I Trashcan Sinatras ritornano dopo dieci anni con Ever the Optimist. Le loro chitarre squillanti e la scrittura figlia della grande scuola pop britannica non inseguono in alcun modo l’attualità, accettano piuttosto il tempo trascorso. La recente scomparsa del chitarrista e cantante John Douglas rende inevitabilmente più dolorosi i brani dedicati alle assenze, ma il disco conserva un’ostinata luminosità.
Dall’altra parte della stanza, Cannonball dei Man/Woman/Chainsaw non ha alcuna intenzione di stare composto. Il debutto della giovane band britannica mette insieme grandi ritornelli, arrangiamenti insoliti e improvvisi rovesci dinamici, accumulando materiale adatto a chi rimpiange i tempi in cui l’indie rock poteva ancora sembrare sul punto di fare la differenza.
I Cancer Bats portano in Give Me Dirt vent’anni di concerti e pavimenti sudati. Kurt Ballou (sì, quello dei Converge) registra parte dell’ottavo album ai God City Studios; Ian Romano completa il lavoro in Canada. Hardcore, punk e metal vengono compressi in riff diretti, con Jackson Landry ormai pienamente inserito nella formazione. La band non cerca una nuova identità, ma prova a mettere a fuoco quella costruita sera dopo sera fino ad oggi.
I Parts & Labor rientrano dopo quindici anni con Set of All Sets e scelgono una strada ancora più irregolare. Batterie ipercinetiche, sintetizzatori corrosi e chitarre trasformate in rumore ambientale alimentano diciassette tracce che, paradossalmente, fanno fatica a restare in secondo piano; Big D and the Kids Table, al contrario, celebrano trent’anni lasciando aperte le finestre di The Good Ole American Saturday Night, che riunisce ska, punk, reggae e soul sotto la produzione di Joe Gittleman e Matt Appleton.
Fra le proposte più chitarristiche questa settimana c’è Hillbilly Erotica di Sir Richard Bishop. Sette degli otto brani sono improvvisazioni acustiche: bordoni insistenti, pennate violente, raga, blues immaginario e rumori delle dita sulle corde si sommano in un tentativo di smontare dall'interno le convenzioni del blues.
Hana Stretton sceglie il gesto opposto in tiarn, un lavoro fatto di scricchiolii e suoni ambientali che circondano canzoni appena emerse, come se lo studio stesso partecipasse alla registrazione.
Steve Lacy usa invece la chitarra all'interno di un lessico sonoro pop e R&B. Oh Yeah?, autoprodotto e arricchito da SZA ed Erykah Badu, alterna chitarre tentacolari nell'arrangiamento e ritmi dalle riverberazioni elastiche, senza ripetere la formula di Gemini Rights. A chi si domanda dove sia finita la chitarra nella musica contemporanea, Lacy risponde che molto spesso è ancora lì, ma ha smesso di chiedere il centro del palco.
Infine John Carpenter’s Cathedral riunisce Carpenter, Cody Carpenter e Daniel Davies in un progetto legato a una graphic novel nella quale sintetizzatori e chitarre costruiscono una struttura sonora capace di funzionare anche senza le immagini del progetto in un apparato musicale che sembra fatto appositamente per guidare di notte verso una meta indefinita.
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