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Broken string collection
Broken string collection
di [user #17844] - pubblicato il

Anche ai migliori capita che una corda salti nel bel mezzo di un concerto, ma i più grandi si riconoscono nel modo in cui affrontano l'inconveniente. Basta fare un giro su YouTube per scoprire una miniera di corde rotte e di soluzioni flash.
Anche ai migliori capita che una corda salti nel bel mezzo di un concerto, ma i più grandi si riconoscono nel modo in cui affrontano l'inconveniente. Basta fare un giro su YouTube per scoprire una miniera di corde rotte e di soluzioni flash.

A tutti capita, prima o poi, di rompere una corda nel momento meno opportuno, nel bel mezzo di un assolo, un attimo prima di salire sul palco o anche pochi minuti prima di un esame importante (presente). La reazione più comune in queste situazioni è di puro panico, ma un vero professionista non si fa fermare da una semplice corda rotta.

I concerti di Buddy Guy sono caratterizzati da una buona dose di umorismo. Buddy è un intrattenitore nato e sa perfettamente come affrontare la rottura di una corda alla prima nota di un brano. Molti musicisti fermerebbero la band, cambierebbero chitarra e farebbero ripartire la canzone. Buddy no: lui la lascia continuare suonare e poi, alla corda rotta, le dedica un blues.
A 0:40 nel video è possibile vedere il momento esatto in cui la corda salta e leggere sulla faccia del bluesman la sorpresa mista a delusione sincera.


Restando nel blues, Stevie Ray Vaughan non è stato risparmiato dalla maledizione del mi cantino che salta nel bel mezzo di un assolo.
La rottura arriva a 2:42 nel video, ma è tale la prontezza di riflessi di SRV che, se non si vedesse quella cordicella penzolare dalla paletta, difficilmente ci si accorgerebbe dell'inghippo.
Il chitarrista porta l'assolo al termine senza noie ed è prontamente assistito da un roadie che gli passa un'altra chitarra per riprendere l'accompagnamento. Un vero esempio di professionalità sia da parte di SRV, sia del suo staff.
Resta il dubbio di come cavolo abbia fatto Stevie, amante delle corde grosse come cavi dell'alta tensione, a romperne una di quel calibro.


Quando, a 0:46 nel video, a Eric Slowhand Clapton è saltata una corda il pubblico deve aver sudato freddo, aspettandosi già lunghi minuti di silenzio in attesa della muta nuova.


Non è un problema, invece, per Don McLean, che per un episodio del genere meriterebbe a pieno titolo il soprannome di Quickhand. A 2:15 nel video, Don rompe una corda ma, senza perdersi d'animo, si allunga a prendere le corde di scorta, sceglie quella giusta, la monta, la accorda e riprende a suonare in tempo per il ritornello.
Tutto continuando a cantare indisturbato.


Va invece avanti come un treno, fregandosene della corda rotta e continuando coi virtuosismi, Tommy Emmanuel, che a 2:28 salta di paura nel vero senso della parola, con tanto di fragoroso scoppio di corda. Poco di cui preoccuparsi, per Tommy: ci sono altre cinque corde con cui lasciare la platea a bocca aperta.


La questione si complica senza dubbio quando si ha tra le mani una chitarra con ponte tipo Floyd Rose. Basta una corda rotta perché l'accordatura della chitarra vada a farsi benedire. Molti chitarristi tremano quando succede. Steve Vai no: lui provvede prontamente a compensare l'intonazione persa con una pressione ben calibrata sulla leva, portando assolo e pezzo a casa senza tante cerimonie.


Gli episodi riportati sono solo alcuni dei più spettacolari o divertenti tra quelli documentati e prontamente caricati su YouTube, ma il web è davvero pieno di clip del genere.

John Frusciante è stato capace di eseguire un intero assolo senza soffrire minimamente dell'assenza di una corda. Quando c'è il groove giusto, qualche nota in meno non sarà certo la fine del mondo.
Anche Slash, imperterrito, si è lanciato in buoni due minuti di assolo con una delle corde dondolante dalla paletta.
Victor Wooten ci rimane decisamente male quando, a 2:47, la prima corda lo abbandona nel vivo di un infuocato assolo. Strappa e ristrappa, prima o poi anche il basso si arrende.
È andata decisamente meglio a Marty Friedman, che ha rotto una corda mentre, con i compagni dei Megadeth, faceva il verso agli Slayer nel backstage.
Neanche il simpatico jamaicano Brushy One String, sebbene abbia un sesto delle possibilità di rompere una corda della sua chitarra rispetto a un normale chitarrista, si è salvato dall'inconveniente di trovarsi il manico trasformato in una fionda armata.

Ultimi della classe, senza dubbio, sono i Blink 182 e Justin Bieber. Mentre i primi lasciano un minuto buono di vuoto nel già scarno mix del trio in attesa che arrivi la chitarra muletto, il giovane Bieber interrompe il concerto per qualche minuto, bloccato su una gru con la sua acustica al collo, impossibilitato ad accompagnare il pezzo successivo per una corda rotta.

Se ora state guardando le vostre sei-corde con occhi diversi, convinti che al prossimo concerto vi tireranno un brutto scherzo, ci pensa Phil X a venirvi in soccorso.
I possessori di chitarre a ponte fisso stile Tune-o-matic possono ridurre i rischi montando le due corde più deboli (il mi cantino e il re, la più sottile delle corde avvolte) al di sopra dello stopbar per ridurre l'angolo sul ponte e quindi lo stress a cui queste sono sottoposte.

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