
di tylerdurden385
- accordiano
#30720 |
18 agosto 2012 @ 09:56
Caro direttore, io non ho mai avuto la possibilità di imbracciare Les Paul o Strato dell'epoca d'oro, quindi i miei discorsi sono più che altro concettuali, ma ritengo in ogni caso che il prezzo sia legato principalmente alla domanda e fin tanto che la barca va...Devo però anche dire una cosa: sono più o meno entrato in possesso di un'acustica degli anni '30, nel senso che è stata ereditata dalla mia ragazza; la chitarra suona bene, devo ammetterlo, ma non nel senso di meno o peggio di chitarre nuove della nostra epoca, solo ha un tono tutto suo, qualcosa che non ho mai sentito prima, con una risposta sulle basse frequenze impressionante ed una propagazione delle vibrazioni lungo corpo e manico che da libidine. Il punto però è anche che di quella chitarra conosco la storia: fu letterlamente trafugata da un negozio di strumenti musicali abbandonato nel corso della guerra, salvò la vita al suo proprietario, il nonnino della mia ragazza per l'appunto, deportato in Germania in un campo di concentramento, dove per poter sopravvivere fu costretto a suonare per i nazisti; dopodichè una volta rientrato in Italia gli consentì di intonare le serenate di una volta, attraverso le quali ottenne la mano della sua futura sposa e lo ha accompagnato per tutto il corso della sua vita, riposta nel guardaroba ed avvolta in una custodia di fortuna vintage per davvero, ricavata da una tenda militare della guerra. Ecco, sapendo tutto ciò, in un qualche modo, bel suono a parte, quella chitarra emana un odore antico ed in quel corpo, io lo avverto, c'è lo spirito di un piccolo grande uomo. Colgo anche l'occasione per chiederle una mano, in quanto vorrei mantenere una promessa fatta, ovvero scrivere una articolo sulla storia di questa chitarra e del suo eccezionale proprietario. Nel caso volesse rispondere a quanto scritto qui poi le spiegherei cosa intendo quando dico che ho bisogno di una mano. A parte questa breve storia, ciò che intendo dire è che se si vuole una chitarra di alta fattura si possono sborsare molti meno soldi di quanti ne occorrano per uno strumento d'annata, diverso è il discorso per chi vuole qualcosa che sia intriso di una storia già passata ed in questo caso il fattore emozionale diventa predominante, anche se ritengo che il vero chitarrista non sia un collezionista, cioè il possesso di una Les Paul del '60 da parte di Mark Knopfler ha prodotto effettivamente arte allo stato puro, diverso credo sia il discorso nel caso di un nababbo, e lo dico senza volontà offensive nei confronti di alcuno.
di alberto
- accordiano DOC
#3 |
18 agosto 2012 @ 10:17
| modificato: 18 agosto 2012 @ 10:28
Vabbè, con tutto il rispetto per la storia del nonno, sono mondi diversi. Mi preme sottolineare una cosa: la discriminazione tra Mark Knopfler e "nababbo" è ingiusta, i grandi artisti sono importanti perché ispirano, ma l'arte esiste in quanto tale perché un'umanità eterogenea la guarda, la ammira, prova a crearla, eccetera. Per assurdo, se nessuno ascoltasse "Sultans", non ci sarebbe l'arte. Quindi criticare il "nababbo" che si compra una bella chitarra e suona un po' così, come anche discriminare chitarristi e collezionisti, è un luogo comune - scusa - un po' becero, che abbiamo letto spesso e che sarebbe ora di levare di torno. Perché è intualmente disonesto. Ciascuno di noi, anche il più spiantato, ha sempre qualcuno più spiantato di lui, quando compri il pane e pensi che c'è chi mangia segatura che fai? Non sono mai stato un virtuoso, oggi suono poco o nulla, ma nella mia vita ho avuto molte chitarre magnifiche e preziose (anche se non preziose quanto Sandy) e ne ho ancora qualcuna. Secondo te che dovrei fare, visto che non sono in grado di produrre "arte allo stato puro" (e comunque anche questa è un'affermazione discutibile, perché si apre un tema filosofico importante sull'arte), sbarazzarmene? Regalarle? Dai, è assurdo. E lo sarebbe anche se le avessi comprate non per amore della chitarra, ma per investimento. E Knopfler, che ha centinaia di chitarre magnifiche? E' legittimato a tenere solo quelle con cui produce "arte allo stato puro"? Perché è diverso da me o da un collezionista per tutte quelle che non usa mai o strimpella appena? Capisco la passionalità sul tema, ma sarebbe importante metterci un po' di riflessione prima di emettere sentenze. Perché alla fine la chitarra è gioia, anche per chi è "solo" un collezionista :-)
PS sull'articolo scrivimi pure in privato.
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God said "Let There Be Rock" and the Rolling Stones were born. And Keef played his first riff and God saw that Rock was good (Genesis 1-3)
di tylerdurden385
- accordiano
#30720 |
18 agosto 2012 @ 10:45
Credo che abbia frainteso il mio discorso: la mia non voleva essere una critica al nababbo, del quale tra l'altro invidio sinceramente più la possibilità di permettersi una LP del '59 che poi effetivamente la chitarra in sè. Intendevo dire che uno strumento del genere, per quanto bello e ben costruito, necessita comunque delle giuste mani e ancor più del giusto cuore per poter effetivamente diventare parte integrante di qualcosa di artistico. Ho preso come esempio quello della chitarra del nonnino solo per dire che in quanto esseri umani votati alla passione, ad un certo punto il fattore emozionale diventale imprescindibile da quello più tecnico ed oggettivo, ovviamente a parer mio. In questo modo ho anche cercato di allontanarmi un po' dall'idea che il valore di uno strumento sia quello imposto dal mercato e che invece esso sia dotato di qualcosa che vada al di là della valutazione vintage, affondando un po' di più nei trascorsi di chi quello strumento lo ha posseduto, amato e magari anche bistrattato. Spero di aver chiarito un po' meglio la mia posizione, anche perchè per onestà intellettuale bisogna ammettere che in ogni campo e per ogni interesse maggiori possibilità economiche concedono possessi più lussuosi ed in questo non ci trovo niente di male. Ripeto ciò che ho detto in un commento precedente: trovo più scandaloso che Ibraimovic guadagni il PIL di mezza Africa in un solo anno, che una chitarra così mezzo milione di dollari, perchè nel primo caso ci troviamo di fronte a follia collettiva allo stato puro, per quanto eroiche siano le sue gesta sportive, nel secondo il prezzo lo fa chi è disposto e ha i mezzi per poter arrivare a quella cifra. Per il resto la Gibson fa benissimo a sfruttare il proprio nome e la propria storia: loro vendono chitarre, mica realizzano sculture uniche al mondo! Ed in ultima analisi le dirò anche che una persona che guadagna tanti soldini e si compra oggetti costosi fa bene, tanto per lui non cambia niente; forse siamo peggiori noi in questo, che spendiamo in proporzione molto di più ed in maniera quasi incessante a causa della GAS! :)
P.S: per quanto riguarda l'articolo la contatterò quanto prima in privato e le esporrò al meglio la mia idea.
di alberto
- accordiano DOC
#3 |
18 agosto 2012 @ 10:51
Vedi, anche per il calciatore che citi (a margine: non so nulla di calcio, non ho idea di chi sia) vale lo stesso discorso. Se quel calciatore dà emozione a tanti, è naturale che venga conteso a paccate di milioni. Le aziende fanno il loro mestiere, vendere, ma soprattutto non è giusto dare dei fessi ai tifosi che lo osannano (come istintivamente tenderei a fare io). Conosco persone culturalmente al di sopra di ogni sospetto che si intrippano di calcio a un tale livello che mi devo sforzare per comprenderlo. Ma, ancora una volta, bisogna sempre dar fiducia e libertà alle persone, nel calcio come sulle Gibson (il cui prezzo, credi, è fatto dal mercato, non è oggettivo, non a caso il valore del vintage si è dimezzato negli ultimi 18 mesi).
PS se mi scrivi in privato dandomi del "lei" cestino la mail ;-)
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God said "Let There Be Rock" and the Rolling Stones were born. And Keef played his first riff and God saw that Rock was good (Genesis 1-3)
di tylerdurden385
- accordiano
#30720 |
18 agosto 2012 @ 12:17
Ci siamo aventurati su un terreno assai difficile. Io non condanno di certo i tifosi o il calciatore in questione, che furbescamente è arrivato a guadagnare 14 milioni di euro netti all'anno (sicuri che non ci sia proprio niente di immorale in tutto ciò, soprattutto visto il delicato momento che il mondo sta attraversando?). E' il sistema che ha qualcosa che non va: i calciatori che pubblicizzano il gioco d'azzardo, il calcio-scommesse e quant'altro sono figli un po' di questo mondo che di pulito e sportivo ha ben poco. Siamo reduci da un'olimpiade, in cui hanno gareggiato sportivi un po' più alla vecchia maniera e, casi di doping a parte, io ci ho rivisto un po' più di quello spirito sportivo, di cui sembrano intrisi i racconti del mio babbo, anche calcisticamente parlando. Lo so, viviamo in un mondo fatto di regole economiche, un mondo in cui se un'azienda fallisce in Giappone, magari entra in crisi il Lussemburgo. E' solo che talvolta è difficile digerire il fatto che tante speranze, aspirazioni ed emozioni vengano qasi quasi prezzate. In ogni caso, per tornare al tema a noi tanto caro, come una volta qualcuno mi disse "siamo chitarristi, gente strana" e riusciamo a caricare di emozioni questi pezzi di legno con due calamite e sei corde, al punto tale da rasentare l'amore; ed infine allora che ognuno si innamori della donzella che gi aggrada di più!
di alberto
- accordiano DOC
#3 |
18 agosto 2012 @ 14:03
| modificato: 18 agosto 2012 @ 14:06
Guarda, le categorie "morale" e "immorale" sono cosa molto delicata. A usarle (volendo elevarsi al di sopra del chiacchiericcio da bar) si entra in un ambito che richiede attenzione e conoscenza, altrimenti si fanno figure da peracottaro. E' dai tempi di Socrate, con la sua scienza del bene e del male, che se ne parla. Per questo bisogna fare attenzione. Per esempio: come puoi definire qualcosa "immorale" se non hai definito con chiarezza la categoria "morale"? Cos'è "morale" e da dove deriva il concetto? O dichiari se lo intendi come trascendente o immanente oppure sei fottuto. Per dire, un gran numero di persone nel mondo pensa che siano immorali una donna in gonna corta, un amante fuori dal matrimonio, l'omosessualità e altrettante pensa l'esatto opposto, cioè che sia immorale chi nega tali diritti. Ma allora, chi ha ragione? Chi la pensa come te o me? Il gruppo più numeroso? I più forti? I più deboli? I bianchi? I neri? I più ricchi o i più poveri? Ho estremizzato, ma non del tutto. Ecco. Da dietro il computer è facilissimo essere giudice, il mondo è pieno di persone che assegnano patenti di buono e cattivo con gran leggerezza. Molto frequente nel nostro mondo a corde la divisione tra i buoni che fanno le cose "per passione" (altra parolaccia) e i cattivi che le fanno "per interesse". Una sciocchezza che grida vendetta, ma che salta fuori con agghiacciante frequenza (se Leo Fender e Chris Martin non avessero voluto guadagnare dei soldi non avremmo Telecaster e D-18). Quindi: il modo migliore per non cadere nel tranello è restare sempre nel "mi piace", "non mi piace", "lo capisco", "non lo capisco". In questo modo non si giudica la persona e si lascia spazio al dibattito, che è sempre origine di crescita. Dicendo "immorale" (anche se poi lo si annacqua con il classico "oh, è la mia umile opinione però!", a scanso equivoci) si finisce sempre per dare una patente, generando comunque un focolaio di conflitto. Riducendo le probabilità di arrivare a un arricchimento
--
God said "Let There Be Rock" and the Rolling Stones were born. And Keef played his first riff and God saw that Rock was good (Genesis 1-3)
di tylerdurden385
- accordiano
#30720 |
18 agosto 2012 @ 14:51
E però seguendo tutte queste regole si corre anche il rischio opposto, cioè quello di essere eccessivamente politically correct. Voglio però essere un po' arrogantello: i parametri di giudizio sono evidentemente i miei, per cui, al di là di una parola o una forma verbale al posto di un altra, raggiunta una certa età si può cominciare a ragionare utilizzando un proprio metro di misura, senza dover comunque offendere nessuno. E se dico che trovo leggermente immorale che un calciatore guadagni al netto 14 milione di euro all'anno, credo difficilmente di poter essere tacciato di qualunquismo o di populista. Sono in una fase della mia vita in cui cerco di ponderare al meglio i miei passi, ma un'idea mia rimane mia, al di là del modo in cui la confeziono. In più qua si è tutti comunque adulti e vaccinati, quindi credo di poter dare per scontati certi concetti, altrimento esiste sempre e comunque la possibilità di richiedere e offrire chiarimenti no? Inoltre c'è chi si limita ad offrire sentenze da dietro una tastiera, chi fa l'ignavo e chi invece si prefige un codice etico e comportamentale e lo segue al meglio delle proprie possibilità, senza ovviamente aver la pretesa per questo di offrire di conseguenza giudizi assoluti. Mi ripeto, ciascuno faccia dei propri soldi ciò che vuole, però io mi riservo la possibilità di pensare che se il calcio non è più uno sport pulito visti gli ultimi avvenimenti è anche perchè esiste un calciatore che guadagao uno stipendio annuo, ribadisco 14 milioni di euro, con il quale si risolleverebbe mezza Africa, stipendiato da ricchi petrolieri, che per di più di calcio non capiscono una mazza e molto probabilmente se ne pure fregano. La cosa triste è che questo discorso si può estendere a tantissimi altri campi o sarà un caso che ad esempio le uniche cose che guardo in tv in termini di programmi sono Superquark e qualche tg?
di alberto
- accordiano DOC
#3 |
18 agosto 2012 @ 15:07
Ma nessuno ti ha tacciato di essere qualunquista o che, certo non io. Semplicemente ho posto un tema, quello così ben sintetizzato da Nanni Moretti nell'esilarante scena della Palombella in cui prende a schiaffi la giornalista: le parole sono importanti. Per questo è indispensabile essere rigorosi quando si dibatte un tema, Gibson inclusa. Certo, ogni tua idea, un valore inestimabile che nessuno ti può togliere, ma è valorizzata proprio dalla confezione, ovvero da come la esponi. Pensaci, ce lo ha insegnato Platone, la dialettica - ovvero l'arte del linguaggio - è un insieme di unioni e disgiunzioni che hanno come fine la conoscenza. Ed è proprio questo costante unire e disgiungere le tue idee, mettendole in discussione con te stesso senza pre-giudizi e con rigore dialettico, che ti arricchirà. Ora smetto, altrimenti mi sentirò ancora più vecchio di quanto già sia a furia di dispensare filosofia. E' stata una gran bella chiacchierata, grazie, ti saluto con questo.
di tylerdurden385
- accordiano
#30720 |
18 agosto 2012 @ 15:35
Ecco vedi, ho corso volontariamente il rischio di ricevere la risposta nella quale mi dicessi che non intendevi darmi del qualunquista o del populista, per avallare la mia ipotesi, convertendola in tesi! Perdonami ma sono o quanto meno aspiro ad essere uomo di scienza. Grazie a te per la chiacchierata! Anzi approfitto uleriormente della tua buona disposizione e ti voglio ringraziare per tutto ciò che fate e che fai. Non ti nascondo che la mia passione per la chitarra si sia riaccesa dopo tanti anni alla visione, guarda uno po', di un video in cui comparavi una Strat del mitico Roberto Pistolesi ad una del '54, se non erro, quindi te tocca pure addossarti la responsabilità delle mie ultime folli spese chitarristiche! Eheheh
di Pinus
- accordiano DOC
#2413 |
20 agosto 2012 @ 02:50
| modificato: 20 agosto 2012 @ 03:20
Sono do accordo su tutto,sul vintage ne subisco il fascino e lo capisco, pure d uaccordo sul fatto chenon bisogna criticare a priori cose che non si ha la possibilta di apprezzare, avendo subito pure io l' onta in alcuni articoli, ma sul punto numero 3 non mi trovo d accordo semplicemente perchè pagare cifre piu alte per quello che una volta era lo standard? Una strato del 54 che ora costa una fortuna e che era fatta bene, era lo standard all epoca, cosi come per le Gibson, perchè oggi Gli standard devono esserepiu bassi? Nel 59 lo stipendio medio in usa era di circa 3000 dollari netti annui e una les paul standard nel 59 costava 265 dollari e la custom , la black beauty con tre pickup, 395, e la proporzione è presto fatta. Perchè oggi bisognerebbe pagare cifre abbastanza alte per comprare una replica dello standard, che dovrebbe esserepunto lo standard? È chiaro che è una politica votata solo a fare profitto e non a costruire chitarre, poi per questo non è sbagliato comprarle, la chitarra è stupenda, peró rimane il peró, perchè oggi per quasi tutto si deve pagare il triplo per avere ció ch una volta erano gli standard? È proprio giusto assecondare questa politica? Non solo nelle chitarre Il vintage è normale che abbia ilsuo prezzo e il suo fascino è un po un altro discorso, chiaramente anche queste repliche hanno un senso dal punto di vistacommerciale, peró non mi va proprio giú questo discorso sugli standard....
di creame
- accordiano
#10638 |
18 agosto 2012 @ 10:49
Bella dissertazione,complimenti al direttore.
L'arte non esisterebbe proprio o non sarebbe fruibile senza mecenati e nababbi, senza la chiesa
e senza tutti coloro che percependo l'emozione della bellezza e non sapendola produrre la vogliono comunque attorno a se'.
di luxvan
- accordiano
#15458 |
20 agosto 2012 @ 19:11
| modificato: 20 agosto 2012 @ 19:47
immagino Alberto, dalla bella etichetta di borgogna nella foto :))), che tu ti intenda eccome di cose preziose e pregiate..... non solo chitarre quindi!!! mi faccio da tempo una domanda... ma è realmente possibile che uno strumento possa essere apprezzato per quel che effettivamente è?? io ho avuto tra le mani una strato del '62 appartenuta a billy gibbons... e l'emozione era forte forte.. ho cercato di essere imparziale il più possibile nell'emettere giudizzi mentre mi divertivo con tale chicca... tuttavia il background pesa molto e anche l'età e la qualità della chitarra stessa...
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Dynamic explosions in my brain.....
.......shattered me to drops of rain
di Aktarus
- accordiano
#5855 |
21 agosto 2012 @ 14:48
Subisco anche io il fascino del vintage, ma in tutta onestà mi rendo conto che mi lascio influenzare molto da tutto quello che si è detto e scritto. Sicuramente ci saranno esperti che giudicano analiticamente una chitarra, ma sono altrettanto sicuro che gran parte degli estimatori del vintage in realtà si fanno influenzare. Per carità, se la chitarra piace e ispira a fare buona musica più di un altra nulla da dire, anzi solo positivo. Ma in fin dei conti cos'è che fa dire di una chitarra "questa si che suona!"? per le cifre da capogiro non mi lascio scandalizzare, più persone sono disposte a pagare per un qualsiasi motivo e più quello strumento costerà
di yasodanandana
- accordiano
#699 |
21 agosto 2012 @ 16:36
===ma sono altrettanto sicuro che gran parte degli estimatori del vintage in realtà si fanno influenzare.==
non so... nel senso che a me sembra che gli strumenti vintage vadano, in genere, in mano o a speculatori (i quali del suono se ne fregano) o a professionisti della musica, categoria, quest'ultima, che un po' di freddezza e imparzialita' per giudicare un suono bello, utile, funzionale deve averla... se no non lavora..
capisco che a te il fenomeno vintage non interessi (in definitiva interessa poco anche a me), pero' non e' possibile banalizzarlo...
di Aktarus
- accordiano
#5855 |
21 agosto 2012 @ 18:18
Nono, in realtà interesa anche a me! Mi affascina anche a me avere una chitarra storica. Voglio solo capire se si tratta di una questione tecnica o è più che altro di tutta l'aura che ci sta intorno?
di yasodanandana
- accordiano
#699 |
21 agosto 2012 @ 18:24
abbi pazienza ma se alcuni musicisti ti dicono che si tratta di un fatto di suono, se un sacco di professionisti e star usano strumenti vintage, vuol dire che c'e' della sostanza.. non puo' essere tutta fuffa... Oltre a questo se non provi, come fai a farti un parere?
di Aktarus
- accordiano
#5855 |
21 agosto 2012 @ 18:42
| modificato: 21 agosto 2012 @ 18:48
Come ho gia scritto ho avuto nel mio piccolo un esperienza col vintage (una gretsch 6120 anni60) però non mi ha colpito, suonava molto bene, ma dovevo sempre ricordarmi che si trattava di una chitarra preziosa e "vintage" per convincermi che suonasse meglio di altre :) non dico assolutamente che sia fuffa, ma è facile rimanre affascinati se si si di avere di fronte uno strumento prezioso. "guarda questa è una mega chitarra costruita con legni selezionatissimi e costruita da un mastro liutaio famoso in tutto il mondo e quest'altra è stat costruita con legnacci da 4 operai vietnamiti in catena di montaggio" quale attirerà l'attenzione?:)
ho bisogno che qualcuno mi spieghi i motivi tecnici e liuteristici di tutto questo fenomeno!
di yasodanandana
- accordiano
#699 |
21 agosto 2012 @ 23:24
| modificato: 21 agosto 2012 @ 23:34
===ma è facile rimanre affascinati === certamente... pero' l'idea che il fascino del "vintage" spinga musicisti esperti a comprarsi strumenti costosissimi che suonano quanto gli equivalenti moderni e' difficilmente sostenibile..
Il dato di fatto e' che il vintage, fra chi suona da professionista, piace a tutti.. e non c'e' una star che non prediliga strumenti d'epoca. Molti vips hanno comprato questi strumenti quando erano dei semplici usati a buon mercato, quando il fascino del "vintage" non esisteva, anzi, quando era figo avere chitarre nuove... e li hanno continuati ad usare quando ancora non si trattava di strumenti di particolare valore e potevano permettersi altro. Gli artisti realmente di vecchia data che hanno comprato "vintage" quando si trattava semplicemente di "nuovo", hanno continuato ad usarlo e lo usano fino ad oggi.. non e' che hanno accantonato e usano strumenti degli anni 2000.
Accenno anche alla mia esperienza: io sono un musicista professionista, chitarrista anche se la chitarra e' una parte marginale del mio lavoro, dato che sono piu' attivo nel produrre e nel comporre con mezzi elettronici, poi mixare e masterizzare. Per cui il feticismo della chitarra lo vivo abbastanza poco e sono abituato a dover tutti i giorni prendemi la responsabilita' di progetti completi e fare del tutto perche' suonino bene. Per cui, se affermo, come ho fatto sotto, che non mi dispiacerebbe per niente investire, che so, 10 mila euro per prendermi una strato del '65, vuol dire che si tratta, per me, di un miglioramento sensibile del mio suono.. non di fascino del vintage...
quindi se per forza devi credere che gli utenti del vintage siano tutti, inevitabilmente, ubriacati da un fascino che non attiene al suono, allora e' impossibile dialogare dato che non e' certamente cosi'..
per quanto riguarda le gretsch, io sono poco competente, ma forse puo' darti uno spunto il fatto che alcune volte ho sentito dire che Gretcsh produceva a New York, con grossi problemi di umidita' e quindi degrado qualitativo dei legni. Al punto che, adesso, che producono sempre negli USA ma in una zona piu' secca con un clima piu' favorevole, la produzione e' migliorata di molto...
io non ho alcuna esperienza diretta di cio'... pero', se e' cosi', potrebbe darsi benissimo che su "Gretsch" il vintage non porti alcun vero valore aggiunto, anzi...
D'altra parte, e l'ho gia' detto in questo thread, io, personalmente, trovo che differenze eclatanti fra il nuovo e il vintage siano nella produzione fender e, per me, molto meno in gibson, poi boh ... ci sono tantissimo strumenti che sono, per me, migliori in versione "moderna"
di Aktarus
- accordiano
#5855 |
22 agosto 2012 @ 01:38
Ma certo che si può dialogare o bisogna prendere tutto come dei dogmi? Hai colto nel segno quando hai detto che i chiarristi prendevano strumenti quando erano semplicemente "usati", esatto, mi sembra naturale che un chitarrista negli anni 60 abbia avuto strumenti anni 60 :) ha trovato un suo suono, si trova bene, perchè dovrebbe cambiare? Se hendrix fosse di quest'epoca avrebbe sicuramenet cercato uno strumento d'annata? oppure avrebbe cercato la chitarra con cui si trova meglio? nuova vintage o usata che sia.. non vorrei dire una fesseria, ma credo che le Jaguar anni 60 non arrivino a quotazioni troppo esorbitanti. Cosa vuol dire che sono state costruite meno diligentemente che le stratocaster o le Telecaster? o più banalmente il mercato (per N motivi) le ritiene meno appetibili economicamente?
di luxvan
- accordiano
#15458 |
21 agosto 2012 @ 18:14
lo avevo letto a suo tempo ma ho rivisto ed apprezzato nuovamente e con giusta calma. effettivamente il valore in termini di suono e piacere sta anche e sporattutto dalla combinazione strumento/musicista. :))) direi che anche se piace ed è di grande valore, non è detto che Sandy sia adatta a tutti i chitarristi del mondo... è triste ma capita che uno strumento piacia moltissimo ma non sia adatto al a chi lo desidera così tanto... i famosi acquisti sbagliati!!!! certo che prima di spendere 300mila dollari... rimane il discorso investimento. a questo proposito devo confessare che le chitarre che ho acquistato e tenuto negli ultimi anni le ho scelte considerando il lato valore economico come mooolto importante; è brutto da dire ma questo aspetto oggigiorno(e forse come da sempre) va considerato al pari delle altre qualita appartenenti allo strumento che si compra.
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di creame
- accordiano
#10638 |
18 agosto 2012 @ 12:07
Qualche settimana fa un mio amico,razionalissimo medico ex batterista,ha voluto portare nella mia saletta prove il proprio figlio quindicenne,vero enfant-prodige, virtuoso blues boy di incredibile talento. E' arrivato con la sua fida tele messicana d'ordinanza ed ha cominciato a fraseggiare col mio indegno accompagnamento. Gia' meravigliato dalla risposta dell'ampli (per la cronaca un Carr rambler con valvole NOS),si e' mostrato incuriosito alla vista delle chitarre presenti in saletta,in particolare una tele Vinetto 52' ed una strato Leo Scala dalla notevole ricchezza armonica. Avevamo ancora i brividi per il suo ultimo solo quando , imbracciata la Vinetto e la Scala (una per volta...),si e' prodotto in una straordinaria esecuzione con occhi chiusi e sorriso compiaciuto.Guardo il padre per indagarne la reazione....
stava piangendo. Riavutosi mi dice: "Con la sua chitarra mio figlio e' bravo,con queste si esprime fino a far piangere,scusatemi." A proposito dove le vendono?"
Tutto cio' per dire che c'e' una soglia sottile tra il piacere e la forte emozione e che certi strumenti hanno in loro il potenziale per darla, quanto vale tutto questo? Per taluni poco , per altri non ha prezzo. Per chi pensasse che "ogni scarrafone...." Ho pianto anch'io. Pieno consenso al direttore per l'ultimo suo intervento.
di luvi
- accordiano
biz
#3191 |
18 agosto 2012 @ 14:58
o immoralità di certi valori "assegnati" (non soltanto agli strumenti musicali), di certi compensi elargiti (non soltanto ai calciatori) e soprattutto sugli interessi economici che dietro ogni mercato si muovono, tornerei sul quesito appassionante proposto da Alberto riguardo alla riproducibilità di uno strumento musicale prodotto in serie dall'industria, sia pure molti decenni fa. A mio parere proprio grazie alla natura seriale della produzione in questione (fatta salva ogni considerazione in merito alla superiorità della costruzione e dell'elettronica delle Les Paul prodotte nel triennio '58/'60) molti elementi possono essere riprodotti semplicemente analizzando in modo corretto e puntiglioso il comportamento di un dato strumento. Credo anche che al fine di suonare ottenendo risultati analoghi, sia dal punto di vista sonoro che funzionale, tali elementi siano più che sufficienti a relegare il problema al di fuori delle necessità pratiche di qualunque musicista. La lingua italiana consente però un numero sufficiente di sfumature di significati per rendere chiaro a chiunque che la parola "molti" non è sinonimo di "tutti" e quindi in definitiva concordo sul fatto che la totalità degli aspetti che definiscono un particolare strumento resti unica e non riproducibile nella sua interezza e questo sia che si tratti di un prodotto vintage, che di uno più recente. In particolar modo, poi, questo è vero per quanto riguarda l'aspetto non trascurabile che Alberto ha ben sottolineato, cioè il carisma ed il potere ispiratore che uno strumento particolare, con un vissuto o un valore simbolico peculiari, può avere nei confronti della persona che si trova a suonarlo. Per questa cosa, realmente, non c'è nulla che si possa fare se non prenderne atto, anche da parte di chi la ritenga un prodotto della suggestione, più che un fattore di comprovata superiorità qualitativa vera e propria.
di Aktarus
- accordiano
#5855 |
19 agosto 2012 @ 10:42
| modificato: 19 agosto 2012 @ 22:25
Sarebbe necessario capire se una chitarra (o una qualsiasi cosa ) è bella perche è cara o è cara perchè è bella. Siamo affascinati dallo strumento in se o dal valore collezionistico che si è dato allo stesso? Personalmente sono convinto che si tratta solo di puro collezionismo e non di preziosa fattura dello strumento in se. Tutto questo ci fa sognare e suonare meglio e la cosa non può che essere positiva. Non ho l'orecchio fino e obbiettivamente non sento la differenza tra una epiphone di buona fattura e una custom shop da 10milaeuro, tuttavia quella cara mi farà suonare sicuramente meglio! ma si tratta di una questione psicologica e non di reale e oggettivo suono migliore. Molto importante è il contesto e la magia che ognumo di noi attribuisce a un oggetto strumento o opera d'arte in generale. Recentemente mi sono tolto lo sfizio di prendere uno strumento abbastanza prezioso per le mie tasche, una gretsch 6120 anni 60. volevo provare il brivido di avere uno strumento "da sogno" con tutta la magia del vintage vero e non artefatto..bene, chitarra bellissima per carità ma niente di magico, non me la sentivo mia, non mi trasmetteva tutta questa magnificenza, non era neanche lontanamente paragonabile all'emozione che provo ogni volta che prendo in mano la mia prima chitarra bella comprata con i miei primi risparmi (si tratta semore di una les paul standard ne..:)) E' per il 90% tutta psicologia rapportata al contesto in cui ci rapportiamo con l'opera d'arte.
di alberto
- accordiano DOC
#3 |
19 agosto 2012 @ 12:12
Così però neghi la storia. La "vintagemania" è nata nei primi anni '70, quando i musicisti cominciarono ad accorgersi che le chitarre di 10 anni prima erano sensibilmente migliori di quelle contemporanee. I prezzi cominciatono a salire e accadde ciò che accadde. Ma alla base c'è la qualità, come nell'arte: Modigliani vale perché è bravissimo e piace, mica piace perché è bravo (che poi ci sia un bacino di persone che basano i propri gusti sul valore è un altro discorso, profondamente sociologico, che esula da questo contesto). Ma, ribadisco con convinzione, le vecchie chitarre costano perché sono universamente considerate buone (sempre nella media, sia chiaro che non si nega l'esistenza di cifoni vintage). Quanto alla tua Gretsch, probabilmente (1) non è di quelle buone (a confermare l'unicità di ciascuno di quegli strumenti e comunque se post 1963 è credibile che possa essere un cifone) oppure (2) non è la tua chitarra. Ma un'esperienza negativa di una persona non può certo mettere in dubbio una realtà complessa e condivisa, che - aggiungo- è quantomeno riduttivo definire "al 90% tutta psicologia" (e ci metto anche un bel "superficiale" sull'utilizzo del termine "psicologa", sempre a proposito di Nanni Moretti). Ultima cosa: non condivido l'assimilazione tra strumenti del custom shop e strumenti vintage. Senza nulla togliere a ciascuna categoria, sono cose diverse, con personalità e caratteri incommensurabili tra loro.
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God said "Let There Be Rock" and the Rolling Stones were born. And Keef played his first riff and God saw that Rock was good (Genesis 1-3)
di Aktarus
- accordiano
#5855 |
19 agosto 2012 @ 22:47
per me siamo in un campo in cui tutti e nessuno hanno ragione. Diamo per assodato che le chitare di una volta suonino in maniera nettamente superiore (io purtroppo non ho l'orecchio per sentire tutta questa differenza) ma rimango convinto che oltre una certa soglia economica sfociamo nel puro collezionismo. Magari perchè la chitarra x è stata fabbricata lo stesso giorno di quella suonarta da clepton o un aqualsiasi altra ragione che la rendono desiderabile a più persone. se uno sente veramente la magia del vintage dovrebbe riconoscere la chitarra speciale anche in mezzo a strumenti standard. E' vero, sono solo una persona e non rappresento nulla statisticamente, eppure, sono straconvinto e mi gioco tutto quello che vuoi che il contesto in cui ci rapportiamo con lo strumento sta al 90% almeno del valore che gli attribuiamo. su 100 persone che si emozionano davanti alle opere del museo degli Uffizi, quante si emozionerebbero alla stessa maniera se, per assurdo, queste stesse opere fossero esposte in un qualsiasi negozio?
di luvi
- accordiano
biz
#3191 |
20 agosto 2012 @ 01:23
| modificato: 20 agosto 2012 @ 01:25
Non sono uno sfegatato del vintage a prescindere, ma credo che chiunque abbia avuto occasione di provare a fondo qualche esemplare di vintage "d.o.c." non possa negare perlomeno la diversità di prestazioni e di timbrica da parte di certe produzioni del passato rispetto a quelle che sono loro succedute. Ogni marchio mostra differenze dovute ad elementi (o meglio, ad insiemi di elementi) differenti: non parlo di Gretsch che conosco meno, ma mi limito a riferirmi a Fender e Gibson, dicendo che la voce di alcune vecchie "PAF-equipped" è davvero unica e non la si ritrova certamente nelle successive, così come tanto la sonorità unica di alcune buone vecchie Fender anni '50, quanto il carattere assai diverso delle successive anni '60 non si ritrovano affatto nelle produzioni post-CBS. Che la cura costruttiva fosse migliore è facile da verificare, mentre sulla superiorità dei materiali per sè stessi nutro maggiori dubbi... Anche la superiorità qualitativa dell'elettronica è opinabile a livello teorico, ma senza voler analizzare nel dettaglio le ragioni di chi giudica migliori (e anch'io sono tra quelli) le prestazioni dei vecchi trasduttori, credo sia innegabile almeno il fatto che quelle chitarre suonassero in modo "diverso". Pensare che tutto ciò sia frutto di magia o di un crogiuolo di sinergie ed elementi irripetibili mi trova poco concorde, ma che certi strumenti d'epoca posseggano una personalità unica a livello sonoro ed un carisma, questo sì, praticamente impossibile da replicare, è un fatto che non mi sento proprio di mettere in discussione.
di Aktarus
- accordiano
#5855 |
20 agosto 2012 @ 10:35
| modificato: 20 agosto 2012 @ 10:41
Può essere che parlo da persona non esperta che non coglie importanti sfumatore e, come è stato detto giustamente, l'arte esiste perchè qualcuno più esperto di noi è disposto a "pagarla" ed è capace di "capirla". Ma parlando di arte in generale quello che mi incuriosisce da sepre è se si valuta l'opera in se o tutta la cornice che sta attorno? La cappella Sistina avrebbe lo stesso valore inestimabile se si trovasse nella mia parrocchia?. Rapportiamoci ora col mondo della chitarra. Veramente nella valutazione di uno strumento esiste solo la scientifica analisi dei puri mteriali e della cotruzione?
di luvi
- accordiano
biz
#3191 |
20 agosto 2012 @ 11:38
. . . del non essere uno "sfegatato del vintage" voleva più che altro sottolineare che nel mio intervento da "chitarrista", non da collezionista, non intendevo investire dell'aura di opere d'arte quelli che comunque considero strumenti prodotti in serie da un'industria, sia pure ancora molto ricchi di interventi manuali da parte di capaci artigiani, di qualità migliore rispetto agli stessi prodotti in seguito e particolarmente ben riusciti dal punto di vista delle prestazioni. Il mio non è poi un giudizio influenzato dal contesto, perché deriva dalle pure impressioni ricavate sia a caldo, che a freddo, dopo aver imbracciato, suonato e valutata la voce di strumenti di quel tipo in situazioni del tutto stabili dal punto di vista emotivo e ben controllate dal punto di vista audio, come lo possono essere le prove in un'abitazione con un ottimo amplificatore o nella perfetta tranquillità di uno studio di registrazione.
La valutazione di uno strumento è a mio parere un'insieme complesso di fattori oggettivi e soggettivi: è influenzata dalla cultura di ascolto, dall'esperienza, dalla capacità tecnica e dai gusti personali di chi giudica, ma per compiere il passo che separa un'impressione personale legittima, una conversazione magari piacevolissima, ma non documentata, da un'analisi più seria ed approfondita, è necessario affiancare ad essa dati e misurazioni oggettive, ripetibili e valutabili anche a distanza di tempo, che eludano i condizionamenti psicologici e le trappole tese dalle nostre capacità sensoriali, molto propense a farsi ingannare da convinzioni ed aspettative.
Questo secondo livello è senza dubbio appannaggio dei tecnici, terreno più consono per analisti sufficientemente distaccati da riuscire a separare la sanguigna passione per gli strumenti dall'intenzione conoscitiva più professionale e scientifica nel metodo. Per questo non è affatto facile discutere con gli appassionati valutazioni realizzate in tal modo, né è sempre scontato intendersi sulle conclusioni alle quali i loro risultati portano.
di alberto
- accordiano DOC
#3 |
20 agosto 2012 @ 11:53
| modificato: 20 agosto 2012 @ 12:21
Vedi, parlare di temi come questo (non la Gibson, ma il significato dell'arte) senza basi culturali comuni e accertate ha un unico risultato: produrre rumore. Perché senza un background si finisce inevitabilmente nel chiacchiericcio da bar, milan-inter, comunisti-fascisti, in libertà, che tanto "tutti e nessuno hanno ragione". Invece ci vuole un po' più di rispetto quando si tirano in ballo grandi temi - come l'arte con i suoi significati, la sua origine, il suo valore oggettivo e soggettivo - su cui le più grandi menti della storia hanno prodotto riflessioni straordinarie. Capisco che sia facile e divertente (lo dico con simpatia, davvero) sparare castronerie come quelle che hai sparato tu, per esempio la faccenda della Cappella Sistina. Però ogni tanto può far bene fermarsi un attimo per chiedersi se non sia il caso di frenare e andare a leggere qualcosa scritto da qualcuno che ne sa più di noi, per chiarirsi le idee e proseguire il discorso su basi un po' più solide. Oppure ci si limita a parlare di Gibson, che è sempre un bell'argomento, lasciando perdere le considerazioni alte e restando su legni e pickup.
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God said "Let There Be Rock" and the Rolling Stones were born. And Keef played his first riff and God saw that Rock was good (Genesis 1-3)
di Aktarus
- accordiano
#5855 |
20 agosto 2012 @ 12:19
| modificato: 20 agosto 2012 @ 12:22
Ma è proprio perchè non conosco l'interlocutore che mi piace porre la discussione anche con riflessioni "estreme" e con esempi folli..:)..Sicuramente l'Arte con la A maiuscola non ne risentirà!
di yasodanandana
- accordiano
#699 |
20 agosto 2012 @ 12:18
riguardo a cappella sistina e uffizi... si, la collocazione di un'opera d'arte puo' offrirle un valore aggiunto notevole come il collezionismo aumenta il valore degli strumenti vintage... pero' c'e' anche la possibilita' di giudicare sul puro piano della resa sonora, della maneggevolezza ecc. ecc.
di Aktarus
- accordiano
#5855 |
20 agosto 2012 @ 12:59
subisco anche io il fascino del vintage, anzi più del vintage mi attira il fatto che una chitara possa essere desiderabile e considerata magnifica da molte persone. Sicuramente mi fa suonare meglio tutta l'aura che si da alla chitarra. Per lo stesso motivo mi posso lasciare influenzare negativamente con chitarre considerate per N motivi delle ciofeche.. Troppo comodo e facile fare l'estimatore dello strumento prezioso quando si sa benissimo di trovarsi davanti a una chitarra da 300mila euro !
Una cosa invece puramente tecnica: Come si analizza oggettivamente il suono di una chitarra elettrica, uno strumento in cui almeno il 40% (per me è molto di più ma stiamo prudentemente non troppo alti) del risultato finale è dato dall'amplificazione?
di yasodanandana
- accordiano
#699 |
20 agosto 2012 @ 13:10
tu dai alla suggestione un'importanza che, per quanto mi riguarda e' nulla o quasi... io, semplicemente, ho provato una certa quantita' di fender degli anni 50 e 60 e le ho trovate tutte insuperate da qualsiasi produzione piu' moderna...
la questione dell'ampli e' irrilevante... nel senso che prima di tutto se uno deve fare dei confronti, e' meglio che li faccia alla pari, se no ha poco senso..
Secondariamente se una chitarra e', per me, buona, lo sento su qualsiasi ampli a meno che non si tratti di un "tascabile"..
di Aktarus
- accordiano
#5855 |
20 agosto 2012 @ 17:12
Assolutamente intendo un confronto con la stessa amplificazione! E' una curiosità, mi chiedo come si valuta il suono, in fondo si sono scritte migliaia di pagine sul suono degli amplificatori!
di yasodanandana
- accordiano
#699 |
20 agosto 2012 @ 17:23
forse si preferisce, a parita' di modello, quello che presenta caratteristiche lontanamente assimilabili a quelle di un'acustica... per esempio la possibilita' di variare molto il suono a seconda del tocco...
di Aktarus
- accordiano
#5855 |
20 agosto 2012 @ 17:47
ok, ma al tocco non risponde sensibilmente anche l'amplificazione? per me è impossibile valutare il suono della chitarra elettrica senza considerare tutta la strumentazione che gira intorno. Non stiamo parlando di chitarre acustiche!
di yasodanandana
- accordiano
#699 |
21 agosto 2012 @ 23:52
ti ha risposto molto intelligentemente Alberto dicendoti che la mania del vintage e' iniziata quando gli strumenti (oggi vintage) erano addirittura roba da rigattiere destinata agli squattrinati, e quando lo strumento figo era quello di nuova produzione. Per cui c'e' sicuramente, sotto, qualcosa di concreto, non tutto puo' essere ricondotto alla suggestione. Ieri sera mi sono visto in TV midge URE che parla della sua explorer comprata usata, mi sembra, a meno i 300 dollari. L'ha scelta perche' gli e' sembrata la miglior chitarra presente in negozio...
di yasodanandana
- accordiano
#699 |
20 agosto 2012 @ 00:08
| modificato: 20 agosto 2012 @ 00:11
alla rinfusa...
io ho provato un certo numero di chitarre vintage.. per me la differenza eclatante e' sulle fender, ed e', appunto, eclatante.. Trovo le "vintage" piu' presenti, piu' adatte a bucare il mix e col suono che cambia di piu' a seconda di come vengono suonate...
se guadagnassi molto di piu' di quanto guadagno adesso non mi interesserebbero asce con prezzi a sei zeri, ma investire tra i 5 e i 10 mila in una tele degli anni 60 penso porterebbe un miglioramento sensibile del mio suono...
su altri strumenti questa differenza non l'ho sentita, alcuni mi sembrano addirittura decisamente meglio in versione moderna...
di marcoguitar
- accordiano
#15320 |
23 agosto 2012 @ 05:14
ho dato a Bonamassa la mia Vintage Lemon Drop, lui l'ha suonata per un po' e poi mi ha detto che suona praticamente come Sandy. Quindi la differenza sta nel chi suona e non tanto nello strumento. Allora io mi compro Bonamassa.
(Morale tra le righe: bell'articolo mi è piaciuto, ma non diventiamo pazzi per il pelucco! Queste chitarre facciamole comprare dall'Hard Rock Cafè di Philadelphia per la vetrina).
di nicolapax
- accordiano
#27042 |
24 agosto 2012 @ 11:46
Io abito in Romagna, tra la via Emilia e il mare, qui quando si fa la gara degli "sboroni" (trad.: gli spacconi, i rodomonti, i fenomeni), NON SI PUO' arrivare secondi! Ho letto con passione tutti gli interventi: quelli sarcastici, quelli filosofici, quelli sociologici, quelli del tipo "la volpe e l'uva", e ringrazio tutti, soprattutto Alberto perché mi sono veramente divertito in senso culturale e non comico. Posso dire una cosa: qui dalle mie parti abita uno dei maggiori collezionisti di strumenti e ampli Fender rigorosamente pre CBS, circa 180 piccole grandi opere d'arte, nate per (e me lo ricordo sempre tutte le volte che ne imbraccio una grazie alla sua generosa amicizia) lavorare, dare il pane a questo o quel povero chitarrista che passava Natale e Capodanno in qualche bettola di provincia e tornava a mattino inoltrato su qualche vecchio pulmino. Sapere la storia vera di tutti quegli strumenti che noi adesso idolatriamo, non li smitizza, ma dà loro un aura ancora più reale più fisica, carnale, un plus valore mai monetizzabile. Quando suoni uno di questi OGGETTI passa la magia del tempo ma anche la storia di quelle povere, grandi, gioiose mani che lo hanno imbracciato prima di me e SUONANO porca miseria se suonano!!!!! Una splendida custom shop è un'altra cosa ma in minore. Pensate alle risate che si farebbero quei turnisti degli anni sessanta sapendo che il loro "pezzo di legno con sei corde sopra" oggi vale come un appartamento Quella che vedete imbracciata da è una tele Candy Red 1966, so di cosa parlo!! (Grazie Flavio) N
di Aktarus
- accordiano
#5855 |
25 agosto 2012 @ 09:30
| modificato: 25 agosto 2012 @ 09:36
non si nega l'importanza storica di alcuni strumenti, ma secondo me sarebbe positivo separare la qualità sonora fine a se stessa dal valore storico artistico che uno strumento può avere. voglio dire: uno strumento vintage deve oggettivamente suonare meglio per tutti? e se uno non coglie questa superiorità non ha l'orecchio sviluppato ed è inesperto? Il ciocco di les paul ha un importanza infinita ma non credo suoni meglio di altre chitarre.
di jazzino
- accordiano
#23867 |
25 agosto 2012 @ 14:38
| modificato: 25 agosto 2012 @ 15:15
Ho seguito con attenzione ...... bellissimo articolo e splendida discussione ma .........
Parlare di chitarra come "opera d'arte" mi sembra una contraddizione in termini ....... allo stesso modo mi sembra contraddittorio affermare
".........ogni volta che si è provato a controllare quel mercato, prima o poi c'è stata una rivoluzione, perché le persone si sono ribellate a quella imposizione............" (stiamo parlando di imposizione al rialzo!?!?)
1) le chitarra a limite sono mezzi per produrre opere d'arte ....... vi ho sentito spesso fare paragoni, in questa discussione, tra chitarre e tele di grandi pittori ma la tela è un opera d'arte creata dalla sensibilità dell'artista con pennelli e colori ......... al limite la chitarra dovrebbe essere paragonata ai pennelli e non alla tela .....e .... con pennelli migliori le tele avrebbero più valore???????????'
2) sono proprio le ingiuste regole del mercato che hanno dato vita alle rivoluzioni della storia e non il contrario.
In ogni caso credo che dall'una o dall'altra parte bisogna essere liberi da qualsiasi forma di coercizione mentale!
Ciao
PS ovviamente discorso a parte merita il lavoro di una singola persona (liutaio) che con le sue mani crea .... pezzo per pezzo ...... la sua opera che può assurgere ad opera d'arte
Un'altra bomba sparata dal gibson ...
sicuramente una chitarra eccezzionale,e siccome non avrò mai la possibilità di paragonarla
all'originale del '59,mi accontenterò di essere fortunato di possedere già la collector choice#1
e sperare di provare la #4 e paragonarla alla mia!
E praticamente l ha smontata ...
"Non suono per piacere, suono per godere!"
mah...
mah che teste di mazzi sti qua'.....
I dollari della vintage sono ...
"Non suono per piacere, suono per godere!"
giusto
Anche io se avessi 300000 ...
Resta il fatto che é ma gran bela chitarra...magari poterla suonare.
Non c'è mai una seconda occasione per dare la prima impressione...
io parto da un presupposto
al paese dei ciechi l'orbo gli' e un re
Dive lhai vista a 20000 ...
"Non suono per piacere, suono per godere!"
è uguale, troppi lo stesso ...
al paese dei ciechi l'orbo gli' e un re
Bravo la penso anche io ...
Beati quelli che possono permettersele ...
A chi si stupisce dei ...
Vini: un borgogna di 30 anni vale, vale oltre la qualità del vino, è la rarità, il marchio. Non per questo le future annate saranno per sempre peggiori, ma quella bottiglia di quella annata vale cosi', perchè c'è qualcuno disposta a pagarla cosi'.
Ed ecco come mai una les paul puo' costare 300mila dollari. Chi se ne frega di come suona, se è rara è collezionismo, e detta appunto la qualità ma anche la conservazione, e quanto è ricercata. Non scadiamo nelle considerazioni da " ma suona quasi come una custom shop": non E' una custom shop, ce n'è una, e se la vuoi quello è il prezzo. Mi pare lampante.
Amen !
Marco
Hai ragione tu !!
Ottimo l'esempio della Ferrari, e della bottiglia di vino, che magari è anche imbevibile, io ci aggiungerei anche un'opera d'arte, diciamo La Gioconda.
Puoi fare tutte le copie che vuoi, magari anche più belle ( sai con i colori acrilici come verrebbe bene .....) ma ce n'è una sola e le copie non valgono l'originale.
Le note sono sette, basta miscelarle.
si vende casa, madre e moglie???????????
Dynamic explosions in my brain.....
.......shattered me to drops of rain
"una chitarra elettrica è un ...
Anche un Fattori è un pezzo di tela sporcato con dei colori....
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve." Anonimo
ben lungi da screditare tali ...
Dynamic explosions in my brain.....
.......shattered me to drops of rain
Mah...con l'IMU forse è meglio ...
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve." Anonimo
ahaha.. giusto concordo pienamente!!! e ...
concordo pienamente!!!
e poi hai sempre una splendida '59 con cui consolarti...
Dynamic explosions in my brain.....
.......shattered me to drops of rain
Esatto!
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve." Anonimo
In Gibson .....
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve." Anonimo
Xomunqu poi di solito le ...
"Non suono per piacere, suono per godere!"
"Xomunqu"???? (:-D)
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve." Anonimo
No, io la condivido, le ...
"Non suono per piacere, suono per godere!"
Secondo me esageri
Una Traditional costa nuova sui 1.800, una CS '57 GoldTop ne costa 2.500....da lì poi è tutto a salire.
Ma stai scrivendo con il telefono o hai ingerito qualche neurotossina ?
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve." Anonimo
La prima che hai detto ...
"Non suono per piacere, suono per godere!"
Son contento per te (:-D) ...
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve." Anonimo
"50 anni di stagionatura..."
comporti differenze??
Pertanto credo che dal punto di vista strettamente liuteristico,il mito sia replicabile.
Considerazione sul suono del video di Bonamassa: non mi piace proprio,Sandy o non Sandy.
Risposte assortite
2) Il valore di Sandyvera è sicuramente su un pianeta diverso rispetto alle chitarre, anche splendide, per persone normali. Ma il prezzo della Sandyreplica non è da fantascienza. Sono ben consapevole delle difficoltà economiche del Paese e soprattutto dei più giovani, ma ricordo che la replica ha uno street price pari al costo di una buona moto usata. In più quel valore è destinato a mantenersi nel tempo molto più di quello della moto.
3) Il discorso sui legni che non stagionano, i magneti che non smagnetano, eccetera non funziona. Primo perché migliaia di appassionati nel mondo sono disposte a comprare strumenti vintage che costano un'ordine di grandezza in più rispetto alle migliori repliche, non si può considerarli tutti imbecilli. Secondo perché le prestazioni di uno strumento sono influenzate da una serie di fattori realmente non riproducibili, primo tra tutti la modificazione che tempo e uso generano sui materiali organici e su quelli deteriorabili. Terzo perché una chitarra straordinaria, più che "suonare meglio" "fa suonare meglio", ovvero ispira il musicista (non è un caso che il gradimento di strumenti anche di immenso valore cambia drasticamente da un musicista all'altro). E l'ispirazione è fatta di dettagli impercettibili e proiezioni soggettive, tutta roba che nessuno strumento può misurare.
Ecco. Mi rendo conto che l'audience di Accordo si evolve, in vent'anni le persone vanno e vengono. Ma nonostante questo sarebbe bello riuscire finalmente a discutere di questi temi senza necessariamente considerare fuffa ciò che non si comprende o da cui non si è ispirati. E' chiaro che il marketing scorre forte nelle vene dei produttori di chitarre, soprattutto di quelli con un passato glorioso. Ma ciò non toglie che siano proprio gli strumenti di quei produttori i più efficienti nel creare emozione (anche grazie al marketing, sia chiaro, basta sfogliare il sito Gibson per capirlo). E le emozioni, quando hanno a che fare con la musica e gli strumenti, sono quasi sempre inoffensive, anzi belle e positive.
Tra l'altro non siamo in un regime putiniano, quindi se la Sandyreplica non ci piace, passiamo oltre. Ma snobbare chi ci perde il sonno e si indebita per averla, be' quello lo trovo davvero poco sensato.
God said "Let There Be Rock" and the Rolling Stones were born. And Keef played his first riff and God saw that Rock was good (Genesis 1-3)
punti di vista alberto, io ...
al paese dei ciechi l'orbo gli' e un re
Oltre
Qualunque valore viene attribuito dall'uomo, ovvero da quanto un uomo è disposto a dare per avere una cosa. Questo accade fin dall'alba dell'umanità e si chiama libero mercato e non è giusto dire "indecoroso".
E poi, la storia ci insegna che ogni volta che si è provato a controllare quel mercato, prima o poi c'è stata una rivoluzione, perché le persone si sono ribellate a quella imposizione.
Ripeto: legittimo non condividere o addirittura essere convinti di non cascarci. Ma piaccia o in una società liberale criticare il mercato ha poco senso se non si mette in discussione il sistema di cui quel mercato è conseguenza, non causa. Ma è un tema che richiede ben altre competenze e ben altri spazi che questo.
God said "Let There Be Rock" and the Rolling Stones were born. And Keef played his first riff and God saw that Rock was good (Genesis 1-3)
Caro direttore, io non ho ...
bella storia
Vabbè, con tutto il rispetto ...
Mi preme sottolineare una cosa: la discriminazione tra Mark Knopfler e "nababbo" è ingiusta, i grandi artisti sono importanti perché ispirano, ma l'arte esiste in quanto tale perché un'umanità eterogenea la guarda, la ammira, prova a crearla, eccetera. Per assurdo, se nessuno ascoltasse "Sultans", non ci sarebbe l'arte.
Quindi criticare il "nababbo" che si compra una bella chitarra e suona un po' così, come anche discriminare chitarristi e collezionisti, è un luogo comune - scusa - un po' becero, che abbiamo letto spesso e che sarebbe ora di levare di torno. Perché è intualmente disonesto. Ciascuno di noi, anche il più spiantato, ha sempre qualcuno più spiantato di lui, quando compri il pane e pensi che c'è chi mangia segatura che fai?
Non sono mai stato un virtuoso, oggi suono poco o nulla, ma nella mia vita ho avuto molte chitarre magnifiche e preziose (anche se non preziose quanto Sandy) e ne ho ancora qualcuna. Secondo te che dovrei fare, visto che non sono in grado di produrre "arte allo stato puro" (e comunque anche questa è un'affermazione discutibile, perché si apre un tema filosofico importante sull'arte), sbarazzarmene? Regalarle? Dai, è assurdo. E lo sarebbe anche se le avessi comprate non per amore della chitarra, ma per investimento.
E Knopfler, che ha centinaia di chitarre magnifiche? E' legittimato a tenere solo quelle con cui produce "arte allo stato puro"? Perché è diverso da me o da un collezionista per tutte quelle che non usa mai o strimpella appena?
Capisco la passionalità sul tema, ma sarebbe importante metterci un po' di riflessione prima di emettere sentenze. Perché alla fine la chitarra è gioia, anche per chi è "solo" un collezionista :-)
PS sull'articolo scrivimi pure in privato.
God said "Let There Be Rock" and the Rolling Stones were born. And Keef played his first riff and God saw that Rock was good (Genesis 1-3)
Credo che abbia frainteso il ...
P.S: per quanto riguarda l'articolo la contatterò quanto prima in privato e le esporrò al meglio la mia idea.
Vedi, anche per il calciatore ...
Conosco persone culturalmente al di sopra di ogni sospetto che si intrippano di calcio a un tale livello che mi devo sforzare per comprenderlo. Ma, ancora una volta, bisogna sempre dar fiducia e libertà alle persone, nel calcio come sulle Gibson (il cui prezzo, credi, è fatto dal mercato, non è oggettivo, non a caso il valore del vintage si è dimezzato negli ultimi 18 mesi).
PS se mi scrivi in privato dandomi del "lei" cestino la mail ;-)
God said "Let There Be Rock" and the Rolling Stones were born. And Keef played his first riff and God saw that Rock was good (Genesis 1-3)
Ci siamo aventurati su un ...
Socrate e Leo Fender
E' dai tempi di Socrate, con la sua scienza del bene e del male, che se ne parla. Per questo bisogna fare attenzione. Per esempio: come puoi definire qualcosa "immorale" se non hai definito con chiarezza la categoria "morale"? Cos'è "morale" e da dove deriva il concetto? O dichiari se lo intendi come trascendente o immanente oppure sei fottuto.
Per dire, un gran numero di persone nel mondo pensa che siano immorali una donna in gonna corta, un amante fuori dal matrimonio, l'omosessualità e altrettante pensa l'esatto opposto, cioè che sia immorale chi nega tali diritti. Ma allora, chi ha ragione? Chi la pensa come te o me? Il gruppo più numeroso? I più forti? I più deboli? I bianchi? I neri? I più ricchi o i più poveri? Ho estremizzato, ma non del tutto.
Ecco. Da dietro il computer è facilissimo essere giudice, il mondo è pieno di persone che assegnano patenti di buono e cattivo con gran leggerezza. Molto frequente nel nostro mondo a corde la divisione tra i buoni che fanno le cose "per passione" (altra parolaccia) e i cattivi che le fanno "per interesse". Una sciocchezza che grida vendetta, ma che salta fuori con agghiacciante frequenza (se Leo Fender e Chris Martin non avessero voluto guadagnare dei soldi non avremmo Telecaster e D-18).
Quindi: il modo migliore per non cadere nel tranello è restare sempre nel "mi piace", "non mi piace", "lo capisco", "non lo capisco". In questo modo non si giudica la persona e si lascia spazio al dibattito, che è sempre origine di crescita. Dicendo "immorale" (anche se poi lo si annacqua con il classico "oh, è la mia umile opinione però!", a scanso equivoci) si finisce sempre per dare una patente, generando comunque un focolaio di conflitto. Riducendo le probabilità di arrivare a un arricchimento
God said "Let There Be Rock" and the Rolling Stones were born. And Keef played his first riff and God saw that Rock was good (Genesis 1-3)
E però seguendo tutte queste ...
Ma nessuno ti ha tacciato ...
Ora smetto, altrimenti mi sentirò ancora più vecchio di quanto già sia a furia di dispensare filosofia. E' stata una gran bella chiacchierata, grazie, ti saluto con questo.
http://www.youtube.com/watch?v=LLhO5oiFFAs
God said "Let There Be Rock" and the Rolling Stones were born. And Keef played his first riff and God saw that Rock was good (Genesis 1-3)
Ecco vedi, ho corso volontariamente ...