Forse sono del tutto superflue e non fregano a nessuno, ma così, a caldo, due riflessioni su domenica scorsa verrebbe da farle anche a me. Senza pretesa di partorire qualcosa con ordine (che non potrebbe rispecchiare il mio disordine mentale cronico..), andrò tipo l'Ulisse di Joyce...
Dunque: prezzi - bestiali. A parte l'equivalenza 1000lire = 1euro che si applica anche al prosciutto cotto, forse spinto da un mercato vintage al tubo del gas e dal fatto che in fiera si applica un bel rincaro generalizzato su praticamente tutto (forse confidando nello stordimento degli acquirenti causa persistente rumore di fondo), sta di fatto che sempre più raramente il quattrino speso ha un corrispettivo oggettivo nel valore acquisito. Traduzione: sempre più facile pagare spazzatura a peso d'oro. Figuriamoci poi gli strumenti veri...
Ormai si paga anche la ruggine. Ho visto gente azzannarsi su strumenti che fino a 2 anni fa erano considerati dei chiodi veri e propri. Ormai le stratocaster vanno più delle azioni Tiscali ai tempi d'oro, ma una strato dell'82 è (in generale) obiettivamente una chitarra scadente, non un pezzo vintage. Punto. Una strato del '79 non vale i soldi che di solito viene fatta pagare.
Ma siamo musicisti o collezionisti? Ma collezionisti di cosa? Io di vintage domenica ne ho visto veramente poco (ma poco!) va beh che c'è gente che colleziona anche le sorprese dei Kinder, ma allora tanto vale capirlo tutti che su certi strumenti il valore collezionistico è piuttosto paragonabile a quello delle sorpresine. Regoliamoci di conseguenza.
Vogliamo invece uno strumento musicale? Piuttosto allora cerchiamo una buona chitarra (chi se ne frega della marca e dell'anno), una che 'ci dica', una che sentiamo proprio 'nostra', sistemiamoci quella e godiamocela (meglio se in qualche jam con altri musicisti, fuori da quelle 4 mura solite, prigione dei chitarristi autistici...) Il nuovo? caro come il fuoco anche quello! Guardiamoci intorno, per strumenti usati (non vintage: usati!) o vecchi, possibilmente sconosciuti, e che non mostrino ancora i segni del degrado della produzione di massa. Ce n'è, ve lo garantisco. Personalmente, posso dirvi che chi domenica si è portato a casa quell'ampli GEM Custom 40 (lo vendeva un tale Andreas - tipo simpatico e gentile) con doppia sezione amplificatrice (sia pre che finale) ha fatto un affarone: era infinitamente meglio di tanti Fender e compagnia vintage che ho sentito suonare e che vendevano a prezzo di reliquie (PS - Andreas chiedeva 250Euro, magari trattava anche, non l'ho comprato io perchè semplicemente non li avevo...).
Altra cosa: un grazie ad Alex Whatanna, persona simpatica e umile e chitarrista blues con un tocco 'vero', non il solito clone malriuscito di SRV. Alex ti auguro proprio di farcela, e grazie per la pila!! (sentiamoci!!).
Grazie a Matteo (per la disponibilità) e ad Alberto (per rendere tutto questo possibile). Infine, per chi mi chiedeva con incredulità se il suono di Andrea (Braido) uscisse solo da quel piccolo combo Marshall JCM900, e se questo fosse stato modificato, rispondo: ampli assolutamente stock e sola origine del suono. La ricetta era semplice: una tele (sistemata a dovere, con dei buoni p-up), pochi pedalini ed un ampli che lo compri con 4 lire in qualsiasi negozio di musica. E allora? Amore per la musica, studio, dedizione, e voglia di suonare... (nel caso di Andrea, tutti ingredienti presenti in dosi massicce!!).
Alla prossima!
Quando ci vuole...
Salve a tutti ACCORDOFILI !!! Mi permetto di esprimere la mia modesta opinione, incoraggiato anche dall'articolo postato dal "bagnasco" che condivido in tutto e per tutto,sull'esito dell'ultima edizione di SHG.Premetto che ho partecipato a due precedenti edizioni svoltesi ad Ancona e questa volta avevo scelto di farmi un bel viaggetto a Milano...e qui inizia la Via Crucis!!! Dopo aver incassato il "duro colpo" del prezzo del biglietto del treno A/R con partenza da Civitanova Marche di ben 65 Euro (AMMAZZZZ...!!! Era una vita che non prendevo più tale mezzo di trasporto,li mortacc....!!!) mi sono trovato all'uscita della stazione di MIlano C.le completamente disorientato sul come raggiungere il famoso filobus o tram n°91(mi sembra di ricordare),che mi avrebbe accompagnato all'Alcatraz,evitando le costose corse dei taxi;ma...per uno che a Milano c'è stato UNA sola volta,come fà a trovare subito le indicazioni sul dove poter prendere e salire esattamente dove??? Certo,direte voi,ma che sei stupido?Basta che chiedi,no?Ma vi sembra facile chiedere indicazioni in giro quando intorno a te senti parlare in tutte le lingue meno che in Italiano???Perlomeno ,all'ora che sono arrivato io,Milano mi sembrava come la Casbah,e ho fatto davvero difficoltà a chiedere informazioni.Vabbè...!!Comunque,dopo aver percorso anche molta strada a piedi,finalmente sono riuscito a raggiungere il ritrovo. Ok,una volta dentro, la meraviglia di tanta abbondanza mi è apparsa subito agli occhi...ma quasi subito,appena ho iniziato a dare uno sguardo ai prezzi sono rimasto inebetito!!! Allora,secondo me,prima di tutto fuori dalle scatole tutti i negozianti che con tale manifestazione non hanno nulla in comune tranne che spennare i malcapitati.L'SHG,da come dicono le sue iniziali è UNICAMENTE un ritrovo per amatori ed appassionati di USATO e di VINTAGE e non un negozio di roba nuova che trovi tutti i giorni senza difficoltà.Per tale mercanzia,sicuramente negli anni a venire ci sarà una SHG anche per loro,ma adesso godiamoci quello che ci tramandano le epoche trascorse!!! Ho provato con un"venditore di pezzi di legno" a trattare un Boss DD-3 Ex-demo al prezzo esposto di 130 Euro,e adesso vi farò ridere:dunque, avevo portato con me da casa qualche pedale da scambiare o vendere e precisamente un radiotrasmettitore NADY usato,un distorsore DOD usato,un fuzz anni ' 70 usato e di marca nazionale,infine un wha-wha nuovo,nuovo della Proel;bene,ONESTAMENTE vi chiedo a che prezzo li avreste venduti singolarmente o magari anche in blocco? Non sò...magari... vanno bene 40 Euro a pezzo? Vi sembra disonesto oppure esagerato???Beh,morale della favola il tizio mi ha chiesto ,per quel pedale, tutti e quattro gli effetti con l'aggiunta per di più di 20 Euro !!!!!! ALLUCINANTE!!!!! A quel punto,con molta dignità, ho rimesso immediatamente a posto i miei effetti e non mi sono assolutamente sentito in obbligo nemmeno di salutare per l'offesa subita!!!!!!!! Molto seccato da costui,ho ritentato senza successo di trattare da un altro ambulante il quale si è rifiutato di considerarmi appena ha sentito la frase:"Scusi,potrebbe interessarle uno scambio con uno o più dei miei effetti per quel suo...".Risposta:"Quella roba che hai non ha mercato,mi dispiace!!! ". Un'ultima critica se permettete ancora,grazie.L'illuminazione in generale,secondo me era un po'troppo scarsa,soprattutto nei pressi delle uscite di sicurezza dove i ragazzi esponevano i loro strumenti sul pavimento o appoggiati al muro. Non si distinguevano bene i colori in generale e ciò non dava pienamente giustizia soprattutto a quegli esemplari che il tempo ha delicatamente modificato. Grazie per la vostra pazienza e un gran saluto allo Staff e a voi tutti.
Re:Quando ci vuole...
Due risposte rapide:
1) del nuovo non si puo' fare a meno. I negozianti negli ultimi tempi sono stati molto piu' disponibili dei "mercanti" privati, spesso spocchiosi, pronti a denigrare le cose che tu offri e a magnificare quelle che vuoi acquistare. Ci vogliono anche economicamente, perché senza il loro contributonon ce la faremmo a coprire i costi. E poi, andiamo, anche la roba nuova ha un fascino quando è bella, hai visto lo stand della Paola Prina? Io mi ci sono leccato i baffi a lungo :-)
2) le luci semplicemente costano troppo. Per accendere l'illuminazione disco occorrerebbe aggiungere qualche altro migliaio di euri al costo. Non ci si sta. Oppure dovremmo trovare altre fonti di reddito, ma sinceramente non ce la facciamo.
Re:Mea culpa...!!!
Cordialmente saluto...e...naturalmente scherzo sul mio titolo...!!! Sono pienamente d'accordo per le repliche del bagnasco nonchè per quelle di Alberto. Si',è giusto che non bisogna criminalizzare la categoria dei commercianti nè metterli tutti sullo stesso piano di "approfittatori",ma a qualcuno di loro farebbe bene fare un'esame di coscienza e considerare che non tutti in questa Terra sono disposti a farsi "spennacchiare"seduta stante.Le uniche situazioni che ho sperimentato quel giorno, infatti, mi sono accadute trattando con due diversi commercianti e basta,tra l'altro nemmeno troppo simpatici nè cortesi (non faccio nomi per evitare il solito casino di routine), ottenendo il medesimo risultato e cioè un'erosione di fegato per l'incazzatura, e allora uno si chiede se fosse stata proprio necessaria la loro presenza a questo tipo di manifestazioni,tutto qui. Comunque,per quanto mi sarà possibile,non mi perderò di sicuro le prossime edizioni di SHG perchè sarà sempre più utile e costruttivo potersi scambiare esperienze,opinioni,confronti,conoscenze e non per ultimo amicizie, che tutti ci accomunano difronte a questa nostra irrinunciabile passione. Un saluto per tutti dall'amico fuzz. Ciao!
Re:Quando ci vuole...
Dear fuzz, giusto per proseguire la discussione e traendo un paio di spunti dal tuo intervento. Bada bene: la mia 'polemica' sui prezzi alti non sta ad indicare un mio dente avvelenato con i commercianti. Questo forse ho ommesso di chiarirlo. Deriva semplicemente dall'osservare un dato di fatto: il mercato, a partire quello del vintage o pseudo-tale, è gonfiato. Questo si trascina dietro anche i prezzi dell'usato 'con mercato'. In effetti, è un po' come la borsa - non scherzo. I negozianti non sono per forza vampiri. Bisogna anche mettersi nei loro panni, soprattutto quando si parla di permute: in fin dei conti loro devono camparci e, diciamocelo, si trovano nel 99% dei casi a che fare con musicisti hobbisti (per i quali le trattative sono un passatempo) e spesso squattrinati. Il fatto che ci sia frenesia solo su alcune marche vincola il mercato e spara alle stelle le quotazioni di questi strumenti, a prescindere dalla qualità - quello a cui mi riferivo quando dicevo che si rischia di comprare spazzatura a peso d'oro. Ciò che resta fuori dal paniere di libidine collettiva, vale tanto quanto il 2 di picche - magari anche se di qualità impareggiabile. Un negoziante, che gli strumenti li vende (e non li suona), deve per forza, e suo malgrado, attenersi a tutto ciò. Guarda che poi, questa situazione, va anche a discapito loro - il fatto che nei negozi trovi solo certe marche è perchè le altre non se le compra nessuno. Quindi anche un negozio col massimo della buona volontà che tenti di proporre qualche prodotto alternativo con diligenza e preparazione molto raramente è premiato. Anzi, spesso se lo prende nello stoppino. Un caso? Guitar di Tortona - quanto è che vedo quelle (ottime, meglio di qualsiasi fender nuova e vintage anni '70) G&L appese al muro? Roby di Guitar è persona squisita e preparatissima - ma va a finire anche lui che se vuole campare deve agganciarsi al treno della solita minestra (magari anche mediocre) che vogliono tutti. Sarei curioso di sapere quanto lui paga le Fender e quanto le G&L all'ingrosso, per capire cosa gli converrebbe di vendere... Ma questo era solo un esempio. Poi c'è il grande capitolo degli strumenti custom made - proprio grazie al mercato 'psudo-vintage', il chitarrista che di chitarre ne fa girare un po' preferisce sempre investire in uno strumento con mercato, magari anche scadente, piuttosto che in uno strumento di liuteria (infinitamente superiore), a parità di prezzo - questo perchè il primo eventualmente lo può sempre rivendere, il secondo è facile che gli resti sul groppone. Ci sono degli analisti di mercato (o forse meglio dei sociologi) che possano spiegare da dove nasce tutto ciò?