Il caffé più buono e cremoso dei Navigli, stamattina più necessario che mai visto che
sono ancora rintronato dalla giornata di ieri.
Avevo un po' di timore, la vigilia di SHG 20. Come sempre, ma forse questa volta un pizzico di più: questa storia dell'euro e del carovita, il biglietto d'ingresso ritoccato - per forza di cose - verso l'alto (ma chi aveva uno strumento pagava suppergiù come lo scorso anno), lo staff della security composto in buona parte da esordienti (ma le colonne Luca & Mac erano presenti).
Invece è andata benissimo: tanto pubblico, niente casini gravi, workshop di alto livello, addirittura - durante le prime ore della mostra - ho quasi sperato di riuscire ad avere un volume sonoro 'umano' in sala. Allora come Alberto, anch'io lancio qualche 'grazie' sparso:
- Paola Prina - una signora
- il mini-uomo Peppe Orlando - la pasta di mandorle era favolosa
- Cordova - se avevo bisogno di un attimo di serenità familiare, andavo da Carlos, moglie e figlio
- Jimmy - dopo essere stati tutta la notte a preparare un propotipo di ampli per la mostra, sono arrivati nel pomeriggio. Ma sono arrivati
- Battigelli, Guaitamacchi plus Stefano Tavernese- great job guys!
E dico anche due parole sui workshop, se posso:
- Lorenzo Carancini - esordio a SHG con il botto: tecnica di prima qualità, gran senso del ritmo, zappiano quanto basta. Una bellissima sorpresa
- Roberto Bettelli - easy money, scommessa facile: lui è una sicurezza e la sua profonda musicalità riesce sempre a incantare
- Gigi Cifarelli - grande 'stella' della chitarra: ogni volta che lo sentiamo ha fatto 'un passo in avanti' nello stile
- Alex Whatanna - la conferma di ciò che avevamo intuito ad Ancona. Riesce a creare un feeling unico con il pubblico: ha cominciato emozionatissimo, ma quando ha finito a essere emozionati eravamo noi
Poi c'è Andrea. Come ha suonato chitarra (e basso) l'avete sentito tutti. Io però voglio sottolineare come sia stato Braido stesso a volere fortemente essere presente a SHG e come ci sia venuto incontro con enorme disponibilità. Pensate, Andrea ha calcato migliaia di palcoscenici prestigiosi, ha suonato davanti a 100mila persone, eppure domenica 10 novembre, mentre lo accompagnavo alla zona workshop di SHG, era emozionato come un ragazzo, carico di tensione perché voleva fortemente 'dare il meglio di sé' agli appassionati di Second Hand Guitars. Ce l'ha fatta alla grande, Andrea. Chitarrista eccezionale? Lo sapevamo. Persona fantastica? Adesso sappiamo anche questo. Chapeau.